Serie Bwin, V^ giornata: Reggina-Pescara 4-2

Reggina-Pescara: 4-2. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson ed A. Marino; Colombo, Rizzo (dall’87° Ragusa), De Rose e Rizzato; Missiroli; Campagnacci (dal 62° Ceravolo) e Bonazzoli (c) (dal 77° Castiglia). In panchina: P. Marino, Adejo, N. Viola e Barillà. All.: Breda. Pescara (4-3-3): Anania; Zanon, Brosco, Boschetti e Balzano; Kone (dal 77° Gessa), Verratti e Cascione; Insigne, Immobile (dal 66° Maniero) e Sansovini (c) (dal 66° Giacomelli). In panchina: Pinsoglio, Petterini, Togni e Perrotta. All.: Zeman. Arbitro: Pinzani di Empoli. Assistenti: Marrazzo di Tivoli e Posado di Bari. Quarto uomo: Pasqua di Tivoli. Marcatori: Missiroli al 2°, Campagnacci al 42°, Missiroli al 60°, Cascione al 71°, Maniero all’81° e Ceravolo all’83° (rig.). Ammoniti: Verratti al 45°, Cosenza al 50°, Zanon al 56° e Brosco all’83°. Recupero: 0’ (p.t.) e 3’ (s.t.). Corner: 3 Reggina e 12 Pescara. Spettatori paganti: 1256. Abbonati: 3814. Incasso al botteghino: € 16.320,00. Quota abbonati: € 23.344,83. Spettatori totali: 5070. Incasso totale: € 39.664,83. Note. Nella Reggina l’unica novità rispetto alla gara vittoriosa di Gubbio, è il ritorno di Colombo sulla fascia destra con Adejo in panca. Rispetto alla passata partita casalinga contro il Grosseto, sembra di contare meno pubblico presente allo stadio. Nel settore ospiti, invece, la conta è facile ed è pari a 0. Emblematica del “credo” zemaniano è la disposizione della sua squadra in procinto di dare il calcio d’inizio alla gara: 2 giocatori sul cerchio di centrocampo e gli altri 8 schierati sulla linea di metà campo dalla linea laterale sinistra a quella destra.

Cronaca e commento. Primo tempo. Giusto il tempo di un attacco pescarese (senza conseguenze) e la Reggina passa in vantaggio. E’ il 2° e Missiroli conquista un calcio di punizione sul fronte destro d’attacco. Calcia Emerson a giro, palla nell’area piccola dove lo stesso Missiroli la scheggia di testa mettendola alle spalle di Anania. Al 5° minuto il Pescara reagisce e si rende pericolosissimo. Palla in verticale ad Insigni che, entrato in area, solo davanti a Kovacsik, prova a piazzare il pallone ma sbaglia clamorosamente mira spedendolo sul fondo alla destra del portiere di casa. Il Pescara è a dir poco pericolosissimo ed il nostro dubbio è che l’arbitro Pinzani non abbia doti e qualità per “governare” la gara considerato l’agonismo e la velocità con i quali gli uomini di Zeman affrontano partita ed avversari. All’8° combinazione Campagnacci-Missiroli con quest’ultimo a calciare molto alto sulla traversa. E’ una gara avvincente (dal suo primo secondo di gioco): Reggina e Pescara si affrontano apertamente con i padroni di casa, forti anche del vantaggio, più attenti e con gli ospiti molto molto pericolosi. Al 10° il Pescara va in gol ma, fortunatamente, l’assistente Posado ravvisa l’offside di Immobile. I ritmi sono altissimi, sembra una partita di flipper con il pallone che viaggia a velocità incredibile (soprattutto tra i piedi dei pescaresi). Al 12°, sugli sviluppi del primo corner a favore dei reggini, dopo un batti e ribatti in area, la palla termina tra i piedi di Colombo che, di sinistro, la manda nei pressi della bandierina opposta. Il Pescara non molla di un centimetro, tiene sempre in ansia i reggini e, per questo, fa paura. Al 14° corner di Emerson per Bonazzoli che, però, di testa, non impensierisce Anania. Un attimo dopo la palla è pericolosamente in area amaranto. Sansovini riceve palla sulla destra e la mette al centro dove un attento Colombo spazza non senza apprensione. La manovra degli uomini di Zeman è incredibilmente veloce tant’è