Locri (RC): “Nel silenzio Meo”, evento artistico per “Terratour Italia 2012” fino a domani al Palazzo della Cultura

Di Maria Teresa D'Agostino. "Nel silenzio Meo" è un evento artistico in progress che Antart Produzioni e lo Studio Arkè di Locri hanno messo a disposizione della manifestazione di Terratour Italia 2012 – la quattro giorni di arte e impegno sociale rivolta soprattutto ai giovani, in atto nella Locride dal 26 e fino al 28 gennaio. L'evento, che inaugurerà la giornata conclusiva della manifestazione, è un insieme di situazioni artistiche coesistenti ma autonome, esercitanti un'influenza reciproca nella pluralità dei linguaggi; un unico argomento, un unico sentimento " il silenzio" ma visto , abitato, da più ‘versi‘. L installazione video- pittorica di Enrico Meo, il reportage fotografico di Deborah Cartisano e il reading -frutto di una appassionata ricerca tematica nella poesia degli autori contemporanei – sono gli elementi con cui la curatrice Marò D'Agostino ha costruito un paesaggio visivo e performativo concentrato ed emotivamente implicante. "Eseguita secondo la tradizione dell’icona sacra, il viso inserito entro tre cerchi concentrici, che il pittore schiaccia nel segno ovoidale, la figura di Meo evoca la forma primordiale dell’esistenza. Se estrapoliamo il volto – afferma il critico Vittoria Butera – non resta che una maschera, che, nei significati antinomici dell’icona, è collegata alla morte. E’ un linguaggio che elimina il superfluo riducendo il segno ai limiti della sua rappresentabilità; ma è anche un linguaggio simbolico, che mira a toccare direttamente l’animo dello spettatore fornendogli la conoscenza dall’interno."

"Dentro il mio reportage – scrive Deborah Cartisano – c’è l’evento drammatico del rapimento di mio padre. Nel Campo la sua prigionia era come amplificata e ciò mi ha permesso di raccontarla per immagini: visitando Auschwitz ho vissuto la drammatica quotidianità dei prigionieri, la loro difficoltà esibita mi ha mostrato tutta la sofferenza della prigionia. Questo per me è stato a volte insopportabile ma la fotografia è stata come un filtro che mi ha protetto da queste emozioni, permettendomi di elaborarle in un secondo momento. Nella mia esperienza personale ho visto come spesso le vittime scelgano il silenzio, e come sia difficile per molti testimoniare la propria storia. Io, seguendo le orme di mio padre, ho scelto la via dell’impegno civico e di mantenere viva la sua memoria raccontando la sua storia." Il silenzio ha , dunque, una interpretazione a molti mondi. Il “Silenzio” di Enrico Meo immobilizza lo spettatore nell’anima e nel corpo,nello stupore di una dimensione dello spirito. Il silenzio di Auschwitz è un silenzio puro: reso visivamente dalla coltre di neve che ricopre tutto, ovatta il dolore, è una pausa da tutta la sofferenza provata. Ma la neve/silenzio ci chiede anche il rispetto per questo dolore: di fronte ad esso bisogna saper dosare le parole. O semplicemente sapersi inchinare. Il silenzio è la condizione essenziale per l’ascolto: le voci della poesia, provenienti da postazioni anonime dello spazio, con tempi e vibrazioni differenti, si intersecano in altrettanti "intervalli in cui naufragare liberi dai vincoli esterni che distraggono dalla meditazione."

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Author: Maurizio Gangemi