(392) “Il pareggio di Agrigento, primo punto della storia amaranto all’ “Esseneto” dopo 9 sconfitte, consente alla Reggina di dare continuità di risultati dopo la vittoria nel derby contro il Messina.
Gli uomini di Zeman sono stati caparbi nel rimontare due volte lo svantaggio e a crederci fino alla fine, avvantaggiati dalla superiorità numerica (peraltro espulsione ineccepibile), per quasi tutta la ripresa. La Reggina, ci riesca o meno, gioca a calcio; ha una sua identità di gioco e corre per tutti i 90 minuti e passa. Zeman ha dato una fisionomia alla sua squadra mettendosi alle spalle critiche forse affrettate dopo le deludenti prestazioni della Coppa Italia e dell’esordio a Fondi. Il boemo sembra conoscere bene pregi e limiti dei suoi e anche nella gestione dei cambi il tecnico azzecca le mosse giuste prima con Knudsen che sembra offrire più garanzie di un Bangu (non sempre lucido) e con Maesano che subentra a Cane dando più spinta sulla fascia destra che sembra essere quella meno incisiva. I ragazzi ci mettono il cuore, talvolta con poca lucidità per i troppi cross verso un gigante che non c’è, ma ci credono fino in fondo e il gol di De Francesco regala un pareggio meritato. Coralli è già un trascinatore dentro e fuori dal campo ed è sicuramente il valore aggiunto di questa squadra che ancora nel reparto arretrato palesa limiti e amnesie che sono costati entrambi i gol agrigentini. Subito in campo adesso contro un Catania, una delle grandi favorite per la promozione, che non ha giocato e si presenterà sicuramente più fresco della Reggina al “Granillo”, ma questa Reggina sbarazzina e imprevedibile, può dare fastidio a chiunque, quindi perché non crederci”? * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.