Serie Bwin, XXIII^ giornata: Reggina Siena 0-0

Reggina-Siena: 0-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza (dal 56° Burzigotti) ed Acerbi; Laverone, Missoroli (c), Castiglia (dal 76° Viola), Rizzo e Barillà; Campagnacci (dal 71° Adiyiah) e Bonazzoli. In panchina: Kovacsik, Rizzato, Colombo e Tedesco. All.: Atzori. Siena (4-2-4): Coppola; Vitiello (dall’80° Ficagna), Rossettini (c), Terzi e Del Grosso; Sestu e Bolzoni; Carobbio, Troianello (dal 65° Reginaldo), Brienza e Mastronunzio (dal 62° Calaiò). In panchina: Farelli, Brandao, Marrone e Kamata. All.: Conte. Arbitro: Calvarese di Teramo. Assistenti: Rubino di Salerno e Meli di Parma. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Ammoniti: Rossettini al 41°, Barillà all’87°, Del Grosso al 91° e Reginaldo al 93°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 4 Reggina e 3 Siena. Abbonati: 3565. Quota abbonati: € 22.377. Non forniti i dati sugli spettatori paganti ed il relativo incasso

Note. E’ la gara degli ex. Ben 4 tra le fila del Siena (così come ampiamente annunciato nel pezzo di anteprima, n.d.r.): il portiere Coppola, i centrocampisti Sestu e Carobbio, ma, soprattutto, Franco Brienza. Non sappiamo l’accoglienza che i pochi tifosi gli riserveranno (vedremo poi un misto tra mal celata indifferenza e, ad ogni suo tocco di palla, “buuu” di scherno forse dovuti alla consapevolezza della forza della punta ischi tana, n.d.r.), ma, di certo, senza alcun tema di smentite, Brienza è stato l’ultimo (in ordine cronologico) giocatore veramente di eccellente livello e dotato di un tasso tecnico superiore alla media che abbiamo avuto il piacere di vedere a Reggio indossare con la maglia amaranto. Poi, si sa, a volte le annate sono caratterizzate dalla fortuna e, quando questa manca, rischia di falsare i veri valori dei vari giocatori. Brienza, che, lo ricordiamo, ha iniziato la stagione andando in ritiro con la Reggina a Saint Christophe prima della cessione alla società toscana, è stato sì l’autore di prestazioni opache, sì corresponsabile della retrocessione dalla massima serie al termine della stagione 2008-2009, ma anche assoluto protagonista della salvezza precedente e di giocate straordinarie che, per i tifosi amaranto, sarà impossibile dimenticare. In sostanza, se ci chiedessero 1000 volte se vorremmo Brienza ancora a Reggio, 1001 volte risponderemmo si! In curva nord, finalmente nel settore ospiti, poco più di una decina di tifosi toscani (sono i possessori della famigerata “tessera del tifoso”), mentre, ancora una volta all’estrema sinistra della tribuna est, ce ne sono altri 4/5 (questi sono quelli che se ne fregano di Maroni e, comunque, accedono allo stadio negli altri settori). Prima della gara, minuto di silenzio per l’ennesimo nostro militare ucciso in Afghanistan, Luca Sanna. Cronaca e commento. Primo tempo. Primi minuti di gara a ritmi lentissimi. La Reggina è la prima squadra delle due a subire l’iniziativa altrui. Il Siena, forte del primo posto in graduatoria (seppur in condominio con Novara ed Atalanta), mostra subito la propria forza giocando con estrema tranquillità grazie ai suoi tanti piedi buoni. All’8° la Reggina si fa viva dalle parti dell’area senese. Bonazzoli recupera palla e serve al limite dell’area Campagnacci che perde tempo impacciato con il pallone tra i piedi tanto da poi ritrovarsi vicino alla bandierina del corner guadagnando, infine, il primo angolo della gara. Sugli sviluppi dello stesso, Coppola respinge di pugno fuori area, conquista palla Rizzo che tira ma il pallone termina sul fondo. Al 10° ancora Campagnacci protagonista. Palla sul vertice sinistro dell’area, l’attaccante amaranto cerca il tiro “a giro” ma la palla termina altissima tra i mugugni di disapprovazione dei tifosi amaranto. Al 14° acuto amaranto. Campagnacci per Barillà sulla sinistra, cross teso da parte di quest’ultimo e Coppola è costretto a respingere in corner per evitare problemi. Al 18° è pericolosissimo il Siena. Calcio di punizione di Sestu da sinistra, palla in area dove Terzi, lasciato indisturbato, manca l’appuntamento con il pallone e, verosimilmente, con il vantaggio per un soffio. Al 27° il Siena va vicinissimo al vantaggio. Crossa da sinistra di Del Grosso e colpo di testa a colpo sicuro di Terzi. Il pallone, però, sbatte sulla faccia anteriore del palo e ritorna in campo poi allontanato da un difensore amaranto. Il Siena, in effetti, dimostra che il primo posto in classifica non è né un caso né un errore. Palleggia e comanda il gioco con una facilità disarmante. Quando decide di affondare, lo fa senza problemi e solo la tenacia di Acerbi, Cosenza o Adejo riescono ad arginare il quartetto avanzato senese. Al 30° quella che può diventare un vera e propria tegola per la squadra di Atzori: Cosenza, nel tentativo (riuscito) di respingere un crossa da sinistra, cade malamente e si lussa il gomito o la spalla destra (difficile