
Empoli – Reggina: 3-2. Empoli (4-3-3): Pelagotti; Ficagna (dal 57° Tonelli), Mori, Stovini (c), Regini (dall’89° Fatic); Coppola, Signorelli (dal 73° Moro), Valdifiori; Saponara, Tavano (nella foto), Coralli. In panchina: Dossena, Chara, Mchedlidze. All.: Aglietti (nella foto). Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson, A. Marino (dal 57° Ragusa); D’Alessandro, De Rose (dal 66° Campagnacci), Rizzo (dal 19° Barillà), Rizzato; Missiroli; Ceravolo, Bonazzoli (c). In panchina: P. Marino, Castiglia, Colombo, Bini, Campagnacci. All.: Breda. Arbitro: Giacomelli di Trieste. Assistenti: Conca e Costanzo. Marcatori: Saponara 4°, Signorelli al 7°, Tavano al 58°, Missiroli all’88° e Ragusa al 93°. Ammoniti: Barillà al 52°, De Rose al 54° e Cosenza all’80°. Corner: 2 Empoli ed 11 Reggina. Recupero: 1’ (p.t.) e 5’ (s.t.).
Cronaca e commento. Primo tempo. Il tempo di studiarsi a vicenda giusto qualche minuto ed il sogno della Reggina di sbancare il “Castellani” (verosimile considerata la classifica delle due squadre) si trasforma in incubo. Al 4° Kovacsik respinge una bordata da fuori area di Tavano, la difesa dorme e Saponara è lesto ad intervenire di testa ed a mettere in rete a porta pressoché vuota. Il tempo di cercare di riorganizzare le idee e, 3 minuti dopo, al 7°, gli amaranto si ritrovano sotto di due reti. Tavano serve il venezuelano Signorelli che, da fuori area, trova colpevolmente impreparato Kovacsik e lo batte inesorabilmente con un tiro teso ma non irresistibile. Quando si dice che un portiere di categoria ed esperienza è fondamentale, certamente non si pensa al giovanissimo ungherese. Al 17°, finalmente, si vede la Reggina in area toscana. E’ Ceravolo (preferito da Breda a Campagnacci) a provarci senza fortuna mandando il pallone al lato della porta dei padroni di casa. L’avvio di gara è terrificante, per le velleità amaranto e per il prosieguo di gara evidentemente in salita (con pendenza da “gran premio della montagna”). Breda prova a cambiare il corso della gara: già al 19° Rizzo lascia il posto a Barillà. Al 23° ci riprova ancora la Reggina, ancora con Ceravolo. Ricevuta la palla da Rizzato, si accentra e prova a calciare a rientrare con la palla che sorvola non di molto la traversa difesa da Pelagotti. Aglietti, allenatore empolese, quasi non crede ai suoi occhi: dopo 3 sconfitte nelle prime 4 giornate ed annesso paventato esonero, la Reggina (sua ex squadra dal 1994 al 1996) gli regala un ampio respiro di sollievo. La Reggina prova a reagire ai 4 minuti (dal 4° al 7°) peggiori della sua stagione e, forse, della sua storia recente. Lungi da noi colpevolizzare oltre il legittimo Kovacsik, ma cedere Puggioni (su sua espressa richiesta) per una “mangiata di pesce stocco” ed affidarsi ad un esordiente appare, oggi più che mai, un azzardo. Aggiungiamo che, la nostra tesi, non trova genesi nella gara a cui stiamo assistendo oggi, ma che anche durante le gare andate decisamente meglio per la particolare vena realizzativa dell’attacco amaranto, il comportamento del giovane ungherese non era stato particolarmente entusiasmante. E se si pensa che in panchina non c’è di meglio, allora l’ “allarme portiere”, adesso, è ufficialmente lanciato. Al 36° Ceravolo si conferma l’amaranto più pericoloso. Riceve palla sulla sinistra, rapidamente si gira e, di sinistro, calcia al volo: la palla termina ancora una volta alta sulla traversa. La Reggina è “in bambola”. Prova a far valere la sua presunta superiorità tecnica ma arrocca a qualche metro dalla porta di Pelagotti. Al 38° ci prova un generosissimo Rizzato che, però, calcia sul fondo da ottima posizione. Il dato statistico è eloquente ed al contempo inverosimile: 2, dicasi 2, tiri in porta per l’Empoli e 2 gol. Al 40° la Reggina invoca il rigore (più che legittimamente). C’è un cross da sinistra, sul pallone va Coralli che, saltando, tocca con il braccio. L’arbitro Giacomelli fischia, ma concede un calcio di punizione dal limite “vedendo” il braccio di Coralli fuori area. I replay sconfessano il direttore di gara: Coralli salta partendo da dentro l’area di rigore, tocca il pallone con il braccio quand’è in aria ma è voltato all’indietro ed il braccio che devia la palla appare nettamente ancora all’interno dell’area di rigore. E, se il regolamento non è un’opinione ma dev’essere semplicemente applicato, concedendo il beneficio del dubbio sul fatto che il corpo di Coralli fosse fuori area ma il braccio dentro, allora Giacomelli “toppa” in maniera grossolana. Sul calcio di punizione susseguente, Emerson calcia e Bonazzoli, ad un paio di metri dalla linea di porta, non ci arriva di testa e la palla termina sul fondo. Che occesione! La Reggina riprova a riaprire la gara. E’ il 46°, primo ed unico di recupero, ed ancora Bonazzoli