Reggina: i conti (da anni) non tornano!

XXVI^ giornata; V^ di ritorno; 16 giornate alla fine del torneo; Reggina XIX^ in graduatoria; terz’ultima in “ottima” compagnia del Mantova; “dietro” solo Padova e Salernitana; 13 sconfitte (9 fuori – Frosinone, Modena, Lecce, Torino, Empoli, Gallipoli, Albinoleffe, Vicenza e Cittadella – e 4 in casa – Vicenza, Ancona, Sassuolo e Cesena -), 5 pareggi (2 fuori – Mantova e Crotone – e 3 in casa – Padova, Cittadella e Grosseto-) ed 8 vittorie (3 fuori – Cesena, Ascoli e Padova – e 5 in casa – Piacenza, Salernitana, Brescia, Triestina e Mantova); 39 goals subiti (22 fuori e 17 in casa) e 31 realizzati (12 fuori e 19 in casa); 3 allenatori (in busta paga, per il terzo anno consecutivo); 2 direttori sportivi (idem). Un progetto “fallito” dopo 10 giornate; un altro “strafallito” dopo altre 14 giornate; nulla di nuovo dopo ulteriori 2 giornate. Questi sono, impietosamente, solo alcuni dei numeri che fotografano la stagione amaranto fino a questo momento. Dal “Sono qui per Vincere” di lancio campagna abbonamenti e di novelliniana memoria, al “Io, speriamo che me la cavo” di iaconiana/brediana attualità, passando per la “perla” “A+B=C” di fotiana “arguzia matematica” (nelle foto, controllore dei propri "beni mobili" e, sotto i baffi, sogghignate con il fido Rosati in occasione della presentazione di Breda).

Lo ripetiamo da molto tempo, la Reggina non è più LA Reggina. Ha perso tutte, dicasi tutte, quelle peculiarità che l’avevano fatta grande fino all’apice raggiunto il 13 giugno 1999 in quel di Torino allorquando conquistò la sua prima storica promozione in A, passando per lo “scudetto” vinto il 27 maggio 2007 collezionando 51 punti ufficiali (dopo che 11 gli erano stati affibbiati di penalizzazione), concludendo la sua presenza nella massima serie lo scorso maggio dopo 9 campionati su 10 disputati nel calcio che conta. In questi mesi abbiamo snocciolato dati; abbiamo registrato sconfitte (non solo sul campo ma su tutti i fronti); abbiamo collezionato errori (senza mai dirne nemmeno uno); ci siamo nascosti dietro “difficoltà oggettive” (senza mai spiegare quali siano); abbiamo parlato di “fallimento del progetto” (a giustificare l’esonero di Novellino e la cacciata di Martino); siamo ricorsi alle statistiche cercando, in percentuale, chi avesse maggiori o minori responsabilità (siamo passati dal 34% di Foti, il 33% di Novellino ed il 33% di Martino fino all’80% di Foti, 10% di Iaconi e 10% di Rosati), abbiamo negato (l’evidenza), abbiamo sogghignato (sotto i baffi), abbiamo difeso l’indifendibile (la squadra ed i suoi “costruttori”), abbiamo offeso l’inoffendibile (la nostra intelligenza). Ovvio che abbiamo usato il plurale maiestatis, ma, capirete bene, che l’ “abbiamo” sta per “ha”. Chi “ha”? Chi se non il presidente dei presidenti, il leader maximo (pur non essendo suo estimatore, chiedo venia a Fidel), il number one, il magnifico, l’onnipotente, l’invincibile, il meraviglioso, lo straordinario, il venerabile e scusateci se ci “limitiamo”: il signor Lillo Foti (all’anagrafe Pasquale fu Saverio). Premessa: ci scappelliamo per il passato (con lui si è raggiunto, come detto, l’apice della storia amaranto sin dalla sua nascita nel 1914), ma non è più tempo di togliersi il cappello. E non da giorni, da anni. Sono anni, infatti, che sbaglia tutto lo sbagliabile. Cambia 3 allenatori all’anno (nel 2007/’08 Ficcadenti – Ulivieiri – Orlandi, nel 2008/’09 Orlandi – Pillon – Orlandi e, quest’anno, Novellino – Iaconi – Breda). Licenzia e riassume direttori sportivi (Martino, licenziato nel 2004, ripreso nel 2008 salvo ri-licenziarto nel 2009 e Rosati, “consulente di mercato” da sempre o da poco – le date non sono certe -, promosso DS a novembre 2009 e salvatosi “miracolosamente” dallo “stra-fallimento” Iaconi). Mette “fuori gioco”, alienandoli, per motivi non tecnici, giocatori pagati a peso d’oro salvo poi cederli tutti in A (Cassano, Buscè e Volpi). Riprende con se “vecchie glorie” lasciate andare via a parametro zero qualche anno prima ma, convenientissimamente, ripresi dopo qualche tempo (Bonazzoli, Tedesco e Vigiani). Per il secondo anno consecutivo, in concomitanza della sessione di calcio-mercato cosiddetto “di riparazione”, mestamente alza bandiera bianca rinunciando a crederci ed a lottare e, cosa più grave ancora, smentendosi (nel 2009 dentro Krajicik e fuori Tognozzi e nel 2010 dentro Tedesco, Vigiani, Castiglia e Fiorillo e fuori Cassano, Buscè, Volpi, A. Viola, Morosini e Capelli). Tiene a se giocatori che, evidentemente, non vogliono, da tempo, stare più con lui (Valdez e, forse, Brienza fino a qualche tempo fa). Mette sul mercato alcuni giocatori, ma non li vende perché gli offrono “poco” (gli stessi Valdez e Brienza). Che cosa potrebbe mai fare “di più”? Ditemi voi? Riportare la Reggina nello stesso punto in cui, nel 1986, per “na mangiata i piscistoccu”, l’ha presa (la terza serie, chiamatela C1 o Prima Divisione è lo stesso) dove aver moltiplicato per 100, 1000, 10000, 100000 o 1000000 di volte (non lo sappiamo) il capitale investito? Non sarebbe meglio lasciare prima? Diciamo per “il bene della Reggina”? O, invece, quest’ “osso” va spolpato fino allo stremo? Abbiamo più volte detto e scritto che l’unico intento del “magnifico” è stato, fino all’1 febbraio scorso (ultimo giorno di calcio-mercato), quello di far cassa: sei giocatori dai contratti onerosi ceduti e quattro più “umili” presi. Il “progetto” (promozione diretta, vale a dire primo o secondo posto)? Il “progetto bis” (tradotto play-off dal terzo al sesto posto)? Ma no, meglio il “progetto ter” (salvezza, con o senza play-out). Dicono che le parole vadano suffragate e dimostrate dai fatti. Ok, i numeri d’inizio pezzo non bastano? Analizziamone altri. 5 sono le giornate disputate nel girone di ritorno: 2 le vittorie (Padova e Mantova) e 3 le sconfitte (Cesena, Vicenza e Cittadella) per un totale di 6 punti conquistati, 6 i goals fatti ed 8 quelli goals subiti. Stesse 5 partite nel girone di andata: 1 vittoria (Cesena), 3 pareggi (Padova, Mantova e Cittadella) ed 1 sconfitta (Vicenza) per un totale sempre di 6 punti, 5 goals fatti e 6 subiti.. Il concetto è: il peso, a parità di punti conquistati, è lo stesso tra i due ruolini? E’ vero che sempre 6 punti si sono conquistati, ma è vero anche che si sono perse 2 gare in più, non si è pareggiato, ma si è anche vinta una gara in più. E poi, in termini di goals, la Reggina ne ha segnato 1 in meno e presi 2 in più. Un altro dato? La Reggina, con 13 sconfitte su 26 incontri (il 50%!!!), è la seconda peggior squadra solo dopo la Salernitana che ne ha perse 16 (il 61,5%) ma che, “in compenso”, ha 11 punti in meno in classifica. Un altro dato ancora? La Reggina “vanta” la terza peggior difesa del campionato (39) dopo Salernitana (43, solo 4 in più ma con 11 punti in meno, come detto, in classifica) e Frosinone (41, solo 2 in più, ma, badate bene, con 9 punti in più in classifica). Un altro dato ancora? Da sempre, non solo da inizio di questo campionato, tutti gli addetti ai lavori convengono che il peggior reparto della Reggina è, ovviamente, come i dati riscontrano, la difesa. Questa difesa è, più o meno, la variabile è solo lo schieramento tattico, la stessa da 3 anni a questa parte: Lanzaro, Valdez, Santos, Costa e, quest’anno, anche Cascione. Ebbene, nel campionato 2007/’08 (in A e si salvò) subì 56 reti, nel successivo 2008/’09 (in A e retrocesse) subì 63 reti (e sono 119) ed in quello in corso (in B e non sappiamo di che morte muoia), come detto, siamo già a quota 39. 158 goals subiti in poco più di due stagioni e mezza non vi sembrano un po’ troppi? La “chicca”? Foti, prima ancora di Natale 2009, restituisce Capelli (un difensore puro) all’Atalanta e non ne acquista nessuno. Quindi, ad una difesa già scarsa cala l’asso di briscola spegnendo ogni sogno di gloria cullandosi su un centrocampista (Cascione) adattato a centrale difensivo (ancora non abbiamo capito se Breda ha fatto bene o meno a toglierlo da lì riaffidando il reparto a Lanzaro, Valdez e Santos o era meglio prima con Novellino e Iaconi). Che dire? Siamo delusi ed incazzati nel veder depauperare un patrimonio di proprietà (aziendale) del Lillo Foti ma, se permettete, anche di proprietà (sociale) di tutti i reggini. Che Dio salvi la Reggina (atteso che chi di dovere parrebbe “distratto”)! Ad majora!

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Reggio Calabria: due ragazzini denunciati per imbrattamento dell’Arena “Ciccio Franco”

Nella serata di ieri i carabinieri della Stazione Principale hanno denunciato alla Procura per i Minorenni due quindicenni sorpresi mentre erano intenti ad imbrattare con una vernice spray i muri della bellissima Arena Ciccio Franco. “6 la mia piccola, 6 la mia principessa… by Franky” e “principessa mia non voglio perderti… Roby” (nelle foto) sono le frasi di struggente romanticismo (che onestamente si fa fatica a pensare siano frutto di un quindicenne) riversate sui muri chiari del monumento tra le principali attrattive dello splendido lungomare Falcomatà. I giovani “poeti” erano appena usciti da un cinema cittadino ove avevano assistito alla proiezione del film di Federico Moccia “Scusa ma ti voglio sposare” e, ispirati dalla pellicola e dai loro sentimenti, si sono dedicati a realizzare questi orribili murales.

Peccato che la loro “arte” si sia rivelata sui muri di uno tra i più suggestivi monumenti della città, ricoprendone una superficie di almeno dieci metri corrispondente all’intera parete di una delle rampe di accesso, e soprattutto peccato che il 6, oltre ad essere il numero ricorrente nei pensieri romantici dei due ragazzini, sia anche l’iniziale di un articolo del codice penale, il 639, appunto, che punisce l’imbrattamento di cose altrui, prevedendo un’aggravante nei casi in cui l’imbrattamento abbia ad oggetto edifici pubblici o di uso pubblico, fattispecie peraltro aggravata proprio dall’ultimo pacchetto sicurezza 2009. Ai due minori la bravata è costata una serata in caserma accompagnati dai genitori ed una denuncia alla Procura per i Minorenni. Il Comune è stato informato quale parte offesa e potrà decidere di agire per il risarcimento del danno. Peccato, se a fronte di tutto quell’amore per la “principessa”, i due piccoli poeti avessero avuto anche solo un briciolo di amore per gli spazi e beni comuni, forse l’epilogo sarebbe potuto essere differente.

