



E sulle note del concerto di Eugenio Bennato che ieri sera si sono spente le luci sul Kaulonia Tarantella Festival. Un movimento nato dodici anni fa, dodici anni di appasionata musica popolare, dodici anni di crescita continua, dodici anni di conferma di una tradizione, la tarantella, che sa essere capace di andare oltre i confini spazio temporali. Negli ultimi anni, il festival diretto da Eugenio Bennato, ha visto confermare e ancor più crescere questa tradizione che guarda al futuro. Tante le figure artefici di questo successo: il comune di Caulonia, con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Reggio Calabria, Eugenio Bennato e da quest’anno anche la storica etichetta discografica CNI MUSIC. Ma se queste sono le menti, un grazie particolare va agli artisti tutti che in dodici anni hanno fatto di questo festival, un punto di riferimento certo per gli amanti della musica popolare e non solo.
L’edizione 2010 del Kaulonia Tarantella Festival, ha visto sul palco: ENZO AVITABILE (nella foto) e i BOTTARI, MIMMO CAVALLARO TARANPROJECT (nella foto), DANIELE SEPE (nella foto) & BRIGADA INTERNAZIONALE, AVION TRAVEL (nella foto), MIMMO EPIFANI, MARVANZA REGGAE SOUND, LISARUSA, I SOLISTI DI MONTEMARANO, ORCHESTRA POPOLARE CASERTANA (nella foto), BANDA CORAPI, MARIO INCUDINE & GRUPPO TERRA, ILENIA, MUSICISTI BASSO LAZIO, FRANCESCO LOCCISANO, SCIALARUGA, INVECE, MUJURA, MARISA BUFFONE e ieri sera la ricca passerella di artisti, si è completata con OTELLO PROFAZIO e naturalmente EUGENIO BENNATO con L’ORCHESTRA POPOLARE DEL SUD. Un grande risultato è quello, dalla crescita del pubblico, che nella totalità delle giornate ha raggiunto un’affluenza, (tra concerti, corsi e seminari) di più di 50000 persone. Pubblico in continuo aumento dunque, nonchè crescita degli iscritti ai corsi. Una delle caratteristiche fondamentali del Kaulonia Tarantella Festival è proprio il paese stesso, protagonista di una coreografia unica e affascinante, fondamentale per tutto l’evento. L’omaggio ad un popolo che si ritrova in un antico borgo-palcoscenico e che vede il contemporaneo movimento di migliaia di danzatori che al ritmo della tarantella si proiettano verso il futuro, dando vita ad uno solo grande spettacolo. Non singola comunità locale ma moltitudine di genti, di usi e di costumi, che si ritrovano in cinque fantastiche serate. E alla fine del programma, ogni serata si conclude con centinaia di ragazzi che ballano la spontanea tarantella che nasce nella parte più alta della città, lo sperone di Caulonia, dove la festa continua fino all’alba. «Sono testimone di qualcosa di straordinario – ha dichiarato Eugenio Bennato nel corso delle conferenze stampa di presentazione del festival – ovvero dodici anni di lungimiranza da parte del comune di Caulonia, per una musica che cresce di anno in anno. Ciò ha portato alla nascita di un movimento che da locale è diventato nazionale e poi, via via, internazionale, dimostrando come non ci sono più i complessi relativi alle proprie radici ma un orgoglio da parte di un popolo depositario di ricchezza e cultura. La musica popolare è dinamica. La nostra scommessa è di fare in modo che tutto ciò funga da traino per la Regione, proponendoci sempre, come Festival, di stare avanti rispetto agli altri. E’ importante l’entusiasmo legato a questo festival, che è la base per una creatività nuova. Il pubblico dei festival è il più forte in questo momento in Italia, il pubblico della musica etnica è superiore. Grande merito è proprio degli stessi artisti che fanno vivere la musica popolare. Qui a Caulonia si fa la tarantella vera. Quella che riguarda la vita di tutti i giorni, le feste di tutte le sere. E’ importante che ogni anno questo festival proponga cose nuove. Durante tutto il festival, le proposte sono varie ed interessanti, nel rispetto del dna