Luca e Giulia, da Verona a Palermo (e ritorno) con tappa a Reggio ed un solo obiettivo: raccogliere protesi usate ed inviarle in Africa – IL REGGINO

C’è la cronaca, fatta di delitti più o meno gravi, che riempie giornali e tv e poi ci sono anche storie che riconciliano con una società (forse) sempre più incattivita e che, però, troppo spesso non trovano spazio adeguato sui media.

Oggi vi vogliamo raccontare una storia che a pieno titolo appartiene a quelle che non trovano risalto nelle prime pagine; la storia di due persone, marito e moglie, la cui vita è cambiata drasticamente un paio d’anni fa dopo un brutto incidente con la moto occorso a lui nel 2016. A presentarceli è l’amico Luigi Casile, un ragazzone barbuto la cui esperienza lo accomuna a Luca “grazie” allo stesso destino: uno schianto in moto, il risveglio in ospedale e la gamba sinistra che lascia il resto del corpo per sempre e solca le loro anime.

Davanti a queste mutilazioni, perchè di questo si tratta, si può reagire in due modi diametralmente diversi: lasciarsi prendere dallo sconforto, legittimo e comprensibile, incontrando la depressione o, invece, rimettere in ordine idee e pensieri, prendere atto della nuova condizione, rimboccarsi le maniche e VIVERE… diversmente ma pur sempre vivere.

Tanti sono gli esempi che potremmo portare, specialmente di persone che si sono messe in risalto nel mondo dello sport: la reggina Giusy Versace, per esempio, ma anche Alex Zanardi o tutti quelli che non molto tempo addietro abbiamo visto nelle Paralimpiadi di Tokyo disputare incontri e vincere medaglie grazie alla loro tenacia, alla loro forza mentale e, soprattutto, alla loro immensa voglia di vivere.

La storia di cui vogliamo occuparci è quella di Luca Falcon e di sua moglie Giulia Rabucco. A Luca, come detto, dopo un incidente in moto nel 2016, due anni fa gli è stata amputata la gamba sinistra. La reazione è stata forte e determinata tant’è che l’anno scorso è tornato in sella ad una moto e, nel frattempo sensibilizzatosi sull’argomento protesi, ha fatto un viaggio in moto in Nord Africa (“Road to Dakar”) per sostenere un progetto che provede la raccolta ed il riciclo di protesi usate e la loro spedizione in Africa destinate a coloro i quali non potrebbero altrimenti permettersele. Il “bottino”, considerevole, è stato di 206 protesi recuperate e consegnate ai bisognevoli.

Al loro ritorno in Italia, l’obiettivo di Luca e Giulia è diventato quello di proseguire l’opera iniziata con il riciclo di protesi nonostante nel nostro Paese questo non sia nè previsto nè, di conseguenza, normato.

Luca e Giulia hanno inziato il viaggio che ieri li ha portati a fare tappa a Reggio lo scorso 1 settembre da Verona: Luca in bicicletta e la moglie Giulia a seguirlo in camper usato come mezzo di supporto ed appoggio nonché come deposito in cui stivare le protesi donate da privati cittadini lungo il tragitto sin qui percorso. 50 sono già le protesi raccolte e spedite a “Legs for Africa” (www.legs4africa.org) con i due ragazzi quasi al giro di boa del loro viaggio: arrivati a Palermo, infatti, risaliranno la penisola questa volta dal versante tirrenico sempre e comunque compiendo tragitti quotidiani di 80/90 km al giorno stimando così di tornare a casa a metà novembre.

Le protesi che Luca e Giulia raccoglieranno in questo loro viaggio saranno questa volta destinate in Gambia ed in Ghana.

Grazie Luca, grazie Giulia che ci ricordate che (ancora) non tutto è perduto; che ci dimostrate che, da qualche parte, esiste ancora l’umanità, la bellezza d’animo, la solidarietà tra le genti; che aprite crepe nella corazza dei nostri cuori facendo breccia riuscendo a fargli respirare aria pura. Grazie!!!

Per chi volesse ulteriori informazioni: www.karmaontheroad.org e www.legs4africa.org.

Luca Falcon e la moglie Giulia Rabucco all’Arena “Ciccio Franco”
Il camper di Karma on the road
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Author: Maurizio Gangemi