Grosseto-Reggina: 0-0. Grosseto (3-4-1-2): Narciso; Petras, Antei, Iorio; Crimi, Ronaldo, Consonni (dal 64° Keko), Giallombardo; Caridi (c); Alfageme (dal 79° Sciacca) Sforzini (dall’84° Lupoli). In panchina: Lanni, Calderoni, Asante, Mancino. All.: Viviani. Reggina (3-5-2): Zandrini; Freddi (dal 54° Cosenza), Emerson, Angella; Colombo (dal 76° De Rose), N. Viola, Rizzo, Barillà, Rizzato; Bonazzoli (c), Ceravolo (dal 64° Campagnacci). In panchina: Leone, Marino, A. Viola, Ragusa. All.: Gregucci. Arbitro: Baratta di Salerno. Assistenti: Santuari di Trento e Stallone di Foggia. Quarto uomo: Pinzani di Empoli. Ammoniti: Crimi al 34°, Consonni al 50° e N. Viola al 65°. Corner: 2-8. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Ci sono volute 23 partite ma, finalmente, con ogni probabilità la peggiore coppia di portieri mai avuti dalla Reggina ha fatto le valigie: l’indecente P. Marino verso Barletta e l’insicuro Kovacsik verso Foligno. Per difendere la porta amaranto esordisce oggi, proveniente proprio dal Foligno, il 22enne Zandrini (in attesa che, dopo 8 anni, arrivi il “volto noto” – alla faccia dei proclamati non graditi “cavalli di ritorno” o “minestre riscaldate” che dir si voglia – Belardi) ed in panchina va il “primavera” Leone. Gregucci, alla sua terza panchina amaranto, cerca la vittoria per se stesso – finora è riuscito solo nella non facile impresa di far già rimpiangere il suo predecessore – e per la Reggina a cui manca da ben 8 turni. Lo fa schierando la sua terza formazione diversa consecutiva (24ma su 24 dopo le 21 della gestione Breda). Altro debutto in amaranto, oltre a quello di Zandrini – è il suo assoluto in B -, è quello di Angella che non gioca una partita ufficiale dal maggio del 2011 (!).
Cronaca e commento. Primo tempo. Al 4° il primo tentativo a rete è del Grosseto con Sforzini che spreca sotto porta. Risponde, al 5°, N. Viola su calcio di punizione a cui non riesce il bis dopo Padova con Narciso che blocca sicuro. All’8° è ancora il Grosseto, sempre con Sforzini, ad andare vicino al gol con un destro al volo, su cross da destra di Petras, che termina non di molto alla sinistra di Zandrini. Le due squadre, appaiate in classifica, si affrontano apertamente ma entrambe sembrano orientate al detto “Primo, non rischiare”. Partita frammentata e spesso interrotta dai falli con la Reggina a primeggiare in questa “specialità”. La squadra di Gregucci sembra contratta, con il freno a mano tirato, forse troppo tesa ed assolutamente non tranquilla. Al 21° la più ghiotta occasione da rete è ancora appannaggio del Grosseto ed ha ancora come protagonisti il bomber Sforzini, alla conclusione, e lo slovacco Petras, al cross. La conclusione del bomber di casa è simile a quella di 13 minuti prima: girata al volo di destro da posizione centrale (l’ex Freddi dov’era?) con palla alta sulla traversa. Fase di stanca della gra fino al 35° quando si sveglia dal torpore la Reggina e prima con Bonazzoli e poi con Ceravolo prova a pungere. Un difensore respinge la conclusione di Ceravolo e poi, sul cross di Colombo, la difesa allontana definitivamente. Al 36° ci prova Barillà ma il suo sinistro è fiacco e centrale e Narciso para. La Reggina sembra voler fare qualcosa di più togliendo ai padroni di casa il comando delle operazioni. Al 41° occasionissima per la Reggina. Calcio di punizione da sinistra calciata da N. Viola, palla al centro dell’area dove il capitano Bonazzoli non ci arriva di testa per un soffio con il pallone che termina sul fondo. Al 43° ancora Reggina. Cross di Rizzo da sinistra, palla al centro dell’area a Ceravolo che, spalle alla porta, appoggia all’accorrente Bonazzoli che, di piatto sinistro, manda alto. Buona trama, pessimo finale. Il primo tempo, tutto sommato noioso, finisce senza recupero. La Reggina, come scritto, pare contratta. Evidentemente le recenti pessime prestazioni, il mercato in uscita ed il ridimensionamento delle ambizioni dopo i 4 ceffoni presi dal Padova, hanno influito sul morale di una squadra che pare non riuscire a giocare a calcio. Al momento, comunque, segnaliamo la buona prova dei due nuovi difensori Freddi ed Angella e la gara “senza voto” di Zandrini. Per il resto buona volontà ma scarsi risultati. