Torino-Reggina: 1-0 (sospesa per impraticabilità di campo al 45°). Torino (4-3-3): Benussi; Darmian, Glik, Ogbonna, Parisi; Basha, De Feudis, Vives; Stevanovic, Bianchi (c), Antenucci. In panchina: Morello, D’Ambrosio, Di Cesare, Surraco, Oduamadi, Pasquato, Meggiorini. All.: Ventura. Reggina (3-5-2): Belardi; D’Alessandro; Freddi, Cosenza, Angella, Rizzato; N. Viola, Rizzo, Barillà; Ragusa, Bonazzoli (c). In panchina: Zandrini, Marino, Colombo, Armellino, Campagnacci, Ceravolo, A. Viola. All.: Genovese. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Tasso e Manzini. Marcatore: Glik al 16°. Ammonito: Bonazzoli al 16°. Corner: 2-4. Recupero: 1’ (p.t.).
Note. Mister Gregucci, che oggi sconta la prima delle due giornate di squalifica per le sue “esternazioni” di lunedì scorso all’indirizzo dell’arbitro Giacomelli (in panchina c’è Gigi Genovese, suo collaboratore e preparatore dei portieri tra l’altro unico a possedere i requisiti per sedersi in panchina), schiera la formazione n. 33. della stagione “complice” l’assenza dell’altro squalificato Emerson (la sua è l’assenza una di tre) reo di un’entrata al limite del codice penale sul bresciano Vass. Gregucci, inoltre, ad avvalorare il suo “non piacerci” continua, orgogliosamente (un po’ come quel marito che si castra per fare un dispetto alla moglie), a spedire in tribuna Castiglia che, secondo noi, in campo è meno “pericoloso” (per i suoi) di Rizzo. Ma siccome pare essere una questione di principio e di mercato allora Gregucci persevera nelle sue convinzioni con gli assai poco lusinghieri risultati sotto gli occhi di tutti. Cronaca e commento. Primo tempo. La partita ha inizio con la prima della classe subito ad aggredire gli amaranto con un pressing a tutto campo. Al 4° è l’ex dal dente avvelenato (Presidente, ne sa qualcosa?) Bianchi a prova il tiro con palla lontanissima dalla porta difesa di Belardi. Al 5° Angella regala un’opportunità ad Antenucci con Belardi che para in due tempi. Il Torino fa la partita, la Reggina attende (primo non perdere, poi, se Dio ce la manda buona…). Al 16° il Toro passa in vantaggio. Calcio di punizione dalla destra ad opera di Parisi, palla a centro area dove svetta il polacco Glik che sovrasta Angella e, di testa, batte centralmente Belardi. Il vantaggio granata è contestatissimo dagli amaranto e specialmente dal capitano Bonazzoli. La motivazione, legittima, è che il calcio di punizione nasce da una decisione dell’arbitro Velotto in contrasto con quanto segnalatogli dall’assistente Tasso che vede un fallo di Bianchi su Angella e che Velotto, appunto, ribalta “vedendo” una trattenuta per la maglia (che c’è ma è successiva) di Angella su Bianchi. Al 19° la Reggina va vicina al pareggio. Cross da destra da parte di D’Alessandro e colpo di testa di Angella che Benussi smanaccia in corner togliendo la palla da sotto la traversa. Sul corner susseguente batti e ribatti e palla sul sinistro di N. Viola che batte a rete e trova ancora Benussi a tuffarsi alla sua destra ed a mettere nuovamente in corner. La Reggina pare reagire anche se l’impresa appare titanica vuoi per la comunque evidente forza del Torino e vuoi, anche, per le notorie deficienze tecniche amaranto supplite con abnegazione e generosità. Al 22° ancora una buona opportunità per i padroni di casa con Bianchi che lancia Stevanovic che cross in mezzo e sul cui cross è bravo D’Alessandro a chiudere in diagonale su Vives. Al 30° ci prova Barillà ad impensierire Benussi, il portiere è reattivo e respinge. La Reggina, comunque, c’è! Al 34° è il palo a negare la gioia del gol agli amaranto ed a Barillà in particolare. Il tiro del centrale mancino è in diagonale, Benussi non ci arriva ed è il montante alla sua sinistra a negare il pareggio agli uomini di Gregucci-Genovese. La Reggina è reattiva e gioca bene. Al 36° ancora un’opportunità per i reggini. Calcio di punizione ad una trentina di metri dalla porta. Calcia Bonazzoli, su passaggio corto di Barillà, Vives in barriera devia in corner. La Reggina, in questa fase, pare padrona del campo con il Toro chiuso nella propria trequarti. Al 45° Reggina nuovamente in area granata. Cross da sinistra di Rizzato e colpo di testa di Bonazzoli lento e prevedibile parato da Benussi senza difficoltà. Il primo tempo, dopo un solo minuto di recupero, finisce qui e le due squadre rientrano negli spogliatoi mentre sull’ “Olimpico” viene giù il diluvio (grandine inclusa). Secondo tempo. La seconda metà della gara ritarda il suo inizio causa l’eccezionalità della pioggia e della grandine che sta cadendo sullo stadio torinese. L’evento atmosferico è così tanto copioso da costringere l’arbitro Velotto a prendere tempo valutando, addirittura, l’ipotesi di non ridare inizio alle ostilità. Sono trascorsi, intanto, oltre 10 minuti dall’inizio programmato della ripresa ma del rientro delle due squadre in campo non se ne parla. Le due formazioni, intanto, attendono il decidere sul da farsi all’imbocco del tunnel d’ingresso in campo. Mentre la diplomazia prova a capire come andrà a finire, pioggia e grandine non accennano a scemare e seppur il terreno di gioco è uno dei migliori sotto l’aspetto del drenaggio e della tenuta, non appare verosimile che la gara riprenda. Stando così le cose, nel qual caso Velotto dovesse decidere di sospendere la gara, la stessa sarà rinviata a data da destinarsi ripartendo dal 46° minuto ed, ovviamente, dal risultato sin qui acquisito. Il terreno di gioco, intanto, inevitabilmente perde la sua tenuta ed appaiono importanti pozzanghere che, secondo noi, non potrebbero garantire il regolare svolgimento della gara. Ne deriva che l’ipotesi di sospensione e rinvio appare sempre più possibile e realistica. Ed infatti, quasi 25 minuti dopo l’orario previsto per l’inizio del secondo tempo, Velotto decide per la sospensione della gara che, adesso, dovrà essere, come detto, ripresa dall’1-0 per il Torino e dal 46° minuto. Tutti a casa, quindi. Un pizzico di rammarico c’è perché, comunque, la Reggina vista nei primi 45 minuti di gara, nonostante lo svantaggio acquisito, non stava dispiacendo. Anzi. Evidentemente Giove Pluvio ha deciso che Torino-Reggina debba essere disputata in due giorni diversi equamente divisa tra primo tempo stasera e secondo tempo chissà quando. Come detto, nonostante i suoi evidenti limiti, la Reggina stasera non stava dispiacendo essendo più viva e reattiva che in altre numerose circostanze. Vedere gli 11 amaranto reagire così come abbiamo visto non fa altro che aggiungere rimpianti su rimpianti su ciò che poteva essere e che, invece, per scelte altrui (opinabilissime) non è stato e non sarà (almeno per questa stagione). Diciamo giusto o diciamo bene, Number One (sempre per chiamarla come la stampamica fa)?