

La Reggina ha forse trovato il leader che cercava da tempo. Corre tanto, combatte, segna, incita i compagni, trascina i tifosi. Biagio Pagano (nelle foto di Fafo mentre calcia il rigore del vantaggio e, poi, mentre corre ed esulta sotto la curva), da supercontestato ad inizio stagione, con l’arrivo di mister Iaconi, si è trasformato in giocatore di riferimento per tutti. Si è liberato di quelle paure che lo avevano accompagnato quando alla guida tecnica degli amaranto c’era mister Novellino. Solo un lontano ricordo i forti richiami dell’ex tecnico, le sostituzioni punitive dopo pochi minuti di gara, le gabbie tattiche verso le quali lo stesso Pagano ha sempre mostrato segnali di grande sofferenza. Questo è il suo momento. L’aver ritrovato la serenità soprattutto mentale, lo aiuta nelle prestazioni a beneficio di una Reggina che, pur sempre impelagata nei bassifondi della graduatoria, inizia a vedere qualche spiraglio di luce.
La partita con il Brescia va analizzata con particolare attenzione, però. Sarebbe troppo superficiale parlare di vittoria schiacciante e dominio degli amaranto, senza sottolineare come la gara sia stata fortemente condizionata dall’episodio verificatosi dopo pochi minuti. Anche per una squadra in difficoltà come la Reggina, usufruire di un calcio di rigore al pronti e via e trovarsi in vantaggio anche di un uomo, espulsione di Bega, ha avuto un forte significato sul match. C’è anche da dire che questa squadra, nello scorcio di campionato in cui l’abbiamo vista all’opera, ha messo in mostra talmente tante brutture, che non sarebbe stato poi così assurdo pensare che anche contro quel Brescia la vittoria poteva non arrivare. Invece non è stato così, confortanti i segnali mostrati dal gruppo sul piano della volontà e della combattività. Si è corso molto e bene, poche sono state le sbavature, tante invece le indicazioni ricavate dai novanta e passa minuti di gioco. Cascione che scalza dalla linea centrale dei difensori due elementi che nella Reggina giocavano da titolari nella massima serie, Valdez e Santos. Cascione stesso che si concede anche licenze in fase offensiva e trova il suo secondo gol in altrettante partite giocate in casa dagli amaranto. Barillà fornisce un contributo prezioso in mezzo al campo per quantità e qualità, bene finalmente Rizzato, di Pagano abbiamo già detto, mentre per il gigante buono Emiliano Bonazzoli, nonostante l’impegno, il gol non vuole arrivare. Citazione a parte merita Maurizio Lanzaro, il capitano. Cinque anni al servizio della Reggina con prestazioni sempre oltre la sufficienza. Anche lui, come Pagano, messo ai margini da Novellino ed ora tornato nuovamente protagonista. Dopo aver superato da tempo le cento presenze con la Reggina, ha messo a segno il suo primo gol in maglia amaranto. Bravo Maurizio.