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Basket: Luca Laganà, un reggino d.o.c. in un’altra Reggio

altaltChi, tra quanti hanno avuto a cuore le sorti della Cestistica Piero Viola, non ricorderà il numero 9? Quel numero era sulle spalle di un reggino, Lucio Laganà. Un buon giocatore che ha contribuito certamente alla nascita, prima, ed al consolidamento, poi, di quello che ancora oggi è definito “Il Mito Viola”. Ebbene, da un Laganà ad un altro. L’ “altro” è il figlio Luca (nelle foto con le maglie della Nazionale e di Reggio Emilia) che, da anni ormai, gioca in un’altra Reggio. E gioca bene, almeno tanto quanto basta per riuscire a coronare il sogno di una convocazione in Nazionale. Noi l’abbiamo incontrato ed abbiamo scambiato due chiacchiere insieme. In questi giorni, Luca Laganà ha provato la sensazione di giocare un match nel mitico PalaDozza. Le emozioni? “Belle, Bellissime. Da quando sono entrato a quando sono uscito, ho sentito nell’aria la storia della pallacanestro. Uscire dal tunnel degli spogliatoi e vedere che, nonostante si trattasse di una partita under 19, sugli spalti c’erano quasi 1.000 persone è stato semplicemente fantastico, purtroppo non ho potuto rendere per come avrei voluto, perché sono rientrato da pochi giorni da un infortunio al piede sinistro che mi ha tenuto fuori per quasi un mese, ma sono comunque contentissimo di aver vissuto da protagonista questa esperienza”.

Quanto è importante per la crescita di un giovane cestista potersi confrontare con realtà di questo livello? “È sicuramente fondamentale per chi, come me, punta ad arrivare in alto e fare della pallacanestro il proprio “lavoro”. Vivere un campionato under 19 da professionista, ti aiuta a crescere non solo dal punto di vista tecnico e fisico ma anche e soprattutto dal punto di vista mentale, che è proprio la differenza tra i campionati quando il livello si alza. Potersi allenare con la prima squadra rappresenta un’occasione unica e utilissima per la mia crescita, poter allenarmi con giocatori del calibro di Frosini e Slanina, è una vera e propria scuola di vita”. Da qualche anno sei a Reggio Emilia. Prova a sintetizzare questa esperienza in una delle società che meglio opera a livello giovanile nel basket italiano. “Se lasci casa, famiglia e amici per diventare un giocatore a tutti gli effetti, devi essere consapevole che è d’obbligo rinunciare alla vita che fanno i tuoi coetanei e che la tua testa dev’essere impostata su due binari: Pallacanestro e Studio. La mia vita da tre anni ormai segue questa rotta. Ho finito senza problemi il liceo scientifico e adesso sto frequentando la facoltà di Scienze delle Comunicazioni qui a Reggio Emilia, nonostante l’aumento dell’impegno cestistico, che è diventato anche mattutino. Sono felice di quello che sto facendo, anche perché ho la possibilità di avere degli allenatori preparatissimi che mi seguono passo per passo nella crescita tecnico-fisica nel mio ultimo anno di giovanili, consentendomi arrivare nella migliore situazione possibile al primo anno in un campionato senior”. L’avversario più forte contro di cui tu abbia mai giocato? “Dovrei stare qui a citarne parecchi. Da quando sono a Reggio Emilia, ho giocato contro le squadre più forti di tutta Italia. Mi verrebbe da dire Jerome Allen, che secondo me è uno dei giocatori più forti e intelligenti che si siano mai visti su un campo di basket europeo, ma anche Nate Green e Andre Collins sono davvero due gran giocatori. Al livello giovanile, sicuramente Dejan Musli, centro della nazionale serba e del FMP Belgrado”. L’allenatore che ha contribuito maggiormente alla crescita di Laganà? “Sono tanti e sono molto grato a tutti, in piccole parti ognuno ha contribuito a farmi migliorare non solo come giocatore ma anche come persona. I miei genitori, comunque, vuoi per amore, vuoi per deformazione sono stati sempre quelli che mi hanno seguito di più in assoluto. Poi mi sento di dover citare quello che è il mio padrino cestistico, Alvin Young, che mi ha permesso di poter entrare a far parte del mondo dei “grandi” senza avere alcun tipo di problema grazie alla sua saggissima guida e la sua grandissima esperienza”. Il modello di Luca? “Sono un’agonista che non rinuncia per nulla al gioco tecnico, un giocatore carismatico, mi piace essere il leader, incoraggiare sempre i miei compagni quando sono fuori dal campo e metterli nella condizione di giocare nel migliore dei modi quando sono dentro, non rinuncio mai a prendermi la palla nei momenti in cui “scotta” e non ho paura di tirare se devo farlo. Un mio allenatore, Devis Cagnardi (ex giocatore), mi definisce sempre come il playmaker aggiunto della squadra, anche se in realtà gioco da sempre da ala piccola, proprio perché mi piace leggere le situazioni di gioco e inventare per i miei compagni. Come modello quindi non posso che prendere Kevin Garnett, che pur non essendo il mio giocatore preferito, è quello da cui provo a imparare il più possibile”. Il sogno nel cassetto di Laganà? “Non posso più nascondere che tornare a giocare nella Viola è il mio sogno. Tornare a giocare al PalaCalafiore, è un sogno che ormai faccio frequentemente. Reggio è sempre stata al centro dei miei pensieri anche in questi tre anni vissuti in “esilio” in Emilia, ho seguito costantemente i campionati delle calabresi grazie alla passione e alla competenza del “vostro” Peppe Dattola senza i quali veramente non avrei saputo come fare. Vivere la rinascita della Viola, è stato per me un ulteriore stimolo a fare meglio e ad allenarmi sempre più forte. Sono partito da Reggio C. come un ragazzino voglioso di diventare un giocatore, adesso ci voglio ritornare da giocatore, per poter giocare per la mia città ma soprattutto per la mia gente. Approfitto del vostro giornale per “bacchettare” tutto il popolo cestistico reggino. Non posso fare a meno di notare come il Palacalafiore, il Botteghelle e lo Scatolone siano in condizioni disastrose. Qui a Reggio Emilia hanno un palazzetto degno della preistoria ma lo tengono come se fosse un vero e proprio gioiello, ma soprattutto società e tifosi combattono con le istituzioni da ormai parecchio per ottenere un palazzetto nuovo e più grande. Questo è possibile solo perché la gente ha fame e voglia di basket, cosa in cui, se non ricordo male, i Reggini non sono secondi a nessuno. Noi abbiamo una delle strutture più belle d’Italia e la lasciamo lì a marcire? No, non è possibile, non possiamo permettercelo perciò chiedo a voi che siete lì sul posto di muovervi anche per me e di non lasciare che tutto finisca nel dimenticatoio”.

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Villa San Giovanni: un arresto per estorsione e stalking

Eseguita a Pisa un ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palmi a carico di un giovane studente di origine tunisina che da tempo molestava una giovane studentessa di origine reggina che studia all’Università di Pisa. Per diversi mesi la vita della ragazza è stata resa impossibile: pedinamenti, offese, chiamate anonime, messaggi sms con minacce di morte, richieste estorsive di denaro alla vittima ed ai suoi familiari versate in contanti  e persino tramite ricariche Poste Pay, pur di evitare conseguenze più gravi all’incolumità psico-fisica della ragazza. Un giovane di origine tunisina Farhat Hamdi è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni (nella foto) a Pisa con l'accusa di stalking ed estorsione in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palmi. Insulti, pedinamenti, minacce, sono iniziati mesi fa, quando la giovane studentessa ha messo la parola fine ad una relazione nata nella città di Pisa dopo la ragazza reggina studia medicina all’Università toscana e vive in un collegio di suore ormai da qualche anno.

Il giovane anziché accettare la giusta decisione della studentessa ha preteso costringerla a proseguire la relazione, ottenendo soltanto secchi rifiuti da parte della ragazza. Uno schema che si è ripetuto negli ultimi mesi; il giovane dichiarava ripetutamente di rovinarle la vita con continue minacce anche di morte anche tramite sms del tipo “ prendo una pistola e faccio una strage”. Il ventitreenne è presto passato dalle minacce ai fatti e, approfittando delle buone condizioni economiche della studentessa, ha iniziato a chiederle soldi in contanti che la ragazza, pur di evitare il peggio, ha elargito con varie somme nel tempo: 20, 50, 70, 100 euro a più riprese. La giovane è stata costretta a non uscire per giorni e giorni dal collegio dove viveva nella città toscana e poi addirittura, quando la situazione è divenuta insostenibile, a far rientro per parecchi giorni nel suo paese d’origine. Il giovane è riuscito anche a trovare il numero di casa della ragazza ed ad estendere le minacce anche ai propri familiari che, spaventati, elargivano tramite pagamento poste Pay somma di denaro anche di 400euro su richiesta del giovane tunisino che oltre alle minacce di morte dichiarava di pubblicare su internet presunte foto compromettenti che ritraevano la ragazza. Dopo il periodo trascorso dai genitori la ragazza è stata costretta a ritornare a Pisa per proseguire gli studi dove ha evitato di uscire dal collegio recandosi esclusivamente all’università “scortata” da amici. L’incubo della ragazza è finito quando i carabinieri di Villa San Giovanni, dopo aver ricostruito passo dopo passo l’intera vicenda, hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Palmi ed hanno associato lo “stalker” presso la casa circondariale di Pisa a disposizione dell’autorità giudiziaria.  Poche ore prima dell’esecuzione dell’ordinanza per proseguire la propria attività intimidatoria nei confronti della ragazza ha inviato presso il collegio di suore una rosa rossa con uno scritto che inneggiava al colore del “sangue che presto si verserà”.

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Cittadella Reggina 1-0: interviste post gara

Ancora una sconfitta. Ancora una volta con le pive nel sacco. Ancora una volta la famigerata “svolta” che non avviene. Ancora una volta errori di singoli (Valdez e Fiorillo nell’occasione) a penalizzare, questa volta, onestamente una prova non brutta. Prestazione non brutta dicevamo, vero ma non basta. Su un campo pesante e su cui è difficile giocare, la squadra tecnicamente inferiore (il Cittadella ?) è quella che certamente se ne avvantaggia a scapito di quella maggiormente dotata dal punto di vista tecnico (la Reggina?). Non gioca male la squadra di Breda (nella foto) oggi a Cittadella. Nel primo tempo aveva creato delle occasioni (quella con Cacia, su tutte, che, di tacco, aveva colpito il palo), aveva, con lo stesso Fiorillo, neutralizzato due occasioni pericolose salvo poi “perdersi”, come al solito, per degli errori (abituali ed evitabilissimi) di qualche singolo. Valdez, in primis. Stupidissimo il fallo commesso su un avversario con il pallone già praticamente fuori dal campo. Sono anni che si discute del “caso Valdez”.

