Serie Bwin, XXXV^ giornata: Reggina-Cittadella 0-1

Reggina-Cittadella: 0-1. Reggina (3-4-2-1): Puggioni; Adejo (dal 55° De Rose), Cosenza ed Acerbi; Colombo, N. Viola, Rizzo ( dal 76° Castiglia) e Rizzato; Sarno (dal 67° A. Viola) e Campagnacci; Bonazzoli (c). In panchina: Kovacsik, Costa, Laverone e Montiel. All.: Atzori. Cittadella (4-4-2): Villanova; Manucci, Nocentini, Gorini (c) (dall’89° Musso) e Marchesan; Job (dall’83° Giordano), Dalla Bona, Volpe (dall’86° Melucci) e Di Roberto; Piovaccari e Nassi. In panchina: Pierobon, Musso, Carra, Perna e Gabbiadini. All.: Castori. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Giallatini di Roma e Manna di Isernia. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Marcatore: Piovaccari al 9°. Ammoniti: Manucci al 42°, Nocentini al 53°, Gorini al 54°, Rizzo al 59° e Cosenza al 63°. Corner: 13-2. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 603. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 8.157. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4168. Incasso totale: € 30.534. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 1° minuto subito la Reggina in area avversaria. Colombo crossa da destra, Bonazzoli di testa ed un difensore che devia in corner. Al 4° è la volta del Cittadella. Fallo di mano di Adejo (apparso ai più involontario e, per fortuna, successo a 50 cm dal limite dell’area) e calcio di punizione dal vertice sinistro dell’area. Sul pallone Dalla Bona che calcia malissimo e manda il pallone tra palo e bandierina.

Al 6° ci prova, un po’ presuntuosamente a dire il vero, Sarno ancora su calcio di punizione, defilato sulla fascia destra in prossimità della panchina ospite. Al 9° il Cittadella passa in vantaggio. Lancio lungo in verticale per Piovaccari. L’attaccante veneto resiste alla carica di Acerbi ed entra in area, prende la mia e, di sinistro, batte Puggioni sul lato opposto. Doccia fredda per gli amaranto di Atzori (nella foto), obbligati a vincere questa gara se vogliono davvero cullare sogni di accesso ai playoff. Il Cittadella è padrone del campo e del gioco. All’11° Volpe ci prova da sinistra con un tiro “a giro” diretto sul palo a lui più lontano. Il pallone viene respinto da Colombo in corner non senza qualche protesta degli ospiti per un presunto fallo di mano dello stesso giocatore amaranto. La Reggina è assente. Il Cittadella gioca in tranquillità “aiutato” da un distratto Candussio che non sanziona falli apparsi ai più evidenti. Al 20° la Reggina si rivede in area, ma la sua azione termina tra i fischi dei presenti. Colombo conquista palla sulla destra, si accentra e cross al centro dell’area dove c’è il vuoto di giocatori amaranto. Forse, se avesse avuto disposizione il piede sinistro non solo per correre senza perdere l’equilibrio, avrebbe fatto meglio a puntare la porta dello spettatore Villanova. Niente. La Reggina appare, al momento, ben poca cosa al cospetto di un avversario che scarso non è ma che, oggi, sta facendo un figurone. E’. senza alcun dubbio, una brutta Reggina quella messa in campo da Atzori. In altra parte del giornale abbiamo parlato di “pareggite” (9 pareggi nelle ultime 14 giornate) e di mancanza dei 3 punti dal lontano 1° marzo (vittoria contro il Frosinone). No, non è che così che si cullano sogni di gloria. Non è schierando formazioni sempre diverse che si crea un gruppo solido. Non è lasciando in panchina chi, in panchina, non ci dovrebbe stare che si possono vincere le gare. E’ il momento topico del campionato, quello in cui ci si dovrebbe giocare il tutto per tutto per raggiungere l’agognato obiettivo eppure… Eppure Atzori lascia di stucco tutti ogni volta e schiera formazioni che nulla hanno a che vedere con gli 11 migliori amaranto. Che succede? Non sappiamo, non capiamo, ma osserviamo e denunciamo che, senza dubbio, qualcosa non va! Al 31° ci prova Bonazzoli, ma Villanova gli dice di no con un prodigioso intervento a terra. La Reggina ci prova, ma il solo risultato che ottiene è quello di errori elementari e banali e, giustamente, dei mugugni del pubblico che assiste impotente alla sagra del “non gioco”. Al 35° la Reggina va in goal con Sarno, ma Giallatini segnala la posizione di fuorigioco e, quindi, nulla di fatto. Il Cittadella, dal canto suo, acquisito meritatamente il vantaggio, lo legittima con una tattica accorta che porta ben 8 uomini dietro la linea della palla allorquando la Reggina attacca. Che si può pretendere di più da una squadra che, a 37 punti, è in zona playout? E’ giusto così! Ciò che si può pretendere è che la Reggina giochi meglio e, soprattutto, giochi con i suoi uomini migliori. Questo si! Al 43° occasionissima per gli amaranto. Lancio a tagliare l’area per Campagnacci che, di destro, batte a rete a colpo sicuro. Non fa i conti, però, con Villanova che, miracolosamente, devia in corner. Al 44° ci riprova la Reggina con Colombo che, di piatto sinistro, “serve” Villanova che ringrazia e blocca. Il primo tempo finisce qui. I fischi accompagnano la Reggina negli spogliatoi dove Atzori dovrà cercare di porre rimedio agli errori, suoi e dei suoi uomini, commessi nei primi 45 minuti di gara che, onestamente, giudicheremmo “imbarazzanti”. Il merito del Cittadella? Essere passato in vantaggio ed averlo saputo amministrare semplicemente “vietando” l’accesso alle due fasce ai reggini che, senza Tedesco e con N. Viola, centralmente non sanno giocare un pallone in maniera quantomeno dignitosa. Secondo tempo. La ripresa inizia sulla stessa falsa riga del gioco (?) espresso nel primo tempo con una Reggina confusionaria ed arruffona in fase offensiva ed un Cittadella che gioca palla a terra puntando sulle ripartenze (sempre pericolose o, quantomeno, che creano apprensione alla difesa reggina). Primo cambio amaranto al 55°: esce Adejo ed entra De Rose. Il nuovo entrato si posiziona al posto di Colombo a centrocampo e quest’ultimo indietreggia a coprire il ruolo di Adejo. Al 57° il Cittadella ha la più ghiotta occasione per raddoppiare. Un incentro Cosenza giochicchia con il pallone, interviene Piovaccari (ancora lui) che, spalle alla porta, gli sradica la palla tra i piedi, si gira e punta Puggioni. E’ bravissimo il portierone amaranto ad uscire sui piedi del marcatore veneto ed a respingere provvidenzialmente. Che brutta Reggina! Fare dei nomi sarebbe “ingiusto” nei confronti degli altri: tutti da bocciare (allenatore compreso). Al 63° ancora il Cittadella pericolosamente in area amaranto. Di Roberto entra in area proveniente dalla corsia sinistra, cerca di superare il diretto avversario, batte a rete di sinistro ma Cosenza respinge. La Reggina soffre le puntate offensive dei veneti, lo testimoniano le difficoltà che Cosenza di volta in volta si trova ad affrontare mettendoci una pezza (se ce la fa). Al 67° Atzori cambia ancora: fuori Sarno e dentro A. Viola. Foscarini, dal canto suo, fa scaldare tre suoi uomini ma, legittimamente, non ha alcun motivo apparente per cambiare visto che le cose, in campo, vanno più che bene per lui e la sua squadra. Per interminabili minuti non succede proprio nulla. Gli amaranto si confermano confusionari e creano errori su errori anche grossolani che, legittimamente, ci fanno sorgere il dubbio se la Reggina si questa o, invece, l’altra ammirata in altre occasioni. Atzori, dal canto suo, più che urlare e sbracciarsi in panchina non può. Probabilmente avrebbe dovuto pensarci prima, in fase di costruzione della formazione. La Reggina cambia ancora: esce Rizzo ed entra Castiglia. Per la gioia dei 9 tifosi al seguito, il Cittadella fa un figurone al cospetto di un’abulica Reggina. All’80° ci prova Rizzato ma il suo tiro è respinto. Un minuto dopo la palla buona tocca ad A. Viola che, di testa, manda alto ad un paio di metri dalla porta avversaria. All’82° un’altra buona occasione per la Reggina. N. Viola lancia Colombo che, di prima intenzione, manda al centro dell’area dove Bonazzoli colpisce di testa angolando troppo la traiettoria e spedendo la palla sul fondo. Foscarini effettua il primo cambio: esce Job ed entra Giordano. Per la Reggina si avvicina l’ombra della seconda sconfitta casalinga (dopo Albinoleffe) e, fors’anche, si allontana l’obiettivo playoff. Il Cittadella cambia ancora: fuori Volpe e dentro Melucci. All’87° Cittadella al tiro con Di Roberto che impegna Puggioni in una parata a terra. La Reggina è lenta, impacciata e, come detto, confusionaria. E’ la brutta copia della Reggina di un tempo non così tanto lontano e, ahinoi, dimostra che la realtà è questa e non altra. All’89° Foscarini effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce il capitano Gorini ed entra Musso. La partita scivola via con la Reggina in avanti atesta basse, è vero, ma senza cervello. La seconda sconfitta consecutiva matura sempre di più e, con essa, la conferma che “il giocattolo si è rotto”. Cosa sia successo non è dato saperlo, di certo qualcosa non va già da un po’ di tempo e, probabilmente, le tante formazioni diverse schierate da Atzori dimostrano che allenatore e squadra sono due corpi separati. Candussio decreta la fina della gara ed i fischi dei presenti sono tutti, ampiamente, meritati per i 14 uomini scesi in campo e l’allenatore. Si dovranno rivedere molte cose all’interno dello spogliatoio amaranto. Tante, troppe cose sono cambiate e gli equilibri sembrano essersi rotti. Il “sogno” playoff si allontana e, lunedì 18 aprile, il Torino probabilmente ce lo ribadirà con maggiore fermezza. A margine, segnaliamo che l’arbitraggio di Candussio ha dello scandaloso (senza, per questo, dare alibi alla Reggina per la pessima prestazione) e che parrebbe che sia Bonazzoli sia Rizzo siano stati espulsi nel sottopassaggio per le vibranti proteste con lo stesso arbitro friulano. Sull’argomento Atzori, in sala stampa, ha assicurato che se le cose stessero come riportato s’incazzerebbe di brutto con il capitano ed il centrocampista. Come dire, ecco un modo per gettare benzina sul fuoco e nuocere alla propria squadra. Complimentoni ai due giocatori amaranto (non solo per la "splendida" prova offerta in campo ma anche per la prestazione nel post-partita)! 

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Author: Maurizio Gangemi