Serie Bwin, XXV^ giornata: Reggina-Gubbio 3-1

Reggina – Gubbio: 3-1. Reggina (3-5-2): Zandrini; Freddi, Emerson, Angella; Ragusa (dall’84° Ceravolo), Rizzo, N. Viola, Barillà (dal 73° De Rose), Rizzato; Campagnacci (dal 68° Colombo), Bonazzoli (c). In panchina: Leone, Marino, A. Viola. All.: Gregucci. Gubbio (4-3-3): Donnarumma; Almici (dal 70° Gerbo), Cottafava, Benedetti, Caracciolo; Sandreani (c) (dal 60° Boisfer), Nwankwo, Mario Rui (dal 73° Farina); Bazzoffia, Ciofani, Mastronunzio. In panchina: Farabbi,  Raggio Garibaldi, Smacchia, Ragatzu. All.: Simoni. Arbitro: Mariani di Roma. Assistenti: Iorio di Reggio Emilia ed Avellano di Busto Arsizio. Quarto uomo: Ciampi. Marcatori: Campagnacci al 5°, Bonazzoli al 29° (rig.), Freddi al 59° e Mario Rui al 62°. Ammoniti: Freddi al 12°, Angella al 15°, Donnarumma al 59°, Caracciolo, Mario Rui al 70° e Rizzo al 76°. Corner: 5-6. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 139. Abbonati: 3921. Incasso paganti: 2180 €. Quota partita abbonati: 24.926,66 €. Note. Finalmente chiuso il calciomercato, Gregucci adesso sa con chi deve finire il campionato. Ceduti Missiroli al Sassuolo, P. Marino al Barletta, Kovacsik al Foligno, Bini e Ruggeri al Piacenza, Sarno al Lancino e N. Viola al Palermo (ma resterà in amaranto fino a giugno), in riva allo Stretto sono arrivati i già visti all’opera Zandrini (dal Foligno), Freddi (dal Grosseto) ed Angella dal Siena a cui ieri si è aggiunto Belardi (svincolato) e, proprio oggi, Melara e Armellino (provenienti da Spal e Sorrento). Non c’è Cosenza né in campo né in panchina perché arrivato all’Ata Hotel di Milano (sede del calciomercato) per essere ceduto salvo poi rifiutare l’offerta dell’Albinoleffe. Intanto Gregucci, alla sua seconda al “Granillo” dopo la catastrofe contro il Padova, schiera la sua quarta formazione su 4 (la 25 su 25 compresa la gestione Breda) con Ragusa non già nel tridente d’attacco ma schierato esterno destro. Scarsissimo il pubblico presente al “Granillo” (139 paganti!) vuoi per il periodo decisamente “no” della squadra amaranto e vuoi anche per il gran freddo e la pioggia odierna. Si notano, invece, dieci tifosi umbri nel settore ad essi riservato.