In prima istanza per il suo dichiarare apertamente che, retrocedendo in B, avrebbe perso la sua Nazionale (dev’essere messo assai male l’Uruguay se ha bisogno di questo Valdez, n.d.r.) e, quindi, la richiesta di voler essere ceduto. Poi, la sua compartecipazione attiva al centro di una difesa che in tre anni ha preso più di un centinaio di goals. Poi ancora, le buone prove in concomitanza con l’apertura/chiusura del calcio mercato. Poi infine, le sue prestazioni mediocri e disdicevoli per tutto il resto del torneo. Insomma, se Foti e Martino, prima, e Foti e Rosati, dopo, hanno sempre dichiarato di volerlo cedere per far cassa, perché non è stato ceduto? La Lazio, per esempio, era vicinissima a lui sul finire del calcio mercato estivo. In quell’occasione, si disse, non fu ceduto perché non c’era il tempo materiale per cercare e trovare un altro centrale difensivo. Come ha risposto Valdez? Con prove vergognosamente degne di un giocatore che la Nazionale la meriterebbe di vedere solo in tv. A gennaio, invece, sembrava che entrambi i desideri, di cederlo e di essere ceduto, fossero vicini alla realizzazione. Il Boca era pronto a prenderselo in carico ma… Ma Foti, trovato il sostituto in Di Cesare (ricordate? segnò proprio contro la Reggina giocando ancora nel Vicenza), voleva solo far cassa (tutta la sessione di calcio-mercato di gennaio è stata “dedicata” solo al raggiungimento di questo obiettivo, n.d.r.) e quindi non se ne fece nulla anche perché, parrebbe, che anche in questa occasione la linea telefonica Milano-Maldive fosse inspiegabilmente interrotta. A tutto questo come rispose Valdez? Con una prova eccellente a Padova, il giorno prima che il mercato chiudesse, e con ancora prove scadenti da lì in avanti. Ma, insomma, possibile che non si riesca a venirne a capo? Altro reo della sconfitta di oggi è certamente il baby Fiorillo. Sul calcio di punizione di  Bellanzini, battuto dalla linea di fondo a metà strada tra il limite verticale dell’area di rigore e la linea laterale del terreno di gioco, mi spiegate come si fa a posizionarsi vicino al primo palo e non, invece, come logica impone, nei pressi del secondo palo? Com’è possibile che si facciano errori così grossolani? Ricordate il Reggina – Parma di qualche anno fa con allenatore Camolese? In porta c’era tale Emanuele Belardi. Ebbene, quest’ultimo, riuscì a farsi trafiggere direttamente da calcio d’angolo da tale Bresciano che calciò di certo in maniera assolutamente non memorabile. Maledetto denaro, caro presidente. Se non avesse voluto solo far soldi la Reggina non avrebbe preso un portiere appena ventenne e senza esperienza atteso che l’unica squadra disposta a concludere lo scambio con Cassano è stata la Sampdoria. Ma non poteva chiedere il terzo portiere invece che il secondo? Guardalben non sarebbe stato meglio? Certamente in termini di esperienza e caratura. Bravino tra i pali, Fiorillo ha dimostrato di non esserlo né nelle uscite né nel prendere posizione in porta. Giusto una settimana addietro regalò al Mantova il goal finale, o ci sbagliamo? E, se non andiamo errati, il giorno prima di venire a Reggio, a Napoli indossando la maglia doriana in sostituzione di Castellazzi infortunato, non regalò il goal agli uomini di Mazzari proprio in virtù di un’uscita “a farfalle”? Ma queste cose le vediamo solo noi oppure, lei e Rosati, le vedete e fate finta di non averle viste? Oppure, circostanza assolutamente veritiera, l’importante era, appunto, far cassa e quindi la qualità poteva certamente essere trascurata? Eh già, mio “caro” presidente, la qualità, quella vera e non fittizia, costa e lei, notoriamente, verso ciò che costa non è poi così tanto predisposto. Fatte queste semplicissime considerazioni, “alla femminina” come si direbbe per giustificare la loro ovvietà, andiamo a sentire cosa si dice in sala stampa. Il primo ad essere sentito è mister Breda. Una partita combattuta e, forse, una sconfitta non meritata, salvo poi i soliti errori. “E’ un vero peccato. Ciò che non mi è piaciuto affatto è l’assoluta mancanza di reazione dopo il goal preso. Non abbiamo avuto la lucidità necessaria per affrontare gli ultimi 10/15 minuti di gara. Eppure, fino ad allora non avevamo rischiato quasi niente e Fiorillo era stato bravo in due occasioni (peccato che non ha funzionato il detto “non c’è due senza tre” e che, appunto, la terza occasione ha avuto degli effetti devastanti, n.d.r.)”. Come si fa a commettere quegli errori? Come può un giocatore così tanto esperto come Valdez fare un fallo così inutile? “Non è giusto dare la colpa ai singoli. So dove devo lavorare e so quello che devo fare”. Cosa? “Analizzare sia gli errori che le cose buone fatte vedere anche oggi. Con delle sbavature, ma abbiamo fatto bene almeno per un’ora”. Il suo cruccio è la difesa? “Il mio cruccio è non aver fatto bene. Dobbiamo lavorare”. Si, certo, tanto ancora c’è tempo! Breda lascia il posto al suo omologo Foscarini. Che partita è stata? “Quando abbiamo capito che potevamo giocare perché la Reggina ce lo concedeva, abbiamo giocato”. La sua difesa ha retto benissimo. “Brienza e Cacia sono due giocatori certamente da A, ma ho dei difensori centrali che non mi creano alcun problema e di cui mi posso fidare ad occhi chiusi (tra di loro il “nostro” Cherubin, n.d.r.)”. La situazione del Cittadella è più tranquilla adesso? “Certo è che stiamo meglio ora dopo aver vinto. Oggi era importante non ritrovarsi imbrigliati nella zona play-out e ci siamo riusciti”. La sua squadra ha un comportamento totalmente diverso tra le gare giocate in casa e quelle disputate in trasferta. “Infatti. Abbiamo la necessità di cambiare trend tra le due versioni. Eppure la preparazione alle gare viene fatta allo stesso modo, evidentemente c’è qualcos’altro che non va”. Esce Foscarini ed entra il suo portiere Pierobon (41 anni e passa e non sentirli). E’ soddisfatto della sua gara? “Certo che lo sono. Mancavo dal terreno di gioco da otto mesi e mezzo. Da quando, nel maggio dello scorso anno, conquistammo la nostra storica salvezza in questa serie. Sono rientrato a pieno titolo contro una grande Reggina (ecco qui, è l’ennesimo che ci prende per il c…, n.d.r.)”. Quando ha saputo che avrebbe giocato? “Il mister me lo ha detto ieri. Mi ha chiamato comunicandomi che voleva cambiare e mi sono fatto trovare pronto. Sono uno che vuole ancora fare bene per la propria squadra, per la propria Società e per la propria città”. Lei, con i suoi 41 anni, è il portiere più anziano dalla A alla Seconda Divisione. Ha provato ancora emozione nello scendere in campo? “Si, certo. Mi sono emozionato tantissimo quando ho saputo che avrei giocato. Mi sono assunto la responsabilità di giocare, così come i miei compagni ovviamente, e tutti abbiamo risposto alla grande essendo stati bravissimi a conquistare una vittoria per noi importantissima”. La Reggina? “Ho detto già che è una grande squadra (non fateci caso, ci sta pigliando per il c… ancora, n.d.r.). Noi volevamo questi tre punti e ce li siamo presi. Poi, il campionato di B è così lungo, imprevedibile, strano e particolare che può succedere di tutto”. La sua parata più difficile? “Certamente quella su Cacia quando ho deviato in angolo”. La rete della vittoria è stata un eurogoal o una papera del suo collega reggino? “Da 100 metri è difficile dirlo, però nel primo tempo Fiorillo ha fatto due parate importanti”. Come dire, ha fatto due parate importanti ed una stronzata che ci ha fatto vincere: pesano di più le prime due o, invece, la parata che non ha fatto? A voi la risposta. Il capitano del Cittadella è uno dei due ex oggi in campo (l’altro era Pettinari). Così Cherubin risponde ai cronisti. Un suo giudizio sulla gara. “E’ stata la nostra partita perfetta! Tutto ha funzionato come volevamo”. La Reggina? “E’ una squadra importante (è l’indicativo presente che stona e che ci sa tanto di un’ennesima presa per il c…, n.d.r.) e la serie B è lunga (nel senso che manca ancora un po’ prima che retrocediamo? n.d.r.)”. Il Cittadella? “Il Cittadella è una grande squadra ed un grande gruppo. La vittoria è meritata, è venuto fuori il nostro cuore e Bellanzini ha fatto un gran goal”. Da capitano a capitano, da quello vittorioso (Cherubin) a quello perdente (Lanzaro) (nella foto). Maurizio, allora? “Purtroppo abbiamo buttato al vento un’altra gara. Avevamo fatto bene e forse meritavamo di più (onestamente, nostro caro capitano, ottenere meno dei 0 punti che abbiamo raccolto sembra davvero difficile, n.d.r.)”. Qualche sbavatura nel primo tempo, poi? “Il terreno di gioco certamente non ci ha aiutati. Questa era una di quelle partite in cui, proprio in virtù delle pessime condizioni del terreno di gioco, chi avrebbe segnato per primo avrebbe vinto”. Ma va? La classifica è tornata ad essere preoccupante. “Si, è vero, ma penso che abbiamo tutte le qualità per tirarci fuori e ci riusciremo”. Chissà, magari possiamo contarci prima del 30 maggio? Sa com’è, capitano, quel giorno finisce il campionato ed allora… Dopo il goal subito c’è stato il crollo. “In effetti non abbiamo prodotto alcuna reazione”. Valdez ha commesso un fallo ingenuo. “Quando si prende un goal è perché sicuramente qualcuno ha sbagliato”. Della serie, se il cavallo bianco di Napoleone fosse stato nero non si sarebbe detto che era bianco. Credi ci saranno dei contraccolpi psicologici per la squadra? “Siamo un gruppo forte e riusciremo a venirne a capo”. Peccato che, questa teoria, non la conosce nessuno se non – forse – solo voi. Questo è quanto, dall’ennesima sconfitta in questo campionato sul terreno di una delle formazioni che, quantomeno, dovrebbe essere al posto del Chelsea mercoledì prossimo contro l’Inter in Champions è tutto, linea alla prima pagina.

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Cittadella Reggina 1-0: tabellino e cronaca

Cittadella – Reggina: 1-0. Cittadella (4-4-2): Pierobon; Pisani, Pesoli, Cherubin (c) e Marchesan; Magallanes, Carteri (dal 73° Volpe), Dalla Bona e Pettinari (dal 76° Bellanzini); Ardemagni e Iunco. In panchina: Villanova, Gorini, Teoldi, Volpe, Bellazzini, De Gasperi e Curiale. All.: Foscarini. Reggina (3-5-2): Fiorillo; Lanzaro (c), Valdez (nella foto) e Santos; Vigiani (dall’86° Adejo), Carmona, Tedesco (dall’82° Pagano), Missiroli (dal 76° Barillà) e Rizzato; Cacia e Brienza. In panchina: Marino, Adejo, Camilleri, Cascione, Barillà, Viola e Pagano. All.: Breda. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Meli e Iori. Marcatore: Bellanzini al 79°. Ammoniti: Pesoli al 56°, Carteri al 57°, Lanzaro al 61°, Vigiani al 65°, Marchesan 67° e Santos all’88°. Corner: 5 Cittadella e 2 Reggina. Fuorigioco: 0 Cittadella e 6 Reggina. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Andata: 1-1 (Capelli – Pesoli) Note. Cittadella: Foscarini conferma il 4-4-2 ed a scelto Pisani per Manucci in difesa, dove rientra anche Pesoli. Rientrano dopo la squalifica Della Bona ed Ardemagni che trovano subito spazio nell’undici titolare. Squalificati Manucci e Nocerini, diffidati Oliveira e Pisani. Due ex amaranto in campo, Cherubin e Pettinari. Reggina: Breda conferma pressoché in toto l’undici che ha fatto bene e battuto il Mantova sette giorni fa con l’unica ovvia eccezione di Cacia al posto dello squalificato Bonazzoli. Castiglia, ex appena giunto in riva allo Stretto, salterà la gara per infortunio. Squalificato Bonazzoli, diffidati Castiglia e Tedesco.

