Reggina-Livorno: 1-1. Reggina (3-5-2): Puggioni; Cosenza, Costa (dal 58° Castiglia) ed Acerbi; Laverone (dal 46° Colombo), De Rose, Montiel, Rizzato e Sarno (dall’81° N. Viola); Campagnacci e Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, Zizzari e A. Viola. All.: Atzori. Livorno (4-3-1-2): De Lucia; Bernardini, Miglionico, Lambrughi e Pieri; Schiattarella, Iori e Barusso (dal 64° Belingheri); Luci e Dionisi (dal 74° Cellerino); Tavano (c) (dal 69° Antunes). In panchina: Mazzoni, Di Bella, Salviato e Lignani. All.: Novellino. Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti: Meli di Parma e Santuari di Trento. Quarto uomo: Pasqua di Tivoli. Marcatori: Dionisi al 32° e Bonazzoli al 65°. Ammoniti: Barusso al 40°, Bernardini al 50° e Cosenza al 63°. Corner: 2-1. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 1262. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 16.980. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4827. Incasso totale: € 39.357. Note. Rivoluzione-Reggina quella decisa da mister Atzori. In panchina i due fratelli Viola a favore di Montiel e Campagnacci. La novità è l’esordio dal primo minuto di Sarno che, ad onor del vero, insieme all’impiego iniziale di Montiel, lascia alquanto perplessi. Atzori, però, pensa ad una Reggina oltremodo offensiva da opporre alla formazione labronica allenata dall’unico ex della gara Novellino (per la cronaca, accolto da una bordata di fischi e cori (così come presumibile e, tra l’altro, ampiamente motivato e meritato (non soltanto per gli scarsi risultati ottenuti nelle 10 panchine amaranto lo scorso anno – solo 9 punti conquistati e quart’ultimo posto in graduatoria -, ma soprattutto per l’arrogante presunzione che lo ha sempre caratterizzato in carriera) a cui sarcasticamente risponde salutando con la mano.
Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia con il Livorno, fischiatissimo, in avanti e la Reggina ad organizzarsi. Al 2° è la Reggina ad avvicinarsi per prima all’area avversaria con un’azione potenzialmente pericolosa con la palla capitata, però, a Campagnacci che s’imbroglia e perde la possibilità di servire un compagno meglio piazzato. Al 6° ancora Campagnacci serve un involontario assist a Schiattarella che cambia campo lanciando, a sinistra, Barusso che, di prima, appoggia in verticale verso l’accorrente Luci. E’ bravo Puggioni ad uscire in presa a terra anticipando di un soffio il giocatore toscano. Occasione ancora livornese al 10° con Dionisi lanciato da un compagno, è bravo anche in questa occasione Puggioni che, uscendo fuori dall’area, prima copre il pallone e poi lo scaraventa in tribuna. Al 15° la prima vera occasione da rete è degli ospiti. Schiattarella recupera palla sulla trequarti amaranto e si avvicina all’area. Poco fuori tira di destro con il pallone che Puggioni, con apprensione, vede uscire sul fondo alla sua sinistra. Al 18° ed al 19° risponde la Reggina. Dapprima con Bonazzoli che s’incunea in area, defilato sulla destra, resiste alla carica di un avversario ma riesce comunque a mettere al centro dove non c’è nessuno. E poi, sugli sviluppi della stessa azione, con Rizzato che crossa basso e teso dalla sinistra e, grazie ad una finta dello stesso Bonazzoli, mette in difficoltà De Lucia che si vede spuntare la palla all’ultimo istante e respinge d’istinto. Al 27° replica il Livorno. Punizione calciata di sorpresa e palla per Luci che, in sforbiciata, mette al centro dell’area dove, per fortuna, non c’è nessuno dei suoi. Risponde un minuto dopo la Reggina con Bonazzoli che, servito in verticale a sinistra in area, ha il tempo per decidere il tiro e calcia di sinistro con la palla che termina sull’esterno della rete alla destra di De Lucia. Al 30° Reggina vicinissima al goal. Prima Campagnacci si vede ribattuto il tiro da un difensore e, subito dopo, Montiel calcia da distanza siderale d’interno sinistro con la palla che si stampa sulla traversa e ritorna in campo. La Reggina impreca contro la sfortuna ed il Livorno si salva. La gara è piacevole con continui cambi di fronte. La Reggina cerca maggiormente la via della rete anche in virtù di uno schieramento più offensivo che in altre occasioni. Il Livorno, invece, reagisce con delle