che facciamo fatica a seguirla ed a rendicontarne. La Reggina, invece, appare fredda e razionale riuscendo, al momento, a mantenere calma e lucidità in difesa senza farsi prendere dal nervosismo e dalla confusione. Il rischio, per gli amaranto, è proprio questo: temere senza reagire alla pressione asfissiante degli abruzzesi. Al 16° ci prova Rizzo da fuori area, il suo tiro è forte e teso ma non di molto alto sulla traversa. Al 19° è Immobile a provarci sempre da fuori area, il tiro è smorzato da Emerson e la palla termina tra le braccia di Kovacsik disteso a terra. Il furore con il quale gioca il Pescara è incredibilmente ardito. Da sempre amanti del gioco espresso da qualunque squadra diretta da Zeman, ci auguriamo che, oggi, il meccanismo perfetto sul quale si basa e si fonda manifesti un blackout nei suoi circuiti ed ingranaggi. E’ certo che, se non fossimo ancora più amanti della Reggina, ci staremmo divertendo guardando il Pescara giocare. La squadra di Breda è, praticamente, sotto assedio. Come detto, mantiene la calma e prova a colpire con le ripartenze sfruttando gli spazi che, giocoforza, il gioco eccessivamente offensivo di Zeman, inevitabilmente lascia agli avversari. Proprio su una di queste ripartenze, al 22°, la Reggina crea l’opportunità per andare nuovamente in rete. Missiroli lancia Rizzato sulla sinistra, entrato in area l’esterno crossa al centro dove Bonazzoli non ci arriva forse non credendo alla riuscita del cross stesso. Peccato! Senza il benché minimo dubbio, il Pescara è, oggi, l’avversario più ostico che la Reggina potesse affrontare. Anche se, è giusto dirlo, la squadra di Breda, in fondo, al momento sta riuscendo a gestire benissimo la situazione. Ciò che colpisce del Pescara, oltre al gioco ovviamente, è la pari attitudine alla protesta atta ad innervosire arbitro, in primis, ed avversario. Pinzani, dopo la nostra impressione iniziale dovuta ad un “lasciar correre” particolarmente generoso, pare regga anche questa sorta di pressione psicologica disposta dallo stratega boemo apparentemente seduto tranquillo in panchina. I ritmi della gara si sono abbassati, sintomo che la Reggina sta riuscendo nell’obiettivo che si era prefisso. Come detto poco prima, ad un attacco veloce e particolarmente votato all’attacco corrisponde una difesa lenta che concede molto. E’ così che, al 42°, la Reggina raddoppia. Lancio illuminante di Rizzo da centrocampo verso Campagnacci isolato sul fronte d’attacco destro. Il bomber amaranto ferma bene la palla e s’invola alla volta di Anania. Un difensore prova la diagonale difensiva, ma Campagnacci è lesto, appena entrato in area, ad anticiparlo ed a battere a rete superando Anania che vede la palla passargli sotto le gambe ed insaccarsi. Reggina, insomma, come si suol dire in queste circostanze, cinica e spietata. Gli spazi di cui gode la Reggina sono ampissimi e la tattica messa in atto da Breda è, al momento, praticamente perfetta. D’altro canto, questo, è l’unico punto debole delle funamboliche squadra dirette dal guru Zeman. Secondo tempo. La ripresa inizia a ritmi decisamente più lenti rispetto a 45 minuti prima. Il primo tiro in porta è, al 49°, del Pescara con Insigne che impegna Kovacsik in presa a terra. Al 50° Cosenza (ammonito nell’occasione) atterra Immobile 5 metri fuori l’area. Al tiro va l’ex Cascione che vede il suo tiro diretto in porta deviato in un corner che non avrà conseguenze. Al 53° ci prova ancora Cascione di sinistro, ma il suo tiro è fiacco e Kovacsik para a terra più per comodità che per difficoltà. La gara prosegue con il Pescara a chiudere la Reggina nella sua metà campo e con la Reggina, serafica, a contare sulle