La cronaca. Il “Tombolato” presenta un terreno di gioco a dir poco pesantissimo (causa la pioggia) che rende rimbalzo e controllo del pallone a volte davvero difficile. Breda cambia prima dell’inizio, Missiroli in campo al posto di Barillà. Al 5° la Reggina si fa pericolosa entrando in area, Rizzato viene spinto da un difensore ma l’arbitro lascia continuare. Due minuti dopo ci prova il Cittadella direttamente su calcio di punizione, il tiro di Dalla Bona termina di poco al lato. Al 9° è Cacia a tentare la via del goal, il suo tiro è ribattuto. Al 10° prima vera occasione da rete per il Cittadella. Iunco crossa da sinistra ed Ardemagni colpisce bene di testa, è pronto e bravo Fiorillo a distendersi ed a deviare in corner. Al 12° la Reggina va in rete con Cacia, ma dalle immagini pare evidente la posizione in off-side del calciatore amaranto. Un minuto dopo amnesia difensiva di Vigiani che consegna palla a Iunco il quale, superato Lanzaro, calcia in porta e solo l’intervento di Santos, che devia in corner, salva la porta dal capitolare. Al 16° occasionissima per la Reggina. Sugli sviluppi di un calcio di punizione, Lanzaro si ritrova il pallone tra i piedi ad un paio di metri dalla linea di porta. L’assoluta mancanza di dimestichezza nel trattare il pallone con i piedi da parte del capitano si nota ancor più maggiormente in questa occasione. Invece che calciare in porta, fatica a trovare la palla tra i piedi e, quando ci riesce, appoggia dietro ad un compagno ma tutto ormai è svanito. Il Cittadella giochicchia, ma quando entra in area sono problemi per la compagine amaranto. Al 27° cross da sinistra, Ardemagni salta ma non colpisce di testa e la palla termina tra i piedi di Cherubin. Tiro rasoterra in diagonale e Fiorillo è ancora bravo a respingere di piede. Al 31° è ancora un ex amaranto a rendersi pericoloso. Pettinari, da fuori area, tenta il tiro ma la palla termina al lato. La difesa della Reggina va troppo spesso in affanno, vuoi per il terreno di gioco lento e pesante vuoi per le difficoltà congenite che questo reparto ha e che Foti non ha inteso rafforzare ma, semmai, indebolire con la restituzione di Capelli all’Atalanta. Al 36° ci prova Brienza calciando, di sinistro, da fuori area. La palla termina fuori di poco con Pierobon comunque a controllare. Al 41° Reggina vicinissima al vantaggio. Azione manovrata, Brienza, Tedesco, Rizzato. Cross di quest’ultimo e Cacia, spalle alla porta, devia con il tacco sinistro ma trova il palo a negargli la rete. Peccato. Il primo tempo finisce a reti inviolate, gara piacevole per quanto il “campo di patate” consente, ma eccezion fatta per le due parate di Fiorillo e per il palo di Cacia è stata una gara giocata a ritmi lentissimi e soporiferi. Ovvio che, in queste condizioni, la squadra minormente dotata di qualità tecnica – nella fattispecie il Cittadella – ne trae maggiori benefici imbrigliando le manovre di chi tecnica superiore ha di certo. La ripresa si apre con un’altra buona occasione sui piedi per Cacia che, lanciato in verticale da Tedesco, defilato sulla destra, conclude a rete ma trova un ottimo Pierbon a deviare in corner. Al 56° altra occasione da rete, fortuita questa volta, per la Reggina. Su un lancio di Missiroli, Magallanes appoggia di testa all’indietro all’indirizzo del proprio portiere. Proprio come in occasione del terzo goal al Mantova, Cacia si trova sulla traiettoria del retropassaggio ma, questa volta, non riesce neppure a battere a rete. Al 57° il Cittadella grida al rigore. Carteri cade in area senza che nessun difensore lo tocchi ed a terra resta allargando le braccia chiedendo il penalty. Calvarese lo ammonisce per simulazione. La gara non decolla, ritmi blandi e lenti dettati vuoi dal terreno di gioco vuoi anche dalle difficoltà che le due squadre trovano a superarsi vicendevolmente. Blitz granata al 74° con Ardemagni che, appena entrato in area, calcia e trova Fiorillo a deviare in corner. Il Cittadella, all’improvviso, passa in vantaggio. Un minuto dopo il suo ingresso in campo, Bellanzini, direttamente su calcio di punizione dalla linea di fondo, di sinistro, manda il pallone ad insaccarsi dal lato opposto con Fiorillo gravemente colpevole. Complimenti a Foti ed al portiere appena scelto. Marino in porta, subito. Ma complimenti anche al solito Valdez che, con la palla già praticamente fuori, entra in scivolata su un avversario in maniera assolutamente inutile regalando a Bellanzini l’occasione sfruttata al meglio come raccontato. All’82° ancora Bellanzini sbaglia clamorosamente dal limite dell’area. Che dire? Da uno squallido 0-0 si è passati alla sconfitta per “merito” di un portierino di 20 anni scelto solo ed esclusivamente per “eliminare” e disfarsi di Cassano. Mah! Eppure, nel primo tempo, lo abbiamo scritto, in due occasioni lo stesso portiere aveva fatto bene in due occasioni. Evidentemente nelle uscite, vedasi anche il goal di Tarana del Mantova ma anche il goal preso a Napoli alla sua ultima apparizione con la maglia della Sampdoria, non è ancora affinato e si vede. Il Cittadella si porta a casa i tre punti senza particolari meriti. La Reggina regredisce dopo essersi ed aver illuso. La strada per la salvezza è lunga, lunghissima. Un paio di minuti prima del fischio finale, ci prova Carmona ma Pierobon para agevolmente. La gara finisce e la Reggina perde ancora. Complimenti.

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Reggina: Breda può contare sui suoi uomini

altL’invito a non esaltarsi da parte di mister Breda, ma allo stesso tempo la convinzione di portare avanti determinati concetti già proposti in occasione della partita di sabato scorso contro il Mantova. E’ stata totale la disponibilità da parte dei calciatori nei confronti del nuovo tecnico, questo ha consentito di poter sfoggiare una prestazione buona sotto l’aspetto tattico, ma anche di gran temperamento e carattere. Premesso che il Mantova visto a Reggio è sembrato poca cosa, la squadra amaranto chiudendo ogni fonte di gioco all’avversario ha protetto quasi completamente il reparto difensivo, tanto da non mettere mai nelle condizioni l’estremo difensore Fiorillo di rischiare.

Il 3-5-2, con lo spostamento di Tedesco al centro della linea mediana, ha poi dato la possibilità di avere in mezzo al campo un elemento in grado di svolgere in maniera soddisfacente la fase di impostazione e quella di copertura, sgravando da compiti straordinari il cileno Carmona e poi l’azzeccata scelta di inserire sin dal primo minuto Brienza al posto di Pagano, con la doppietta del numero 99 amaranto e la conferma di una condizione che appare pienamente recuperata. Verso Cittadella, quindi, con l’idea di riconfermare lo stesso schieramento, con l’eccezione rappresentata dalla squalifica di Bonazzoli che farà posto ad uno scalpitante Cacia. Nonostante il possibile recupero di Costa, in difesa ancora fiducia al trio Lanzaro, Valdez e Santos. Nulla da fare invece per Castiglia, fermo per un problema muscolare ed impossibilitato a partecipare al match contro quella che era la sua squadra fino a qualche settimana addietro.

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Calcio a 5: la Cadi proiettata verso la salvezza diretta

altaltDue vittorie nelle ultime due gare portano la Cadi Reggio nuovamente e prepotentemente in corsa per la salvezza diretta. Quella di Vibo sa davvero di grande impresa, perchè il derby è sempre derby  e soprattutto per il punteggio con il quale gli amaranto hanno chiuso l’incontro, un 5-1 che non ammette repliche e che evidenzia la gran giornata per i ragazzi di Roberto Emo. Una prestazione impeccabile sotto ogni profilo e nonostante le diverse e pesanti assenze. La Cadi Reggio ha sorpreso davvero tutti, squadra avversaria in primis ed il pubblico di casa presente sugli spalti. Incredulo ma anche correttissimo nell’accettare la netta supremazia di Marcianò e soci. Amaranto in vantaggio sin dall’inizio della gara e sempre con il pallino del gioco in mano, tanto da non far mai pensare ad un possibile predominio dei padroni di casa. Atkinson è ormai l’uomo simbolo di questo gruppo. Cresce di settimana in settimana a suon di reti e prestazioni, attraversa un momento di forma straordinario e diventa impossibile per qualsiasi avversario prendergli le misure. Assist, giocate e gol che deliziano anche il tifoso della squadra avversaria.

Lo Gatto  in formato saracinesca ha praticamente parato tutto quello che era possibile ed anche di più, poi la verve di Vadalà, la freschezza del giovane Labate e l’imprevedibilità di Durante hanno fatto il resto. Nonostante la vigilia di questo match si presentasse con le solite croniche numerose assenze. Bianco addirittura per una colica renale è stato costretto al ricovero in ospedale, mentre per Lovatel e Olivieri il giudice sportivo aveva decretato una giornata di stop. E invece al 3’ ecco concretizzarsi il vantaggio reggino con Atkinson che di tacco serve Marcianò accomoda in rete. Licogest che reagisce, ma non passa anche per merito di Lo Gatto, poi al 10’ su una punizione battuta da Atkinson la palla deviata da un giocatore vibonese si deposita in rete. Per il tris occorre arrivare al 13’, quando il giovane Votano si fa trovare appostato sul secondo palo pronto a mettere in rete la palla servitagli da Durante. In chiusura di tempo giunge anche il poker reggino con Atkinson che su punizione spiazza la barriera  e mette alle spalle di Soso. Ripresa, ma la musica non cambia tanto che  verso la metà del tempo è ancora la Cadi a segnare con Atkinson (13’; 0-5). L’orgoglio della formazione di casa si materializza sul finire di gara con Richichi che al 18’ da fuori area scaglia un pallone che batte sotto l’incrocio un Lo Gatto sino a quel momento bravissimo a dire di no agli attacchi della Licogest. Grazie a questa doppia vittoria la Cadi Reggio accorcia le distanze dalla zona salvezza, guadagnando di fatto quattro punti sul Marcianise e candidandosi seriamente per un posto al sole. Adesso serve continuità, già a partire dalla prossima gara interna contro il fortissimo Modugno.

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Taurianova: violenza sessuale di gruppo e stalking, l’odissea di una giovane taurianovese

Una ragazza di Taurianova, che aveva fatto arrestare e condannare il gruppo di persone che, otto anni fa, la avevano violentata, è tornata a rivolgersi ai carabinieri perché ancora vittima di comportamenti persecutori da parte di parenti ed amici dei suoi violentatori. I militari, applicando la “Legge Carfagna”, hanno notificato ben sei “ammonimenti” ad altrettante persone. Una bruttissima vicenda quella di una ragazza originaria di un piccolo centro della piana di Gioia Tauro di neanche 2000 abitanti. Nel 2002, all’età di soli 13 anni, grazie ad un coraggio fuori dalla norma, denuncia ai Carabinieri di aver subito violenze sessuali da parte di un gruppo di suoi concittadini. A seguito delle indagini svolte dai militari dell’Arma, dodici persone finiscono dietro le sbarre con le gravissime accuse di violenza sessuale di gruppo ai danni di minorenne, minacce aggravate, lesioni personali. Tra gli arrestati, anche padri di famiglia e giovani del luogo. Dalla vicenda emerge un quadro avvilente della realtà sociale in cui la giovane era vissuta. Troppi sapevano, troppi erano a conoscenza dei fatti, anche solo per “voci di paese”, perché in una piccola comunità di poco più di un migliaio di residenti, i rapporti di parentela e di amicizia legano buona parte degli abitanti.

