Serie Bwin, recupero XXVI^ giornata: Pescara-Reggina 0-2

Pescara – Reggina: 0-2. Pescara (4-3-3): Anania; Zanon, Capuano, Romagnoli, Balzano; Nielsen (dal 6° Kone), Togni, Cascione; Sansovini (c) (dal 60° Caprari), Insigne, Immobile (dal 71° Soddimo). In panchina: Ragni, Bocchetti, Gessa, Maniero. All.: Zeman. Reggina (5-3-2): Zandrini; D’Alessandro (dall’80° Melara), Freddi, Emerson, Angella (dal 63° Cosenza), Rizzato; Castiglia, N. Viola (dal 54° Rizzo), Barillà; Ragusa, Bonazzoli (c) (nella foto). In panchina: Belardi, Cosenza, De Rose, Ceravolo, A. Viola. Arbitro: Tozzi di Ostia Lido. Assistenti: Ciancaleoni di Foligno ed Argiento di Frattamaggiore. Marcatori: Bonazzoli al 25° e Ragusa al 69°. Ammoniti: D’Alessandro al 33°, Immobile al 65°, Cascione al 79° e Ragusa al 96°. Corner: 12-2. Recupero: 3’ (p.t.) e 6’ (s.t.). Note. Che il Pescara sia la squadra che esprima il miglior calcio del torneo cadetto è una certezza. Anzi, forse lo si poteva presumere l’avesse fatto sin dalla scelta di Zdenek Zeman come suo allenatore-condottiero. Se in casa è un vero e proprio rullo compressore con 10 vittorie su 12 incontri, il cammino fuori casa non è ugualmente redditizio. Per sfortuna, stasera gli amaranto di un ancora incerto ed acerbo Gregucci giocano all’ ”Adriatico” recuperando la gara rinviata lo scorso 4 febbraio. Sulla carta non c’è partita: troppo forti tanto il Pescara quanto Zeman al cospetto di una piccola Reggina e di un Gregucci che, già da un po’, sta facendo rimpiangere il pur criticato Breda (un dato su tutti è quello poco edificante circa le rete subite: 12 in 6 gare, 2 di media a cui, stasera, fa da contraltare le rilevante cifra di 56 gol realizzati in 26 da parte del Pescara con una media superiore a 2).

Ma il calcio non è una scienza esatta e non sempre i più forti vincono. Gli amaranto, pertanto, si affidano alla legenda di Davide contro Golia sperando che stasera si verifichi l’eccezione che conferma la regola. Di certo, chi ama il calcio, non può non amare Zeman ed invidiare, oggi, il suo Pescara che, crediamo, non avrà difficoltà alcuna a tornare in A. Al 7^ panchina, Gregucci fa “esordire” Castiglia (avuto alle dipendenze al Vicenza e con il quale si narra non corra buon sangue) in linea mediana al posto di un sempre incerto e per nulla convincente Rizzo. Per la cronaca, ma giusto per la cronaca giacché ormai è cosa risaputa, quella schierata da Gregucci è la 27^ formazione diversa in 28 gare (la 6^ in 7 gare della sua gestione): quando si dice avere le idee chiare, eh!  Cronaca e commento. Primo tempo. Reggina in campo con il consueto 5-3-2, seppur spesso “spacciato” per 3-5-2, che, in fase difensiva, si trasforma addirittura in 5-4-1. Al 4° la prima conclusione a rete è amaranto con Ragusa (finalmente schierato nel duo d’attacco e non già quale terzino) che prova il destro dalla lunga distanza con Anania attento a parare a terra. Al 6° Zeman è costretto ad effettuare il primo cambio causa infortunio del danese Nielsen dopo un intervento particolarmente duro di Emersone: ad entrare è Kone. Al 7° ci prova ancora la Reggina da fuori area. Stavolta è N. Viola a caricare il sinistro ed a spedire la palla non di molto sopra la traversa. Buono, almeno per adesso, lo spirito iniziale con il quale la Reggina pare affrontare lo squadrone di Zeman. La squadra amaranto appare, stasera, particolarmente dinamica e fors’anche spregiudicata. E’ notorio, infatti, come le squadre del “maestro” Zeman vadano a segno con rara frequenza ma, altrettanto, consentono di andarci agli avversari. Al 15° si va vedere, per la prima volta, il Pescara in area amaranto. E’ il capitano Sansovini che arriva in ritardo sul lancio in verticale ricevuto con Nardini pronto ad uscire impossessandosi del pallone. Al 16° il Pescara si fa più deciso. E’ il capocannoniere della B, Immobile (18 reti), a ricevere sulla destra e, senza pensarci troppo, a calciare in diagonale sul primo palo. Zandrini c’è e para in due tempi protetto da Emerson. Al 25° è ancora la Reggina a rendersi pericolosa. Calcio di punizione per gli amaranto vicino