Lega Pro, girone C, III^ giornata: Akragas-Reggina 2-2

(391) S.S. Akragas Città dei Templi-U.S. Reggina 1914: 2-2. Akragas (4-3-3): Pane; Scrugli, Zanini, Pezzella, Marino (c); Carillo, Carrotta, Salandria; Gomez (dall’81° Cochis), Longo (dal 64° Salvemini), Cocuzza (dal 53° Riggio). In panchina: Addario, Assisi, Sepe, Coppola, Leveque, Greco, Garcia, Incardona, Russo. All.: Di Napoli.

Reggina (4-3-3): Sala; Cane (dal 71° Maesano), Gianola, Kosnic, Possenti (dal 78° Tommasone); Bangu (dal 46° Knudsen), Botta, De Francesco; Oggiano, Coralli (c), Porcino. In panchina: Licastro, De Bode, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Cucinotti, Romanò, Baccellieri, Mazzone. All.: Zeman. Arbitro: Chindemi di Viterbo. Assistenti: Rossi di Novara e Biava di Vercelli. Marcatori: Marino al 15°, Coralli (rig.) al 34°, Marino al 41° e De Francesco all’87°. Recupero: 2’ (pt) e 5’ (st). Corner: 2-7. Ammoniti: Pane al 33°, Botta al 40°, Possenti al 56°, Zanini al 62° e Salandria al 79°. Espulso: Marino al 51°. Il commento. Reduce dalla bella vittoria domenica scorsa contro il Messina, la Reggina affronta la seconda trasferta stagionale con maggiore entusiasmo e con la consapevolezza che giocare bene e vincere si può! Zeman conferma in toto l’11 che ha stupito favorevolmente nel derby. All’ “Esseneto” della Città dei Templi, apparentemente, folto pubblico di casa presente nel mentre si registrano una cinquantina di tifosi provenienti da Reggio. L’ormai famigerata targa che il Presidente Praticò dona all’omologo di casa, è il preludio all’inizio delle ostilità. In occasione del vantaggio agrigentino, grave è l’errore dei tre di difesa (Cane, Gianola e Sala) con Marino pronto a sfruttarne l’indecisione. Nel post-gara con il Messina, l’unica cosa su cui avevamo puntato il dito era, appunto, la fase difensiva. Non a difesa schierata, come in occasione del gol su corner appena subito, ma quale risvolto negativo della salita dei due esterni (Cane e Possenti) verso la linea di centrocampo. Se, da un lato, ci saremmo aspettati un 2vs3 o peggio, dall’altro prendere gol su corner ci stupisce (in negativo). La fase difensiva, specie dopo lo svantaggio, lascia a desiderare. L’Akragas, evidentemente, ha studiato l’avversario e, dopo il fraseggio a centrocampo, ecco il lancio che, spesso e volentieri, mette in difficoltà la difesa amaranto (spesso centralmente ma, anche, dal lato di Possenti). Il centrocampo amaranto, eletto a furor di popolo quale il migliore reparto, oggi non punge. Tant’è ch’è un grossolano errore del marcatore Marino a riaprire la gara. Retropassaggio ardito, Porcino che s’incunea, ribattuta e fallo netto di Pane su Coralli che emula il suo omologo e pareggia i conti. Spesso e volentieri, come detto, la difesa a 2 (Gianola-Kosnic) non riesce a reggere il peso dell’attacco di casa. Cane e Possenti, che vanno a rinforzare il centrocampo (che diventa così a 5), non riescono a rientrare in tempo utile. Al 41°la Reggina va ancora sotto nel punteggio. Incursione da sinistra di Scrugli, rasoterra a centro area ed ancora il capitano Marino ad insaccare senza problema alcuno. La difesa amaranto protesta per un eventuale posizione irregolare non segnalata ma, onestamente, la difesa amaranto ne ha appena fatta un’altra delle sue. Kosnic, per esempio, appare in ritardo sul cross e Cane e Gianola sono “non pervenuti”. Il primo tempo si chiude esattamente per com’è giusto che sia: con l’Akragas in vantaggio grazie a due regali difensivi degli ospiti. La ripresa inizia con la Reggina proiettata in avanti. La svolta della partita potrebbe essere rappresentata dall’espulsione del capitano di casa Marino, reo di un evidente fallo da ultimo uomo su Oggiano (il rosso diretto piuttosto che il secondo giallo è indicatore chiarissimo sulla causa dell’espulsione). Il pallino del gioco è, adesso, in mano ai reggini che, però, non capitalizzano alcunché. Il centrocampo, che così aveva ben impressionato contro il Messina, è, oggi, praticamente assente e privo di inventiva propositiva. Si arriva, praticamente, nei pressi dell’area agrigentina quasi per inerzia. Così come, per inerzia, pare andare la gara. All’87°, finalmente, la Reggina raccoglie i frutti della propria asfissiante pressione. E’ De Francesco a battere Pane da dentro l’area piccola su cross basso da destra toccato da Coralli. All’88° la squadra amaranto