ha sul piede la palla dell’1-2. Su un cross proveniente da sinistra, Emiliano arriva all’impatto con il pallone ma il suo tocco è debole e Pelagotti respinge. Qualche secondo prima che Giacomelli decreti la fine del primo tempo, Emerson ci prova da 50 metri con la palla che termina sul fondo. La supremazia amaranto è tanto netta quanto sterile. Le due squadre vanno al riposo. C’è da riordinare le idee e reagire a quei 4 minuti funesti. Secondo tempo. Al 48° ci prova Bonazzoli. Ricevuta palla con il petto da D’Alessandro, il bomber di Asola (ancora a secco in questa stagione dopo le 17 marcature nella precedente) calcia al volo di sinistro ma il pallone termina largo rispetto alla porta toscana. La Reggina, di fatto, ricomincia la ripresa così come aveva finito i primi 45 minuti di gioco: in attacco, in netta ma sterile supremazia sia per quanto riguarda il possesso di palla, sia per le occasioni gol create e sia per la mole di gioco complessiva. Al 50° ci prova Barillà da fuori area, la mira non è eccelsa ed il pallone termina ancora sul fondo. Al 57° i due allenatori cambiano: per la Reggina esce A. Marino (difensore) ed entra Ragusa (attaccante) ed in casa Empoli esce l’esordiente Ficagna ed entra Tonelli (entrambi difensori). Il gioco riprende e senza nemmeno il tempo necessario affinché Rizzato vada a sostituire A. Marino come centrale di difesa a sinistra che l’Empoli triplica. Saponara lancia Tavano in profondità su cui va Emerson. Kovacsik (ancora lui!) esce al limite dell’area senza che se ne ravvisi la necessità e per una volpe come Tavano è un gioco da ragazzi alzare il pallone e battere il portierino (diminuitivo in virtù dell’età, dell’esperienza ed anche, purtroppo, dell’affidabilità) ungherese per la terza volta. E’ il 58° e la gara è virtualmente chiusa. Al 66° ultimo cambio possibile in casa amaranto: esce De Rose (centrocampista) ed entra Campagnacci (attaccante). La Reggina è tutta protesa in avanti con in campo 4 attaccanti di ruolo (Bonazzoli, Campagnacci, Ceravolo e Ragusa) più uno di fatto (Missiroli). E’ fuor di dubbio che quella a cui stiamo assistendo è la peggiore Reggina della stagione: confusa e senza logica, Breda non ha saputo “leggere” la gara e, quindi, cambiarne l’inerzia in corso d’opera. Ovviamente il “merito” non è solo del tecnico reggino ma se si ha un portiere che in un’unica gara regala 2 gol agli avversari, onestamente, è difficile uscirne indenni figuriamoci vincere. Moto d’orgoglio amaranto a cavallo tra il 69° ed il 70°: prima Bonazzoli tenta di sorprendere Pelagotti con un tiro sul primo palo deviato in corner dallo stesso portiere azzurro e, poi, Ceravolo calcia a colpo sicuro con il pallone che sbatte sulla traversa e ritorna in campo. I 4 attaccanti più 1 non sono sinonimo di riuscita in fase realizzativa, ma, anzi, consentono agli avversari maggiori spazi e maggiori opportunità. E così che, al 75°, l’Empoli va vicinissimo al quarto gol con Moro che, raccogliendo un cross da destra, colpisce di testa e vede la palla sbattere sul palo. Insomma, una gara iniziata male e che sta per finire peggio. La Reggina persiste a macinare gioco, a conquistare corner, ma non a cavare un ragno dal buco. Se a questo aggiungiamo anche la poca intelligenza di Ciccio Cosenza che, sullo 0-3, a partita quindi virtualmente chiusa, consapevole di essere in diffida, commette un inutile quanto stupido fallo “costringendo” Giacomelli ad estrarre il giallo ed a far scattare così l’automatica squalifica per la prossima gara (sabato prossimo al “Granillo” contro la Juve Stabia), allora, davvero non c’è null’altro da aggiungere se non continuare a sperare che la partita finisca al più presto e, con essa, la derivante agonia. In sostanza, per restare sul discorso Cosenza, se un giocatore già alla sesta giornata di campionato riesce a collezionare ben 4 cartellini gialli vuol dire che ad acume sta messo maluccio. All’88° la Reggina realizza il cosiddetto gol della bandiera. Campagnacci dalla linea di fondo sulla sinistra mette al centro, Missiroli è tutto solo e di piatto destro batte Pelagotti. Di positivo, se proprio qualcosa di positivo si può trarre da una pessima gara come quella di stasera, c’è solo che Missiroli raggiunge in testa alla classifica dei marcatori amaranto i già arrivati a quota 4 Campagnacci e Ceravolo. Al 93° moto d’orgoglio reggino. Ragusa è abile a recuperare un pallone respinto da Pelagotti ed insacca per il 2-3. La Reggina si sveglia. Al 94° Ceravolo ha sul piede la palla di quello che sarebbe stato un incredibile pareggio, ma manda sul fondo. La gara, dopo i 5 minuti di recupero concessi, finisce così. Aglietti conserva la panchina grazie alla Reggina che gli fa un grande favore. In casa amaranto c’è ancora da lavorare. Molto e seriamente.