Reggina – Sassuolo: 1-1. Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Emerson, Cosenza, A. Marino; D’Alessandro, Rizzo, Castiglia (dal 62° De Rose), Rizzato; Missiroli (c) (dall’80° Ceravolo); A. Viola (dal 62° Ragusa), Campagnacci. In panchina: Kovacsik, Bini, Barillà, N. Viola. All.: Breda. Sassuolo (4-3-3): Pomini; Laverone, Bianco, Piccioni (c), Consolini; Cofie (dal 67° Marchi), Magnanelli, Bianchi; Sansone (dal 92° Donazzan), Longhi, Boakye (dal 46° Masucci). In panchina: Bassi, Bruno, Benedetti, Cappelletti. All.: Pea. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Costanzo di Orvieto e Paganessi di Bergamo. Quarto uomo: Adduci di Paola. Marcatori: Emerson al 17° e Sansone al 34° (rig.). Ammoniti: Cofie al 19°, Cosenza al 34°, Magnanelli al 40°, Boakye al 45°, Sansone all’82°, Bianchi all’85° e D’Alessandro all’89°. Corner: 10-1. Recupero: 2’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 331. Abbonati: 3872. Incasso al botteghino: € 4.500,00 Quota abbonati: € 23.589,56. Spettatori totali: 4203. Incasso totale: € 28.089,56. Note. 20 gare, 20 formazioni diverse: è questo il poco assai invidiabile record di Breda. Il tecnico amaranto “riesuma” dalla tribuna Alessio Viola e lo schiera titolare in coppia con Campagnacci. Ragusa e Ceravolo, 12 gol in 2, sono “schierati” entrambi in panchina (!). Breda sa che, dopo la pessima figura rimediata sabato scorso contro il modesto Cittadella, per lui oggi può voler dire l’ultima panchina amaranto. Di fatto, l’allenatore amaranto sembra davvero essere in assoluta confusione tant’è che, giornata dopo giornata, non fa nulla per nasconderlo. La Reggina, con lui, non va ed il pubblico, qualche tempo addietro tornato numeroso al “Granillo”, oggi appare più esiguo che mai. Nel settore ad essi riservato si notano 2 (dicasi 2) tifosi emiliani.
Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° minuto timida iniziativa del capitano Missiroli che, dopo aver saltato un paio di uomini, si presenta al limite dell’area e calcia alto sulla traversa. Al 7° buona azione degli amaranto. Emerson lancia alla perfezione Rizzato che, dopo aver scambiato con Campagnacci, entra in area e crossa basso con un difensore emiliano a deviare in corner. All’8° la Reggina chiede un rigore per una trattenuta in area su Castiglia, Massa non sbaglia nel non concederlo. La gara è lenta, lentissima. La Reggina ha il pallino del gioco ed il Sassuolo aspetta. Il clima al “Granillo” è surreale. Sembra di assistere ad una partita a porte chiuse con le voci dei giocatori che nitidamente arrivano in tribuna. Il pubblico presente, evidentemente, preferisce seguire in indifferente silenzio la partita. A rompere il silenzio assoluto ci pensa qualche centinaio di tifosi amaranto intonando i propri cori dalla tribuna sud. Al 14° si fa vivo il Sassuolo. Sansone recupera palla poco fuori dall’area amaranto, dribbla un paio di uomini e batte a rete con Emerson che stoppa il suo tiro con il corpo. Al 16° la Reggina costruisce una buona azione sull’asse Missiroli-Rizzato con cross di quest’ultimo verso A. Viola deviato in corner da un difensore. Sugli sviluppi del quale, al 17°, dopo un rinvio fuori area ed un liscio di Rizzo, Emerson (nella foto) arriva per primo sul pallone e da distanza siderale (35 metri o forse più) carica il sinistro che, neppur tanto velocemente, s’insacca nell’angolino basso alla sinistra di Pomini per il vantaggio amaranto. Subito dopo il gol, chiamata proprio da Emerson, tutta la squadra va a festeggiare davanti alla panchina di Breda. Reggina pericolosa al 25°. Sugli sviluppi del quinto corner a proprio favore, Campagnacci crossa sul secondo palo dove c’è A. Marino che, seppur tuffandosi, non arriva al contatto con il pallone e l’azione così sfuma. Al 34° il silenzio sugli spalti ed anche in campo, dove la partita scivolava tranquillamente senza sussulti alcuni, è rotto dal fischio di Massa arrivato a sanzionare una trattenuta di Cosenza su Bianchi con l’assegnazione di un penalty a favore della squadra di Pea. E’ Sansone a portarsi sul dischetto ed a spiazzare di sinistro il portiere amaranto P. Marino ristabilendo il risultato di parità. Molto da obiettare c’è su necessità e modalità per cui e con cui Cosenza ha visibilmente strattonato Sansone spalle alla porta in area. Non sembrava, infatti, l’attaccante emiliano, nelle condizioni di nuocere agli amaranto. Ne deriva che il fallo sia stato stupido, inutile ed oltremodo improduttivo. Anzi, gravemente controproducente. Al 44° la Reggina prova a farsi avanti con Missiroli che, partito dalla propria metà campo, lasciati sul posto un paio di avversari, prova il tiro ma il suo finisce per essere un assist per A. Viola che, indeciso, vede la palla terminare in corner senza allungare la gamba tentando, così, magari, di sorprendere Pomini in uscita. Al 45° Boakye colpisce in testa D’Alessandro e viene ammonito. Sul calcio di punizione successivo