Arrestato dai Carabinieri, in Calabria, il latitante Rocco Aquino (nella foto), 51enne, capo dell’omonima cosca, mentre si trovava nascosto all’interno di un bunker di piccole dimensioni, ricavato nel sottotetto della villa di Marina di Gioiosa Jonica (RC), ove vivevano i familiari. L’accesso al nascondiglio, perfettamente camuffato, era possibile attraverso una botola attivabile tramite sofisticati congegni elettromeccanici. Rocco Aquino, inserito nell’elenco dei latitanti piu’ pericolosi in ambito nazionale, era ricercato per associazione mafiosa, estorsione ed altro, a seguito della prima fase della maxi operazione “Il Crimine”, conclusa nel luglio 2010, e coordinata dalle procure distrettuali di Reggio Calabria e Milano. L’attivita’ investigativa, che aveva portato all’arresto di circa 300 indagati per associazione mafiosa ed altro, aveva tra l’altro delineato la figura del latitante Rocco Aquino, all’interno della “provincia” ed il ruolo di vertice assunto nel “locale” di Marina di Gioiosa Jonica. Nel mese di ottobre 2010, le indagini del ros avevano gia’ consentito di localizzare tre dei bunker utilizzati dal latitante per sottrarsi alla cattura.
L’intervento odierno, eseguito dai Carabinieri del ROS, del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, costituisce un risultato di eccezionale rilevanza nell’ambito dell’ampia manovra investigativa sviluppata dai carabinieri e coordinata dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria nei confronti delle cosche della ‘ndrangheta che ha determinato, a partire dal 2004, la cattura di numerosi capiclan del calibro di Giuseppe Morabito, Pasquale Condello, Gregorio e Giuseppe Bellocco, Giuseppe e Salvatore Coluccio (cugini di Rocco Aquino), Antonio Pelle e Girolamo Molè che, dalla latitanza, continuavano a dirigere i sodalizi di riferimento.