al vertice sinistro dell’area di rigore. Sulla palla ci sono Emerson e N. Viola (che potrebbero calciare con il sinistro) e Bonazzoli (certamente destro). Tocco breve e palla per Bonazzoli che calcia con potenza costringendo Anania a deviare in corner non senza difficoltà. Sul corner successivo la Reggina passa. Cross da sinistra di N. Vioal, palla in area con Freddi che salta più in alto di tutti e colpisce di testa. Il pallone si stampa sulla traversa e ritorna in campo dove, all’altezza del limite dell’area piccola, c’è Bonazzoli che, ancora di desta, insacca a porta pressoché sguarnita con Anania in ritardo. E’ ancora il 25° e la Reggina-Davide si porta in vantaggio sul Pescara-Golia. Al 29° risponde il Pescara con Insigne che prova a sorprendere Zandrini con una conclusione da fuori a giro con palla alta sopra la traversa. La Reggina pare reggere agli attacchi veementi degli uomini di Zeman. Al 38° è ancora la Reggina a rendersi pericolosa con N. Viola, ben piazzato al limite, che calcia di sinistro costringendo Anania a parare a terra. Soprendente Reggina, quella di stasera all’ “Adriatico”: capace, cioè, di passare dalla pessima prestazione di Castellamare di Stabia ad un primo tempo “da” Reggina al cospetto della squadra, secondo noi, più forte vista in queste 28 giornate. Per nulla timorosa, fors’anche spregiudicata, non lascia spazi al temibilissimo trio d’attacco abruzzese Insigne-Immobile-Sansovini. Al 42° è Zandrini ad ergersi protagonista con un intervento prodigioso. Insigne prova da fuori area ed il portiere amaranto vola alto a deviare con la punta delle dita la palla in corner. Il Pescara, nonostante sia generosamente in attacco, appare stasera un po’ lenta e piuttosto prevedibile. Merito della Reggina? Certamente ma forse non solo. 3 saranno i minuti di recupero concessi da Tozzi ed il Pescara appare in chiara difficoltà nel costruire azioni e nel creare palle gol: incredibile da immaginare se non si fosse visto considerati le 56 marcature realizzate in 26 gare e mezza. Qualora finisse così la gara chi glielo dice a Foti che deve cambiare per l’ennesima volta le proprie dichiarazioni circa l’obiettivo stagionale amaranto? Secondo tempo. Il secondo tempo ha inizio ed al 46° la Reggina sciupa quella che si sarebbe potuta rivelare un’ottima occasione: Bonazzoli crossa da destra per Ragusa che non ci crede con Capuano che lascia scorrere costringendo Anania ad uscire ed a mettere una pezza. Al 48° ci prova ancora la Reggina con Bonazzoli che s’invola e calcia di sinistro aprendo un po’ troppo la traiettoria del pallone che termina sul fondo con il portiere di casa a controllare. Il Pescara è in affanno e la Reggina sembra controllare. Al 51° i padroni di casa hanno la più ghiotta delle occasioni con il pubblico già con l’urlo pronto in gola. Sansovini lancia Immobile, ottimo il movimento del giocatore biancazzurro che fa sedere Zandrini e poi cicca la conclusione con lo stesso Zandrini abilissimo a deviare in corner. Il Pescara, adesso, sembra diverso rispetto ai primi 45 di gara: è più deciso ed aggressivo ed il timore è che la Reggina perda terreno lasciando ai padroni di casa il pallino del gioco. I 10000 dell’ “Adriatico” spingono. Gregucci corre ai ripari: fuori N. Viola e dentro Rizzo al 54°. Maggiore copertura a centrocampo e, di conseguenza, minore proposizione in avanti. Mezz’ora più recupero alla fine ed il Pescara sembra la brutta copia di quello ammirato fino a qualche giorno addietro. Al 60° Zeman cambia: entra Caprari ed esce il capitano Sansovini. Al 61° ci prova Ragusa ma la palla termina sull’esterno della rete alla sinistra di Anania. Al 63° Angella s’infortuna e Gregucci lo sostituisce con Cosenza. Sempre al 63° Ragusa ha sui piedi un’altra eccellente occasione. Insigne perde palla sulla trequarti amaranto e dall’azione che ne consegue ne trae benefici Ragusa che sciupa tutto calciando sul fondo la palla del match-point. Al 65° Immobile simula in area chiedendo un assai improbabile rigore e viene ammonito da Tozzi (più per le proteste susseguenti che per la simulazione, a dire il