Tuttavia, si è preferito far finta di nulla, far finta di non sapere, in quanto l’omertà ed il silenzio erano, e sono, un mezzo “comodo” per far sopire le coscienze e continuare la vita di tutti i giorni, senza scontrarsi con problemi troppo grandi e troppo scomodi. Solo l’intervento dei militari riuscì, allora, ad abbattere il muro di omertà dietro il quale si nascondevano i violentatori. A distanza di anni la vita della giovane non è però cambiata: rimasta nel paese che in questi anni ha visto anche condannare, dalla giustizia, gli accusati dei gravissimi delitti, è obbligata a fronteggiare quotidianamente maldicenze popolari e soprusi, commessi anche da parte di parenti dei suoi aguzzini che, noncuranti delle inguaribili ferite già lasciate nel corpo e nell’anima della ragazza, continuano con comportamenti vessatori e infamanti che hanno cagionato nella donna un grave stato di ansia e di paura, al punto da indurla a modificare le proprie abitudini di vita. Tuttavia la giovane, senza perdersi d’animo e con il coraggio dimostrato già molti anni prima quando fece arrestare i suoi aggressori, è tornata a denunciare la sua situazione ai Carabinieri, riferendo loro tutto quanto quotidianamente era costretta a subire, senza soluzione di continuità. I militari, raccolte le denunce della ragazza, hanno subito applicato gli strumenti giuridici forniti dalla legge “Carfagna-Alfano”, che ha portato nel nostro ordinamento la nuova fattispecie di “atti persecutori” c.d. di “stalking” (termine inglese, traducibile come “sindrome del molestatore assillante”, che deriva dal linguaggio gergale della caccia e letteralmente significa “fare la posta”). La legge, introdotta il 20 febbraio 2009 per sopperire alla mancanza in Italia di una norma che punisse le condotte persecutorie poste in essere con motivazioni sessuali e non, è stata promossa dal Ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Con essa fu introdotta nel codice penale,  con l’art. 612 bis, la nuova figura di reato denominata “Atti persecutori” ("stalking"), ma non solo. Un altro importantissimo strumento giuridico fornito dalla legge (D.L. 23.02.2009 nr. 11)  è una particolare ed originale misura di prevenzione, che consente, ricorrendo determinate condizioni, di rendere le condotte di “stalking” proseguibili d’ufficio, quindi direttamente dalla polizia giudiziaria, senza che sia necessaria una querela da parte della vittima. In sostanza l’ammonimeto” – così si chiama la misura – è previsto dall’articolo 8 del Decreto Legge 11/2009, e consiste in un atto, emesso dal Questore e notificato dai Carabinieri ai soggetti che risultano aver avuto comportamenti persecutori, con il quale questi ultimi vengono avvertiti che, persistendo con il loro comportamento, le forze dell’ordine potranno procedere nei loro confronti per il reato di “stalking” senza bisogno che la vittima faccia querela. Le pene previste, senza aggravanti, possono arrivare fino a quattro anni di carcere. Se il fatto viene commesso da chi è stato preventivamente “ammonito”, la pena è aumentata. I casi di ammonimento, essendo la legge molto recente, sono ancora pochissimi in Italia (ad esempio in una città grande come Napoli ne sono stati emessi solo circa una trentina), dopo il primo che fu emesso dal Questore di Firenze nel mese di marzo dell’anno scorso. A rendere particolare il caso di San Martino di Taurianova sono diversi aspetti. Prima di tutto il provvedimento colpisce persone che già in precedenza erano state indagate per reati di violenza sessuale. Inoltre i provvedimenti – caso finora unico –  sono ben sei, tutti diretti ad altrettanti molestatori per atti commessi nei confronti di una unica vittima. Ad emettere gli ammonimenti è stato il Questore di Reggio Calabria, a seguito dell’informativa dei Carabinieri di San Martino.

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Reggio Calabria: controlli dei Carabinieri, due arresti

Nella serata di lunedì i carabinieri Nucleo Operativo e Radiomobile hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di Konstantine Kovziridze (nella foto), georgiano di anni 35, pregiudicato, con l’accusa di rapina impropria. Il georgiano era stato infatti notato da alcuni dipendenti di un negozio di abbigliamento su Corso Garibaldi mentre si aggirava per gli scaffali con fare sospetto. Il responsabile della sicurezza aveva a quel punto chiamato i carabinieri, e allorquando giungeva una pattuglia radiomobile e si accingeva unitamente al personale del negozio ad effettuare un controllo, improvvisamente il Kovziridze tentava di scappare facendo scattare l’allarme antitaccheggio.

Subito inseguito a piedi, il georgiano veniva intercettato in Via Tripepi, ove, allo scopo di tentare la fuga, aggrediva il carabiniere che lo aveva raggiunto. A quel punto grazie ad altri militari intervenuti, il soggetto veniva bloccato e perquisito: il tentativo di fuga era infatti dovuto al fatto che sotto il proprio giaccone il georgiano aveva  indossato altri indumenti che aveva asportato all’interno del centro commerciale. Di quei capi aveva già rimosso le placchette antitaccheggio esterne con una tronchesina che aveva in tasca, ma era stato tradito da altre placche occultate all’interno dei capi. Il georgiano è stato tratto in arresto per i reati di rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale. Nella giornata di oggi invece i carabinieri della Stazione Pellaro hanno tratto in arresto Romeo Annunziato, pregiudicato classe 71, già sottoposto agli arresti domiciliari perché, a seguito diverse violazioni della misura restrittiva segnalate dai militari, il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare e ha disposto la custodia in carcere.

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La Liomatic Team Basket Viola torna a correre

altLIOMATIC REGGIO CALABRIA – BBC GRUPPO BERNALDA: 89-75 (parziali: 24-25/ 47-51/ 70-61). LIOMATIC: Dip 12, Di lembo 11, Niccolai 8, Yasakov, negri 31, Manzotti, Scozzaro, Roselli 11, Grasso 6, Dalla Vecchia 10. All. Bianchi. BERNALDA: Favia 6, Bonafede, Gaeta 11, Basili 11, Delli Carri, Russo 24, Salvatore 17, Dolic, Marinelli 6. All. Vandoni. ARBITRI: Gallotta e Leoni di Roma. Seconda vittoria consecutiva per la Viola che supera al PAlaCAlafiore il Bernalda. I ragazzi di coach Bianchi regalano però un tempo agli avversari  prima di cambiare marcia e seppellire di canestri la formazione ospite. Come detto, per venti minuti i reggini hanno attaccato bene ma hanno sofferto troppo in difesa soprattutto sul perimetro dove i vari Salvatore e Russo hanno fatto il bello e cattivo tempo. 51 punti subiti in due quarti è il risultato ottenuto dalla retroguardia nero arancio che ha dato dei segnali negativi simili a quelli visti nella gara di tre settimane fa con il Catania.

Questa volta, fortunatamente, l’esito finale è stato diverso perché, al rientro dagli spogliatoi, la formazione dello stretto comincia a stringere le maglie nella propria metà campo e toglie l’inerzia dell’incontro ai ragazzi di coach Vandoni che perdono la via del canestro e si vedono abbattere addosso il ciclone Liomatic che, con il Bernalda, sfodera una delle migliori prestazioni offensive stagionali. 89 punti, il 65% da tre punti con un sontuoso undici su diciasette bsono i primi numeri che vengono risaltati da uno scout sicuramente positivo per quanto riguarda la pallacanestro d’attacco. La Viola ha avuto un Negri stellare; l’ex Ostuni ne ha scritti a referto 31 realizzando i suoi punti in tanti modi e confermando di essere un atleta che non centra niente con questa categoria,. Il numero quattordici nero arancio è stato supportato da un positivo Di Lembo e da un concreto Roselli mentre, nel primo tempo, si è rivisto il Grasso di potenza. La Viola ha avuto risposte da sette uomini, meno da Manzotti che, una settimana fa, aveva avuto un ottimo impatto in terra lucana mentre Yasakov anche questa volta ha chiuso la gara senza scendere sul parquet. La vittoria di ieri tiene ancora in corsa per il primo posto il team nero arancio che adesso è atteso da un importante scontro diretto in quel di Patti contro una formazione dal grande potenziale e che, in casa, ha lasciato poco e niente agli avversari. Servirà una Viola concentrata ed intensa fin dalle battute iniziale. La Promozione è ancora lì a portata di mano di Niccolai e compagni che sono attesi da sei finali in questo rush finale di un torneo che sta regalando tantissime emozioni. La Liomatic ha ripreso il passo vincente ma, da qui sino alla fine della regular season, non ci si può permettere di sbagliare.

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Reggina: pochi ma essenziali i concetti di Breda

altNessuna bacchetta magica. Solo la trasmissione di alcuni concetti, qualche proposta tattica innovativa e l’esaltazione dell’identità di gruppo. Da questi tre aspetti è partito mister Breda (nella foto all’esordio in panchina) per avviare un nuovo percorso con la Reggina. Lui, esordiente assoluto in cadetteria, catapultato nel momento peggiore della storia recente amaranto a guidare la prima squadra. Lui che ha dovuto lasciare la sua creatura, i giovani della Primavera, per assumere un incarico che neppure lontanamente immaginava. Sorpreso dagli eventi e con il volto stranito in occasione della sua presentazione ufficiale, ha preso coscienza con il trascorrere dei giorni, fino alle convinzioni maturate qualche attimo primo dell’incontro con il Mantova e quindi scelte coraggiose e qualche idea nuova da subito. Questi sono stati i passi che hanno portato il nuovo tecnico alla sua prima ufficiale sulla panchina amaranto.

Togliere dalla mischia uno come Pagano non è cosa da poco, tenuto conto che l’esterno offensivo amaranto ad oggi è ancora il cannoniere della squadra con nove centri ed un carattere niente male in fatto di temperamento e reazioni istintive. Con Pagano il tecnico ha parlato a lungo, motivando la scelta e facendogli capire che quel che più conta in questo momento è il bene della squadra, sottolineando pure l’importanza che lo stesso giocatore ha e può avere nell’immediato futuro all’interno del gruppo, e che ovviamente determinate opzioni sono dettate dalle circostanze e non certamente definitive. Pagano pare abbia accettato di buon grado, ma a prescindere da quelle che sono le sue considerazioni in merito, di sicuro è stato il campo a dare risposte immediate. Dentro Brienza e subito una doppietta per lui. Una prestazione convincente e la ferma convinzione che se l’ischitano riesce a recuperare la migliore condizione e la giusta convinzione, potrà essere davvero, come ha più volte detto il presidente Foti, il valore aggiunto di questa Reggina. Ma a premiare le scelte di Breda sono stati anche alcuni accorgimenti tattici, come il riportare nella linea difensiva giocatori di ruolo, con il massimo rispetto per l’ottimo Cascione, spostare Tedesco in mezzo al campo e quindi renderlo maggiormente protagonista sia in fase di possesso che in quella di non possesso, restituire a Carmona compiti e dettami a lui più congeniali. Inserire Cacia e dopo pochi minuti trovarlo puntuale sotto porta a mettere dentro la palla del 3-0. Insomma un esordio praticamente perfetto, proprio forse come lo stesso Breda aveva sognato, condito come detto in apertura, anche da alcune chicche, vedi schema su angolo, che hanno prodotto gol e giocate interessanti. Breda però sa bene che non ha risolto in un solo istante tutti i problemi della Reggina, è stato lui stesso subito dopo la gara a sottolineare come sia ancora troppo presto per potersi esaltare o illudersi che il cambio di registro sia finalmente arrivato. La squadra nel corso di questo campionato ha palesato tanti di quei problemi che pensare di averli risolti in un sol colpo sarebbe stupido e presuntuoso farlo. Constatiamo, comunque, margini di crescita evidenti che necessariamente, però, dovranno trovare riscontro in futuro, insieme a quella continuità mancante per la quale la Reggina oggi è costretta a rincorere con affanno. La trasferta di Cittadella è il primo banco di prova. Un altro match ad altissima tensione che potrà dare riscontro concreto sul lavoro effettuato dal tecnico Breda.