ripartenze che, seppur pericolose, non creano grossi patemi alla retroguardia amaranto che, senza Adejo, sembra molto più solida e sicura. Nemmeno il tempo di scriverlo che il Livorno passa, proprio grazie ad un errore difensivo. E’ il 32 e Barusso lancia in verticale Dionisi che si ritrova tutto solo con la difesa amaranto “salita” per lasciarlo in offside. La tattica non funziona ed il giocatore livornese piazza il tiro angolatissimo alla destra di un incolpevole Puggioni. Brutto colpo per gli amaranto che subiscono il goal forse nel momento di maggiore loro sforzo offensivo. Saprà reagire la squadra di Atzori a questo macigno? Osserviamo che Novellino comincia a pensare di togliersi il secondo sassolino dalla scarpa. Dopo aver vinto a Torino, infatti, laddove fu esonerato due volte in un anno, medita di vincere anche qui prendendosi la sua personale rivincita. A tal proposito, pare che la Reggina sia ben predisposta a concedere rivincite: dopo Cacia ecco Novellino. Al 44° occasionissima per la Reggina. Campagnacci, che finora ha sbagliato di tutto e di più (rimessa laterale compresa), riceva palla in verticale in area. Prende la mira e calcia indisturbato di sinistro non inquadrando nemmeno lo specchio e con il pallone che termina incredibilmente ad un paio di metri dalla porta tra le vibranti proteste del pubblico presente al “Granillo”. Nel primo ed unico minuto di recupero risponde Schiattarella con un tiro teso da fuori area, Puggioni si distende e devia in corner. Secondo tempo. La ripresa inizia con il primo cambio per Atzori: fuori Laverone e dentro Colombo a cercare di dare maggior vigoria sulla fascia destra. Al 53° ci prova Dionisi con un diagonale da fuori area che Puggioni para bene. Al 55° pericoloso il Livorno ancora con Dionisi. Costa va in anticipo a vuoto e Dionisi si ritrova in area seppur molto defilato a destra. Entrato in area, si avvicina alla porta difesa da Puggioni e calcia e, per quanto possiamo vedere dalla nostra postazione in tribuna stampa, colpisce la base esterna del palo. Secondo cambio in casa Reggina: esce Costa ed entra Castiglia. La difesa resta a 3, ma cambia ne suoi componenti: Cosenza resta a destra, Acerbi passa centrale e Rizzato, arretrando dalla sua posizione originaria, copre il ruolo di esterno difensivo sinistro. La Reggina avanza e crea due buone occasioni a cavallo tra il il 59° ed il 60° entrambe con Bonazzoli. Prima, il bomber di Asola non arriva su un cross rasoterra di Colombo e, poi, lo stesso cannoniere amaranto non arriva di testa a colpire un altro cross sempre di Colombo da destra. Al 64° primo cambio anche per Novellino: esce Barusso ed entra Belingheri. Al 65° la Reggina pareggia. Campagnacci ha la palla, a sinistra, sulla linea di fondo. Cross al centro dove arriva Bonazzoli che incorna di testa e mette alle spalle di De Lucia. 1-1 e Reggina rinvigorita nelle forze e nel morale sospinta dal suo pubblico che non risparmi l’egocentrico Novellino agitatissimo in panchina che, al 69°, cambia ancora inserendo Antunes e togliendo il capitano Tavano. Il sogno di Novellino di fare lo sgambetto anche alla Reggina, pare essersi dissolto (e, con esso, anche quello di un collega reggino, ahinoi, “innamorato” di Cacia e Novellino più che della Reggina stessa). Il Livorno effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce l’autore del vantaggio Dionisio ed entra Cellerino. Idem per la Reggina, qualche minuto dopo: esce Sarno ed entra Nicolas Viola. La partita, però, di fatto, pare essere già finita con entrambe le squadre che manifestano più che chiaramente che il risultato di parità può andar bene. Un sussulto lo regala Miglionico che, di tacco, calcia verso la porta reggina mandando alto sugli sviluppi di un cross arrivato da destra. Come detto, la partita è finita da almeno una decina di minuti ed il pubblico, fischiando, dimostra di non gradire. La Reggina, sotto di un goal, dopo il pareggio di Bonazzoli ha vissuto qualche minuto di euforia per poi spegnersi e “ragionare”. Il Livorno, dal canto suo, dopo il pareggio subito ha pensato che osare avrebbe voluto dire rischiare. Ecco perché, in fin dei conti, “un punto ciascuno non fa male a nessuno”. E la XXXIII^ giornata va, così, in archivio.