Serie Bwin, XXII^ giornata: Modena-Reggina 3-3

Modena-Reggina: 3-3. Modena (4-3-1-2): Guardalben; Milani, Perna (c), Carini, Rullo (dal 50° Bassoli); Signori, Petre, Bernardini; Di Gennaro (dall’83° Dalla Bona); Stanco, Ardemagni (dall’80° Diagouraga). In panchina: Fortunato, Trombetta, Ricchi, Ansaloni. All: Cuttone. Reggina (3-4-3): P. Marino; Adejo (dal 15° A. Marino), Emerson, Cosenza (dal 76° Ragusa); Colombo (dal 69° D’Alessandro), N. Viola, Rizzo, Rizzato; Campagnacci, Bonazzoli (c), Ceravolo. In panchina: Kovacsik, Barillà, A. Viola, De Rose. All.: Gregucci. Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Evangelista di Avellino e Fiorito di Salerno. Marcatori: Adejo al 6° (aut.), N. Viola al 13°, Ceravolo al 54° (rig.), Stanco al 60°, Carini al 68° e D’Alessandro al 93°. Ammoniti: Ardemagni al 16°, Ceravolo al 38°, Bonazzoli al 48°, Rullo al 51°, N. Viola al 61°, Emerson al 79° e Signori all’84°. Espulsi: Perna al 53° e Signori all’84°. Corner: 2-9. Recupero: 2’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Note. Esordio sulla panchina amaranto per Gregucci che al “Braglia” schiera una Reggina a trazione offensiva. La Reggina non vince in campionato da ben due mesi (era il 13 novembre del 2011 allorquando battè la Nocerina al “Granillo”). Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto l’inizio delle ostilità lo sancisce un tiro del neo-acquisto modenese, Ardemagni (ex Atalanta), che di destro prova a battere un attento P. Marino che para senza difficoltà.

Al 4° risponde Bonazzoli che, ricevuta palla da Adejo da destra, si gira e batte a rete ma scoordinato con una traiettoria che termina alta. Al 6° minuto il Modena passa in vantaggio grazie ad un giocatore che non indossa la maglia dei padroni di casa. E’ Adejo, infatti, a battere inesorabilmente il proprio portiere P. Marino nel goffo tentativo di respingere un cross proveniente da destra (Nardini) e diretto ad Ardemagni. Comprendiamo che ad un difensore non è chiesto di avere i cosiddetti “piedi buoni” ma, onestamente, un intervento del genere non lo farebbe nemmeno un “pulcino”. Logico, molto più logico, sarebbe stato intervenire con il sinistro ed allontanare piuttosto che con il destro orientato "fisicamente" verso la propria porta. Adejo è in evidente difficoltà e lo si nota (anche) al 7° quanto Stanco lo supera in corsa e batte a rete spedendo, però, tra le braccia di P. Marino. All’11° c’è un corner per gli amaranto per merito del quale è possibile comprendere quanto sia offensivo l’atteggiamento predisposto da Gregucci. A calciarlo va Emerson ed in area ci sono 6 giocatori amaranto (compreso Adejo). Sulla ribattuta, il Modena prova a partire in contropiede e si notano, unici due giocatori amaranto nella propria metà campo, i soli Colombo e Cosenza. Al 13° la Reggina pareggia. Azione che si sviluppa sulla destra con Ceravolo che serve all’indietro N. Viola che non ci pensa nemmeno un attimo e lascia partite un esterno sinistro che s’insacca alla destra di Guardalben centrando il lato corto della rete. Che gol! Bellissimo. Al 15° l’autore del vantaggio modenese, il reggino Adejo (!), fa la cosa migliore fino a quel momento e s’infortuna con Gregucci costretto a cambiare inserendo A. Marino con quest’ultimo che va a sinistra e Cosenza che si sposta a destra al posto di Adejo. Al 16° la Reggina rischia grosso. E’ l’ex Di Gennaro ad involarsi sulla sinistra e ad accentrarsi superando sulla corsa il brasiliano Emerson. Entrato in area, a tu per tu con P. Marino, calcia di sinistro e la palla sbatte sul palo lontano salvo poi tornare in campo dove Ardemagni tocca con il braccio salvandosi dal secondo giallo in 2 minuti (Giancola, nell’occasione, dimostra di aver sbagliato due volte: la prima, ammonendolo per una presunta simulazione e, la seconda, non ammonendolo per un certo fallo di mano volontario). Al 26° la difesa amaranto è ancora una volta disattenta. Rilancio di Gualdaben con i soli Rizzo e Rizzato indietro. Ardemagni tiene palla sull'esterno e conclude bene ma con il pallone che termina sopra la traversa. La partita non conosce pause. Al 27° Di Gennaro s’incunea in area, prova a mettere la palla in mezzo ma P. Marino la ferma con le gambe. La Reggina gioca a ritmi altissimi, vuoi anche per la spregiudicatezza con la quale è stata