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Presentato l’Osservatorio nazionale sugli impianti sportivi

Un “Osservatorio nazionale sugli impianti sportivi”, un “catasto dinamico”, sul web, per censire le strutture presenti sul nostro territorio, inserendo informazioni utili ai cittadini (attività svolta, distanza, servizi, etc.) con aggiornamenti in tempo reale. Il progetto, già operativo in alcune zone d’Italia, è stato presentato alla Provincia di Reggio Calabria dall’ing. Francesco Romussi e dalla dott.ssa Valentina Calvani, della “Direzione gestione patrimonio e Consulenze impianti sportivi” della Coni Servizi, insieme all’assessore provinciale allo Sport, Attilio Tucci, al presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò (nella foto, a destra, alla recente presentazione del Giro della Provincia di Reggio Calabria) ed al presidente provinciale, Giovanni Filocamo. Un interessante incontro, dunque, alla presenza delle massime autorità regionali, in tema di sport, dove sono stati illustrati i principali progetti in cantiere della Coni Servizi. Azienda nata nel 2002, è “finalizzata ad ottimizzare gli obiettivi programmatici del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, perseguendo la massima efficacia delle risorse investite, proponendosi come punto di riferimento internazionale per i servizi applicati allo sport”.

Il dibattito ha attraversato i temi delle numerose difficoltà che attanagliano lo sport calabrese. “Il problema degli impianti sportivi (pochi e inadeguati) in Calabria – ha dichiarato Mimmo Praticò – purtroppo, contribuisce a determinare lo scarso coinvolgimento dei cittadini. Questo progetto ha un’importante valenza turistica, in quanto nella mappa virtuale delle strutture potranno essere inseriti anche servizi come alberghi, ristoranti o musei”. L’ultimo censimento dell’impiantistica sportiva in Italia, fatto dal Coni, risale al 1996. Oggi, invece, l’idea è quella di creare un sistema in grado di aggiornare i dati in modo costante, massimizzando il ruolo ed il contributo degli enti locali, attraverso un modello di censimento delocalizzato; fornire uno strumento di pianificazione e di indirizzo delle risorse economiche a livello nazionale e locale e fornire un servizio al cittadino sui luoghi dove fare attività sportiva. “Quando si prevede la realizzazione di un impianto – ha sottolineato Praticò – bisogna tenere conto di un aspetto fondamentale che è la gestione. Non è più pensabile utilizzare una struttura solo per eventi sportivi, bensì si può sfruttarla anche per manifestazioni di vario genere, permettendo, così, maggiori introiti ed una gestione più equilibrata”. L’intervento del presidente regionale del Comitato Italiano Paraolimpico, Titti Vinci, ha messo in evidenza come purtroppo, in Calabria, la presenza di barriere architettoniche non risparmia l’impiantistica sportiva. Vinci ha, quindi, apprezzato particolarmente il progetto che già prevede nelle schede delle strutture, la possibilità di evidenziare l’utilizzo o il semplice accesso per i diversamente abili, sia per quanto riguarda il pubblico che per gli atleti. In questi giorni la Coni Servizi predisporrà un progetto da sottoporre all’approvazione della Provincia di Reggio Calabria, per ottenere il finanziamento necessario alla realizzazione del censimento, in modo da procedere rapidamente al suo completamento.

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Varato il calendario 2010 della FCI, Comitato Regionale Calabria

Sarà una stagione 2010 ricca di novità per gli amatori della Federciclismo calabra del presidente Mimmo Bulzomì, con tante gare in programma (ben 27) e nuovi trofei in palio. Per la prima volta, infatti, si svolgeranno, oltre ai Campionati regionali possibili su strada, quelli in montagna ed a cronometro (a squadre ed individuale). Inoltre, in seguito alla “Consulta” (firmata da FCI, Uisp e Udace), che regola l’attività cicloturistica e cicloamatoriale sul territorio calabrese (nella foto i componenti la struttura regionale FCI Calabria), quest’anno toccherà ad una società della Federciclismo organizzare la seconda edizione del “Campionato regionale degli Enti”. Questo è quanto scaturito a Lamezia Terme dall’assemblea del “Settore Cicloturistico ed Amatoriale” del Comitato Regionale Calabria della Federciclismo, alla presenza del vice presidente regionale, Cosimo Varacalli.

Il settore è guidato dal neoresponsabile Pasquale Citrigno e composto da Joe Colaccino, Ivan Bruno, Carlo Lavorato e Filippo Laganà. La stagione delle corse prenderà il via in aprile, l’11, con il “I Trofeo Città di Botricello”, proseguendo il 18, a Reggio Calabria, con il “I Memorial Francesca Laface”, in ricordo della madre dello sportivissimo Peppe Gatto, scomparsa lo scorso novembre. In giugno, il 2, il “IX Giro ciclistico di Lamezia Terme” sarà valevole come prova unica del “Campionato regionale Strada” mentre quattro giorni dopo, il 6 a Catanzaro, inizierà (con il “II Gran fondo dei due mari”) la Coppa Calabria che quest’anno prevede ben otto prove. A luglio, l’11, a Catanzaro, il “II Trofeo Motta Santa Lucia” varrà come unica prova per il “Campionato regionale della montagna”, mentre il 18 si svolgerà a Cannitello, il “Campionato regionale individuale a cronometro”. Settembre sarà il mese del “Campionato regionale degli enti”, che si disputerà il 4 e 5 a Santa Maria del Cedro, a Cosenza, e della attesissima “Cronometro a squadre”, prevista per il 26. La stagione si concluderà il 3 ottobre con il “III Giro ciclistico della Provincia di Cosenza”.

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Piana di Gioia Tauro: operazione “Gun Man”

Nelle prime ore della mattinata odierna i Carabinieri di Reggio Calabria, hanno dato  esecuzione a 10 ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e altri reati,  residenti nel comprensorio della piana di Gioia Tauro. L’attività investigativa, convenzionalmente denominata “GUN MAN”, trae origine da una delle numerose rapine perpetrate in danno di autotrasportatori nel territorio del comune di Rosarno, segnatamente sulle grandi vie di comunicazione che l’attraversano (SA- RC A3 e SGC Jonio – Tirreno). Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e avviate la scorsa estate, hanno anche consentito, nel tempo ai Carabinieri di intervenire preventivamente, impedendo l’esecuzione di alcune rapine già pianificate, sequestrando armi micidiali tra cui fucili mitragliatori e fucili a canne mozze e pistole.

Sulla scorta di quanto inizialmente accertato, ipotizzando l’esistenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di rapine ed altri delitti contro il patrimonio, venivano avviate le attività di indagine, con intercettazioni telefoniche ed ambientali, con mirati servizi di O.C.P. e riscontri, le quali consentivano di individuare una pericolosa associazione per delinquere finalizzata alle rapine. A riscontro delle attività tecniche di indagine, nel tempo sono stati conseguiti i seguenti risultati: persone arrestate in flagranza: 6; persone deferite in s.l.: 1; armi sequestrate: 3; munizioni sequestrate: 402. Il ricavato delle rapine veniva reinvestito in altre attività delittuose tra cui il traffico di droga. Gli arrestati: Chindamo Raffaele, cl. 1987, residente in Rosarno, celibe, nullafacente; Cambareri Vincenzo, cl. 1973, residente in Rosarno, celibe, fornaio, sorvegliato speciale di p.s.; Cambareri Claudio, cl. 1989, residente in Rosarno, celibe, fornaio; Marasco Rocco, cl. 1988, residente in Rosarno, celibe, nullafacente; Marando Alessandro, cl. 1976, residente in Rosarno celibe, nullafacente; Cambareri Francesco, cl. .1960, residente in Rosarno, celibe, censurato e Cambareri Vincenzo, cl. 1988, residente in residente in Rosarno, celibe. Nel corso della perquisizione operata all’interno della masseria di Marasco Michele, cl. 1957, padre di Marasco Rocco cl. 88, e di Marasco Tommaso, cl. 1966, ubicata in Rosarno, contrada Serricella, venivano rinvenute abilmente occultate veniva rinvenuto: un fucile da caccia marca Beretta mod. A 301 cal. 12; un fucile da caccia marca Sabatti cal. 20; una pistola semiautomatica marca Beretta cal. 6,35; n. 56 cartucce cal. 12; n. 133 cartucce cal. 20 e n. 20 cartucce cal. 6,35. Tutte le armi erano con matricola abrasa: Marasco Michele, cl. 1957 e Marasco Tommaso, cl. 1966, sono stati tratti in arresto perché colti in concorso nella flagranza dei reati di detenzione illegale di armi clandestine, detenzione illegale di munizionamento e ricettazione.

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Reggina Mantova 3-1: interviste post gara

Clima finalmente disteso in sala stampa tra i cronisti di casa. Se è pur vero che “una rondine non fa primavera” è vero, comunque, che è meglio una sola rondine che… avvoltoi, no? L’avversario di scena oggi al “Granillo”, il Mantova, certo non può essere considerato un test attendibile, ma è anche vero che una vittoria così larga degli amaranto risaliva, se non andiamo errati, al 28 novembre scorso quando batterono il Brescia per 4 a 0 o, ancor prima, al 31 ottobre quando rifilarono ancora un 3 a 1 alla Salernitana. Una vittoria contro un avversario apparso in verità assai modesto (come ammetteranno anche il suo allenatore ed i suoi giocatori giunti in sala stampa), non può essere considerata come la panacea di tutti i mali che affliggono la Reggina da inizio stagione, ma chissà che da “affliggono” si passi ad “affliggevano” iniziando proprio dall’odierno tiepido pomeriggio carnevalesco. Vedremo, ce lo auguriamo ma non siamo certo uomini dai facili entusiasmi. Il primo ad arrivare in sala stampa è l’allenatore ospite, Michele Serena.

