Ascoli – Reggina: 1-1. Ascoli (4-4-2): Guarna; Ciofani (dal 50° Soncin), Peccarisi, Giovannini (dal 55° Boniperti), Faisca; Gazzola, Pederzoli, Di Donato (c) (dal 68° Parfait), Tamburini; Papa Waigo, Romeo. In panchina: Maurantonio, Vitiello, Marchionni, Falconieri. All.: Castori. Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Adejo, Emerson, A. Marino; D’Alessandro, Castiglia (dal 74° Barillà), N. Viola, Rizzato; Missiroli; Campagnacci (dal 78° De Rose), Bonazzoli (c) (dal 68° Ceravolo). In panchina: Kovacsik, Cosenza, Colombo, A. Viola. All.: Breda. Arbitro: Gallione di Alessandria. Assistenti: Manzini e Cini. Marcatori: Peccarisi (aut.) al 4° e Papa Waigo al 94° (rig.). Ammoniti: Bonazzoli al 26°, D’Alessandro al 38°, Soncin al 56°, Di Donato al 59°, Boniperti al 63°, Adejo al 64°, Barillà al 75°, Boniperti all’84°, De Rose al 92° e Barillà al 93°. Espulsi: Boniperti all’84° e Barillà al 93°. Corner: 4 Ascoli e 7 Reggina. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Note. Breda la spunta sul duo Foti-Giacchetta e, con in gioco la faccia e la reputazione, rivoluziona la Reggina stasera in campo al “Del Duca”: in porta fuori il “non sereno” Kovacsik per Marino; in difesa ancora fuori Cosenza (nonostante abbia scontato la squalifica) per Emerson; fuori, a centrocampo, Colombo, Rizzo (infortunio) e De Rose per D’Alessandro, Castiglia e, finalmente, Nicolas Viola.
Cronaca e commento. Primo tempo. La gara inizia sotto i migliori auspici. E’ fortunata, molto, la Reggina al 4° minuto quando, cercando di allontanare la palla proveniente da un cross da destra di Campagnacci, l’ex Peccarisi interviene scoordinato colpendo la palla con la tibia destra ed alzandola quel tanto che basta a superare beffardamente il proprio portiere Guarna. Vantaggio amaranto senza meriti particolari, quindi. Al 9° ci prova n. Viola senza convinzione e la palla termina sul fondo. Al 14°, mentre i padroni di casa cercano di orchestrare azioni affinché si recuperi il regalo elargito, la Reggina si rifà sotto con Campagnacci che, spostato a sinistra, impegna Guarna in presa a terra. La Reggina, onestamente, a prescindere dal vantaggio-dono, sembra essere “un’altra” rispetto alle ultime due pessime uscite ad Empoli e contro la Juve Stabia. Questo, anche s’è troppo presto per tirare le somme, conferma che Breda non è così poi tanto male e che ha “solo” bisogno di trovare forza e coraggio per non sottostare alle “logiche” impostegli. Al 19° l’Ascoli chiede un rigore: cross da sinistra, colpo di tacco di Romeo e palla che schizza sul braccio destro di Adejo. Il tocco c’è, ma è impensabile, considerata la distanza tra i due giocatori e la velocità assunta dal pallone, la volontarietà da parte del nigeriano di accreditarsi un ingiusto vantaggio. La Reggina continua a macinare gioco ed a creare azioni dalle parti di Guarna senza, però, arrecare particolari pericoli. Cosa che, invece, riesce a fare grazie a Campagnacci – è il 25° – lanciato in verticale ed autore di un rasoterra che il portiere di casa devia in corner con il piede sinistro. Al 29° azione da manuale degli amaranto. N. Viola (eccellente la sua prova al momento tanto da far pensare a pura follia per chi l’ha voluto fuori) interviene nella propria area, palla a Campagnacci che dribbla un avversario e serve Missiroli. Il reggino, di prima intenzione, apre a sinistra per Rizzato. Palla ancora a Missiroli che chiude il triangolo con lo stesso esterno sinistro il quale, arrivato sul fondo, mette al centro ma proprio all’ultimo istante il suo cross è stoppato e facile preda di Guarna. Al 33°, per la prima volta, si rende pericoloso l’Ascoli con Papa Waigo che, di testa, manda di poco al lato alla destra di Marino. La Reggina, dopo il blackout durato 180 minuti (in cui ha raccolto 5 gol in fondo al sacco, 0 punti e, ciò che più conta e duole, due pessime prestazioni), ricomincia a piacere. Se fino ad un paio d’ore fa (leggasi l’Editoriale) abbiamo fortemente criticato Breda, dal punto di vista prettamente caratteriale prima ancora che su quello tecnico, adesso ci fa piacere annotare che lo “yes man” amaranto ha evidentemente avuto una sorta di moto d’orgoglio rivoluzionando squadra e rendimento: aziendalista si, burattino no (così lo abbiamo esortato e così, probabilmente, avrà pensato)! Il primo tempo si chiude con un tentativo di Bonazzoli che termina sul fondo. Buona Reggina, ottimi primi 45 minuti. Il vantaggio, ricevuto in strenna, però, ha necessità di essere consolidato nella ripresa. Da segnalare, in porta, normale amministrazione per l’altro esordiente stagionale (il primo è Nicolas viola), Pietro Marino. Secondo tempo. La ripresa inizia con l’Ascoli di buona lena a testa bassa e ad attaccare. Al 50° Castori effettua il primo cambio: fuori il difensore Ciofani e dentro l’attaccante Soncin (dal 4-4-2 al 4-3-3, quindi, con un centrocampista arretrato sulla linea difensiva). Al 55° nuovo cambio per la squadra di casa: esce Giovannini (centrale di centrocampo) e dentro Boniperti (attaccante) per un nuovo cambio di modulo: adesso Castori gioca con il 4-2-3-1. Al 57° l’Ascoli si rende pericoloso con un cross in area di Gazzola servito da Adejo (?) che svirgola un facile rinvio. La gara appare equilibrata e solo un episodio fortuito come l’autogol di Peccarisi poteva condizionarlo. Al 61° un brivido scorre sulla schiena dei tifosi amaranto: Romeo sfugge alla marcatura di Adejo ed entra in area inseguito dal colored reggino. Adejo prima perde il suo avversario, poi recupera e lo affianca inseguendolo in piena area. Fortunatamente Adejo è attento e non commette fallo controllando che lo stesso Romeo si porti la palla tra i piedi sul fondo. La gara si gioca prevalentemente nella metà campo amaranto: l’Ascoli pare assatanato e la Reggina si difende con ordine e con il sacrificio delle 3 punte arretrate a contrastare le folate offensive dei padroni di casa. La Reggina soffre e, in difesa, svetta il brasiliano Emerson con numerosi interventi di testa a liberare. Il pressing dei bianconeri è asfissiante, i cross non si contano più. Al 68°, su uno di questi, proveniente da destra ad opera di Gazzola, Papa Waigo colpisce di testa ma manda sul fondo. Al 68° ultimo cambio per l’Ascoli e primo per la Reggina: escono i capitani Di Donato e Bonazzoli ed entrano Parfait e Ceravolo. Al 69° Ascoli ancora pericoloso con Soncin che colpisce di testa un cross di Pederzoli mandando il pallone alto. E’ un vero e proprio assedio a fort amaranto. Al 73° P. Marino è costretto ad allungarsi sull’ennesimo cross proveniente da destra per evitare maggiori pericoli. Al 74° Breda effettua il suo secondo cambio: fuori Castiglia e dentro Barillà. Al 77° Ascoli ancora pericoloso: calcio di punizione da destra di Pederzoli, colpo di testa in area di Faisca e P. Marino è costretto a distendersi a terra ed a respingere. Al 78° ultimo cambio in casa reggina: esce Campagnacci e dentro De Rose. Il modulo di Breda adesso è un prudentissimo 5-4-1 con il solo Ceravolo avanzato. Importante, molto, è ritornare al successo. Lo è per il morale (riscattando le due precedenti partite da torneo scapoli-ammogliati) e lo è, soprattutto, per Breda che avrebbe la certezza di aver fatto le scelte giuste coniugando, quindi, risultato aziendale e risultato sportivo (altro non è, questo, che quello che si chiede alla Reggina, Società e squadra). L’Ascoli non conosce sosta ed attacca indefessamente alla ricerca del pareggio. Una vera e propria diga è Emerson che, stasera, è autore di una partita superlativa. Di tanto in tanto, con le sue ripartenze, la Reggina prova a pungere la difesa ascolana e ad allentare la morsa in cui è stretta da interminabili minuti. All’84° l’Ascoli resta in 10: Boniperti (nipote dell’illustre Giampiero) commette un fallo plateale su Ceravolo e, essendo già stato ammonito 21 minuti prima (8 minuti dopo essere entrato), il secondo giallo, con conseguente espulsione, è sacrosanto. La Reggina, pur sotto pressione, resiste senza segni di cedimento. All’89° occasione amaranto in contropiede. Missiroli in profondità per Rizzato che, entrato in area, allunga la gamba e riesce a battere a rete con un difensore che, però, manda in corner. La Reggina tiene palla in attacco e fa rifiatare la sua difesa nel mentre il quarto uomo indica che saranno 4 i minuti di recupero. La Reggina dimostra di saper soffrire, pur essendo in superiorità numerica. Al 93° arriva la beffa. Batti e ribatti al limite dell’area con la palla che sbatte in faccia a Barillà (i replay lo testimoniano). Gallione non ha dubbi: è rigore con annessa ammonizione (la seconda) e conseguente espulsione per Barillà. Sul dischetto va Papa Waigo e batte P. Marino calciando alla destra del portiere che, comunque, aveva intuito la direzione ma senza raggiungere il pallone. Gallione fischia la fine. Peccato! Restano l’ottima prestazione della squadra (Emerson su tutti) e la consapevolezza che Breda può osare scegliendo di testa sua. Resta anche l’amarezza per 2 punti gettati alle ortiche per merito di una decisione non limpida del direttore di gara che farà parlare da qui fino a domenica sera allorquando la Reggina scenderà in campo al “Granillo” nel posticipo della nona giornata di campionato opposta ai galletti baresi. In fin dei conti, probabilmente, la Dea bendata ha rimesso le cose a posto. Ad maiora!