
Raccontare a distanza di quarant’anni i “fatti di Reggio” tramite una serie di fotografie artistiche orientate a suscitare emozioni per chi li ha vissuti e, nel contempo, lasciare tracce di memoria storica per le nuove generazioni. Da tali premesse nasce il volume della casa editrice Iiriti “La rivolta di un popolo – immagini di una città insorta” (nelle foto la copertina del primo fascicolo e il palco con gli intervenuti), presentato al Circolo del Tennis “R. Polimeni”. Nutrito il numero di reggini che hanno partecipato all’incontro aperto dai saluti di Igino Postorino, presidente del Circolo, e dall’Assessore comunale Enzo Sidari. L’idea di utilizzare una raccolta fotografica, secondo quanto dichiarato dall’editore Leo Iiriti, scaturisce dalla volontà di svuotare il racconto di quei giorni da ogni schieramento ideologico e basarsi esclusivamente su ciò che le immagini sono in grado di trasferire a chi le osserva.
Ed è proprio dall’intervento dell’autore degli scatti inediti dell’epoca Silvio Mavilla, che la presentazione moderata dal giornalista Tonino Raffa entra nel vivo, coinvolgendo gli animi dei presenti nel ripercorrere quei tragici momenti vissuti dal popolo reggino. Inevitabilmente il dibattito porta a ricercare a distanza di anni, in un quadro di insieme, le ragioni che hanno sottratto la dignità ad un intero popolo che protestava per il riconoscimento dei propri diritti. Incapacità della classe politica locale, macchinazioni e collusioni del potere centrale sono stati gli argomenti al centro degli interventi della serata. Dopo la rievocazione di esperienze sul campo raccontate dal giornalista Franco Bruno e dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Salvatore Nunnari, il confronto si è spostato sulla contropartita offerta dal Governo racchiusa nel “pacchetto Colombo”. Il contenuto di quest’apparente misura di sviluppo avrebbe dovuto fare emergere industrialmente la provincia reggina in particolare con la realizzazione del Quinto Centro Siderurgico a Gioia Tauro e la Liquichimica di Saline Joniche. La delicatezza dell’argomento ha acceso da subito una diatriba a tre, fra il vice caporedattore della Gazzetta del Sud Tonio Licordari, il primo Direttore della Liquichimica Enrico Benedetto e il Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino. Quest’ultimo ha posto poi l’accento sul ruolo poco deontologico svolto da alcuni giornalisti “filogovernativi”, i quali, nei giorni di protesta non provvedevano ad informare adeguatamente l’opinione pubblica o peggio ancora mistificavano l’informazione. Eloquente nei contenuti l’intervento conclusivo del Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, che ha puntato l’accento sull’opportunità di cogliere i segnali che i moti del ‘70 hanno dato al popolo reggino, con l’obiettivo di utilizzarli al fine di progettare un processo di sviluppo futuro che vada oltre i campanilismi. In particolare il Governatore ha rimarcato a più riprese la necessità di avviare un processo di aggregazione che il nuovo scenario politico-economico richiede per una crescita concreta. Solo con una Calabria dinamica e coesa, ha proseguito Scopelliti, sarà possibile sfruttare al meglio le opportunità che si presenteranno. Il 14 luglio è stato scelto come giorno della prima uscita del volume, in ricordo dell’inizio della protesta di un’intera città. Sarà distribuito per diciassette settimane a fascicoli come inserto del quotidiano “Gazzetta del Sud”. Ad accompagnare i lettori in questo viaggio sarà uno dei primi cronisti “settentrionali” a giungere sul posto, il giornalista Alfonso Madeo, all’epoca dei fatti inviato del Corriere della Sera.