Mister, che gara è stata? “Ho visto un brutto Mantova. In sostanza non siamo riusciti a fare nulla di tutto quello che avevamo preparato per questa partita che sapevamo sarebbe stata difficile”. Andare subito in svantaggio vi ha complicata la vita? “Certo che si. Essere sotto di un goal dopo meno di un minuto ci ha, di fatto, impedito di indirizzare la gara per come avremmo voluto. Poi, giustamente, dall’altro lato c’era una Reggina molto attenta ed organizzata ed allora. Un partenza negativissima, ma avevamo di fronte un’ottima Reggina”. Perché Locatelli non da subito? “L’intento era quello di coprirci un pò, ma, come detto, è andato tutto in fumo dopo solo un minuto”. E’ rimasto sorpreso dal modo di giocare della Reggina affidata solo da qualche giorno a Breda? “No, sapevo come avrebbe giocato la squadra amaranto proprio perché conosco molto bene Roberto (i due hanno frequentato assieme sia il corso per il conseguimento per il patentino di seconda categoria che il successivo master, n.d.r.)”. Cos’è mancato alla sua squadra? “E’ mancata la forza e la capacità di reagire. Avremmo dovuto essere più aggressivi ed attenti al contempo. Credo davvero sia stata una delle peggiori partite del Mantova dell’intera stagione”. Che spunti ne trarrà? “Dobbiamo riuscire ad analizzare molto bene questa gara e questa sconfitta anche perché venivamo da due vittorie ed un pareggio e non invece da un filotto negativo”. Dopo l’espulsione di Bonazzoli ha tolto un attaccante (Nassi, n.d.r.) per mettere un centrocampista (Tarana, n.d.r.), come mai? “Avevo già deciso il cambio prima dell’espulsione. Volevo cercare di metterli in difficoltà utilizzando maggiormente le fasce per poter fornire più palloni a Pellicori nonostante fossimo sul 3 a 0 per loro”. Una trentina di vostri tifosi erano presenti sugli spalti. “Mi dispiace moltissimo per loro. Sono arrivati fin qui ed hanno visto davvero un bruttissimo Mantova”. Ha visto i risultati delle gare già giocate? “Si, il Gallipoli che va a vincere a Sassuolo ed il Crotone che va a vincere a Cesena sono risultati che dimostrano come il campionato di B è fortemente equilibrato e non esistono mai risultati scontati”. Da Serena a Notari, da allenatore a capitano. Che partita è stata? “Una partita che sapevamo già sarebbe stata ostica e, quindi, pressoché proibitiva. Il goal a freddo ci ha tagliato le gambe. Dispiace molto, anche perché venivamo da risultati positivi e, soprattutto, da una buona qualità di gioco espresso”. Com’è che Reggina e Mantova sono così tanto in basso in classifica? “Per il gioco fatto vedere oggi, per la storia delle due squadre, nessuna delle due merita questa classifica. Sono sicuro che entrambe ne usciremo presto e che l’anno prossimo saremo ancora in B”. Brutto Mantova come diceva Serena? “Abbiamo perso male, ma contro una signora squadra. Adesso tocca a noi saper ripartire perché in questa B tutti possono vincere contro tutti”. I vostri tifosi? “Mi dispiace davvero tanto per loro che hanno fatto tutti questi km per vederci non riuscire a reagire”. Ecco il centrocampista Grauso e l’attaccante cosentino (l’idioma non lascia alcun dubbio in proposito, n.d.r.) Pellicori. Che partita è stata? Grauso risponde così: “Avevamo preparato la partita cercando di riuscire a non far giocare la Reggina, ma, purtroppo, abbiamo preso subito il goal e pazienza. Di certo posso dire che se continuassimo ad avere delle giornate storte come questa per noi sarà dura ed anche molto molto difficile”. Non si discosta per nulla Pellicori che, chiudendo, chiosa: “Abbiamo giocato malissimo e non possiamo permettercelo”. Dagli ospiti ai padroni di casa. Il primo è proprio il “debuttante” Roberto Breda (nella foto). E’ stata la partita delle scelte tutte azzeccate: dentro Brienza (due goals) e fuori Pagano e, poi, dentro Cacia (un goal subito) e fuori Brienza. “Quando uno come me inizia una nuova avventura, la prima cosa che fa è sperimentare. Sicuramente siamo stati avvantaggiati dal goal in apertura di gara e, rispetto ad altre volte in cui era successa la stessa cosa, questa volta siamo stati bravi a far finta che non fosse successo nulla e che eravamo sullo 0 a 0”. Un bilancio della sua prima settimana alla guida della Reggina. “In questi giorni tutti i calciatori mi hanno dato la loro disponibilità attraverso il lavoro in allenamento. Ero assolutamente certo del loro impegno oggi in campo. Sono stati davvero tutti bravi spendendo tantissimo in campo”. Lo schema che ha portato Brienza a realizzare il 2 a 0 da dove nasce? “Ogni squadra ha le sue idee che cerca di mettere in atto durante le partite. Certo, avere Brienza dalla propria parte è certamente un vantaggio”. Avete recuperato qualche giocatore. “Abbiamo giocatori che, per vari motivi, vengono da periodi di inattività piuttosto lunghi e li stiamo recuperando cercando anche di trovare intensità”. Pensa positivo per il futuro? “Non posso pensare che questo risultato ci faccia abbassare l’attenzione e la concentrazione. Non possiamo permetterci alcun calo psicologico”. Pagano come ha preso l’esclusione? “Ho parlato chiaro con tutti. Ho quattro attaccanti che possono essere tutti considerati titolari. Ho detto a tutti che la causa comune è più importante di quelle personali. Scelgo con trasparenza sapendo di avere a che fare con dei professionisti”. Ha seguito le precedenti partite con i risultati assai poco lusinghieri ottenuti, che idea si è fatto? “Ho di certo le mie idee su quello che è stato, ma non mi piace e non è giusto esprimere dei giudizi sui miei predecessori che sono entrambi allenatori importanti. Il calcio non è una scienza esatta, per cui il destino di noi allenatori è sempre legato ai risultati che le nostre squadre riescono ad ottenere, nel bene o nel male”. Che ambiente ha trovato nello spogliatoio? “Ho trovato tutti giocatori responsabili che hanno capito la criticità del momento e che, come detto, mi hanno manifestato tutta la loro disponibilità ad uscirne prima possibile”. Luca Vigiani e Daniele Cacia (nelle foto) fanno ingresso insieme ed, alternandosi, rispondono alle nostre domande. Il primo ad essere “interrogato” è proprio il toscano. Cos’è cambiato rispetto a prima? “Non lo so, a dire il vero. Penso, però, che anche in altre partite ci sia stato lo stesso atteggiamento che abbiamo tenuto in campo oggi. Poi, come sapete già, non c’è stata la continuità, né negli atteggiamenti né, tantomeno, nei risultati ottenuti”. Oggi com’è andata, a prescindere dal risultato? “Abbiamo tentato di pressare e stare alti e non, invece, a rinculare come spesso avveniva, anche se, a volte, ci siamo abbassati un po’ troppo specie dopo essere rimasti in 10”. Al catanzarese, invece, vieni chiesto, e lui stesso si sfoga, più dal punto di vista personale. Sei contento della tua gara? “Si, certo. Sono contento perché negli ultimi 2/3 mesi ho giocato davvero molto molto poco. Ma sono contento anche per quanto riguarda la vittoria per tutta la squadra, abbiamo vinto ma non dobbiamo abbassare la guardia”. La tua stagione, invece? “Sono sincero, pensavo di partire titolare. Credo di aver fatto bene e fisicamente sto benissimo. Quando ho giocato le mie azioni le ho sempre prodotte e le occasioni me le sono sempre create. Sono un giocatore che ha bisogno di sentirsi importante, cercato e voluto per far bene alla squadra. Ho bisogno di sentire attorno a me fiducia, fiducia ed ancora fiducia”. Cosa vorresti? “Penso che sia giusto che voglia le stesse opportunità concesse ad altri seppur non mi pare che gli altri abbiano fatto assai meglio di me (ahi!!! considerato che parrebbe essere stato l'unico che, al secondo goal di Brienza, non si è alzato esultante dalla panchina, allora 1+1 fa inequivocabilmente 2 ed il riferimento appare chiaro, n.d.r.). Alla fine faremo i conti. Anche perché sono andato via dal Lecce che sta per vincere il campionato per venire qui, voglio giocare e sapere di essere importante per la squadra. Pur avendo ottimi rapporti sia con Novellino che con Iaconi, sono stato messo fuori solo per scelte tecniche. Voglio dire, però, che io ci sono”! Finiscono qui le interviste ai protagonisti delle gara, ma, a margine, non possiamo che aggiungere qualcosa a proposito dello sfogo di Daniele Cacia. La prima è che parrebbe fosse “additato” di alcune responsabilità simili a quelle dei prima alienati e poi ceduti (Cassano, Buscè e Volpi per intenderci). La seconda è che, se errore non facciamo, lo stesso giocatore catanzarese è stato indiscutibilmente messo sul mercato fino all’1 febbraio scorso e che, avendone ottenuto qualche richiesta, non lo si è ceduto solo per problemi di linea telefonica sulla tratta Milano-Maldive. Sarà vero?

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Reggina Mantova 3-1: tabellino e cronaca

Reggina – Mantova: 3-1. Reggina (3-5-2): Fiorillo; Lanzaro (c), Valdez e Santos; Vigiani (dall’85° Adejo), Carmona, Tedesco (dal 76° Missiroli), Barillà e Rizzato; Brienza (nella foto) (dal 58° Cacia) (nella foto) e Bonazzoli. In panchina: Marino, Adejo, Camilleri, Cascione, Missiroli, Pagano e Cacia. All.: Breda. Mantova (4-3-1-2): Handanovic; Salviato, Notari (c), Fissore e Lambrughi; Nicco, Grauso (dal 51° Locatelli), Carrus e Spinale; Pellicori (dall’84° Malatesta) e Nassi (dal 69° Tarana). In panchina: Iacobucci, Cavalli, Malatesta, Locatelli, Rizzi, Tarana e Gervasoni. All.: Serena. Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Assistenti: Musolino di Taranto e Forconi di Aprilia. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Marcatori: Brienza al 1° ed al 43°, Cacia al 58°, Tarana al 90° e Cacia al 93°. Andata: 2-2 (Cacia, Brienza, Nassi, Nassi). Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Ammoniti: Tedesco al 4°, Salviato al 25, Pellicori al 35°, Nicco al 69° e Fissore al 74°. Espulso: Bonazzoli al 68°. Corner: 6 Reggina e 5 Mantova. Tiri in porta: 9 Reggina e 2 Mantova. Tiri fuori: 4 Reggina e 2 Mantova. Falli fatti: 14 Reggina e 26 Mantova. Fuorigioco: 1 Mantova. Spettatori paganti: 369. Abbonati: 5184. Incasso al botteghino: € 3.121,00. Quota abbonati: € 40.263,67. Spettatori totali: 5553. Incasso totale: € 43.384,67.

