
Reggina-Juve Stabia: 1-2. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Adejo, Emerson, A. Marino; Colombo (dall’85° D’Alessandro), Rizzo, De Rose (dal 77° Ragusa) e Rizzato; Missiroli; Campagnacci (dal 67° Ceravolo), Bonazzoli (c). In panchina: P. Marino, Bini, Barillà, N. Viola. All.: Breda. Juve Stabia (4-4-2): Colombi; Baldanzeddu, Mezavilla, Scognamiglio, Di Cuonzo; Erpen, Cazzola, Scozzarella (dal 59° Danucci), Zito (dal 55° Raimondi); Sau, Danilevicius (dal 77° Davì). In panchina: Seculin, Di Tacchio, Maury, Tarantino, Zaza. All.: Braglia. Arbitro: Palazzino di Ciampino. Assistenti: Vivenzi di Brescia e Santuari di Trento. Quarto uomo: Giallanza di Catania. Marcatori: Missiroli al 47°, Sau al 70° e Raimondi all’88°. Ammoniti: Scozzarella al 12°, Mezavilla al 22° e Erpen al 48°.. Recupero: 0’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Corner: 5 Reggina e 7 Juve Stabia. Spettatori paganti: 653. Abbonati: 3836. Incasso al botteghino: € 8.470,00. Quota abbonati: € 23.402,33. Spettatori totali: 4489. Incasso totale: € 31.872,33.
Note. Ritrova il suo posto, sulla linea difensiva a destra, Daniel Adejo. A centrocampo, davanti Adejo, Colombo vince il ballottaggio con D’Alessandro. In attacco, rientra Campagnacci e torna ad accomodarsi in panchina Ceravolo. “Distratta” dalla splendida giornata estiva, la gente la preferisce allo spettacolo e diserta il “Granillo” (oggi in maniera più evidente che mai). Nel settore ad essi riservato, trova posto una ventina di tifosi giunti da Castellamare di Stabia. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 3° la Juve Stabia si affaccia in area amaranto con Danilevicius che, perso l’attimo giusto, è costretto ad allargarsi senza essere pericoloso. Nell’occasione, va segnalata un’uscita incerta di Kovacsik che valuta male la distanza dal pallone ed indietreggia. Al 5° gli ospiti si rendono pericolosi. Lacio dalle retrovie per Sau che, aggiustatosi il pallone ed aggirato Emerson, batte a rete con la palla sul fondo. La formazione di Braglia acquista coraggio ed inizia ad alzare il proprio baricentro. Opportunità amaranto al 7°. Bonazzoli apre sulla sinistra per Campagnacci che, entrato in area, perde il tempo per il tiro o il cross e viene stoppato da un difensore. Da segnalare che il duo Campagnacci-Bonazzoli era assolutamente solo contro centrocampo e difesa stabiese. Il segnale è chiaro: prima non prenderle (memori dei 5 gol subiti nelle ultime due gare) e poi, forse, darle. All’11° ci prova Bonazzoli, liberato da Campagnacci, ma il suo tiro è debole e, quindi, prevedibile con Colombi che para facile a terra. Al 16° occasione d’oro per i padroni di casa. Rizzo, dalla propria trequarti, lancia Campagnacci che entra in area e si porta sulla linea di fondo da dove crossa per Bonazzoli anticipato di un soffio da un difensore che vanifica, quindi, la buona azione reggina. Al 22° Emerson si rende pericoloso. Calcio di punizione sulla trequarti ospite, versante sinistro. Sul pallone va il brasiliano che lancia una sassata che Colombi è bravo ad intuire ed a respingere di pugno. La Reggina appare impaurita, contratta e timida al cospetto di una matricola rispettabile, certo, ma non certo temibile. E’ evidente come la scoppola di Empoli sia rimasta ancora dentro e non sia stata smaltita. Al 25° risposta stabiese con Erpen che impegna Kovacsik in una parata a terra (anche in questo caso il portierino amaranto appare insicuro rischiando di perdere il pallone dalle braccia). Al 31° difesa amaranto in bambola. Cazzola conquista palla nella propria metà campo ed avanza lasciando a terra Rizzo. Poco prima dell’area di rigore serve Sau che si allarga ed entra in area calciando in diagonale non di molto sopra la traversa. E’ incredibile l’involuzione della squadra amaranto dalla vittoria sul Pescara a questo primo quarto di gara. Da aggressiva, veloce e cinica a squadra passiva ed in attesa che la manna cada dal cielo. Le 3 sberle di Empoli, evidentemente, hanno lasciato il segno. I fischi di disapprovazione del pubblico presente ne sono il segno più tangibile ed eloquente. La Reggina non c’è! Breda se ne accorge (come non potrebbe?) e manda Barillà (?) a riscaldarsi. Primo tempo da dimenticare, insomma. Anzi, senza alcun dubbio, il peggior primo tempo della stagione (escluso quello di Empoli dove, in 4 minuti, dal 4° al 7°, si era già sotto di due reti). I primi 45 di gara finiscono qui: il pubblico fischia e Breda (o chi per lui) avrà da chiarire alcuni concetti al chiuso degli spogliatoi affinché comprenda cosa vuol dire giocare a calcio. Secondo tempo. Al 47° la Reggina passa in vantaggio. Azione che nasce sulla trequarti d’attacco con De Rose che dà a Campagnacci. L’attaccante amaranto serve Colombo in verticale e, questi, subito rasoterra al centro per Missiroli – in assoluta solitudine – che ha tutto il tempo di fermare e sistemare il pallone per poi battere a rete in diagonale insaccando il suo quinto gol stagionale. Quello che stona un po’ è come se il vantaggio passasse in sordina atteso lo scarso entusiasmo causa i primi 45 minuti di vera passione. Al 49° ci prova un ritrovato De Rose a