
Livorno – Reggina: 0-2. Livorno (4-1-4-1): Mazzoni; Perticone, Bernardini, Miglionico (dal 76° Rampi), Lambrughi, Genevier; Piccolo, Luci (c), Belinghieri (dal 51° Dell’Agnello), Schiattarella (dal 61° Barone); Paulinho. In panchina: Bardi, Salviato, Pilkor, Bigazzi. All.: Novellino. Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Adejo, Emerson, A. Marino; D’Alessandro, N. Viola (dal 78° De Rose), Rizzo, Rizzato; Missiroli (c); Barillà (dall’84° Castiglia), Ceravolo (dal 68° Ragusa). In panchina: Kovacsik, Cosenza, De Rose, Colombo, A. Viola. All.: Breda. Arbitro: Massa di Imperia. Assistenti: Iori e Paiusco. Quarto uomo: Marini. Marcatori: Ceravolo al 48° e Ragusa al 79° (nelle foto, fonte regginacalcio.com). Ammoniti: D’Alessandro al 32°, Genevier al 34°, Barillà al 56° e Rizzato al 93°. Corner: 4 Livorno e 4 Reggina. Recupero: 1’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Note. Senza Campagnacci e Bonazzoli (acciaccati), la logica imporrebbe a Breda di schierare l’inedita coppia offensiva Ragusa-Ceravolo. Invece, dal cilindro esce fuori un qualcosa di apparentemente (e fors’anche praticamente) improponibile: fuori Ragusa (doppietta domenica scorsa contro il Bari) e dentro Barillà (non certo uno dai piedi buoni). Appare chiaro, quindi, l’intento del tecnico amaranto di uscire indenne dall’”A. Picchi” difendendosi con più uomini che al solito atteso che il reggino Barillà è un intenditore e non certo altro. Oppure, come appare assai più verosimile, Barillà andrà a fare in quinto di centrocampo (nel 3-5-2 abbandonando, quindi, il 3-4-1-2) e Missiroli agirà da seconda punta accanto a Cervaolo. Stando così le cose, una logica in più c’è! Il Livorno dell’ex Novellino (che a Reggio nessuno rimpiange), invece, è schierato con la medesima formazione che la settimana scorsa ha maramaldeggiato battendo l’AlbinoLeffe a Bergamo con un sonante 4-0.
Cronaca e commento. Primo tempo. Il modulo amaranto non è né il solito (3-4-1-2) né quello presumibile e raccontato nelle “note”. Breda, infatti, schiera un inedito 3-5-1-1 con il solo Ceravolo a “fare” attacco, linea mediana con D’Alessandro, N. Viola, Rizzo, Barillà e Rizzato e Missiroli alle spalle di Ceravolo. Al 2° il Livorno va vicinissimo al vantaggio. Palla a Paulinho in area e tiro a botta sicura (con P. Marino abbondantemente superato). Sulla linea di porta, però, interviene D’Alessandro a mettere provvidenzialmente in corner quando il vantaggio per i padroni di casa sembrava cosa fatta. 5 minuti dopo, al 7°, l’arbitro Massa decreta un calcio di rigore per un evidente fallo della coppia Adejo-Missiroli sul brasiliano Paulinho (pare che il fallo sia di Missiroli e non di Adejo). Il non protestare degli amaranto, onestamente, denuncia quanto sia/no stato/i ingenuo/i (volendo essere buoni) a commettere fallo sul giocatore di casa voltato spalle alla porta e, quindi, in quel momento, impossibilitato a nuocere. Sul dischetto va lo stesso Paulinho alla ricerca del primo gol stagionale dopo la caterba di reti messe a segno a Sorrento (Lega Pro) fino alla scorsa stagione. Il brasiliano calcia angolato alla destra di P. Marino che intuisce e, distendendosi, complice la sua altezza, riesce a respingere neutralizzando, così, la seconda grande occasione della gara per i labronici. Questa volta, P. Marino si distingue in positivo e non in episodi poco lusinghieri. Il Livorno non demorde e continua ad attaccare senza sosta, complice l’atteggiamento difensivista con cui Breda ha mandato in campo la Reggina. Al 14° ancora P. Marino si rende protagonista su tiro da fuori area di Luci deviato in corner. La gara prosegue costantemente con il Livorno in attacco che, però, non produce nulla oltre a qualche calcio di punizione mal sfruttato dai padroni di casa. Al 28° il Livorno va vicino ancora al vantaggio. E’ ancora Paulinho a raccogliere un cross da destra ed a mandare sul fondo di testa da buona posizione. Il tutto, mentre Barillà era a terra infortunato. Al 32° Paulinho conquista palla centralmente e prova a sfondare. D’Alessandro lo atterra ad un paio di metri dalla linea d’area e viene ammonito (diffidato, salterà Reggina-Varese di sabato prossimo al “Granilllo”). Se da un lato il Livorno è quasi sempre presente nella metà campo amaranto, ovviamente, dall’altro la Reggina non fa altro che difendersi cercando le ripartenze ma consentendo a Mazzoni di essere, tra i presenti in campo, l’unico spettatore non pagante. In compenso, però, la Reggina dimostra di saperci fare in occasione di possesso palla con un palleggio pulito e preciso (tant’è che nel computo del possesso palla è in vantaggio sui padroni di casa pur senza colpo ferire). Il primo tempo finisce così: Livorno costantemente in attacco e con 3 nitide occasioni da rete a suo vantaggio sempre e solo di Paulinho (tiro a colpo sicuro deviato sulla linea da D’Alessandro, calcio di rigore parato da P. Marino e colpo di testa sul fondo) e Reggina impegnata esclusivamente a difendersi magari palleggiando. Secondo tempo. La ripresa inizia sulla stessa