Rosarno (RC): sequestrati beni alla cosca “Pesce”, arrestati due pregiudicati

I Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Reggio Calabria su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito varie perquisizioni nel centro abitato e nelle campagne di Rosarno, finalizzate alla ricerca di armi ed alla cattura del latitante Pesce Giuseppe “testuni”, considerato l’attuale reggente dell’omonima cosca. L’attività disposta era il frutto di riscontri a recenti dichiarazioni rese dalla collaboratrice di giustizia Pesce Giuseppina. I controlli posti in essere nell’arco dell’intera giornata hanno impegnato un complesso dispositivo dell’Arma dei Carabinieri supportato dai Reparti specializzati (tra cui lo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria di Vibo Valentia, il N.O.E. ed il  N.A.S.) ed il Corpo dei Vigili del Fuoco. Nel corso di una perquisizione effettuata all’interno di un’azienda agrumaricola, venivano sequestrati un revolver di grosso calibro (Colt Python cal. 357 magnum), una pistola semiautomatica (Mauser cal. 7,65) e numerose munizioni (nella foto); le armi erano in perfetto stato di conservazione e pronte all’uso (nella modalità di pronto impiego definita “a colpo in canna”).

Nella circostanza, erano tratti in arresto – per concorso nel reato di detenzione abusiva di armi e munizioni – Palaia Gaetano cl. 76 ed il padre Palaia Rocco cl. 49, entrambi pregiudicati. Nel medesimo contesto operativo, erano sequestrate tre imprese di trasformazione agrumaria: “Derivati Agrumari Santa Lucia di Palaia Gaetano”; “T.L.A. di Maduli Teresa s.a.s.”; “Derivati Agrumari San Gennaro dei F.lli Palaia s.n.c.”; tutte di proprietà dei Palaia, considerati “famiglia satellite” a disposizione della cosca Pesce. Le verifiche dei militari facevano emergere gravi illeciti in materia ambientale, alla luce dei quali erano deferiti in stato di libertà (ex art. 6 lettera b della legge 210/2008 – illecito smaltimento di rifiuti) Palaia Lucia cl. 77, Maduli Teresa cl. 65 e Palaia Fortunato cl. 56. Le gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate portavano al sequestro di una vasta area aziendale dell’estensione di quattro ettari e con all’interno attrezzature per oltre 1.000.000 di euro. Le indicazioni fornite da Pesce Giuseppina, infine, permettevano di sequestrare il contenuto di una cassaforte occultata in una casa disabitata nella disponibilità degli affilitati alla cosca Pesce. All’interno dell’armadio blindato, i militari rinvenivano un “tesoretto” del valore di oltre 200.000 euro, composto da numerosi monili in oro tempestati di pietre preziose (anelli, collane, orecchini, bracciali) e vari orologi – anche in oro massiccio – di prestigiose maisons, quali “Patek Philippe”, “Rolex” e “Cartier” (nella foto). Tali oggetti di valore potrebbero essere provento di una rapina messa a segno da soggetti della cosca Pesce qualche tempo fa ad una gioielleria della piana,  secondo quanto riferito dalla collaboratrice di giustizia Pesce Giuseppina in un udienza al Tribunale di Palmi nel processo contro la cosca Pesce.

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Author: Maurizio Gangemi