della tarantella. Il Kauolonia è una fucina di fatti nuovi, non solo novità ma è anche un sottile gusto che va in una certa direzione. Vorrei rispondere ad alcune critiche che mi sono state rivolte in questi giorni dicendo che in questa rassegna è fondamentale privilegiare gli artisti, se così non fosse la tarantella sparirebbe in quattro o cinque anni. Senza gli artisti della tradizione e i giovani che fanno musica popolare, fare questo festival non avrebbe senso. Qualcuno ha scritto che questa è la mia ultima gestione del festival, io prendo questo articolo come un colpo giornalistico per far venire più gente questa sera, ma una cosa è certa io a Caulonia sono a casa”. Mimmo Cavallaro, che si era esibito la seconda sere e che ha diretto i corsi di questa edizione del festival, ha affermato: “Da quest’anno ho il piacere di dirigere i corsi che sono stati un successo dal primo momento. Quest’anno c’è stato grande entusiasmo. Il clima e l’atmosfera che si sono creati, sono incredibili”. Cavallaro, coadiuvato da Eugenio Bennato, ha presentato anche il suo nuovo cd, uscito proprio in concomitanza con il Kaulonia Tarantella Festival, dal titolo “Hjiuri di Hjiumari”. Caulonia è la testimonianza che in questi anni, nella musica popolare qualcosa si è mosso, e la proliferazione di talenti nella tarantella, ne è la conferma. Dodici anni fa quando tutto questo ebbe inizio la gente mostrava titubanza. Oggi invece, per fortuna, non è più così e vedere ragazzi di 16 anni, che ballano la tarantella con disinvoltura, in piazza, è senza dubbio un grande risultato. Facendo un bilancio del festival, l’Assessore alla cultura e allo spettacolo Giovanni Riccio ha dichiarato: “Sono estremamente soddisfatto di questa edizione. Abbiamo centrato gli obiettivi che ci eravamo prefissi con il direttore artistico. La valorizzazione degli artisti locali è un grande risultato, vedi Mimmo Cavallaro, figlio di questo festival, che qualche sera fa si è esibito anche alla Notte della Taranta. E’ la strada giusta da percorrere. Vedere bambini di 7-8 anni con strumenti di musica popolare come lira e tamburelli, che sembravano dovessero andare in estinzione, ci da la forza per continuare a lavorare. Caulonia è stata etichettata come il paese che balla ma dal mio punto di vista Caulonia è anche il paese che sa ascoltare, che sa fare cultura”. L’Assessore provinciale Attilio Lucci ha detto: “Un fenomeno costantemente in crescita, la cittadinanza tutta e l’amministrazione hanno ancora avuto modo di valutare le potenzialità che questo festival che può ancora avere soddisfazioni a livello nazionale ed internazionale. La tarantella non è un fatto di moda, noi vogliamo dare la possibilità alle nuove generazioni di potersi esprimere. Mi piacerebbe la costituzione di una scuola, un centro di alta formazione di musica popolare proprio qui a Caulonia”. Per il Vice Sindaco Angelo Di Masi, quello di Caulonia non deve essere solo un festival locale ma deve portare la Calabria anche fuori dalla regione, in tutta Italia, ed ha aggiunto: “Ringrazio Bennato, la Provincia e tutti quelli che hanno creduto in questa manifestazione anni fa perché oggi è possibile fare tarantella ad alti livelli. La musica deve essere veicolo di sviluppo e di riscatto perché il sud fa parte dell’Italia, con i suoi pregi e i suoi difetti”. Il Festival quest’anno si è arricchito della preziosa collaborazione della storica etichetta discografica CNI MUSIC, che con il suo management si è occupata dell’organizzazione della logistica e della comunicazione. Altra grande novità di questa edizione è il cd “Kaulonia Tarantella Festival 2010” distribuito proprio da CNI Music, che contiene un brano di ogni artista protagonista del festival. Il cd che è già stato venduto durante le serate, sarà scaricabile anche su i-Tunes a partire dal 30 agosto.