Reggina-Grosseto: 1-0. Reggina (3-4-3): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone, Rizzo, Castiglia (dal 68° Viola) e Rizzato (c); Sy (dal 72° Danti), Campagnacci (dal 79° Colombo) ed Adiyiah. In panchina: Kovacsik, Barillà, Giosa e Louzada. All.: Atzori. Grosseto (4-4-2): Narciso; Freddi (c), Iorio, Federici e Mora; Alfageme, Allegretti, Asante (dall’82° Papini) e Caridi; Alessandro e Greco (dal 63° Guidone). In panchina: Mangiapelo, Bruscagnin, Melucci, Bondi e Soncin. All.: Moriero. Arbitro: Cervellera di Taranto. Assistenti: Tasso di La Spezia e Crispo di Genova. Quarto uomo: Adduci di Paola. Marcatore: Adyiyah al 48°. Ammoniti: Castiglia al 42°, Adiyiah al 48° e Danti all’81°. Recupero: 1’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 9 Reggina e 1 Grosseto. Spettatori paganti: 535. Abbonati: 3565. Incasso al botteghino: € 6.053. Quota abbonati: € 22.377. Spettatori totali: 4100. Incasso totale: € 34.483.
Cronaca e commento. Primo tempo. La Reggina ha voglia di tornare alla vittoria dopo le tre sconfitte consecutive rimediate con Novara, Varese ed Albinoleffe, e l’atteggiamento tattico che Atzori oggi propone è sintomatico proprio di questa chiara volontà. L’odierno 3-4-3, al posto del più collaudato ed usato 3-5-2, con l’attacco formato da Sy, Campagnacci ed Adiyiah a scapito di un centrocampista in più, confermano che gli amaranto contro il Grosseto (seguito in terra reggina da sei tifosi nel settore ospiti ed da un’altra trentina in tribuna est, n.d.r.) vogliono l’intera posta in palio. Fuori l’autocelebratosi Viola (maledetto fu il goal direttamente su corner nella gara contro il Modena) e Colombo (scelta tecnica) rispetto alla gara persa mercoledì contro l’Albinoleffe; non disponibile Tedesco espulso nel dopo-partita del recupero e, quindi, squalificato; assente ancora Bonazzoli per infortunio a cui si aggiunge per lo stesso motivo anche Missiroli; trovano spazio dal primo minuto Castiglia, Laverone ed Adiyiah. Si inizia a ritmi lenti, ma con la Reggina costantemente in attacco. La prima conclusione arriva al 3° con Campagnacci che, da fuori area, prova il destro “a giro” mirando al palo più lontano ma la palla termina sul fondo di poco. Il gioco appare confuso anche se il timone delle manovre ce l’ha costantemente la Reggina con il Grosseto che, in questi minuti iniziali, tenta timidamente qualche ripartenza. Al 15° interessante azione amaranto. Sy conquista palla sulla trequarti avversaria e chiama Laverone al cross dalla destra. La palla, però, termina la sua corsa tra le braccia di Narciso proteso in tuffo. Al 19° ancora Reggina. Adiyiah riceve palla da un compagno, apertura a destra verso Sy che rimette al centro al limite dell’area dove arriva Campagnacci il cui tiro di prima intenzione è respinto da un difensore. Al 23° clamorosa palla goal per la Reggina. Rizzato resiste alla carica di un difensore, entra in area e mette al centro, Sy, libero all’altezza dell’area piccola, si coordina e, di sinistro, manda incredibilmente alto sulla traversa da posizione invidiabile. Al 26° ci riprova ancora la Reggina con Rizzo che tenta la botta da fuori area. Narciso si distende alla sua destra e devia in corner. Per tutti ma non per l’arbitro Cervellera che lascia correre per poi far riprendere il gioco con un rinvio dal fondo. Al 28° ancora Reggina vicina al vantaggio. Cross di Rizzato da sinistra, palla al centro per Campagnacci che, di testa, ancora una volta da ottima posizione, angola troppo e manda sul fondo graziando Narciso ed il Grosseto. Quanto sembra lontana la Reggina vista ed ammirata fino a 5 giornate addietro! Al 28° la Reggina grida al rigore per un presunto fallo su Campagnacci su cui la terna arbitrale, diremmo molto distratta e fors’anche non all’altezza (per quanto già successo), preferisce non intervenire. Come se non bastasse, alla “latitanza” ed all’anonimato cui facevamo accenno fa da contraltare un po’ di protagonismo di tale Cervellera che, parafrasando il cognome, appare cervellotico in alcune decisioni (anche quella di non decidere è una decisione). Al 30° il Grosseto si avvicina alla porta amaranto ed è l’attento Puggioni ad essere costretto ad uscire dalla propria area respingendo di testa. Al 33° il reggino (di Mosorrofa) Tano Caridi si procura un calcio di punizione dal limite complice un fallo di Cosenza e sanzionato (questa volta attentamente) dall’arbitro. Calcia lo stesso Caridi ed il pallone s’infrange sulla barriera con lo stesso Caridi che protesta per un fantomatico fallo di mano di uno dei componenti della barriera stessa. L’arbitro, “scarso” di suo, opta per il