Pro Reggina ’97 e Reggina: quando uno sport “minore” ci rende orgogliosi ed un altro ci mortifica

Da ieri sera Reggio Calabria è Campione d'Italia. Nel calcio a 5 femminile, infatti, una squadra amaranto primeggia in assoluto su tutte le altre compagini del Bel Paese. La Pro Reggina '97 ha vinto con pieno merito il tricolore coronando un sogno (il proprio e di tutti noi reggini legati indissolubilmente ad ogni espressione positiva della regginità). "Una favola" è stata descritta l'avventura della squadra di mister Tramontana nel suo primo campionato di A.

Ed è davvero una favola con un finale reale, concreto, vero, stracolmo di straordinarietà. Da neo-promossa, infatti, la Pro Reggina '97 ha saputo, una dopo l'altra, scardinare le difese avversarie scalando, lentamente ma costantemente, tutti i gradini del campionato fino a quello più alto. Dopo una regular-season comunque eccellente, con la salvezza (obiettivo inizialmente prefissato) meritatamente raggiunta in anticipo, il capolavoro le ragazze di Tramontana lo hanno realizzato durante il loro percorso nei playoff scudetto a cui hanno legato, poi, vari aggettivi (straordinario, fantastico e chi più ne ha più ne metta) fino a cucirsi ieri sera il tricolore sul petto che porteranno orgogliosamente per tutta la prossima stagione calcettistica. La squadra della presidente Antonietta Cappellaccio e del tecnico Tramontana ha saputo inorgoglirci come non succedeva da qualche tempo. Ha ridato ai reggini, appassionati o neofiti che fossero, un motivo d'orgoglio sportivo (e non solo) che altri soloni ci hanno presuntuosamente ed arrogantemente negato. Giornata dopo giornata, vittoria dopo vittoria, con gli insegnamenti giusti tratti dopo ogni sconfitta, la ciurma in amaranto ha saputo far tornare il sorriso a chi, costantemente ma anche silenziosamente, le ha seguite meravigliandosi di volta in volta fino a gioire ieri sera con le notizie che arrivavano a singhiozzo dal palazzetto di Montemesola (TA). E' in terra tarantina, infatti, contro il plurititolato Italcave Real Statte, che la Pro Reggina '97 ha completato il proprio capolavoro. Le 3 gare di finale hanno dell'incredibilmente entusiasmante. Gara 1 disputata a Reggio e gara 2 e 3 in trasferta per il peggior piazzamento delle reggine nella reagular-season rispetto alle avversarie. Quello che a tutti è sembrato un handicap, quello che poteva demoralizzare o, comunque, smorzare gli entusiasmi di un campionato ugualmente esaltante e positivo è diventato, invece, lo stimolo maggiore per le ragazze reggine. Il colpo di grazia, allora, sarebbe potuto essere la sconfitta interna in gara 1. Un 2-4 casalingo che avrebbe "ammazzato" chiunque ma non le donzelle amaranto che, nonostante la natura avversa, hanno dimostrato di avere gli attributi. Tassello dopo tassello, incastro dopo incastro, mister Tramontana ha saputo pazientemente ricostruire il mosaico completo andando a vincere gara 2 e 3 entrambe in trasferta e davanti ad un pubblico non amico. La vittoria di sabato scorso in terra di Puglia per 2-1 ha rappresentato, probabilmente, la molla giusta affinché ieri sera non ce ne fosse per nessuno se non per la Pro Reggina '97. Le reggine, motivate al punto giusto, cattive al punto giusto, senza un respiro risparmiato, senza un attimo di distrazione, con agonismo vero e supportate dalle scelte tattiche di Tramontana, hanno bissato il successo di 3 giorni prima replicando il 2-1 ed alzando la coppa al cielo. Immaginiamo cos'abbiano provato le ragazze, emozioni inenarrabili che spettano solo a chi vince con pieno merito e legittimandone il successo. Che meraviglia! Noi, dal canto nostro, sin dalle 19 di ieri abbiamo provato a seguire la gara in streaming sul sito realstatte.it ma, cause tecniche, non ci siamo riusciti se non per qualche istante. Sapendo, poi, che nessuna emittente radiofonica reggina si fosse presa la briga di seguire la finale, abbiamo smanettato nervosamente cercando sul web qualcosa che potesse placare la nostra ansia. La pace è arrivata, infine, sempre attraverso il web ed il social network Facebook in cui qualcuno, più bravo (evidentemente) e fortunato di noi, che nel frattempo era riuscito ad avere notizie più precise, ha deciso di condividerle con tutti gli altri la lieta novella. Ed è stato in quel momento che noi reggini abbiamo toccato il cielo con un dito e ci siamo ripresi un'immensa rivincita sugli "altri". Si, gli "altri"! Quest'ultimi sappiamo tutti chi sono avendogli dedicato editoriali su editoriali. Noi reggini, da ieri sera, abbiamo un motivo in più per sorridere ed un motivo in  meno per rimurginare sulle tante delusioni con cui la Reggina (la maggiore espressione sportiva della città ma solo perchè è nel contesto dello sport maggiormente seguito in Italia) ha inteso omaggiarci anche quest'anno. In un contesto, quello del calcio italico, in cui "u megghiu avi a rugna" (come si dice a Bolzano), offeso e vituperato da innumerevoli scandali, da personaggi discutibili, squallidi, e da calciatori iperviziati, straricchi ed alla ricerca sempre di maggiori guadagni (che siano illeciti non importa) e dalle veline di turno, con le varie spade di Damocle pendenti su molte società (Reggina inclusa, ovviamente), il ritorno allo Sport con la S maiuscola è puro e solo godimento. La Pro Reggina '97 è riuscita, ieri sera, anche in questo: la sua non è una vittoria solo sportiva ma, soprattutto, la vittoria delle persone perbene, di uno sport sano, di chiunque abbia a cuore (davvero) le sorti di Reggio di Calabria che si manifestano anche in ambito sportivo. La vittoria della Pro Reggina '97 corrisponde alla sconfitta (netta, chiara, senza possibilità di repliche e senza "se" e senza "ma") dei personaggi di cui sopra che hanno fatto, fanno e continueranno a fare dello sport un business; di faccendieri e portaborse; di lecchini e fantocci; di furbi ma non intelligenti e "razze" similari. Reggio di Calabria, da ieri sera, è Campione d'Italia e la vittoria della Pro Reggina '97 si aggiunge alle vittorie nei rispettivi campionati di Hinterreggio (promossa tra i professionisti in Lega Pro 2^ divisione) e di Olympia (promossa in A). Aspettando la Viola, da domenica impegnata nella finale playoff per la promozione in DNA, e confidando in un altro incredibile successo dei cestisti reggini, la "rivincita" degli sport cosiddetti "minori" su quelli dove il business impera ha avuto inizio. Reggio è Campione d'Italia e questo basta a tralasciare le mortificazioni subite da una Reggina che non è più “la” Reggina da quando si è perso il lume della ragione, da quando si sono persi i principi da cui e con era nata nel 1986 ma diventando solo e soltanto un "interesse" molto economico e poco sportivo. Buon per noi che anche l'anno prossimo abbiamo cosa scegliere e sapremo scegliere al meglio tra le varie offerte sportive della città: nel calcio a 5 femminile la Pro Reggina '97 Campione d'Italia; nel basket femminile l'Olympia in A; nel basket maschile la Viola (ci auguriamo in DNA); nel rugby il San Giorgio già in B e, dulcis in fundo (per ciò che ha mostrato, dimostrato e seminato negli ultimi anni), la Reggina mestamente ancora ai nastri di partenza in B. Gli sportivi reggini, da ieri, hanno bel altro amaranto a cui pensare. Grazie Pro Reggina, oggi siamo fieri reggini ancor di più ed orgogliosi di voi. Ad maiora! 

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Author: Maurizio Gangemi