falsa riga dei primi 45 minuti di gara con il Livorno all’attacco. Al 48°, però, la Reggina passa inaspettatamente in vantaggio. Missiroli conquista palla sulla propria trequarti e serve, in verticale, Ceravolo. La punta amaranto viaggia diritto verso la porta toscana e, appena in area, batte Mazzoni in diagonale da sinistra a destra. Eccellente la conclusione di Ceravolo, ma altrettanto lo è (se non di più) l’assist di Missiroli raggiunto dal compagno a quota 5 in quanto a realizzazioni stagionali. Il Livorno è incredulo, la Reggina raggiante. Novellino, 3 minuti dopo lo svantaggio, cambia: fuori Belinghieri e dentro Dell’Agnello a dar man forte a Paulinho in attacco. Quando si dice “il massimo col minimo sforzo”. Missiroli è, ad oggi e senza che ce ne sorprenderci più di tanto, una spanna sopra gli altri. Corsa, tiro, dribbling, assist e realizzazioni stanno facendo sì che quest’inizio di stagione diventi sempre più memorabile. Chissà cosa starà pensando Novellino in questo momento: prima accolto come un eroe (ricordate il suo “Sono qui per vincere”?) e poi esonerato senza scusanti (visti i risultati) salvo poi conquistarsi con merito il titolo di “più che antipatico” per via di alcune uscite assai infelici. Al 60° la Reggina va vicinissima al raddoppio. Ancora Missiroli buca la difesa labronica a sinistra e serve all’indietro Rizzato (nel frattempo accentratosi). Il tiro dell’esterno amaranto è, però, alto sulla traversa nonostante posizione e libertà di tiro fossero invidiabili. Al 61° Novellino cambia ancora: fuori Schiattarella e dentro un campione del Mondo del 2006, Barone. La gara, adesso e dal gol in avanti, è appannaggio degli amaranto che gestiscono la manovra con parvente tranquillità. Ma non è finita (ovviamente). Il Livorno, lentamente, riprende ad attaccare o, quanto meno, a riproporsi nella metà campo reggina. La Reggina dal canto suo, come detto, è senza dubbio assai più presente nella metà campo avversaria. Al 68° anche Breda cambia: fuori l’autore del gol che decide la gara, Ceravolo, e dentro Ragusa, che l’ha decisa con una doppietta nel 3-1 rifilato al Bari domenica sera. Il Livorno, pur essendo stabilmente nella metà campo amaranto, ha una supremazia assolutamente sterile. Forse, le 3 ghiottissime occasioni sprecate nei primi 45 minuti di gara l’hanno un po’ destabilizzato ed il gol subito gli ha dato “il colpo di grazia”. Al 76° Novellino effettua il suo terzo ed ultimo cambio: fuori Miglionico e dentro Rampi (un esterno di centrocampo per un esterno di difesa). 2 minuti dopo Breda manda in campo De Rose al posto di N. Viola (un incontrista per un regista). Un minuto ancora e la Reggina raddoppia. Azione simile a quella che ha portato al vantaggio di Ceravolo con lo stesso protagonista nelle vesti di assist-man (Missiroli) e con il subentrato a Ceravolo (Ragusa) ad andare in rete. E’ il 79° e, come detto, capitan Simone lancia in verticale Ragusa, qualche passo in area e sinistro a mezz’altezza che batte Mazzoni. 2-0 e palla la centro! Ciao Novellino! Reggina dai due volti all’interno della stessa gara. Primo tempo remissivo ed impiegato solo a difendersi e ripresa votata all’attacco (impresa facilitata dal gol quasi in apertura). Non siamo stati mai teneri nei confronti di Breda non perché gli contestassimo qualcosa di suo, ma perché abbiamo immaginato essere troppo aziendalista e troppo incline ai “suggerimenti”. Dopo le due sconfitte consecutive (ad Empoli ed in casa contro la Juve Stabia) lo abbiamo silurato su questi due argomenti. Sarà certamente un caso, però, che dalla trasferta successiva ad Ascoli (che la Reggina stava vincendo se un rigore inesistente non l’avesse costretta al pareggio nel corso dell’ultimo minuto di recupero), Breda ha preso in mano le redini della squadra dapprima schierando P. Marino e sedendo l’inadeguato Kovacsik e, poi, schierando autonomamente le vari formazioni che, al momento, stanno portando 7 punti in 3 partite (come detto, pareggio ad Ascoli, vittoria casalinga contro il Bari e, oggi, vittoria esterna a Livorno). Breda, forse, è stato “aiutato”, consapevolmente o meno, dal presidente Foti il quale, dichiarando che vuole la finale playoff, ha contraddetto in maniera decisa e perentoria il suo direttore sportivo Giacchetta che non ha esitato a parlare di salvezza quale obiettivo da raggiungere. Come scritto qualche giorno fa, probabilmente l’idillio tra Foti e Giacchetta è agli sgoccioli e questo ha consentito a Breda di scrollarsi di dosso dall’ombra alle sue spalle dello stesso Giacchetta che, notoriamente, è uno avvezzo ad intromettersi dove, teoricamente, non dovrebbe (è sua la frase, pronunciata ad Atzori lo scorso anno, secondo cui “l’allenatore nella Reggina non serve a nulla perché fa tutto la Società”). Fatto sta che, presumendo che le cose stiano così, i fatti, oggi, danno ragione a Breda ed a Foti. I 3 minuti di recupero trascorrono senza che null’altro accada. La Reggina stritola il Livorno e Novellino e si rilancia in campionato raggiungendo quota 17. Così è se vi pare…