nulla di fatto e, quantomeno, usa lo stesso metro di giudizio per entrambe le squadre (il che non lo giustifica comunque). Al 38° ancora Reggina. Ennesimo cross di Laverone per Adiyiah che colpisce di testa ma un difensore devia in corner la palla diretta in porta. Sul successivo calcio d’angolo l’ennesima dimostrazione di come la Reggina non ci sia. Non si capiscono Rizzo e Laverone e regalano la palla agli avversari. Non è la prima volta che gli amaranto si rendono protagonisti di così tanti svarioni denotando pressapochismo e, comunque, su tutto il resto, la completa “assenza” dal terreno di gioco. Roba che un mese fa non avremmo visto nemmeno nei nostri incubi. Un paio di minuti dopo, più o meno la stessa cosa con Campagnacci che crossa al centro dalla linea di fondo a sinistra verso “nessuno” giacché sia Sy che Adiyiah erano finiti uno accanto all’altro sul primo palo e nessuno c’era al centro a raccogliere il cross. Al 46°, durante il primo ed unico minuto di recupero, è il Grosseto ad andare vicino al vantaggio. Cosenza si distrae lascia Alfageme, la palla sbatte sulla spalla del centrale amaranto e finisce sui piedi di Caridi che, di prima intenzione, serve proprio Alfageme liberissimo a destra. Tiro al volo di quest’ultimo e palo pieno alla sinistra di Puggioni ampiamente battuto. Buon per Atzori ed i suoi che la dea bendata si sia messa in mezzo. Il primo tempo finisce qui con ancora una brutta Reggina. Secondo tempo. Il secondo tempo, di fatto, inizia con il goal del vantaggio amaranto. E’ il 48° e Rizzato crossa da sinistra, palla a Campagnacci che rimette al centro dove, sulla linea di porta, c’è Adiyiah (nella foto) su cui la palla sbatte e, solo dopo aver colpito la parte bassa della traversa, finalmente entra in rete. Rocambolesco il goal reggino, ma, in tempi di magra come questi, va bene così! La gara si ravviva un po’ ed il poco pubblico presente (come dargli torto dopo 3 sconfitte consecutive e con 12° di temperatura!) prova a scaldarsi le mani con qualche timido applauso soprattutto per Acerbi che difende ed esce palla al piede dalla difesa in maniera elegante. Fa da contraltare, purtroppo, l’ennesima pessima prova di Sy che perde palloni su palloni e spesso si ritrova a cincischiare con il pallone senza saper cosa farne quando ce l’ha tra i piedi. Moriero prova a riaddrizzare il risultato inserendo Guidone al posto di Greco. Al 66° la Reggina, sugli sviluppi del settimo corner, la Reggina con Sy, di testa, colpisce il palo esterno. Atzori effettua il primo cambio: entra Viola ed esce Castiglia. Con il passare del tempo, il Grosseto alza il proprio baricentro e si avvicina sempre più all’area amaranto ed il tecnico amaranto corre ai ripari: esce l’evanescente Sy ed entra Danti (al suo esordio stagionale in campionato). La gara scorre sui binari di una sorta di equilibri: la Reggina che si difende provando a ripartire di tanto in tanto senza profitto ed il Grosseto, dal canto suo, prova ad offendere creando gran confusione ma egualmente senza profitto alcuno. In sostanza, la gara poteva essere (come di fatto è stata) decisa solo da un episodio o, per meglio dire, da una coincidenza fortuita e, per certi versi, rocambolesca così com’è stato in occasione del goal di Adiyiah. All’80° azione confusa in area toscana con Laverone, prima, e Danti, poi, che cadono forse toccati dai difensori grossetani. Per Cervellera nessuno dei due contatti è meritevole di essere sanzionato con il penalty ed, anzi, ammonisce Danti per simulazione. All’86° occasione per la Reggina. Sul cross da corner di Viola, arriva all’appuntamento con il pallone Colombo che indirizza bene sul palo lontano. Narciso, però, è pronto e blocca senza particolari patemi. La gara continua, Grosseto in avanti all’arrembaggio ma senza mai calciare in porta e Reggina strenuamente sulla difensiva a proteggere il prezioso vantaggio. Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma non si può certo dire che sia stata una buona Reggina. E’ anni luce da quella ammirata fino a qualche giornata addietro ed Atzori dovrà lavorare ancora molto per tirare il meglio da questi giocatori. Meglio che, sembrerebbe, essere andato smarrito lungo il tragitto. Nel mentre tiriamo le somme, il Grosseto va vicinissimo al pareggio. Lancio lungo del portiere Narciso al centro dell’area dove un giocatore toscano spizzica la palla di testa e manda il pallone ad un soffio dal palo alla sinistra di Puggioni. Che paura! Tutto è bene quel che finisce bene. Adesso bisogna ritrovare il “tesoro” perduto e ricominciare a produrre bel gioco e risultati (ma ci accontentiamo dei risultati!).