Serie Bwin, XXXV^ giornata: Reggina-Crotone 1-1

Reggina-Crotone: 1-1. Reggina (4-4-2): Belardi; Freddi, Cosenza, Angella, Rizzato; Ragusa (dall’80° Campagnacci), Armellino, Rizzo, Barillà (dall’87° Colombo); A. Viola (dal 46° Marino), Bonazzoli (c). In panchina: Zandrini, Montiel, N. Viola, Ceravolo. All.: Genovese. Crotone (4-2-3-1): Belec; Vinetot, Correia (da 57° De Giorgio), Mazzotta (dal 9° Maiello), Galardo (c); Eramo, Florenzi; Sansone (dal 64° Pettinari), Abruzzese, Gabionetta; Calil. In panchina: Bindi, Loviso, Tedeschi, Ciano. All.: Drago. Arbitro: Merchiori di Ferrara. Assistenti: Marrazzo di Tivoli ed Italiani de L’Aquila. Quarto uomo: Pasqua di Tivoli. Marcatori: Angella al 47° (p.t.) e Pettinari al 92°. Ammoniti: Rizzo al 25°, Maiello 50°, Ragusa al 51°, Abruzzese al 68°, Eramo al 79° e De Giorgio all’89°. Espulsi: Cosenza e Gabionetta nell’intervallo e Bonazzoli al 54°. Corner: 7-6. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 368. Incasso al botteghino: € 4.715,00. Abbonati: 3878. Spettatori totali: 4246.