Castiglia manda debolmente sul fondo nel mentre il quarto uomo alza la lavagnetta segnalando 2 minuti di recupero. Il primo tempo, tra qualche fischio, finisce qui. Brutta la Reggina che nonostante fosse passata piuttosto casualmente in vantaggio, ha regalato il pareggio grazie ad una scellerata scelta di Cosenza. Su Breda, colpevole ma non unico colpevole, abbiamo già detto in molte altre occasioni. Se ripetiamo che è in confusione, crediamo di aver spiegato bene la genesi della formazione odierna. Una “stranezza” su tutte, la “riesumazione” di un giocatore modesto come Alessio Viola e la concomitante scelta di lasciare in panchina sia Ragusa che Ceravolo. Secondo tempo. Pea cambia subito: fuori Boakye e dentro Masucci. Al 50° calcio di punizione, centrale ad una decina di metri dal limite dell’area, su cui va Emerson che calcia forte e teso ma alto sulla traversa. Al 53° si rende pericolosa la Reggina con Campagnacci che, d’interno destro, da sinistra, prova ad aggirare Pomini indirizzando il pallone sul palo più lontano. Pomini è bravo e, distendendosi alla sua sinistra, smanaccia il pallone poi allontanato da un compagno. Nel frattempo, mentre Breda pensa e ripensa, Ragusa, Ceravolo e De Rose hanno iniziato il riscaldamento a bordo campo. Abbiamo più volte rimproverato al tecnico amaranto il non saper “leggere” la gara in corso d’opera e, peggio ancora, di tentare di porvi rimedio con sostituzioni spesso sbagliate e dannose. Oggi, guardando la Reggina, una cosa è certa: è impossibile sbagliare salvo che dal cilindro non estragga i nomi di Missiroli e Campagnacci sinceramente i migliori in campo (se di migliori si può parlare). Appare, invece, doverosa l’uscita di A. Viola assolutamente inesistente ed inconcludente. Al 57° il Sassuolo va vicinissimo al vantaggio. Cross da sinistra del nuovo entrato Masucci per Longhi che, di piatto sinistro, manda il pallone a lambire il palo alla sinistra di P. Marino con lo stesso portiere amaranto preso controtempo e, quindi, impossibilitato ad intervenire. Che rischio! Il pubblico, sinora silente, fischia protestando veementemente contro Breda ed i suoi. Il Sassuolo cresce e la Reggina è in affanno rischiando troppo. Breda “si sveglia” e chiama a sé De Rose e Ragusa affrettando i tempi per la doppia sostituzione. De Rose entra a sostituire Castiglia (per noi sarebbe stato meglio l’evanescente Rizzo) ed a Ragusa lascia il posto (meno male) A. Viola. Al 67° Pea effettua il secondo cambio: esce Cofie per infortunio ed entra Marchi. Al 70° è la Reggina ad andare vicina al vantaggio. Azione movimentata in area con Ragusa che calcia a rete e Piccioni che devia il pallone che si stampa sul palo e ritorna in campo e sul quale si avventa De Rose che, a porta vuota ed a colpo sicuro, liscia clamorosamente il pallone vanificando il tutto. Che brutta Reggina che è questa. Difficile dire se è la più brutta della stagione perché anche in altre occasioni avremmo detto la stessa cosa. Se non è la più brutta, di certo è tra le più brutte viste in questi primi 4 mesi di campionato. La gara va avanti vivendo di sussulti. La Reggina, con un moto d’orgoglio, prova ad attaccare senza risultati. Il Sassuolo, d’altro canto, prova anch’esso a venire avanti cercando il colpo risolutore. Il pareggio, quando siamo giunti ormai al 78°, sembra essere il risultato più ovvio. Breda chiama Ceravolo dal riscaldamento per la sua terza ed ultima sostituzione. All’80°, come detto, entra Ceravolo ed esce Missiroli tra i fischi del pubblico diretti tutti a Breda. Ad onor del vero dobbiamo dire che, da qualche minuto, Missiroli appariva visibilmente provato ed oltretutto colpito dai crampi. La Reggina, adesso, è a trazione anteriore senza, però, cavare un ragno dal buco. A 5 minuti dalla fine (più recupero) sembra definitivamente segnato il destino di Breda. Appare, quindi, evidente l’avvicendamento alla direzione tecnica dalla squadra che avverrà durante la sosta natalizia tanto da dare al nuovo tecnico la possibilità di lavorare con tutto il tempo a sua disposizione giacché il primo impegno ufficiale sarà datato 2012. La nostra, si chiaro non è una certezza (magari Foti vorrà continuare masochisticamente con Breda, chissà). Diciamo piuttosto che è un augurio e se a saltare quando le cose vanno male (ed alla Reggina vanno davvero male) è l’allenatore non è colpa nostra ma è una delle “regole non scritte” del calcio moderno. Sia chiaro, quando avviene un esonero è implicito che le colpe non siano solo dell’esonerato ma, anche e forse soprattutto, di chi l’ha scelto e di chi gli ha messo nelle mani una rosa non certo particolarmente dotata tecnicamente (Foti, in primis, e Giacchetta, subito a seguirlo a ruota). La partita, dopo 4 minuti di recupero, termina qui con i fischi del pubblico che sanciscono gli auguri che lo stesso dedica a Foti, Breda, Giacchetta ed a tutti i giocatori (nessuno escluso). In attesa di buone nuove, ad maiora!