vero). Siamo a metà della ripresa ed il Pescara continua a sbagliare anche i più elementari passaggi. Buon per la Reggina che, almeno per stasera, sembra essere lei la squadra al secondo posto in classifica (con ancora una gara da recuperare). Al 68° ancora Immobile chiede un altro improbabile rigore (presunto fallo subito da Emerson) con Tozzi che lascia giocare. Al 69° la Reggina raddoppia meritatamente. Reggina abilissima a verticalizzare velocissimamente. Palla a Ragusa che si presenta davanti ad Anania, lo aggira spostandosi verso destra e lo batte in diagonale nonostante il disperato tentativo di un difensore posizionato sulla linea di porta. 0-2 e palla al centro. Zeman cambia ancora: al 71° esce un nervosissimo Immobile ed entra Soddimo. La Reggina, stasera, 3 giorni dopo la fine del Carnevale, si traveste da Pescara e gioca una gara attenta e spregiudicata tant’è che merita ampiamente il doppio vantaggio. La partita dimostra che l’unico modo per non prenderle era il cercare di darle. E così è stato. Al 77° il Pescara chiede il terzo rigore della serata. Ma è frutto del nervosismo per la sconfitta che si avvicina sempre di più. C’è un cross da destra, D’Alessandro controlla il diretto avversario senza guardare il pallone che gli sbatte sul braccio destro. Impossibile pensare alla volontarietà. I nervi dei pescaresi sono tesissimi. Il pubblico inveisce contro Tozzi che non ne vuol sapere di cedere alle pressioni di chi perde pur sapendo di essere più forte e, come si dice dalle nostre parti, “non la tiene”. All’80° Gregucci effettua il suo ultimo cambio: esce D’Alessandro ed entra Melara. La Reggina è vicina all’impresa. Anzi ad una duplice impresa: vincere a Pescara e riuscire a non far andare a rete la squadra di Zeman per la prima volta in questo campionato. La squadra di Gregucci è una pigna: chiusa in difesa tanto che nulla passa al suo interno. All’84° ci prova ancora Insigne a sorprendere Zandrini ma il portierino amaranto non ci casca e respinge. La partita di stasera esplicita come nessun’altra meglio potrebbe come un portiere possa portare punti alla sua squadra al pari di un attaccante che fa gol. Quanti punti ha perso la Reggina grazie a P. Marino e Kovacsik? Tanti. E se la Reggina vincerà a Pescara, allora, il merito sarà anche di Zandrini che in almeno un paio di occasioni è stato determinante. All’87° Zandrini si ripete: Kone gira a rete ed il portiere amaranto si ripete volando e deviando in corner. La pressione del Pescara è stata costante ed asfissiante. Basti pensare al dato sui corner che sul 12 a 1 in favore dei padroni di casa. La Reggina è vicina alla vittoria ed al dimezzare lo svantaggio dal sesto posto (42 i punti amaranto, 45 quelli del Varese). I 90 minuti finiscono adesso, ma 6 saranno i minuti di recupero. Al 91° ci prova Barillà con Anania a parare a terra. Il pubblico è ammutolito, probabilmente se la prenderà con Tozzi ma la realtà è che la Reggina ha disputato una gara intelligente e saggia al contempo e che, quindi, la vittoria è più che meritata. Negli ultimi minuti la Reggina gioca al torello con i padroni di casa e lascia così trascorrere il tempo. I 6 minuti di recupero terminano ma Tozzi concede un prolungamento per via di un fallo di Ragusa (ammonito) e del relativo calcio di punizione di Togni calciato altro. La partita finisce qui e la Reggina porta a casa 3 punti pesantissimi per… la salvezza (ormai ad 8/10 punti). Che dice presidente, la Reggina si deve salvare, deve andare ai playoff o deve puntare direttamente alla promozione? E se le idee chiare non ce le ha per primo lei allora siamo a posto, giusto? Si decida e ci faccia sapere la versione ufficiale e non quella ufficiosa che cambia a seconda che si vinca o si perda. A proposito, presidente, adesso che ha risolto le sue noie economico-finanziarie (con le cessioni di Missiroli e N. Viola), pensa che non sarebbe stato meglio investire in qualità piuttosto che avere a libro paga 3 allenatori (Orlandi-Breda-Gregucci) e 2 direttori sportivi (Martino-Giacchetta)? Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi