Serie Bwin, XXI^ giornata: Reggina Sassuolo 0-0

Reggina-Sassuolo 0-0. Reggina (4-3-3): Puggioni; Laverone, Cosenza, Acerbi e Rizzato; Rizzo, Tedesco e Barillà (dal 46° Campagnacci); Adiyiah (dall’82° Danti), Bonazzoli e Missiroli (c). In panchina: Kovacsik, Adejo, Burzigotti, Viola e Castiglia. All.: Atzori. Sassuolo (4-3-3): Bressan; Consolini, Rossini, Bianco e Donazzan; De Falco, Magnanelli (c) e Troiano; Quadrini (dal 72° Fusani), Bruno (dal 56° Martinetti) e Catellani (dal 68° Polenghi). In panchina: Pomini, Piccioni, Riccio e Masucci. All.: Gregucci. Arbitro: Giancola di Vasto. Assistenti: Cini e Fortarezza. Quarto uomo: Zivelli. Ammoniti: De Falco al 3°, Quadrini al 52°, Laverone all’85° e Troiano al 93°. Espulsi: Bianco al 65° e Martinetti all’87°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 8 Reggina e 3 Sassuolo. Spettatori paganti: 791. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 10.750. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4456. Incasso totale: € 33.127.

Note. Atzori vara il 4-3-3 abbandonando, per il momento, quel 3-5-2 che ha caratterizzato quasi tutto il girone d’andata che, appunto, si chiude oggi (lunedì prossimo, infatti, nel posticipo della XXII^ giornata, va in scena a Crotone la prima di ritorno per gli amaranto). Sono presenti, al solito in tribuna est beffando Maroni e la sua “tessera del tifoso”, una dozzina di tranquilli tifosi emiliani. Minuto di raccoglimento prima della gara per onorare la memoria dell’ultimo nostro militare ucciso in Afghanista e, contemporaneamente, la scomparsa dell’ex tecnico della nazionale italiana campione del mondo nell’82 Enzo Bearzot. Durante la gara, più volte ed in più modi, la curva saluta ed incita il loro vecchio capitano Simone Giacchetta che, a Milano, “gioca” una partita ben più importante di quella a cui assistiamo. Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia bene per gli amaranto, che appaiono concentrati e determinati a conquistare i primi 3 punti del 2011 anche se, a dire il vero, i primi minuti vengono giocati a ritmi lentissimi da entrambe le formazioni (legittimamente dagli ospiti, meno dai padroni di casa). Al 12° lancio in verticale per Adiyiah che controlla, ma con il braccio e l’arbitro, giustamente, ferma il gioco. La prima conclusione a rete è degli ospiti. Al 15° Bruno riceve palla spalle alla porta, si gira e di sinistro indirizza a rete ma lentamente e Puggioni blocca senza alcun problema. Dopo un inizio lento, il Sassuolo comincia a prendere le misure ed a farsi avanti mettendo in pratica le dichiarazioni del suo tecnico Gregucci che, a suo dire, è venuto a Reggio per vincere. Al 21° è ancora Sassuolo, ancora con Bruno. Il centravanti nero verde riceve defilato a destra e tenta la battuta, la palla termina sul fondo. Risponde la Reggina (finalmente!) un minuto dopo. E’ il capitano Missiroli che prova il “gollazzo” con un tiro al volo da fuori area che termina alto sulla traversa e del quale si apprezza solo la coordinazione del giocatore e l’impatto con il pallone del suo destro e non certo la mira. Emblematica la sistemazione degli amaranto sul primo corner a favore degli ospiti: tutti ed 11 i reggini sono nella propria area di rigore ed il più avanzato è Adiyiah che stazione proprio sulla linea limite dell’area stessa. La Reggina stenta, il Sassuolo osa, la Reggina lo teme. Al 28° prima azione degna di nota degli amaranto. Scambio Tedesco Adiyiah e palla a Missiroli che subisce fallo un paio di metri dal limite. Calcio di punizione di Acerbi dopo un lento tocco di Tedesco e pallone ribattuto dalla barriera. Al 30° azione simile questa volta, però, a subire fallo è Bonazzoli. Sulla palla ancora Tedesco ed Acerbi, ancora Tedesco tocca per il mancino difensore amaranto ed ancora tiro respinto dalla barriera. Nulla di fatto! Al 32° occasione d’oro per gli amaranto. Adiyiah riceve palla defilato sulla sinistra ed in prossimità della linea di fondo da cui non può fare altro che crossare al centro. Aspetta Bonazzoli e mette il pallone dove, però, il capocannoniere amaranto (al rientro dopo un lungo infortunio) non arriva per un nonnulla mancando l’appuntamento con il tocco probabilmente decisivo. Al 36° si rifà vivo il Sassuolo con Troiano che, al termine di un triangolo con Consolini, arriva al tiro da fuori area mancando, per fortuna, lo specchio della porta dove c’era, però, Puggioni piazzato bene. Al 38° ancora Sassuolo. Catellani conquista palla ed avanza. A 4/5 metri dal limite dell’area lascia partire il destro che Puggioni blocca in volo plastico distendendosi alla sua destra. La squadra di Gregucci è padrona del campo e la Reggina sembra saper solo assistere salvo, poi, vivere di ripartenze senza, però, aver mai tirato in porta. Al 40° ottimo spunto di Rizzato che, superato un avversario, entra in area sulla linea di fondo da sinistra. Palla al centro e deviazione in corner da parte di un difensore. Fanno discutere alcuni sbandieramenti del guardalinee che agisce sotto la tribuna est, Fortarezza, le cui decisioni sono spesse volte contestate dal pubblico di quel settore (e non solo) perché sembrate inappropriate. Al 44° il Sassuolo ci riprova. Troiano riceve in area direttamente da corner e gira a rete mancando, però, lo specchio della porta. Non c’è nulla da fare, questa Reggina non è più la Reggina delle prime 14 giornate. Difficile dire quale sia quella “vera” tra le due. Forse sono “vere” entrambe e, cioè, la realtà è che qualcosa non va com’è andato in passato. Il primo tempo finisce senza il benché minimo recupero e le due squadre vanno al riposo ad ascoltare le parole dei rispettivi mister che dovranno riuscire a catechizzarli a seconda degli obiettivi da voler perseguire. Secondo tempo. La ripresa ha inizio con il primo cambio della gara: Atzori manda in campo Campagnacci (nella foto) e toglie dalla mischia Barillà. Missiroli, quindi, prende posizione nella linea mediana a sinistra al posto del reggino uscito e Campagnacci sostituisce il capitano nel trio d’attacco con Adiyiah e Bonazzoli. La Reggina parte bene, come nei primi minuti di gara, e si rende pericolosa con un cross di Missiroli smanacciato in angolo dal portiere Bressan di cui si apprezza la presenza in campo (non per colpa sua, ma per demerito dei reggini) al 47° di gioco. Al 54° ci prova il Sassuolo con una conclusione da fuori area di Troiano che termina molto distante dai pali della porta difesa da Puggioni. Primo cambio anche per Gregucci: esce Bruno ed entra Martinetti. Nulla cambia sul piano tattico, ma è un chiaro segnale che l’intenzione di vincere a Reggio non lo è solo a chiacchiere. Al 58° Reggina pericolosa in area. Buona intuizione di Tedesco che, su punizione, lancia Rizzato sulla fascia sinistra. L’esterno entra in area ed appoggia al centro, ma in una zona dell’area dove, colpevolmente, non c’era nessuno degli amaranto. Al 60° ancora la Reggina pericolosa. Rizzato riceve a sinistra e crossa bene al centro dove, però, Bonazzoli non arriva e Bressan anticipa di un attimo il sopraggiunto Campagnacci. Niente da fare, si vivacchia grazie a sprazzi di buon gioco ma senza che nessuno provi concretamente la via della rete e lasciando, quindi, tutto al caso o, meglio, ad un episodio fortunato. Al 65° quello che potrebbe rivelarsi un episodio chiave. Bianco, in scivolata, va al contrasto con Rizzo (nella foto) alzando troppo la gamba ed entrando con il cosiddetto “piede a martello” (capace di far molto male). L’arbitro non ha dubbi ed estrae immediatamente il rosso diretto verso il giocatore di Gregucci che, in prossimità del fallo, contesta vibratamente la decisione arbitrale. Il Sassuolo resta in 10 per i restanti 25 minuti di gara e Gregucci, un paio di minuti dopo, effettua il secondo cambio togliendo Catellani e facendo entrare Polenghi. E’ chiaro che, in inferiorità numerica, i propositi bellicosi di Gregucci e della sua squadra, probabilmente, lasciano spazio al più moderato intento di uscire dal “Granillo” indenne piuttosto che vittorioso. La Reggina preme e costringe il Sassuolo ad indietreggiare. Questo è il momento di spingere sfruttando al meglio la superiorità numerica. Gregucci cambia ancora: esce Quadrini ed entra Fusani. La Reggina ci prova a far qualcosa di buono, ma è troppo timida ed impacciata (oltre che macchinosa) per impensierire il Sassuolo ed il risultato “ad occhiali” sembra sempre più giustamente vicino. All’84° flash in attacco per gli amaranto. Crossa da destra di Laverone per Bonazzoli anticipato di un soffio da un difensore in angolo. Nulla da fare, la Reggina non è più LA Reggina e se Foti vuole davvero ambire a qualcosa di più di un onesto campionato, ma anonimo, allora sa cosa deve fare. Ha tempo fino al 31 di questo mese per aggiungere alla “rosa” quei tasselli necessari ad Atzori per tentare il salto di qualità (non di categoria, di qualità). Solo così, questa Reggina, che sia ben chiaro non è scarsa ma nemmeno chissà cosa, potrà cercare qualcosa di più. Nel frattempo il Sassuolo rimane addirittura in 9: Martinetti, infatti, entra male e pericolosamente su Acerbi ed anche in questo caso Giancola non ha dubbi estraendo il rosso diretto. Arrembaggio finale degli uomini di Atzori che, poco prima, aveva tolto Adiyiah e fatto entrare Danti. La Reggina prova a vincere questa gara in 11 contro 9, ma è poca cosa e, quindi,  non riesce a cavare un ragno dal buco raccogliendo i fischi del pubblico presente. Inutili, infatti, risultano essere tutti i tentativi della squadra di Foti protesa alla ricerca dei 3 punti. Si gioca in metà campo, è vero, ma Bressan è praticamente inoperoso se non fosse per qualche cross proveniente dagli esterni. Generosa la Reggina, ma per nulla determinata. La partita finisce così, con il risultato di parità giusto al termine di una gara di certo non esaltante. Atzori, come diciamo sempre, ha ancora molto da lavorare con la speranza che Foti, a breve, gli dia “in mano” uomini capaci di coadiuvarlo nel gravoso compito di portare quei risultati che, da qualche giornata a questa parte, sembrano diventati un’utopia. Buon lavoro ad Atzori e buoni acquisti a Foti in questo periodo di saldi e liquidazioni a lui assai gradito (in fase di acquisti e non di vendite, ovviamente). P.S.: in sala stampa, assente Atzori diretto a Catania per prendere il volo per Bologna per poi arrivare a casa a Ravenna, è Ciccio Cozza a dire "Dobbiamo lavorare e dobbiamo migliorare. Questo è un gruppo che può far bene e per gli eventuali arrivi dovete parlare con Foti e non con me"!

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Author: Maurizio Gangemi