cercare la via della rete con un bolide da fuori area su cui Colombi non può arrivare ma che termina sul fondo non di molto. La squadra di Breda sembra un’altra squadra rispetto al primo tempo. Evidentemente Breda (o chi per lui) avrà urlato all’interno dello spogliatoio. In effetti, la Reggina, vista fino a qualche minuto addietro era troppo brutta per essere vera. Non che stia entusiasmando adesso, sia chiaro, ma quantomeno appare sveglia e non appisolata. Braglia cambia: nel giro di 5 minuti (al 55° ed al 59°) escono Zito e Scozzarella ed entrano Raimondi e Danucci. Al 62° è pericolosa la Juve Stabia. Più che altro, onestamente, il pericolo lo crea Kovacsik che, nel dubbio se uscire o non uscire su un cross, crea apprensione e costringe un difensore a deviare in corner. Si rifà, però, il portiere ungherese un minuto dopo su un bel tiro di Raimondi deviato ancora in corner in tuffo. La Reggina è, da qualche minuto, stretta nella propria trequarti da una Juve Stabia ringalluzzita dai due cambi (soprattutto quello di Raimondi che ha dato maggior vigoria). Al 67° Breda effettua il suo primo cambio: esce un applauditissimo (per impegno e dedizione) Campagnacci ed entra Ceravolo. Al 70° la Juve Stabia, meritatamente, pareggia. Sau (nella foto, fonte www.ssjuvestabia.it) si beve Adejo in un sol sorso ed entra in area da sinistra, calcia di piatto destro e la palla termina sotto la traversa con Kovacsik non pervenuto. La Reggina è tornata in bambola. Già da un pezzo, come dicevamo, era racchiusa nella propria metà campo a tentare di arginare gli attacchi di una squadra a dir poco modesta ma umile e determinata. Vedere Campagnacci (quando in campo) e Bonazzoli arretrare fino alla propria trequarti per difendere è sintomatico di uno stato di malessere profondo. Il pareggio stabiese, dunque, appare meritato (più che per demeriti amaranto che per meriti propri, a dire il vero). Al 74° la squadra di Braglia “rischia” di passare in vantaggio con Erpen che, entrato piuttosto facilmente in area, viene miracolosamente stoppato da Marino in un provvidenziale intervento un attimo prima che il centrocampista ospite battesse a rete. La Reggina riprova a rialzare la testa con Ceravolo che, da posizione assai defilata, carica il sinistro e manda sul fondo in diagonale. Breda e Braglia cambiano ancora: è il 77° e lasciano il campo De Rose e Danilevicius a favore di Ragusa e Davì (neppure presente nelle formazioni ufficiali). La Juve Stabia continua a macinare gioco e ad avanzare. La Reggina, dal canto suo, sbaglia anche il più elementare dei passaggi e fatica. Niente e nessuno da salvare, oggi, insomma. Partita da dimenticare al più presto anche perché, mercoledì prossimo, è previsto il turno infrasettimanale con gli amaranto attesi dall’insidiosa trasferta di Ascoli. Il pubblico è legittimamente spazientito. Come non comprenderlo se assiste ad uno spettacolo che definire indecente è un eufemismo? Qual è la “vera” Reggina? Quella del 4-0 al Modena, del 3-1 a Gubbio, del 4-2 al Pescara o, invece, quella del 2-3 ad Empoli o quella del pareggio (momentaneo) odierno? All’82° ci prova Rizzo da fuori area, il pallone sfugge dalle mani di Colombi e si dirige oltre la linea di porta ma lo strano effetto assunto la riporta indietro tra le braccia dello stesso portiere ospite. La formazione ospite non ruba nulla, sia chiaro. I demeriti sono tutti della Reggina che appare evidentemente spaesata, abulica, confusa, fors’anche rinunciataria. All’85° Breda effettua l’ultimo cambio a disposizione: esce Colombo ed entra D’Alessandro. Lo ribadiamo, la Reggina non c’è? Appare lacunosa in alcuni ruoli fondamentali soprattutto nel reparto difensivo (portiere compreso). All’88° la Juve Stabia raccoglie ciò che merita. La difesa è immobile e Raimondi (nella foto, fonte www.ssjuvestabia.it) la beffa calciando un pallone su cui Kovacsik non accenna neppure ad intervenire. La frittata è fatta e la sconfitta che sta per arrivare è ampiamente meritata. Foti & Giacchetta scendano dal piedistallo e, umilmente, chiedano scusa per lo spettacolo indecente offerto dai loro prescelti. I nodi, insomma, cominciano a venire al pettine. Perdere in casa contro una squadra neopromossa ed in fondo alla classifica è a dir poco vergognoso. La Reggina ottiene la sua seconda sconfitta consecutiva dopo Empoli subendo il settimo gol in 3 gare. Ne volete di più? Questa è una squadra inadeguata, impreparata e frutto solo ed esclusivamente del desiderio di far cassa. Al 93° Adejo (si, proprio lui) ha la palla del 2-2. Entra caparbiamente in area e calcia di sinistro dall’altezza del dischetto di rigore mandando il pallone alle stelle. E certo, se a concludere dev’essere un difensore e per giunta non dai piedi buoni allora vuol dire che siamo già arrivati alla frutta. La partita finisce ed il pubblico legittimamente fischia gli uomini in amaranto che, oggi, i fischi li meritano tutti. I 20 tifosi stabiesi, invece, festeggiano e ne hanno ben d’onde considerato il loro secondo successo stagionale. Non va, così non va. Foti & Giacchetta prendetene atto e recitate il mea culpa. Breda? No comment. Per adesso è meglio!