schierata e gioca sin dall’inizio. Testimonianza di ciò è l’occasione che occorre al 28° allorquando ad arrivare al tiro (parato in due tempi da Guardalben) è addirittura Cosenza spintosi fino al limite dell’area di rigore avversaria. I ritmi, come detto, sono altissimi con le due squadre protagoniste di continui capovolgimenti di fronte. Altra considerazione circa il particolare atteggiamento offensivo voluto da Gregucci: in occasione dei rinvii dal fondo del portiere di casa, la linea a 3 composta dai difensori amaranto (Cosenza, Emerson, A. Marino) staziona nella propria metà campo ma, addirittura, nel semicerchio di centrocampo. Una delle tante contestazioni mosse al fortunatamente "ex" Breda era proprio l’atteggiamento particolarmente difensivo ed oltremodo remissivo con il quale schierava la Reggina, quest’anno come non mai, a trazione offensiva (Missiroli 7 gol, Ragusa e Ceravolo 6 e Campagnacci 5: questi erano i giocatori a sua disposizione mai realmente supportati a dovere). Al 39° la Reggina torna ad essere pericolosa. Ceravolo scatta sulla destra, ma è costretto ad indietreggiare perdendo secondi importanti. Il “9” amaranto apre, allora, a sinistra per N. Viola che a sua volta allarga a Rizzato che prova un tiro-cross rasoterra che Guardalben intercetta parando a terra prima che il pallone arrivi all’indisturbato Campagnacci. Sempre al 38° risponde il Modena con il romeno Petre che calcia di destro da fuori area con P. Marino ben piazzato a parare. Un’altra considerazione che possiamo fare tra la gestione Breda e l’esordio di Gregucci, oltre alla già citata spregiudicatezza, sono i movimenti velocissimi che gli amaranto compiono: Campagnacci è a sinistra ed un attimo dopo è a destra, stessa cosa dicasi per Ceravolo. Nessun punto di riferimento, quindi, per i difensori modenesi. Al 44° Reggina vicinissima al raddoppio. Bonazzoli riceve palla da N. Viola ed apre per Rizzato. Cross al centro per Campagnacci che si gira e manda il pallone sull’esterno della rete (deviato in corner). Il predominio amaranto è evidente ed il dato dei corner, al momento 5-0 a proprio favore, lo testimonia. Il primo tempo, dopo 2 minuti di recupero, termina qui. Buona, ma rischiosa, la prestazione della Reggina fin’ora gratificata da un gol da cineteca di N. Viola (che, adesso più che mai, per la gioia di Foti, avrà maggiori corteggiatori alle lusinghe dei quali lo stesso presidente, senza farsi pregare, cederà intascando un altro bel gruzzoletto). Secondo tempo. Al 47° la prima azione offensiva del secondo tempo è di Bonazzoli che calcia in porta di sinistro assai debolmente senza impensierire Guardalben. Lo stesso Bonazzoli, un minuto dopo, commette un evidente fallo a centrocampo su Signori e, giustamente, Giancola lo ammonisce. Ammonizione, questa, che costerà cara al capitano amaranto che, in diffida, salterà il posticipo della XXIII^ giornata, lunedì 23 gennaio, contro il Padova al “Granillo”. Al 53° la Reggina beneficia di un calcio di rigore. Calcio di punizione da sinistra calciato da Emerson. Al centro dell’area di rigore il capitano Perna trattiene l’altro capitano Bonazzoli che stramazza al suolo. Giancola non ha dubbi: calcio di rigore e cartellino rosso per Perna. Le immagini dicono che Perna trattiene vistosamente Bonazzoli sin da prima che Emerson calci salvo poi mollare la presa allorquando la palla si avvicina al centro dell’area. Un fallo come molti altri commessi in area e sancito questa volta dall’arbitro che, comunque, non sbaglia affatto punendo l'ingenuità di Perna. Al 54° sul dischetto va Ceravolo con il pallone alla destra di Guardalben che intuisce ma non arriva. La palla sbatte sul palo interno e s’insacca per il meritato vantaggio amaranto e per il settimo sigillo personale stagionale. Al 60° il Modena, in 10 (!) pareggia. Lancio in verticale per Stanco (neo capitano dopo l’espulsione di Perna) che lascia sul posto un incerto Cosenza e calcia al volo di destro. P. Marino tocca con la punta delle dita ma non abbastanza per deviare, la palla (anche in questo cosa così come sul rigore) sbatte sulla faccia interna del palo alla destra del portiere e s’insacca. Dura, quindi, solo 6 minuti scarsi il vantaggio della Reggina che, in superiorità numerica ed in vantaggio, si fa raggiungere come già successo a Crotone. Ma ancora