Cronaca e commento. Primo tempo. Parte determinata la Reggina che al 3° è pericolosa con Campagnacci che, su corner calciato da destra da N. Viola, liscia clamorosamente il pallone ad un metro dalla linea di porta. Si rifà lo stesso Campagnacci due minuti dopo. E’ il 5° e Barillà crossa rasoterra da sinistra, Bonazzoli tocca involontariamente ed il pallone termina sui piedi di un indisturbato, all’altezza del dischetto di rigore, che non ha difficoltà alcuna a battere di piatto destro superando l’incolpevole Donnarumma arrabbiato con i suoi per la troppa libertà concessa all’autore del gol. Al 10° il Gubbio ha l’occasione per il pareggio. E’ Bazzofia che, lanciato in verticale dalle retrovie, si presenta solo davanti a Zandrini. L’attaccante umbro carica il destro e tira ma a deviare in corner spunta in diagonale un perfetto “difensore” come Ragusa. Al 14° ci prova ancora il Gubbio ancora con Bazzoffia che calcia debolmente con Emerson che addirittura controlla la palla in area e riparte. Al 16° la Reggina si fa viva in area umbra per ben due volte. Dapprima con Rizzato che, di destro, batte a rete con Donnarumma a respingere e, qualche secondo dopo, con Campagnacci che si divora il raddoppio colpendo male il pallone e spedendolo sul fondo da posizione favorevole, Un minuto dopo gli applausi del “Granillo” sono tutti per il portiere Zandrini (al suo esordio casalingo) che, in presa plastica, para un tiro non irresistibile del solito Bazzoffia. Al 28° la Reggina ha la possibilità di raddoppiare. Ragusa, lanciato in verticale da Bonazzoli, entra in area e viene atterrato piuttosto nettamente da Caracciolo. Mariani da l’impressione di voler far proseguire ma è evidente come sia il suo assistente Avellano a suggerirgli, tramite l’auricolare, che il fallo del difensore umbro è netto tanto da indurlo a decretare il penalty a favore dei padroni di casa. Sul dischetto va capitan Bonazzoli (una sola rete in questo campionato proprio in occasione dell’ultima vittoria amaranto contro la Nocerina) che, di destro, batte Donnarumma nonostante lo stesso avesse intuito. E’, in verità, una Reggina piacevole così come piacevole è la partita tra le due squadre che si affrontano apertamente. Il Gubbio, nonostante sia in serie positiva, pare nulla possa al cospetto di una Reggina che, evidentemente, ha fame di vittoria. Al 36° la Reggina crea un’altra occasione con Barillà a farsi mezzo campo salvo poi calciare alto sulla porta ospite e, per questo, subire il rimprovero di Ragusa solo sulla destra. La partita, adesso, scende di ritmo con il Gubbio che allenta la pressione e la Reggina che gestisce la gara. Il primo tempo, senza recupero, finisce con la Reggina saldamente in doppio vantaggio. Secondo tempo. Al 49° ci prova il Gubbio. Palla qualche metro fuori dall’area con Almici a battere a rete e Zandrino a respingere a mano aperta. Il Gubbio, adesso è sensibilmente più presente nella metà campo amaranto. La squadra del 73enne Simoni (passato dalla scrivania alla panchina dopo l’esonero di Pecchia), si dimostra vivace e determinata con la Reggina chiusa al di qua della linea mediana. Al 12° i padroni di casa costruiscono un’occasione da rete. Cross di N. Viola dalla trequarti sulla sinistra e Bonazzoli che, in tuffo, non ci arriva di testa per un soffio. Al 13° ancora Reggina, ancora Bonazzoli. Il suo tiro, ricevuta palla da Ragusa direttamente su fallo laterale, è deviato in corner. Sugli sviluppi del quale la Reggina triplica. Cross al centro dell’area all’altezza del limite dell’area piccola su cui interviene Freddi che deposita in rete. Il gol, il primo in amaranto per Freddi, è evidentemente viziato da un fallo di Angella su Donnarumma che, così, è impossibilitato ad intervenire. Vibranti e giustificate le proteste del portiere ospite che, comunque, non sortiscono alcun effetto se non l’ammonizione ricevuta da Mariani. Al 60° Simoni effettua il primo cambio: esce Sandreani ed entra Boisfer. Al 62° il Gubbio accorcia le distanze. Calcio di punizione sul versante destro qualche metro fuori dell’area di rigore. Calcia Mario Rui di sinistro con una parabola che supera la barriera e s’infila nell’angolino basso alla sinistra di uno Zandrini che, seppur proteso in tuffo, non ci arriva. Bel gol, nulla da ridire. Il Gubbio è, ora, rinvigorito dalla rete che riapre la partita solo un paio di minuti prima “chiusa” dalla rete irregolare di Freddi. Al 68° anche Gregucci cambia: esce l’autore del primo gol ed entra Colombo che va a sistemarsi sull’esterno destro mentre, di conseguenza, Ragusa va a fare coppia d’attacco con Bonazzoli. Al 70° altro cambio tra gli ospiti: esce Almici ed entra Gerbo. Al 73° la Reggina ha il suo match point. Fallo su Bonazzoli, punizione calciata velocemente per Colombo che mette al centro rasoterra. Sul pallone arriva Ragusa che, tutto solo, quando già ci si era alzati per esultare, di piatto sinistro manda incredibilmente sul fondo mancando i 7 metri e passa di porta da non più di un paio di metri dalla linea. Pazzesco! Doppio cambio al 73°: nel Gubbio esce Mario Rui ed entra l’ “eroe” di “Scommettopoli” Farina e nella Reggina esce Barillà ed entra De Rose. La squadra di Simoni ha carattere e si vede. Non molla la presa ed, ora, è lei a gestire maggiormente il possesso palla. All’80° la squadra ospite va vicinissima al 2-3 con Gerbo che dapprima si vede respingere di piede da Zandrini e, sulla ribattuta, manda sul fondo da buona posizione. All’82° altra palla gol clamorosa per la Reggina. E’ ancora Ragusa ad involarsi verso la porta avversaria. Entrato in area dribbla il diretto avversario, si porta la palla sul sinistro e calcia in porta. Ne esce un tiro lento e per nulla pericoloso parato in due tempi da Donnarumma. All84° ultimo cambio in casa amaranto: esce lo sprecone Ragusa ed entra Ceravolo. La Reggina si avvia alla vittoria casalinga due mesi e mezzo dopo il 2-1 rifilato alla Nocerina ed interrompendo, così, la striscia di 9 gare senza i 3 punti. All’87° ancora un pericolo per gli amaranto. E’ Bazzoffia che si accentra e con il destro prova la conclusione respinta, però, da un difensore amaranto. La Reggina è nella propria metà campo, il Gubbio ci prova ancora con generosità encomiabile. La Reggina, così, bissa il risultato dell’andata (in terra umbra, allora con la squadra guidata da Pecchia, gli amaranto vinsero dopo essere passati in svantaggio grazie a Mendicino, pareggiando con Campagnacci e poi risolvendo la pratica con la doppietta di Ceravolo) e si porta a quota 36 (-14, circa, alla salvezza secondo i ridimensionati piani societari). Al 94° ci prova dalla lunga distanza De Rose ma il suo tiro è centrale e Donnarumma para senza difficoltà. Dopo 4 minuti di recupero, Mariani emette il triplice fischio finale ed è una liberazione per Gregucci ed i suoi. La Reggina vince, ma convince in parte. L’importante, però, era tornare alla vittoria e così è stato. Tocca a Gregucci, adesso, lavorare con gli uomini a sua disposizione affinché la quota salvezza sia raggiunta il più presto possibile. Una volta raggiunta, poi, si vedrà. Ad maiora! P.S.: nella telenovela "obiettivo stagionale" registriamo un'altra puntata. Fino ai 4 ceffoni ricevuti dal Padova il presidente Foti proclamava il suo voler "migliorare il risultato dell'anno scorso" (quindi, quantomeno, finale playoff) mentre il direttore sportivo Giacchetta esortava a raggiungere la quota salvezza fissata in 50/52 punti; dal fischio finale della stessa disastrosa gara Foti annunciava l'obiettivo salvezza e Giacchetta sosteneva di crederci ancora (ad un risultato migliore dello scorso anno); dopo il pareggio di Grosseto il vicepresidente Remo diceva che "l'obiettivo playoff si può raggiungere" e, infine, dopo la vittoria contro il Gubbio Foti dichiarava, "forte e chiaro", la sua ambizione ad arrivare sesto! Mah!

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Author: Maurizio Gangemi