Vicenza Reggina 3-1: Vergogna!

Siamo alla frutta! Anzi, no, rende meglio l’idea il concetto di “de profundis”. Ogni commento appare superfluo, potremmo chiudere qui e, forse, sarebbe meglio. La Reggina vista a Vicenza è indecente tanto che se l’etichettassimo di mediocrità saremmo tacciati di quasi totale cecità. In sostanza, ineluttabilmente, se il campionato fosse finito oggi, la Reggina sarebbe in Lega Pro, Prima Divisione, C1, chiamatela come volete ma sempre di terza serie si tratta. Una Reggina a dir poco vergognosa, inabile, inesistente, come detto indecente. Un presidente (nella foto mentre conta i soldi risparmiati al calcio-mercato) che, come detto e scritto più volte, è confuso, disorientato, impegnato a risolvere altri problemi piuttosto che seguire le sorti della squadra come dovrebbe. Evidentemente, in B, il business non è più redditizio. I frutti della sessione di mercato appena conclusa lo testimoniano. Foti non c’è! La Reggina, di conseguenza, nemmeno! Il “progetto” era fallito con Novellino e Martino, sta disintegrandosi con Iaconi e Rosati (nelle foto).

Ma, a nostro modo di pensare, le “colpe” non sono di questi quattro. O meglio, non sono solo le loro. Il responsabile? Uno! Foti! E basta! Se è vero com’è vero che “il pesce puzza dalla testa” allora la “testa” non può essere che quella del presidente che, a nostro modo di vedere le cose, dovrebbe lasciare la Reggina ha chi ha voglia, entusiasmo e piacere di non vederla affossare ancor di più. Crediamo, onestamente, che lui, ormai, abbia fatto il suo tempo e che lo dimostri con il disinteresse più assoluto. Che dire d’altro? Parliamo del terzo rigore consecutivo sbagliato dagli amaranto? Dopo Cacia (sullo 0-0 contro l’Albinoleffe) e Pagano (sull’1-2 contro il Cesena) adesso Castiglia (ancora sullo 0-0)? Parliamo di quanti punti questi tre rigori avrebbero potuto portare in casa amaranto se realizzati? Parliamo di Bonazzoli, rigorista di certo, che, al solo pensiero di andare a tirare il cacio di rigore, se la fa sotto e si defila? Parliamo di Valdez tornato al solito target scadente dopo la prestazione di Padova in pieno calcio-mercato (inutile sottolineare come sarebbe voluto andar via da tempo)? Parliamo di Castiglia sul dischetto per il rigore che si sarebbe potuto rivelare decisivo e che denota che nella Reggina non c’è un leader, una gerarchia, un ordine e che, quindi, il disordine regna sovrano? Parliamo di Iaconi, sotto certi versi incolpevole, che dovrebbe prendere il primo treno per Teramo e non tornare più a Reggio (chissà che non succeda davvero perché esonerato, n.d.r.)? Parliamo di Rosati, DS amaranto, incolpevole per il calcio-mercato in cui ha avuto esclusivamente “ordine” di cedere i giocatori con i contratti più onerosi per prenderne altri meno cari (leggasi tutto improntato al risparmio-guadagno), ma colpevole per aver “consigliato” Iaconi a Foti e per aver decantato un proprio curriculum in cui l’apice, forse, è stato rappresentato dall’esperienza all’estero a San Marino? Parliamo di chi e di cosa? Parliamo ancora di Foti impegnato più a risolvere altri (suoi) problemi economici che ad uscire denaro per tirare dalla zona retrocessione la Reggina? Parliamo della situazione economica della Reggina che da anni ci dicono essere solida ed invece appare tutt’altro? O parliamo dei 5184 abbonati che in Foti avevano creduto, per l’ennesima volta, e che, ancora per l’ennesima volta, sono stati traditi da errori su errori dallo stesso commessi? Li contiamo sabato prossimo al Granillo nello “spareggio” contro il Mantova? Saranno 5184 o, forse, nemmeno la metà? Perché la gente dovrebbe venire allo stadio? Per quale motivo dovrebbe sentirsi umiliata ancora? Diteci un solo motivo, uno solo e, se ci convincerete, vi seguiremo nel ragionamento. Meglio, molto meglio, starsene a casa e godersi il weekend in santa pace, o no? In sala stampa, per quanto riguarda gli amaranto, si presenta il solo Iaconi e non subito come di solito, ma tardando ad arrivare. Che, per caso, gli hanno dato il biglietto del primo treno per Teramo? Nella Reggina esiste una gerarchia per quanto riguarda l’andare a calciare i rigori? “E’ difficile per me commentare una gara del genere. Siamo stati padroni del campo (ma che vuol dire questa frase se perdiamo regolarmente?, n.d.r.), ma subiamo come al solito dei goals alle prime occasioni dei nostri avversari.” Di fatto il mister non ha risposto alla domanda. D’altro canto, come potrebbe se, serafico com’è, pare non abbia gli attributi per farsi sentire e, quindi, nessuna voce in capitolo? La Reggina si è adeguata al “non gioco” del Vicenza. Difficile scegliere la squadra meno scarsa tra le due oggi in campo. “ E’ vero, non abbiamo di certo brillato ma siamo stati padroni della gara (ancora? ma che diavolo sta dicendo mister? ma è ‘mbriacu?, n.d.r.). Non possiamo affrontare le partite con questo atteggiamento. Quelli di oggi erano punti pesanti ed abbiamo perso un vero e proprio scontro diretto (le rammentiamo, “caro” mister, che abbiamo perso anche quello dell’andata con seduto in panchina il suo illustre predecessore, n.d.r.).” Al goal del momentaneo 2-1 di Brienza, non sarebbe stato meglio inserire un difensore piuttosto che Cacia? “Stavamo ancora perdendo, mi pare. Eppoi Cacia ha avuto la sua occasione colpendo il palo con la palla che, mi dicono, era più dentro che fuori prima che Giosa l’allontanasse. Di certo la sconfitta è pesante, anche nel punteggio finale. Brutta prestazione, ma bruttissimo risultato.” Come ci presentiamo allo spareggio contro il Mantova di sabato prossimo? “In non buone condizioni, certamente. Recupereremo giocatori importanti come Brienza e Cacia, ma i nostri problemi sono in difesa. Siamo troppo vulnerabili là dietro.”  La ciliegina sulla torta? Littieri, autore del secondo goal, a precisa domanda sulla Reggina, così risponde: “La Reggina è una grande squadra con una grande storia alle spalle. Credo che, sulla carta, sia tra le squadre più forti del campionato.” Caro Littieri, prima che mandiamo a quel paese anche te e la tua ipocrisia, ti tranquillizziamo dicendo che di “grande” alla Reggina è rimasta solo la delusione dei suoi tifosi, che la sua storia è anni luce alle sue spalle e che la carta dove hai letto ciò che hai detto è andata in fumo già molto tempo fa. La Reggina non è più, da anni, LA Reggina e chissà che destino le aspetta grazie a lui, il magnifico presidente Pasquale, detto Lillo, Foti.

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Author: Maurizio Gangemi