

La notizia diffusa nel tardo pomeriggio di ieri e riportata dai quotidiani locali e non nella giornata di oggi, onestamente, non ci stupisce più di tanto. Per quel che ci riguarda, insomma, non può definirsi il classico “fulmine a ciel sereno”. Il “dire e non dire”, le parole sussurrate a denti stretti, le confidenze propositamente sfuggite, ma soprattutto la ultraventennale conoscenza del Suo modus operandi (suvvia Foti, ancora si preoccupa? già La erudimmo spiegandole che è una frase in latino e che altro non vuol dire “modo d’agire”), da tempo, per noi sono state ampiamente bastevoli per capire o, meglio, carpire. Presidente, ha mai sentito parlare del “Vox populi vox Dei”?
Si, lo sappiamo, Lei (come noi, d’altro canto) si trova più a Suo agio con il vernacolo reggino o, in ultima ipotesi, con la lingua di Dante. Ordunque, un giornalista che si rispetti non si ferma alla “voce del popolo” ma cerca di capirne la sue genesi. Ed è allora che mette in moto il cervello, osserva in silenzio, raccoglie notizie, le elabora e, quand’è pronto, le fa sue, le scrive o le riporta a voce. Per esempio noi che, (anche) per problemi di lombosciatalgia dovuti ad una disgraziata ernia discale (sa, l’età comincia a farsi sentire), siamo da sempre (anche da giovani e virgulti) poco avvezzi a stazionare a 90° evitiamo accuratamente di fornire, così, su un piatto d’argento, la possibilità ai malintenzionati posti alle nostre terga di “usufruire” del nostro fondoschiena diciamo che a petto in fuori, schiena dritta e sguardo alto, ci troviamo molto meglio. Tra le tante tipologie di giornalista, però, ce né un’altra che si prepara facendo tutto quello di cui sopra ma, a differenza del primo esempio, piuttosto che informare preferisce tacere, omettere, far finta di nulla tanto che il suo comportamento, se l’aggettivo non fosse troppo spesso associato ad un fenomeno poco edificante, si potrebbe tranquillamente definire “omertoso”. Pazienza, ognuno interpreta come meglio crede il proprio ruolo. Fatta questa premessa, che ci serve solo a spiegare perché il Suo ultimo (in ordine temporale) deferimento non ci ha stupiti né colti di sorpresa, è nostra intenzione spiegarci meglio ripercorrendo alcune tappe del percorso che, secondo scienza e coscienza, abbiamo deciso di intraprendere molti anni fa (era il maggio del ’91 quando ricevemmo la tessera d’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti che, contrariamente a coloro che si pavoneggiano di possederla e, per questo, si sentono “3 caxxi e mezzo”, riponemmo in un portadocumenti che, in maniera inconsapevole, si caricò di responsabilità verso coloro i quali da lì in poi ebbero, hanno e forse avranno la pazienza e fors’anche il piacere di seguirci) rinvigorendolo anche di recente tanto dalle pagine di un piccolo periodico online quanto da qualche ospitata tv. Ci pregiamo, adesso, di rinfrescarLe la memoria. Tutto ebbe “inizio” il 24 gennaio scorso allorquando scrivemmo e pubblicammo su www.ilreggino.news un Editoriale (sa, Presidente, de “Il Reggino” siamo il Direttore e, quindi, ogni nostro articolo non è un articolo qualunque ma si chiama, appunto, Editoriale con la E maiuscola) che titolammo “Presidente, sente di aver tradito tifoseria e Città e di aver vanamente tentato di offendere l’intelligenza altrui?” http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=2944:presidente-sente-di-aver-tradito-tifoseria-e-citta-e-di-aver-vanamente-tentato-di-offendere-lintelligenza-altrui&catid=1:editoriale&Itemid=7). In tutto quel contesto, trovandovi puntuale allocazione, vi era riportato anche: “E’ vero, la Reggina Calcio S.p.A. 1986 è un’azienda come mille