non abbiamo visto niente perché il peggio deve ancora arrivare. Al 68° il Modena, ovviamente sempre in inferiorità numerica, passa in vantaggio. Calcio d’angolo da sinistra, palla al centro e P. Marino ne combina una delle sue: entra in possesso per un attimo  della palla ma se la lascia sfuggire immediatamente dopo. E’ lesto ad approfittarne Carini che, comodamente, di piatto destro, indirizza il pallone nella porta sguarnita. Questo è l’esempio lampante che la Reggina un portiere come si deve non ne ha. Ai tifosi amaranto non sarà mai svanito dalla memoria l’unico gol in maglia amaranto del “fiasco” Reggi in Reggina-Fiorentina dell’11 settembre 1999 (esordio casalingo in A). L’allora portiere viola, Toldo, impegnato in quella che appariva una presa alta assai facile su cross di Giacchetta, ebbe il “coraggio” di lasciarsi sfuggire dalle mani il pallone lasciandolo cadere tra i piedi dell’incredulo “fiasco” che non potè fare a meno di realizzare il gol del 2-2 finale (Kallon su rigore, Firicano, Heinrich e, appunto, Reggi all’86°). Al 79° Emerson viene ammonito e, anch’esso in diffida, salterà in coppia con Bonazzoli Reggina-Padova. All’80°, su calcio di punizione, Di Gennaro scheggia la traversa. All’84° il Modena resta in 9 per via del secondo giallo mostrato a Signori per via di un fallaccio ai danni di Emerson. All’89° Bonazzoli ha sulla testa la palla del pari, ma Guardalben respinge. Al 93°, terzo dei 5 minuti di recupero assegnati da Giancola, la Reggina, questa volta in 11 contro 9, pareggia. Arrembaggio nella metà campo modenese. Palla a Rizzo in area a destra, cross al centro e tap-in di D’Alessandro indisturbato al centro dell’area per il definitivo 3-3. Gara rocambolesca quella di oggi al “Braglia” non solo per l’altalenarsi nel risultato, ma soprattutto per la camaleontica Reggina. Dapprima sfacciata e spregiudicata tanto da subire lo svantaggio iniziale salvo poi pareggiare e passare a condurre. Poi, in vantaggio in termini di gol (2-1) e di uomini (11-10), distratta ed arrendevole tanto da subire l’1-2 dei padroni di casa tornando a soccombere fino al terzo minuto di recupero. Il pareggio finale, comunque, non addolcisce granché la pillola considerato il fatto che, come già ricordato, anche a Crotone si erano verificate le stesse condizioni e che neanche in quell’occasione la Reggina di Breda fu abile a condurre in porto la vittoria fino ad allora acquisita. Gregucci? Il suo esordio non è stato dei migliori, troppo presto per dire se nel cambio con Breda la Reggina ci abbia guadagnato o meno. Di certo non incarna lo stereotipo di allenatore che avremmo desiderato per il “dopo Breda”, ma, lo sappiamo, per gli ingaggi che offre la Reggina forse Gregucci era tra i pochi a calzare a pennello. La squadra? Ha le sue colpe così come le aveva l'ex allenatore (che abbiamo criticato così come responsabile ma non "unico" e non "principale"). Lunedì 23 la Reggina affronterà in casa, nel posticipo della XXIII^ giornata, il Padova e lo farà senza Bonazzoli ed Emerson che saranno squalificati per via dell’ammonizione odierna perché già in diffida. Che Dio salvi la Reggina, atteso che Foti salverà sempre e solo le proprie tasche, sempre e comunque non badando affatto al risultato sportivo ma soltanto a quello economico. La situazione attuale lo dimostra, qualora ce ne fosse ancora bisogno. Breda era un problema, la squadra incompleta è un altro problema, ma il problema più grosso sta a monte: come si suol dire, il pesce puzza sempre dalla testa e la "testa" non è nè Breda/Gregucci nè la squadra. Quantomeno ci auguriamo che Foti la smetta di darsi ai proclami e lasci perdere il "migliorare il piazzamento ottenuto nella passata stagione". Ad oggi appare impossibile e le sue parole appaiono un insulto all'intelligenza del tifoso. Cosa succederà in futuro non lo sappiamo, ma forse aveva ragione Giacchetta nel dire che prima si raggiunge quota 53 (salvezza!) e meglio è! Non è corretto nè produttivo fare riferimento ai chi non veste più la maglia amaranto, ma avete mai pensato cosa sarebbe potuto succedere con Puggioni in porta e con Tedesco a centrocampo se Foti non gli avesse preferito il denaro? La qualità si paga, e Foti la vuole solo vendere! Ad maiora.                  

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi