Riceviamo e pubblichiamo. Frequentavo l’ultimo anno di Liceo quando conobbi Adriana Musella. Ricordo la timidezza nel raggiungerla alla conclusione di un incontro e nel riuscire ad esser in grado di dimostrare la mia volontà di far qualcosa per “Riferimenti”, per i giovani come me, per la Calabria, per l’antimafia. Mi accolse come una madre e non avrei mai immaginato, in quel momento, che sarei stata oggi la destinataria, assieme al mio gruppo e ai miei coetanei, di una lettera tanto profonda e commovente come quella del magistrato Giuseppe Lombardo (già pubblicata da "Il Reggino" il 18 febbraio u.s., n.d.r.). Innanzitutto vorrei soffermarmi su queste parole del pm: “Il magistrato antimafia lavora per sottrarre terreno alle mafie, per creare spazi di libertà destinati a creare opportunità di lavoro, di sviluppo, di svago per voi. Non dovete cadere nell’errore di ritenere, distrattamente o perché indotti a farlo da cattivi maestri, che il lavoro del giudice sia esclusivamente finalizzato ad emettere sentenze di condanna a carico di chi ha violato la legge: l’impegno quotidiano del giudice avrà raggiunto il suo scopo principale solo quando lo spazio di libertà che è riuscito a recuperare, anche attraverso quegli arresti e quelle condanne, verrà percepito da voi come una sottrazione di consenso alle mafie.” Recente è, difatti, la protesta contro l’attività della magistratura manifestata da parte delle familiari di alcuni detenuti e forte vuole essere, in questo particolare momento, la vicinanza di tutti noi ai nostri custodi della libertà. Vogliamo ringraziare tutti quei magistrati che ogni giorno si svegliano la mattina con un ideale: quello di rendere la nostra terra migliore, nonostante le avversità. Quegli stessi magistrati che seguiamo come dei bambini seguono il loro eroe preferito ai cartoni animati e che ci trasmettono fiducia e consapevolezza.
Essi rappresentano per noi, con il loro incrollabile entusiasmo, un punto di riferimento, un traguardo da raggiungere. “Libertà è partecipazione”, cantava Gaber. Ed è grazie al loro sostegno che continueremo con un impegno maggiore di quello di partenza, nonostante le critiche inutili afflitteci. Perchè si sa: le api pungono i fiori più belli e noi sapremo disinfettarci per realizzare il sogno di Rita Atria, morta per la stessa vita che speriamo noi: “Forse un mondo onesto non esisterà mai. Ma chi ci impedisce di sognare. Se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo." Claudia Pratticò, responsabile giovani per la Calabria di “Riferimenti”.