altre. Può avere, quindi, diagrammi economici altalenanti a seconda della sua gestione. Ma s’è vero com’è vero che le entrate sono state più cospicue delle uscite allora i conti non tornano. Dov’è finito il malloppo atteso che, dicono, non è nelle casse societarie? E’ stato utilizzato per ulteriori e diversi investimenti? Che male c’è a riferircene? E’ stato distratto (si dice così?) in altre aziende? Qual è il problema a rendicontarcene? In sostanza, essendo la Reggina una “cosa” di tutti, gli amministratori pro-tempore non sarebbe corretto ci erudissero? Ascoltando, magari capiremmo e fors’anche converremmo con loro. Non credete?" Perdindirindina, che per caso avevamo sognato una notitia criminis (è sempre ed ancora latino e vuol dire “notizia di reato”) che sarebbe uscita sulla stampa oggi, giovedì 21 giugno (quindi 5 mesi dopo)? Oh perbacco, non ce l’aspettavamo proprio. No, no! Continuiamo. Il giorno 30, sempre del gennaio scorso, fummo ospiti della “Tribuna amaranto” di TeleReggio (http://www.telereggiocalabria.it/tutti-programmi/7-stagione-attuale/41630-tribuna-amaranto.html) ed anche in quell’occasione ci ponemmo delle domande in maniera nuda e cruda ricevendo, in cambio, nessuna risposta ma 1) l’essere guardati come fossimo “extraterrestri”; 2) l’essere “additati” puntualizzando che determinate cose le stessimo affermando noi (e chi altri, tra i presenti, avrebbe potuto “osare” così tanto?); 3) l’essere “contestati” a microfoni e telecamere accessi e l’essere condivisi a microfoni e telecamere spenti (aggiungendo, peraltro, ulteriori considerazioni che Le risparmio non prima averci “avvisati” che un nugolo di avvocati – i Suoi – stessero seguendo la trasmissione e che, eventualmente, sarebbe stati pronti a querelarci); 4) l’essere maldestramente “ripresi” da un telespettatore che, via sms, ci chiese se sapessimo la differenza tra “debiti” e “passivo di bilancio”. Tralasciando i primi 3 punti ci piacerebbe chiedere oggi a quel telespettatore se, invece, lui conosce la definizione di “fondi distratti” e di “fatture false”. Il più recente 22 maggio, invece, Le dedicammo altro Editoriale che, abbiamo saputo poi, creò qualche malumore in via delle Industrie. Lo titolammo “Lettera aperta al signor Pasquale "Lillo" Foti: Presidente venda meno fumo ed acquisti più credibilità (meno marketing e più restyling)” (http://www.ilreggino.news/index.php?option=com_content&view=article&id=4163:lettera-aperta-al-signor-pasquale-qlilloq-foti-presidente-venda-meno-fumo-ed-acquisti-piu-credibilita-meno-marketing-e-piu-restyling&catid=1:editoriale&Itemid=7). Questi 3 fatti sono responsabilità nostra. Quali fatti, allora, sono di responsabilità Sua? Così come il tempo ha sancito che non abbiamo scritto/detto minchiate (a Bressanone dicono così), anche a costo di critiche, appellativi ed invettive, così il tempo dirà quali cosa dovremo ascrivere al Suo operato. Ad oggi, se la memoria non c’inganna, possiamo menzionare: 1) la denuncia che Le è stata fatta da Gazzoni-Frascara per via delle “allegre” fidejussioni versate alla San Remo S.p.A. nell’estate del 2005; 2) gli 11 punti di penalizzazione scontati nel campionato di A 2006/2007 in seguito a “Calciopoli”; 3) un anno e 6 mesi di condanna inflittiLe dal Tribunale di Napoli nel processo penale riferibile sempre a “Calciopoli”; 4) 4 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato 2012/2013 a seguito della combine nella gara Grosseto-Reggina (0-1) del 14.05.2011 (e su cui ragioneremo tra poco) attenzionata dalla Procura di Cremona e riferibile all’ennesima “Scommessopoli” che ha travolto nuovamente il calcio italiano; 5) il possibile ulteriore deferimento (con annessi e connessi) che potrebbe arrivare, questa volta dopo le indagini della Procura di Bari, circa le due partite Reggina-Albinoleffe (3-1 il 30 maggio 2010 – vittoria salvezza – ed 1-2 l’08 dicembre 2010) e 6) il freschissimo deferimento di cui in oggetto per rispondere: 1) “della violazione dell’art. 1, comma 1, del Codice di Giustizia sportiva, con riferimento all’art. 84 della N.O.I.F., in concorso con il Sig. Tullio TINTI e con soggetti non appartenenti all’ordinamento federale, per essersi procurato, attraverso l’emissione di fatture, in modo non regolare la disponibilità personale di somme di denaro provenienti dalle risorse economiche della società REGGINA CALCIO, così minando l’equilibrio economicofinanziario di tale società sportiva e violando, fra l’altro, il principio della corretta gestione cui le società di calcio sono assoggettate e distogliendo le corrispondenti risorse dall’utilizzo nell’interesse della società medesima. Risultato ottenuto attraverso la consapevole predisposizione di contratti fittizi stipulati in data 1.1.2006, 1.2.2007 e 6.8.2007, con “società cartiere” riconducibili al G., in assenza in ogni caso di sinallagma contrattuale in favore della società sportiva dallo stesso presieduta; per un ammontare complessivo pari ad almeno € 2.300.000,00 (euro duemilionitrecentomila//00), somme versate dalla società sportiva Reggina calcio a fronte dell'emissione delle fatture relative ad operazioni inesistenti da parte delle società cartiere; il tutto anche attraverso il compimento di simili operazioni poste in essere dalla diversa società REGGINA SERVICE s.r.l. – ora RESER s.r.l. – di cui deteneva il controllo societario a mezzo società fiduciaria”; 2) “della violazione dell’art. 1, comma 1, del C.G.S., in relazione all’art. 4, comma 1 del Regolamento Agenti vigente sino al 31 gennaio 2007 ed art. 4, comma 2, prima parte, del Regolamento Agenti di calciatori vigente a far data dal 1° febbraio 2007 e sino al 7 aprile 2010, per aver conferito, in esecuzione di un medesimo disegno e in violazione reiterata della medesima normativa, con contratti stipulati in data 1 gennaio 2006, 1 febbraio 2007, 6 agosto 2007, l’incarico di attività di ricerca e segnalazione calciatori (c.d. scouting) rispettivamente alle società FIBET, VIDACO, TIMOTES e non ad un Agente di calciatori personalmente". In alcune parti del dispositivo di deferimento, il signor Tinti viene chiamato anche "agente della Reggina Calcio2 e per tale circostanza non autorizzato a trattare calciatori con la Reggina”; 3) “della violazione degli artt. 1, comma 1 e 10, comma 1 del C.G.S., in relazione all’art. 3, commi 1 e 4 del Regolamento Agenti previgente sino al 31 gennaio 2007 poi art. 3, comma 3, del Regolamento Agenti vigente a far data dal 1° febbraio 2007 e sino al 7 aprile 2010 ed anche in relazione all’art. 1, comma 1 del Regolamento dell’Elenco speciale dei Direttori Sportivi, per essersi avvalso, in esecuzione di un medesimo disegno e in violazione reiterata della medesima normativa, dell’opera di soggetti non autorizzati (società FIBET, VIDACO, TIMOTES) nell’attività di ricerca e segnalazione di calciatori, sia sul territorio italiano che all’estero, ai fini del tesseramento e/o della cessione di calciatori (c.d. scouting), trattandosi di incarico riservato a soggetti con il titolo di Direttore Sportivo"; 4) “della violazione dell’art. 1, comma 1, del C.G.S. in relazione all’art. 10, comma 4, all’art. 15, commi 1 e 2, e all’art.16, comma 7, del Regolamento Agenti Calciatori vigente dal 1° febbraio 2007 al 7 aprile 2010, per avere, in relazione ad una operazione di mercato riguardante il calciatore Mario CASSANO, conferito un mandato per la società al Sig. Tullio TINTI in data 18 luglio 2009 ed aver successivamente trattato con lo stesso Tinti in qualità di agente di fatto del calciatore Mario CASSANO, nonostante il calciatore avesse conferito incarico formale all'agente Sig. Ernesto RANDAZZO in data 7 febbraio 2008”; 5) “della violazione dell’art. 1, comma 1, del C.G.S. in relazione all’art. 10, comma 4, all’art. 15, commi 1 e 2, e all’art.16, comma 7, del Regolamento Agenti Calciatori vigente dal 1° febbraio 2007 al 7 aprile 2010, per avere, in relazione ad una operazione di mercato riguardante il calciatore Sergio VOLPI, conferito un mandato della società al Sig. Tullio TINTI in data 5 luglio 2009, ed aver successivamente trattato con lo stesso Tinti in qualità di agente di fatto del calciatore Sergio VOLPI, nonostante il calciatore avesse conferito incarico formale all'agente Sig. Giorgio ZAMUNER”. Come se tutto ciò di attuale non bastasse, dobbiamo annotare l’ulteriore deferimento della Sig.ra Concetta Antonia Angela Fazzari, segretaria del settore giovanile che dovrà rispondere “della violazione di cui all’art. 1, comma 1, del C.G.S. per aver palesemente dichiarato, durante l'audizione resa innanzi la Procura Federale, circostanze non veritiere in ordine alla costituzione e gestione della società Reggina Service s.r.l. – ora Reser s.r.l. anche con riferimento ai rapporti intrattenuti con la società Reggina Calcio S.p.a". Ovviamente, il Suo personalissimo modus operandi non poteva che colpire anche la Reggina Calcio che dovrà rispondere "ai sensi della dell'art. 4, comma 1, del C.G.S. a titolo di responsabilità diretta per le azioni e i comportamenti disciplinarmente rilevanti come sopra evidenziati, posti in essere dal proprio dirigente Pasquale FOTI, con poteri di rappresentanza della società all’epoca dei fatti oggetto di deferimento". Ed adesso, “Mister President”, come la mettiamo? Cos’ha da dire in risposta alle ennesime accuse rivolteLe? Ah già! Quasi dimenticavamo che, durante l’ultima riunione di condominio di ieri sera con i vicini della “Gazzetta del Sud”, nella Sua veste di amministratore, ha messo a verbale la seguente dichiarazione: “Siamo presi di mira, c'è accanimento nei confronti della Reggina". Presidente, o Presidente, ma che davvero crede che siamo tutti dei coglioni o, anche, che portiamo ancora l’anello al naso e crediamo a tutto ciò che ci viene detto? E, poi, per giunta da quello che Lei ci dice? Ma dai, Presidente, abbandoni l’idea di essere un “colonizzatore” o, peggio, un “indottrinatore”. Sa qual è la verità, Presidente, che non Le crediamo più (da tempo ormai). Non Le crediamo noi; non Le credono gli oltre 20000 spettatori che con il Suo comportamento ha allontanato dal “Granillo”; non Le crede chi – tra i giornalisti – ha la schiena dritta; non Le crede neppure chi in passato ha fatto il Suo gioco e che, presto, se le cose dovessero precipitare, La rinnegherà. Presidente, i Suoi legali Le hanno spiegato che non è indagato da Palazzi ma dalla Procura di Milano per “associazione per delinquere transazionale finalizzata al riciclaggio, all'emissione di fatture per operazioni inesistenti ed a reati tributari”? Le hanno fatto capire che il problema non è semplicemente “sportivo” (quello che ci interessa) ma ben più grave e serio (quello che non ci interessa)? In sostanza, Presidente, si è reso conto che ha lesionato irreparabilmente l’immagine che la Reggina si era costruita negli anni (anche grazie a Lei, ovviamente) e che, da Lei, oggi e da tempo, è vituperata, offesa e stuprata? Oppure, Presidente, presume ancora che abbia valenza la leggenda secondo la quale i reggini debbano esserLe eternamente grati perché “ci ha portato in A”? Grati lo siamo stati (e questo merito nessuno glielo toglie) ma a che prezzo? La gratitudine che Le abbiamo riconosciuta come l’ha ripagata? Con tutti questi guai giudiziari o con che cos’altro? Se ha voglia di risponderci, dando delle spiegazioni che crediamo siano più che opportune dovute, “Il Reggino” è pronto a darLe tutto lo spazio che vuole. Prima, però, Presidente, chieda scusa a Reggio, ai Reggini, ai tifosi, agli sportivi ed anche a chi della Reggina se ne frega perché, Presidente, oggi noi ci sentiamo offesi dal comportamento che da anni Le viene contestato nelle Procure di mezza Italia compresa quella Federale. Prima di chiudere dobbiamo mantenere una promessa fatta ai nostri esigui lettori nel corso di questo articolo. Abbiamo menzionato i 4 punti di penalizzazione già inflitti in primo grado alla Reggina da scontare nel prossimo campionato. Essi nascono dalle indagini sulla combine in Grosseto-Reggina del 14.05.2011. Ai 4 punti di penalizzazione (ecco uno stralcio della sentenza: “…quanto alla Società REGGINA: la responsabilità oggettiva in ordine all’illecito sportivo commesso da un suo collaboratore relativamente a una gara disputata dalla Società medesima, sanzionabile con tre punti di penalizzazione; la responsabilità presunta derivante da atti posti in essere in suo vantaggio da soggetti a essa estranei relativamente alla stessa gara, sanzionabile con un punto di penalizzazione”) sono associati i 3 anni e 3 mesi di squalifica a tale Gianni Rosati (ex DS e, poi, collaboratore amaranto). Ebbene, nei giorni scorsi abbiamo letto una Sua dichiarazione a tal proposito sul sito www.tuttoreggina.com (http://www.tuttoreggina.com/?action=read&idnotizia=10961) che qui riproponiamo: “I quattro punti di penalizzazione? Continueremo quello che è il percorso giudiziario, abbiamo estrema fiducia in quella che è la giustizia, come siamo altrettanto sicuri e coscienti di non aver commesso nessuna infrazione da poter meritare questo tipo di sentenza. Andiamo avanti, sapevamo che il percorso non finiva oggi. Faremo tutto quello che è in nostro potere e dimostreremo la totale estraneità della Reggina da questa faccenda”. Traducibile in: “Rosati ha agito per conto proprio e con noi non c’entra nulla”. Come dire che Rosati, fuori stagione, dapprima si è travestito da Babbo Natale; poi ha messo nel sacco 30 o 35000 euro (non ricordiamo) prelevati dal proprio patrimonio; ed, infine, è andato da Tamburini al fine di indurlo a convincere Narciso affinché il Grosseto perdesse quella gara (così com’è poi accaduto). E’ giusta la ricostruzione, Presidente? O meglio, la ricostruzione che noi desumiamo venga fuori dalle Sue dichiarazioni. C’è bisogno che commentiamo oppure lasciamo libera interpretazione? Dal canto nostro, per il solo bene della Reggina (è l’unica cosa di cui ci importa in tutte queste vicende), ci auguriamo che il secondo grado di giudizio a cui si è appellato ci dia una verità diversa da quella sin qui ricevuta. Ce lo auguriamo davvero. Infine, auguriamo a Lei di riuscire a dimostrare che tutto quello di cui abbiamo trattato oggi sia falso e che non è l’uomo che le Procure dipingono. Se ce la farà, bene. Altrimenti si cosparga il capo di cenere e chieda scusa. Il discorso non è personale, si figuri Presidente. Non abbiamo alcun motivo per avercela con Lei, la rassicuriamo. E' solo che siamo tifosi della Reggina in quanto "istituzione" e chiunque le nuoce non ci piace. Cordiali saluti, "Number One". (Nelle foto: Foti, la pagina che "Il Quotidiano" di oggi dedica alla vicenda e Foti con Rosati).