18ma sconfitta su 39 gare. Ennesima partita (non riusciamo nemmeno più a contarle) “regalata” agli avversari. Ennesimi goals (non riusciamo a contare nemmeno questi) generosamente donati all’avversario di turno. Indecente, sotto certi aspetti, la Reggina vista a Trieste. Indecente il giudizio finale proprio in virtù di una partita giocata non male, gestita per lunghi tratti, rinunciando ad offendere e finendo per rimanere sconfitta per l’ennesima volta da se stessa. Che questo “maledetto” campionato finisca presto, non ce la facciamo più. Uscito Brienza, la Reggina è tornata quella di gran parte di questo campionato: debole, confusionaria, senza gioco e senza idee, mediocre e fors’anche ancor peggio che mediocre.
E’ vero che la salvezza dovrebbe arrivare attraverso le partite casalinghe (Gallipoli ed Albinoleffe le ultime due della stagione), ma è vero anche che, al “Granillo”, la Reggina non è certo un granché. Anzi, tutt’altro. La “perla” di stasera ha dell’inverosimile. Una Triestina giunta alla sua gara da “ultima spiaggia”, non vinceva da sei giornate (5 sconfitte ed 1 pareggio) per un arco temporale di oltre un mese e mezzo. Eppure… Eppure la Reggina è stata capace, anche stasera, come spesso già avvenuto in passato, di “resuscitare” chiunque. La delusione è tanta. Ogni tifoso, sportivo, addetto ai lavori secondo le proprie competenze, è stanco di vedere, per il secondo anno consecutivo, la sua squadra fornire prestazioni davvero imbarazzanti. Non nascondiamo la ricorrente domanda che ci siamo posti assistendo, sette giorni or sono, alla gara casalinga con l’Ascoli: “Ma noi che ci facciamo ancora qui? Perché non siamo al mare?” Credeteci, è la prima volta dopo tantissimi anni che ci siamo posti questa domanda chiaramente sintomatica di quasi di un senso di “nausea” dinnanzi allo “spettacolo” che questa Reggina offre da un paio d’anni a questa parte. Quando mai, prima di sabato scorso, ci sarebbe balenata per la mente una domanda del genere? Mai! Assolutamente! Eppure è successo. Siamo stanchi e delusi e quando qualcuno “osa” lamentarsi dello scarsissimo pubblico presente al “Granillo” in occasione delle gare interne come potremmo noi non giustificare le migliaia di tifosi che hanno abbandonato la Reggina per inconfutabile “merito” del suo presidente ormai ex-Re Mida? Perché un tifoso dovrebbe venire allo stadio per assistere a prestazioni da campionato amatoriale e non, invece, vederla a casa con la possibilità di fare zapping appena il primo segnale di senso di nausea si presenta? E’ giusto così! Questa Reggina merita disinteresse, anzi ne meriterebbe ancor di più. Abbiamo spesso avuto modo dire che “il pesce puzza dalla testa” e, qui, lo ribadiamo. La “testa” non può essere quella del sig. Foti che, evidentemente, ha la sua di testa altrove impegnata in altre attività ben più remunerative della Reggina in B. Abbiamo detto che quest’anno la Società amaranto ha incassato il cosiddetto “paracadute”. Quella sostanziosa somma in milioni di euro destinata alle neo retrocesse. Ma l’anno prossimo (o, per meglio dire, quest’anno) quanti soldini entreranno nelle casse amaranto? Pochi, pochissimi, spiccioli a confronto del flusso di denaro già passato sotto i ponti del Sant’Agata. E Foti è un uomo che fa qualcosa per nulla? Naaaaa… Impossibile anche il solo sfiorarci un pensiero del genere. Parrebbe abbia fastidi giudiziari dal punto di vista civile-economico (oltre a quelli di natura penale, tra cui, ma non solo, “Calciopoli”); parrebbe abbia svariati interessi tra Milano e l’estero; parrebbe stia già trattando la cessione della Società ad altri. Parrebbe, dicevamo, giacché non siamo certi delle notizie giunteci e, quindi, il condizionale è giustamente ed assolutamente d’obbligo. Di certo quanto fatto, o “non fatto” per meglio dire, negli ultimi due anni lascerebbe presumere che il “si dice” propenda