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’inerzia con cui si erano giocati i primi 45 minuti. Parrebbe una gara da 0-0 a patto che non intervenga un episodio a rompere l’equilibrio. Brutto Grosseto (ma di questo c’importa poco) e brutta Reggina (ed a questo, invece, ci siamo abituati). Al 53°, a nostro modo di vedere, c’è un rigore grande quanto una casa a favore della Reggina. Petras, infatti, atterra Ceravolo senza neppure sfiorare il pallone. L’inesperto Baratta, intento più a verificare le condizioni di Freddi nella trequarti amaranto, è troppo lontano dall’azione che nel frattempo era continuata perché non fermata dallo stesso arbitro. Non lo aiuta nemmeno l’assistente Stallone che, forse, avrebbe potuto vedere e segnalare l’intervento senza alcun dubbio falloso del giocatore di casa. Il gioco riprende, come se nulla fosse accaduto, con una rimessa dal fondo di Narciso. Al 54° Gregucci effettua il suo primo cambio (forzato): esce l’ex Freddi per infortunio ed entra Cosenza. Nei minuti successivi si vede Zandrini impegnato in una presa a terra ed in un’uscita: cose sulle quali, fino a lunedì scorso, tremavamo al solo avvicinarsi la palla in area. Al 62° il Grosseto va vicino al vantaggio con il reggino Caridi che, partito largo da sinistra, si accentra e batte a rete in diagonale con la palla che non termina molto larga alla sinistra di Zandrini. Al 64° due sostituzioni: nella Reggina esce Ceravolo ed entra Campagnacci e nel Grosseto esce Consonni ed entra Keko. Al 67° il neo-entrato Keko ha la palla sul destro che, libero di calciare, manda alto sulla traversa. Al 69° ci prova Bonazzoli ma il suo è un passaggio a Narciso. Intanto, Gregucci si sbraccia ed urla in panchina con scarsissimi risultati, peraltro, considerato il “prodotto” che la Reggina sta offrendo. Al 76° Gregucci effettua la sua terza ed ultima sostituzione: entra De Rose ed esce Colombo. Al 78° la più grande occasione da gol per la Reggina. Cross di Rizzato al centro dell’area, Bonazzoli (nella foto), forse alla sua ultima gara in amaranto, in tuffo, riesce ad anticipare il proprio diretto avversario ed a colpire di testa impegnando Narciso in un non facile intervento proteso sulla sua destra. Peccato! Al 79° Viviani cambia: fuori Alfageme e dentro Sciacca. La Reggina, adesso, da l’impressione di voler alzare il ritmo e di poter approfittare del fisiologico calo dei padroni di casa. Purtroppo, al momento, senza frutti alcuni. Anzi, conferma il trend involutivo che la caratterizza ormai da un lungo periodo (con Breda o Gregucci la cosa non cambia). All’84° ultimo cambio per il Grosseto: esce Sforzini ed entra Lupoli. La Reggina è davvero poca cosa. Gregucci non ha portato né novità in quanto al gioco della squadra (che anzi pare peggiorato) né di idee (visto che pare tutto lasciato all’approssimazione). Così come, però, a Breda avevamo concesso l’attenuante di dirigere un organico lacunoso, a Gregucci quest’attenuante la dobbiamo concedere ancor di più giacché a quell’organico di per sé lacunoso è venuto a mancare il ceduto Missiroli, indubbiamente il migliore dei suoi fino ad allora. Al 93°, ultimo di recupero, l’ultima emozione della gara. Caridi, su punizione, sferra un destro potente e teso che termina la sua corsa sul fondo senza non poca apprensione per gli amaranto di Gregucci. La partita finisce 0-0 e l’unica cosa positiva della giornata è il fatto che la Reggina ha mantenuto la propria porta inviolata dopo i 7 gol subiti in sole 2 partite (3 dal Modena e 4 dal Padova). Per il resto, la Reggina, come già detto, si conferma in grave difficoltà con il presidente Foti impegnato a vendere ed a guadagnare piuttosto che ad acquistare e ad investire. In fondo, mancano solo 17 punti alla prevista quota salvezza. Che delusione! Ad maiora.