Le note. Reggina: durante la seduta di rifinitura si è fermato il difensore Costa, Santos il sostituto come centrale sinistro; Breda esordisce in panchina dopo aver sostituito ad inizio di settimana Iaconi; in attacco il duo Cacia-Brienza (autori dei due goals nella gara di andata) sembrava favorito su quello Pagano-Bonazzoli, ma alla fine giocano Brienza e Bonazzoli. Mantova: a Gervasoni, al centro della difesa, viene ancora preferito Lambrughi come centrale sinistro; al posto del reggino Caridi, in campo Pellicori. Folta presenza di forze dell’ordine, supponiamo in virtù degli scontri tra gruppi di tifosi amaranto la scorsa settimana che hanno portato all’arresto di 6 ragazzi ed al ferimento di almeno il doppio. La cronaca. Fuori Cascione e Pagano dall’11 titolare, Breda sceglie uomini diversi rispetto al suo predecessore. Se, da un lato, è difficile rinunciare al capocannoniere amaranto Pagano (9 goals in questa stagione), dall’altro non si può tener conto delle potenzialità di Brienza che, se “vuole” giocare come sa allora riesce sicuramente a fare la differenza. In difesa, piuttosto che ad un centrocampista “adattato” quale Cascione si preferisce uno di ruolo come Santos con l’incognita Valdez (più prove negative che positive per l’uruguaiano). Nemmeno il tempo di iniziare che la Reggina passa. E’ il 1° minuto e Tedesco scaglia un sinistro che Handanovic respinge ma sui piedi di Brienza che, di prima intenzione, insacca da posizione decentrata. Miglior inizio per l’esordio in panchina di Roberto Breda non poteva esserci. Al 10° ancora Reggina. Cross da sinistra di Rizzato e Bonazzoli manda di testa alto. Ci prova un’altra volta Bonazzoli, questa volta di destro, ma il tiro viene respinto da un difensore. Un minuto dopo è Rizzato a provarci da fuori area, il pallone colpisce Brienza e si allontana. Partita vivace per pochi intimi a dispetto dei 5553 spettatori ufficialmente presenti. Al 15° primo corner per la Reggina. Alla battuta va Brienza che calcia basso per Vigiani che, nei pressi dell’area piccola, gira ma manda al lato. Al 16° la Reggina in ripartenza. Tedesco conquista palla sulla propria trequarti e lancia Bonazzoli che, defilato, aspetta che arrivi Carmona dalle retrovie per servirlo. Sulla traiettoria, però, interviene un difensore che mette in angolo. Calcia lo stesso Carmona e Bonazzoli colpisce bene di testa, è bravo Handanovic a deviare ancora in corner negando allo stesso la gioia di un goal fortemente cercato e che, anche sfortunatamente, tarda ad arrivare. Una manciata di secondi e la Reggina grida al rigore: Brienza viene steso apparentemente in maniera netta, ma Giannoccaro da quell’orecchio non sente. Brivido per la reggina al 27°. Su un lancio lungo, Fiorillo non esce così come giusto ed opportuno e mette in difficoltà il compagno di squadra Valdez costretto ad arrangiarsi come può ed a subire un fallo d’esperienza. Al 33° Brienza ci riprova. Lanciato da Carmona sulla destra, si accentra e calcia costringendo Handanovic alla deviazione in angolo. Calcia lo stesso Brienza e la palla termina sulla testa di Santos che, tutto solo ad un metro dalla porta, incredibilmente, indirizza il suo colpo di testa sull’esterno della rete. Al 35° calcio di punizione di Tedesco per Santos in area. Il brasiliano, di testa, prova a superare il portiere avversario con una palombella, ma quest’ultimo ci arriva e blocca agevolmente. La Reggina giochicchia ed impegna in numero 1 lombardo, il Mantova è inesistente e Fiorillo si prende di freddo rimanendo immobile. Al 39° ci prova Carmona da fuori raccogliendo una sponda di testa di Bonazzoli. Il suo tiro è ampiamente al lato. Breda è tranquillo in piedi davanti alla propria panchina, da indicazioni e consigli e prende appunti alla Mourinho sul suo taccuino. Al 43° la Reggina raddoppia ancora con Brienza. Sugli sviluppi del quarto angolo, chiede palla a Carmona, finta il cross di sinistro e lascia sul posto due avversari. S’incunea in area e, di destro, in diagonale, lascia di stucco Handanovic. Davvero un gran bel goal per preparazione e fattura. Quando la classe e la tecnica ci sono, basta solo volerle mettere in campo. Breda, oggi, di certo, non ha sbagliato a preferirlo a Pagano. Serena prova a dare nuova linfa alla sua squadra inserendo un uomo d’esperienza come Locatelli e, nel mentre, Giannoccaro e Musolino (suo primo assistente sotto la Tribuna) danno sfoggio della loro inadeguatezza odierna nel gestire la gara con delle decisioni o, meglio, con delle omissioni lasciando giocare oltre il consentito. Al 54° arriva il primo tiro verso la porta difesa da Fiorillo. Carrus, da fuori area, ci prova ma il portiere amaranto controlla che il pallone esca alla sua destra. Al 58° standing ovation per Brienza che, un po’ acciaccato ed alla sua prima partita dall’inizio dopo molto tempo, lascia il campo a favore di Cacia. Nemmeno il tempo di terminare l’applauso per Brienza che il nuovo entrato Cacia intuisce il retropassaggio di Salviato verso Handanovic, interviene d’astuzia e supera lo stesso portiere per il goal del 3 a 0. Insomma, Brienza e Cacia bestie nere del Mantova: fino al momento 5 goals subiti in 2 gare (3 da Brienza e 2 da Cacia). Buona la prova della Reggina, ma, ad onor del vero, il Mantova di oggi è davvero ben poca cosa. Breda può essere moderatamente soddisfatto per il gioco espresso anche se, come detto, davanti ad un avversario non certo attendibile. Per completezza d’informazione, a sottolineare comunque la positività della partita disputata dagli amaranto, dobbiamo ricordare che anche il Vicenza non era stato un fulmine di guerra eppure, in quell’occasione, si era riusciti ad uscire addirittura sconfitti dal “Menti”. Al 68° la Reggina resta in 10. Bonazzoli reagisce ad un presunto fallo di Pellicori e Giannoccaro estrae il rosso così come da regolamento. Ingenuità del reggino e resto della partita in inferiorità numerica. Chiaro che la superiorità numerica da un pizzico di coraggio a serena che toglie Nassi ed inserisce Tarana e, finalmente, riesce per la prima volta ad impegnare Fiorillo in una respinta a terra. Risponde la Reggina prima con Barillà e poi con Tedesco. Il primo calcia ma Handanovic para a terra ed il secondo ci prova al di qua della linea mediana del campo avendo notato il portiere fuori area, ma quest’ultimo non si lascia sorprendere e para anche in quest’occasione. Al 79° Cacia fa il funanbolo, due palleggi e tiro di sinistro al volo che, però, Handanovic para senza difficoltà. Dove non arriva il Mantova per manifesta incapacità, ci riesce, invece, la Reggina. E’ così che, su un cross a campanile da destra di Spinale, Fiorillo va “a farfalle” e Tarana si ritrova un pallone facile facile tra i piedi che non aspetta altro di essere spinto in rete da mezzo metro nonostante la debole resistenza di Adejo sulla linea di porta. Il risultato è da tempo acquisito ed anche se in 10 la squadra di Serena, comunque, non sembra proprio essere in grado di impensierire gli amaranto. La gara si chiude con l’ultimo episodio del Giannoccaro show: ammonizione a Cacia del tutto gratuita.

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Platì: arrestato Saverio Trimboli, tra i 100 latitanti più pericolosi

Con un blitz nel cuore della notte i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato Trimboli Saverio (nella foto d'archivio), classe 74. Era latitante dal 1994, quando era appena ventenne perché colpito da ordine di cattura emesso dal GIP Tribunale di Torino, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nell’abitazione  ubicata in centro a Platì tra la via Mittica e via Roma sono stati rinvenuti  2 bunker, uno di circa 30 metri quadrati e l’altro di 25.

Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti 30 scanner, 20 radio portatili, strumenti idonei a rinvenire microspie e 10.000 euro in contante. L’abitazione nella disponibilità del latitante,  inserito nella lista dei 100 latitanti più pericolosi, è di proprietà di un soggetto da decenni emigrato in Australia.

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Liomatic Team Basket Viola – BBC Group Bernalda: Carnevale & San Valentino al PalaCalafiore

Un originale San Valentino in compagnia della Liomatic…e non solo. Si giocherà domenica 14 febbraio, alle ore 18, la ventesima giornata di ritorno contro  BBC Group Bernalda. Non sarà una partita facile anche se la classifica potrebbe trarre in inganno. Sarà necessaria parecchia concentrazione per battere i lucani sul parquet del PalaCalafiore. Bernalda  ce la metterà tutta per portare a casa questi due punti, e la Liomatic dovrà sfruttare appieno il fattore campo. “Due domeniche fa Bernalda era in vantaggio di 12 punti su Siracusa – ha spiegato il Coach della Viola Massimo Bianchi – questo per sottolineare che nessuna partita è semplice soprattutto in questa fase, in cui c’è chi si gioca tutto per il primo posto e chi per la salvezza. Se vogliamo restare nelle parti alte della classifica non possiamo permetterci passi falsi contro una squadra che in attacco ha dei punti di riferimento precisi e che è molto brava a mettere pressione.

Questo sarà un banco di prova importante per noi”. La Liomatic, dunque, non può fermarsi ora che ha ricominciato a vincere battendo Centre Corporelle Potenza fuori casa. Le emozioni della vetta non sono così lontane, sono solo 4 i punti che ci separano dal primo posto e vanno conquistati con il massimo impegno e la massima attenzione. E durante la pausa un simpatico fuori programma per festeggiare il carnevale. I tifosi Neroarancio assisteranno, infatti, all’esibizione del gruppo di ballerine brasiliane “Caramba do Brasil”. LIOMATIC VIOLA REGGIO CALABRIA: 4 DIP Marcelo, 5 DI LEMBO Massimo, 7 NICCOLAI Gabriele, 8 PELLEGRINO YASAKOV Vladimir, 9 D'IAPICO Giuseppe, 14 NEGRI Claudio, 15 MANZOTTI Francesco, 16 SCOZZARO Dario, 18 ROSELLI Michele, 19 GRASSO Sebastiano, 20 DALLA VECCHIA Luca. Coach: BIANCHI Massimo. Vice Coach: BOLIGNANO Domenico e TOLOTTI Gustavo. BBC GROUP BERNALDA: DELLI CARRI Luigi, 4 FAVIA Vito Alberto, 5 BONAFEDE Giulio, 7 GAETA Enrico, 10 BASILI Francesco Paolo, 14 BENENATI Nicola, 15 RUSSO Roberto, 16 SALVATORE Emiliano, 17 DOLIC David, 20 MARINELLI Matteo. Coach: VANDONI Claudio

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Taurianova: riscontrate violazioni alla legge antiterrorismo

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno svolto una intensa campagna di controlli amministrativi finalizzati a reprimere violazioni alle leggi sul commercio ed a combattere la diffusione di videopoker e di locali ove si pratica il gioco d’azzardo. I controlli hanno interessato cinque centri della Piana e, in soli tre giorni, hanno consentito di accertare violazioni di ogni tipo, a riprova dell’elevato tasso di illegalità nella gestione dei locali pubblici del comprensorio. Per rendere più efficaci e rapidi i controlli, i Carabinieri della Compagnia hanno costituito una squadra ad hoc, con personale delle Stazioni Carabinieri di San Martino, Cittanova e Cinquefrondi, che si è spostata di comune in comune, al fine di verificare il rispetto delle leggi vigenti per gli esercizi pubblici e le sale giochi. I militari, nel corso di controlli effettuati nei comuni di Molochio, Taurianova, Cinquefrondi e Polistena hanno potuto riscontrare nei bar, ristoranti e nelle sale giochi controllate, che anche in campo amministrativo vi sono ampie carenze da parte dei gestori e dei preposti, che sono state severamente sanzionate.

Infatti i controlli sono stati estesi anche ai c.d. “videopoker” installati all’interno dei locali, ed in 4 casi su 6 e’ stato accertata l’installazione superiore al massimo consentito, con la conseguenza di salatissime multe da parte dei responsabili dei negozi. In questo caso, infatti, anche se i dispositivi erano conformi alle prescrizioni e tutti collegati telematicamente con i Monopoli di Stato, cosi’ come previsto dalla normativa, ne erano stati installati in numero maggiore anche del doppio consentito. Per quanto riguarda la salute pubblica, i controlli hanno anche rilevato, in 3 casi, la presenti di fumatori all’interno dei locali degli esercizi pubblici, in spregio non solo della Legge, ma anche della salubrita’ degli ambienti. In tutto, le sole sanzioni amministrative, ammontano ad oltre 100.000 Euro. Di diverso tipo, questa volta di natura penalistica, sono stati invece gli accertamenti su una sala giochi di Amato e di un bar di Taurianova. Li’ i Carabinieri hanno scoperto, nel momento di massima attività, una vera e propria bisca clandestina. Cinque avventori, tra cui il gestore, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Palmi e le somme di denaro sono state poste sotto sequestro. La sala giochi adibita a bisca è stata chiusa. A Taurianova e’ stato invece addirittura applicato il decreto antiterrorismo voluto dall’allora Ministro dell’Interno Beppe Pisanu, in quanto all’interno di un bar era stata realizzato un “internet point” senza alcuna richiesta di autorizzazione alla Questura di Reggio Calabria. Infatti la normativa fu inasprita proprio per evitare l’utilizzo da parte di chiunque delle postazioni internet pubbliche, per il cui uso il gestore dell’esercizio commerciale e’ ora obbligato a richiedere e conservare una copia del  documento d’identita’ degli avventori, al fine di permetterne la rintracciabilita’ in caso di uso illegale della “rete”, come avviene in caso di invio di minacce anonime tramite posta elettronica, scambio di materiale pedo-pornografico ed altri reati, quali l’utilizzo di email ed altri mezzi di comunicazione per contatti tra appartenenti ad organizzazioni criminali. I militari anche in questo caso hanno provveduto al sequestro di 4 personal computers ed alla denuncia del titolare del bar alla Procura di Palmi.

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