ripartenze. Ancora una di questa, come in occasione del secondo gol realizzato da Campagnacci, è fucina di soddisfazioni. E’ il 60° e la Reggina, appunto, riparte. Palla a centrocampo per Bonazzoli che vede “tagliare” in diagonale Missiroli. Il giocatore fatto in casa riceve ed entra in area indisturbato tant’è che non ha alcuna difficoltà a spiazzare l’incolpevole Anania che subisce il terzo gol odierno. Il “piccolo” Breda (nonostante ci abbia più volte lasciato perplessi), oggi, annienta il “grande” Zeman con una condotta di gara tutta tattica ed intelligenza calcistica. Con difficoltà, infatti, ricordiamo un passivo così netto subito dalle squadre del tecnico boemo. Contro la Reggina, oggi, sembra non ce ne sia per nessuno (Zeman compreso). Breda cambia: è il 62° e un applauditissimo Campagnacci lascia il campo per Ceravolo. 4 minuti dopo, Zeman cambia 2/3 del tridente d’attacco: fuori Immobile e Sansovini e dentro Maniero e Giacomelli. Al 71° il Pescara accorcia le distanze. Calcio di punizione da fuori area. Sulla palla ancora Cascione che, questa volta, non trova deviazioni in barriera e mette la palla all’incrocio alla sinistra di Kovacsik. Il Pescara sembra rianimatosi, la Reggina preoccupatamente appagata. Tutto lascia presagire che ci sarà da soffrire fino al 90° più recupero nonostante il triplo vantaggio di solo un minuto addietro. Breda deve apporre dei correttivi per arginare, oltre al normale calo fisiologico (complice il gran caldo, oltre alla fatica), quella che abbiamo definito come una sorta di appagamento. Al 77° il tecnico amaranto cambia: esce Bonazzoli (standig ovation per lui) ed entra Castiglia. Zeman risponde escludendo Kone per Gessa. Al 79° tocca ancora ad Emmanuel Cascione rivelarsi una vera spina nel fianco per gli amaranto. Ancora calcio di punizione ad una decina di metri dall’area di rigore. L’ex amaranto batte di destro, ma questa volta cambia lato indirizzando il pallone a fil di palo alla destra di Kovacsik che è bravo a “volare” ed a deviare in corner un tiro che, senza dubbio, avrebbe gonfiato la rete per il 2-3. Il Pescara è sempre lì, nella trequarti amaranto a gestire il gioco. La Reggina, dal canto suo, ha abbassato notevolmente il baricentro. Ed è così che, dopo un batti e ribatti, con la difesa immobile, il Pescara accorcia ancora le distanze. E’ l’81° ed il nuovo entrato Maniero è abile a sfruttare l’immobilismo reggino ed a metterla dentro a porta vuota. All’83° la svolta. Un incontenibile Ceravolo entra in area ed è atterrato da Brosco. Pinzani non ha dubbi, è rigore (ed ammonizione per l’autore del fallo). Sul dischetto va lo stesso Ceravolo che batte Anania nonostante avesse indovinato l’angolo di battuta. 4-2 ed annesso sospiro di sollievo per il pericolo (apparentemente al momento) scampato. Zeman, comunque, si conferma allenatore da “over”: la sua squadra non ottiene mai risultati risicati nel punteggio. Che vinca o che perda, un discreto numero di gol è assicurato. All’89° la Reggina va vicina alla cinquina. Il neo entrato Ragusa (2 minuti prima al posto di Rizzo) s’invola sulla sinistra, si ferma, temporeggia e serve l’accorrente Missiroli che “rischia” la tripletta mandando di sinistro di poco alto sulla traversa. Il quarto uomo Pasqua segnala 3 minuti di recupero. La gara sembra essersi praticamente conclusa. La Reggina vince meritatamente al culmine di una gara disciplinata e perfetta dal punto di vista tattico. Il Pescara è un’eccellente squadra, ma oggi, né per Zeman né per altri, ci sarebbe stato nulla da fare. La partita finisce così: Reggina 4 Pescara 2. Ad maiora!

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Author: Maurizio Gangemi