da capire dall’alto della tribuna stampa, n.d.r). Il medico sociale Pasquale Favasuli, comunque, gli riduce la lussazione tra le evidenti smorfie di dolore del centrale difensivo amaranto. Quand’è pronto ad entrare Burzigotti, Cosenza fa cenno al suo allenatore che vuole rientrare e così accade. Non sappiamo quanto e come ce la farà visto che gioca con il braccio raccolto al corpo (limitandone i movimenti, soprattutto quelli aerei), ma comunque. Al 42° segnaliamo la caparbietà e la tenacia di Bonazzoli che, lanciato lunghissimo da Missiroli, va comunque sul pallone sino ad indurre Rossettini (ammonito poco prima) a mettere in corner. Il primo tempo finisce qui con due squadre che non si sono fatte male, ma con il Siena che sembra poterne fare come e quando vuole. Secondo tempo. La ripresa si apre con un paio di buone occasioni per la squadra di casa. Dapprima un lancio in verticale attraversa l’area senese senza che nessun amaranto riesca a toccarla finendo, poi, tra le braccia di Coppola. Poi un crosso basso e teso di Laverone ancora una volta non trova nessuno pronto a dar veramente fastidio alla squadra di Conte. Dal canto suo, il Siena, replica approfittando di un errore difensivo ma senza concludere per la tempestiva uscita di Puggioni sui piedi di Brienza. La gara sembra alzare i suoi ritmi con la Reggina, diciamo così, più presente sul campo. D’altro canto, è apparso evidente sin da subito che il primo obiettivo di Atzori è non perdere e la presenza in campo del più difensivista Barillà rispetto al più offensivo Rizzato testimonia tutta questa intenzione. Forse non è sbagliata questa scelta considerata la caratura dell’avversario, ma farla a priori ci sembra sempre e comunque sbagliato oltre che altamente limitante. Al 56° Cosenza non ce la fa più e, dopo l’ennesimo contrasto, lascia il campo a Burzigotti. Al 62° Conte prova a dare maggiore vigoria al suo attacco oggi spento: entra Calaiò ed esce Mastronunzio. Il cambio avviene un istante prima che la Reggina benefici di un calcio di punizione centrale ma molto distante dalla porta. A calciare è il nuovo entrato Burzigotti, ma il suo tiro è debole e centrale e Coppola blocca senza alcun problema. Al 65° altra mossa offensiva del tecnico ospite: fuori Troianiello e dentro Reginaldo. La Reggina, dal canto suo, appare oltremodo imprecisa e gli errori in fase di costruzione di ogni azione offensiva sono moltissimi ed anche, per certi versi, grotteschi. Campagnacci su tutti, ma anche Castiglia sembrano proprio non azzeccarne uno (dicasi una!). Dov’è finita la Reggina che ha incantato molti e fatto sognare ed illudere molti altri ancora non è dato sapere. Quando, nel periodo “magico” dalla quinta alla quindicesima giornata, molti facevano voli con la fantasia (rivelatisi poi pindarici), noi sostenevamo che ancora nulla era stato fatto e che il cammino sarebbe stato lungo e difficile. A quei tempi ci davano dei pazzi, oggi qualcuno, tornando sui suoi passi, abbozza cenni di consenso. Al 71° Atzori compie il primo cambio voluto e non forzato: esce ancora una volta un impalpabile Campagnacci ed entra Adiyiah a cercare di dare una mano concreta a Bonazzoli. Al 74° occasione d’oro per il Siena in un comodo pacco regalo confezionato dalla Reggina. Burzigotti va a farfalle e lascia palla al nuovo entrato Calaiò, palla al centro verso il solissimo Brienza  ma è bravissimo Adejo ad allungare la gamba sinistra e ad arpionare il pallone un istante prima che l’ex faccia male davvero. Un minuto dopo, Atzori effettua il suo terzo ed ultimo cambio: esce un inconcludente Castiglia ed entra Viola. Il Siena forza la mano ed osa, ma stavolta è Burzigotti ad anticipare in maniera determinante ancora una volta Brienza. La gara scivola via quasi stancamente alimentata, di tanto in tanto, da guizzi dell’una o dell’altra squadra. Ma è davvero poca cosa, onestamente. La Reggina appare piccola ed il Siena, seppur grande, incapace comunque di far sua la gara. All’88° ci prova Reginaldo ad impensierire Puggioni con un tiro debole dal lato destro dell’area parato dal numero 1 amaranto senza patema alcuno. Stessi protagonisti, ma grazie ad un colpo di testa, un minuto e stessa conclusione dell’azione. 4 i minuti di recupero assegnati da Calvarese durante i quali il cliché della gara non cambia né può cambiare. La gara si chiude con il terzo 0-0 consecutivo (due dei tre casalinghi) e l’ennesimo nulla di fatto. Come abbiamo più volte detto, Foti deve decidere che Reggina vuole tra le due possibili alternative: la prima è quella di ambire a qualcosa d’importante e, quindi, deve metter mano al portafogli e portare a Reggio giocatori di qualità; la seconda, invece, è quella di continuare questo campionato nell’anonimato, seppur dignitoso, e, di conseguenza, null’altro fare. A lui la scelta, a noi le considerazioni.

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Author: Maurizio Gangemi