Note. In Tribuna Sud, cuore del tifo amaranto, uno striscione “Lotta per la maglia, vinci per la Città”. Dall’altro lato, nel settore riservato agli ospiti (ma non doveva essere vietata la trasferta ai crotonesi?), un centinaio di pitagorici che molto presto si mettono in mostra facendo esplodere 6/7 bombe carta dal potenziale acustico notevole in fase di deflagrazione. La Reggina, oggi, “indossa” la Calabria ed esordisce con una maglia grigia raffigurante il torace dei Bronzi di Riace. Allo stadio, oggi, c’è davvero pochissimo pubblico presente. Cronaca e commento. Primo tempo. La Reggina parte lancia in resta ed al 5° colleziona la prima palla gol. Sugli sviluppi del secondo calcio d’angolo per gli amaranto, dopo un batti e ribatti in area, la palla arriva sul destro di Angella posizionato sulla linea dell’area piccola. Il difensore cicca clamorosamente il pallone che termina sul fondo. Che occasione! Il Crotone risponde e, un minuto dopo, al 6°, ci prova con Calil da fuori area sul cui tiro è bravo e pronto Belardi a deviare in corner. La gara prova ad accendersi grazie a queste due prime occasioni da gol (clamorosa quella fallita da Angella). Al 9° Drago è costretto ad effettuare la sua prima sostituzione: esce Mazzotta per infortunio ed entra Maiello. La partita, contrariamente rispetto a quanto presunto, non decolla ma anzi, visto l’orario, si appisola adagiandosi sulla scarsa qualità degli attacchi amaranto e sul voler non rischiare crotonese. L’azione amaranto è lenta e macchinosa, si esprime con passaggi (spesso sbagliati) e con manovre assai laboriose e prevedibili. La gara scivola via tra i mugugni del pubblico presente ed annoiato. In sostanza, quello che impropriamente viene definito il “derby” di Calabria (la cui definizione ha senso sol perché Reggina e Crotone sono le uniche due calabresi in B), vive solo sullo scontro verbale tra le due opposte tifoserie. Al 27° la palla gol capita sui piedi del capitano di casa Bonazzoli il cui tiro di sinistro viene respinto in corner da un difensore. Sull’angolo susseguente è ancora Bonazzoli, questa volta in veste di assist-man, a dare a Cosenza che calcia lento e centrale con Belec a parare a terra. Due lampi in una giornata di sole, insomma. La partita non ne vuol sapere di alzare i toni. Da un lato c’è la Reggina con le sue evidentissime lacune tecniche e dall’altro c’è il Crotone a cui il pareggio va da Dio. Raccontare una partita così, da oratorio o da ultima di campionato che dir si voglia, è difficile e se non fosse per qualche diatriba alimentata dai giocatori dell’una o dell’altra squadra saremmo costretti a consegnare il compito in bianco. La sorpresa finale (del primo tempo) la regala la Reggina. Corner da destra calciato da Barillà ed Angella, di testa, mette alle spalla di Belec con palla alla sinistra del portiere. Nemmeno il tempo di rimettere la palla in gioco e Merchiori emette il duplice fischio dopo i 2 minuti di recupero concessi. In vantaggio sì ma stiamo assistendo ad una partita, come detto, da oratorio con la Reggina che certo non brilla seppur avanti di un gol. E se tanto ci dà tanto, magari, il Crotone, nel secondo tempo, il gol del pareggio finale lo troverà. Secondo tempo. La ripresa inizia con una sorpresa: le due squadre fanno il loro ritorno in campo in 10 uomini per via della contemporanea espulsione del reggino Cosenza e del crotonese Gabionetta rei di essere venuti a contatto nel sottopassaggio. La Reggina, in virtù di questo, sostituisce A. Viola con l’unico difensore presente in panchina e cioè Marino. Al 47° il Crotone si fa vivo con Calil che calcia da destra con il suo diagonale a terminare sul fondo dal lato opposto. Al 54° la Reggina resta in 9. Bonazzoli si lamenta per un colpo in faccia ricevuto da Abruzzese. Lo fa con l’assistente Marrazzo che evidentemente non gradisce e richiama l’attenzione dell’arbitro Merchiori il quale, ascoltando le parole del proprio assistente, estrae direttamente il cartellino rosso all’indirizzo del capitano amaranto. La panchina amaranto, compresi gli uomini a bordo campo intenti a riscaldarsi, provano a spiegare le ragioni di Bonazzoli ma nulla vuole ascoltare Merchiori. Al 57° Drago cambia: fuori Correia e dentro De Giorgio. La gara si fa dura per la Reggina che proverà a resistere in inferiorità numerica ai presumibili attacchi dei pitagorici. Al 64° Drago effettua la sua ultima sostituzione: entra Pettinari ed esce sansone. Al 65° il Crotone ha l’opportunità di pareggiare. Calcio di punizione da sinistra (fallo commesso da Rizzo che abbozza una reazione su De Giorgio salvo poi ricordarsi di essere ammonito e del rischio di lasciare in 8 la sua squadra), colpo di testa di Abruzzese e Belardi che para a terra sulla linea di porta. Al 67° la Reggina prova a chiudere la gara. Calcio di punizione nei pressi della bandierina dell’angolo sinistro. Belec esce e smanaccia con palla che finisce dalle parti di Freddi il cui colpo di testa finisce sul fondo. La gara si è incattivita soprattutto dopo l’espulsione di Bonazzoli con il Crotone che cerca il pari e la Reggina che resiste. La Reggina, in 9, gioca con un 5-2-1 con il solo Ragusa a tentare di impensierire la difesa ospite. Quasi ci riesce l’attaccante amaranto al 72° allorquando scatta in progressione salvo poi scivolare in area proprio nel momento in cui avrebbe potuto e dovuto calciare. Gli ospiti sono nervosissimi con Abruzzese & Co. a commettere una miriade di falli sui reggini che caparbiamente ergono una diga davanti a Belardi difendendosi con ordine e ripartendo. Ragusa e Barillà, con dei tiri di alleggerimento, tengono lontano il pallone dalla propria area. Da un pezzo si gioca in un’unica metà campo, quella amaranto. Il Crotone ci prova ma arranca. La Reggina, come detto, resiste. All’80° Genovese cambia: dentro Campagnacci e fuori un esausto Ragusa. Il Crotone risulta essere più falloso e frettoloso che determinato. La Reggina si difende con ordine e, al momento, non rischia nulla come se “lo spirito guerriero” dei Bronzi che oggi hanno sulla pelle li rafforzi. La partita, intendiamoci, era e resta brutta ma, in queste condizioni, se la nostra “previsione” di fine primo tempo non si avvererà allora sarebbe un miracolo frutto di una grande prova quantomeno dal punto di vista caratteriale da parte degli uomini di Gregucci (oggi in tribuna a scontare la seconda ed ultima giornata di squalifica). All’87° Genovese cambia per l’ultima volta: esce un applauditissimo Barillà ed entra Colombo. 4 saranno i minuti di recupero. Brivido per gli amaranto al 91°: Florenzi trova lo spazio giusto e calcia in porta con Belardi a tuffarsi sulla propria destra ed a deviare in corner. Passa un minuto ed, al 92°, il Crotone pareggia. Cross da destra da parte di Galardo e Pettinari, indisturbato in area, colpendo di testa manda il pallone sul palo più lontano beffando e battendo un incolpevole Belardi. Peccato! La partita finisce qui con il poco pubblico presente ad inveire contro l’arbitro Merchiori e l’atteggiamento poco edificante dei calciatori crotonesi. Ed allora, mister President (sempre scimmiottando la stampamica), la cancelliamo la parola playoff da vocabolario stagionale amaranto e la sostituiamo con una più consona salvezza tranquilla? Che dice? Mediocre ed anonimo vanno bene come aggettivi al campionato che, mestamente, la sua squadra sta portando a compimento? Crediamo di si! Ad maiora! P.S.: fin qui la cronaca di ciò ch’è successo in campo, probabilmente senza un particolare “senso” alla luce di ciò ch’è successo all’”Adriatico” di Pescara. Piermario Morosini, atleta in forza al Livorno non c’è più! E questo ci lascia attoniti difronte al dramma di un ragazzo che a luglio avrebbe compiuto soli 26 anni. Lo ricordiamo con la maglia della Reggina nella stagione 2009/2010 cordiale con tutti e dolcemente triste per i suoi trascorsi familiari. Senza retorica era uno di quei ragazzi che si faceva voler bene. “Era” appunto, ecco perché per questo tutto il resto, oggi, non ha alcun senso. Ciao Piermario!

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Author: Maurizio Gangemi