rischia di franare di nuovo. E’ Kosnic il “salvatore della Patria” intervenendo in scivolata su Salandria che, di sinistro, aveva battuto a rete. La Reggina, forte del vantaggio numerico, ci prova ancora e si proietta in avanti alla ricerca del terzo gol. Al 93° ci prova ancora De Francesco, da fuori area il suo tiro termina ampiamente sul fondo. L’Akragas chiude in difficoltà chiuso in difesa; la Reggina finisce la gara proiettata in avanti ma senza ulteriormente ferire. Il pareggio finale è fondamentalmente giusto tenuto conto le occasioni prodotte e la mole di gioco (praticamente, i secondi 45 di gioco, si sono svolti nella metà campo agrigentina). La Reggina è senza alcun dubbio migliorabile sotto più aspetti (la fase difensiva su tutti gli altri) ma, quantomeno, produce gioco mostrando calcio. La cronaca. Primo tempo. Al 6° minuto sono i padroni di casa a rendersi pericolosi con Salandria che, da fuori area, manda al lato alla destra di Sala. Al 9° “ricambia” Oggiano con un tiro a giro che termina ampiamente sul fondo lontanissimo dalla porta difesa da Pane. Al 15° l’Akragas passa in vantaggio. Sugli sviluppi del primo corner della partita per i biancazzurri, il capitano Marino, tutto solo al limite dell’area piccola, salta tra Gianola (fermo) e Cane (in ritardo) ed infila centralmente un immobile Sala. Ma l’area piccola non è “del portiere”? Al 33° la Reggina ha l’occasione per pareggiare. Erroraccio di Marino che passa indietro il pallone a Pane. Sulla traiettoria si inserisce Porcino ma Pane riesce a ribattere, Coralli è prontissimo a riconquistare palla e, stavolta, Pane non può far altro che abbatterlo rimediando l’ammonizione e, ovviamente, causando il rigore. Sulla palla stavolta va il capitano Coralli che spiazza Pane mandando il pallone alla sinistra con il portiere proteso a destra. Partita raddrizzata. Al 38° ci riprova l’Akragas con Longo che, da fuori area, impegna Sala in una presa a terra. Al 41° i padroni di casa tornano in vantaggio ed, anche in questo caso, il “merito” è tutto della difesa amaranto. Scrugli cerca un varco e lo trova sulla sinistra, cross basso verso Marino che non ha alcuna difficoltà a depositare in rete per la sua doppietta personale e per il riscatto dopo l’errore in occasione del penalty procurato dal suo portiere. Secondo tempo. Zeman si è accorto che Bangu non c’è stato nella prima frazione di gioco e lo sostituisce con Knudsen. Al 47° la Reggina prova a riportare la gara sui binari dell’equilibrio: Oggiano perde il tempo della battuta ed appoggia indietro per De Francesco che tira con il pallone che finisce la sua corsa sul fondo alla destra del portiere di casa. Al 50° ancora Reggina. Punizione di De Francesco, Coralli lascia passare il pallone con Oggiano che non riesce a battere a rete ad un passo dalla linea di porta. Al 51° l’episodio che potrebbe rivelarsi chiave. Oggiano punta la porta e Marino lo stende al limite. Chindemi non ha dubbi: rosso diretto ed Akragas in 10 con il protagonista della gara (gol del vantaggio, errore sul pareggio e nuovamente gol del vantagio) anzitempo inviato negli spogliatoi senza, peraltro, nessuna protesta. Oggiano non sfrutta la punizione deviata in corner dalla barriera. Al 53° la prima sostituzione, obbligata nella fattispecie per Di Napoli: esce Cocuzza ed entra Riggio. Di fatto non succede nulla, se non tanta confusione nei pressi dell’area della squadra di casa e qualche tentativo di ripartenza della stessa fino al 64° quando annotiamo il secondo cambio per il tecnico Di Napoli: fuori Longo e dentro Salvemini per un logico 4-4-1. La Reggina è padrona del pallino del gioco ma, onestamente, è predominio fine a se stesso e valido solo per la percentuale possesso palla. Al 71° cambio anche per Zeman: esce Cane ed entra Maesano. Al 72° prova a far qualcosa Oggiano ma la ripetitività del suo movimento (da destra, palla sul sinistro e tentativo di accentrarsi per magari poi calciare), ormai, lo hanno imparato tutti e, quindi, saputo arginare. Al 78° terzo cambio in casa amaranto: esce Possenti ed entra Tommasone (all’esordio). All’81° ultimo cambio anche per i padroni di casa: esce Gomez ed entra Cochis. C’è tempo per il salvataggio in extremis di Kosnici su Salandria e, dopo 5 minuti di recupero, la gara termina sul risultato di 2 a 2.

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Author: Maurizio Gangemi