per il più verosimile “è”. Vedremo cosa succederà! Tornando alla gara di stasera, ascoltiamo i protagonisti in campo ed in tribuna. Partendo proprio dalla tribuna, il primo a presentarsi in sala stampa è il presidente triestino Fantiel. “Non mi è piaciuta la contestazione – dice – nei confronti dei nostri giocatori. Mantenere questa categoria per noi è molto importante, ma il pubblico ci deve aiutare perché l’impegno di tutti noi c’è e ci sarà”. La partita di oggi? “Era una partita che dovevamo vincere a tutti i costi e l’abbiamo vinta se volete anche con un po’ di fortuna. Meritiamo di restare in B e ci proveremo fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata”. Che risultati spera vengano fuori dalle gare di domani? “Noi non dobbiamo guardare agli altri, ma solo a noi stessi non sprecando le nostre energie per stare a sperare qualcosa da qualcun altro”. Avete temuto durante il corso della gara. “Abbiamo avuto paura, è vero. Di questi tempi la palla “scotta” molto ed è forse giustificata la paura quando ci si gioca il risultato di un intero campionato”. Ieri c’è stata la riunione di Lega, cos’avete deciso per il futuro? “Abbiamo parlato molto delle eventuali penalizzazioni che dovrebbero esserci per molte Società purtroppo. Abbiamo chiesto ad Abete che, se devono esser date, che lo siano per il campionato in corso e non da scontare nel successivo perché crediamo sia più giusto così. Abbiamo anche deliberato che il prossimo campionato sarà ancora a 22 squadre per poi, via via, magari, nei prossimi anni, arrivare ad un torneo con 20 squadre”. Il primo protagonista in campo è l’autore del primo goal per i padroni di casa, Dalla Rocca. “Da qui alla fine – dice – quello di stasera è l’atteggiamento giusto da tenere. E’ vero, siamo stati avvantaggiati da un episodio, ma non abbiamo di certo rubato nulla. Dobbiamo continuare così”. Dal campo alle panchine il passo è breve ed ecco i due allenatori. Il primo è Breda(nella foto in occasione della sua presentazione). Perché questo atteggiamento così remissivo nel secondo tempo? “Non è stata una scelta da parte nostra, è un atteggiamento che è venuto da solo. In sostanza, non siamo riusciti a tenere la partita in mano così come avvenuto per lungo tratto. Devo ammettere che, questa, è una brutta sconfitta e, se devo essere sincero, non mi è piaciuto nemmeno il primo quarto d’ora in cui abbiamo concesso troppo, goal compreso”. La Reggina, però, non ha giocato malissimo per lunghi tratti. “In molti stasera hanno fatto bene, ma dobbiamo guardarci in faccia e tornare a fare le cose che sappiamo fare meglio. Stasera c’è stato un ritorno all’antico. Abbiamo speso tanto per tirarci fuori dalla difficilissima situazione di classifica in cui eravamo e, forse, per questo, ci siamo stancati oltre il consentito”. Mancano tre gare alla fine: Gallipoli in casa, Grosseto in trasferta ed ancora Albinoleffe al “Granillo”. “Tre partite, tre finali per noi. Non siamo certo tranquilli, ma abbiamo delle squadre sotto e su queste dobbiamo fare il nostro campionato da qui alla fine”. Da Breda ad Arrigoni. Una Reggina remissiva? “Secondo me no! E’ solo che ha speso tantissimo nel primo tempo per contrastarci e per recuperare il goal di svantaggio e, di conseguenze, sono rimaste poche energie da impiegare nel secondo tempo. Noi abbiamo fatto un gran goal (grazie anche all’errore di Rizzato, n.d.r.), siamo stati bravi e siamo stati premiati. Non credo che la Reggina avrà alcuna difficoltà a salvarsi, anche perché di certo ha un calendario molto più agevole di tante altre squadre che lottano per la permanenza in B”. Se lo dice lui. Ahinoi, come detto, ricordiamo come sia quasi “prassi consolidata” che la Reggina riesca, sua sponte, a complicarsi la vita da sola. Ne consegue che, da un paio d’anni a questa parte, di “certo” non c’è nulla quando si ha a che fare con la Reggina.