Reggina-Bari: 3-1. Reggina (3-4-1-2): P. Marino; Adejo, Emerson, A. Marino; D’Alessandro, N. Viola (dall’81° Ceravolo), Rizzo, Rizzato; Missiroli; Ragusa (nella foto, fonte www.regginacalcio.com) (dal 64° Campagnacci), Bonazzoli (c) (dall’80° Castiglia). In panchina: Kovacsik, Cosenza, Bini, Colombo. All.: Breda. Bari (4-2-3-1): Lamanna; Ceppitelli, Borghese, Dos Santos, Garofalo; De Falco, Donati (c); Rivas (dal 21° Defendi), Bogliacino (dal 46° Caputo), De Paula (dal 71° Forestieri); Marotta. In panchina: Koprivec, Polenta, Kopunek, Rivaldo. All.: Torrente. Arbitro: Tozzi di Ostia. Assistenti: Manna e Crispo. Marcatori: Rizzato al 5°, Marotta all’11°, Ragusa al 40° ed al 62°. Ammoniti: Ceppitelli, Rizzato al 49°, P. Marino al 64° e De Paula al 66°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 6 Reggina e 4 Bari. Spettatori paganti: 560. Abbonati: 3851. Incasso al botteghino: € 8.330,00. Quota abbonati: € 23.507,00. Spettatori totali: 4411. Incasso totale: € 31.837,00.
Note. Cambia ancora Breda: fuori Campagnacci e dentro Ragusa a far coppia con Bonazzoli in attacco. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 2° la Reggina, con Rizzo, cerca la via del gol con un gran tiro da fuori area che non termina di molto alto. Al 5° la Reggina passa in vantaggio. Azione sulla sinistra, N. Viola apre per Rizzato. L’esterno sinistro amaranto effettua un tiro-cross che sorprende Lamanna intento, probabilmente, ad uscire immaginando un cross al centro dell’area salvo poi indietreggiare nel tentativo di bloccare la traiettoria beffarda disegnata dal n. 29 amaranto. All’11° arriva il pareggio del Bari. De Paola lancia in profondità per Marotta che, entrato in area defilato a destra, lascia partire un fendente in diagonale che sorprende il lento P. Marino e lo batte sul palo più lontano. Nulla da eccepire sulla bontà del tiro (davvero micidiale), molto da contestare al portiere amaranto che, alto quasi 2 metri, e considerato lo specchio della porta assai limitato per un Marotta, come detto, assai defilato, non poteva farsi trafiggere così tanto facilmente né poteva presumere un cross giacché in area non vi era un solo barese in mezzo a 5 reggini. In sostanza, dopo le ingenuità di Kovacsik, ecco che P. Marino replica confermando che sia lui che il portiere ungherese (alla sua seconda presenza stagionale in panchina dopo 7 gare da titolare) sono assolutamente inadeguati a difendere la porta di una squadra che, almeno sulla carta (e per il dire del suo presidente), ambisce a migliorarsi rispetto alla passata stagione il che vuol dire, quantomeno, finale playoff. Forse, viste le cose come vanno, in assoluta contraddizione con il suo presidente, ha ragione il direttore sportivo Giacchetta a sostenere che bisogna raggiungere prima possibile quota 53 (salvezza!). Ci chiediamo, però, che razza di squadra ha allestito il buon Simone atteso che le aspettative “presidenziali” erano ben altre. O, forse, più semplicemente, è finito l’idillio tra Foti e Giacchetta? E’ appena il 21° e Torrente effettua il primo cambio della serata: fuori Rivas e dentro Defendi. Al 23° ci riprova la Reggina con Missiroli (capocannoniere amaranto con 5 centri in stagione) con un tiro che Lamanna è costretto a deviare in corner tuffandosi alla sua sinistra. Breda, intanto, prende appunti in panchina e medita nuove soluzioni/alternative. La gara, intanto, prosegue al piccolo trotto dopo le due reti iniziali. La Reggina sembra più attiva del Bari, ma il gioco espresso lascia, ancora una volta, a desiderare dopo le pessime prestazioni di Empoli, in casa con la Juve Stabia (entrambe perse) e finanche dopo il recente pareggio ad Ascoli frutto, si, di un rigore regalato dall’arbitro ai padroni di casa, ma anche dell’ennesima pessima prestazione della squadra di un Breda che i rumors danno vicino all’esonero (quello di Campilongo è il nome più gettonato per la sua sostituzione). La gara prosegue a ritmi da oratorio o, se preferite, da scapoli ed ammogliati (entrambi attempati) ed i fischi del pochissimo pubblico presente al “Granillo” testimoniano la noia e la pochezza di una partita giocata (?) senza particolare agonismo e, finanche, senza determinazione. Nonostante questo, al 40° la Reggina raddoppia. Cross di Rizzato da sinistra ed, al centro dell’area, si libera dalla marcatura Ragusa che, comodamente, di piatto, batte Lamanna da ottima posizione. Neppure il tempo di ragionare che P. Marino ci ricorda, se ce ne fosse bisogno (e non ce n’è), quanto sia inadeguato: cross dalla trequarti sinistra nato da una punizione ed uscita “a farfalle” dello spilungone portiere amaranto. Fortuna vuole che, dietro di lui, è piazzato un difensore a liberare. Non solo nessuno dei due portieri che il duo Foti-Giacchetta ha “battezzato” idonei a difendere la porta amaranto possono regalare quella decina di punti a stagione che, normalmente, un portiere porta in dote alla sua squadra attraverso le sue parate, ma, qui, siamo nelle condizioni in cui pensare che, addirittura, i due portieri in questione possono toglierli alla propria squadra. Il primo tempo, senza recupero alcuno, finisce qui. Di positivo da cogliere, dopo gli ulteriori 45 minuti davvero imbarazzanti giocati dagli uomini di Breda, c’è solo il risultato. E null’altro! Secondo tempo. La ripresa inizia con il secondo cambio tra le fila degli ospiti: entra Caputo ed esce l’ex Napoli Bogliacino. Al 47° ci prova N. Viola con un gran sinistro da fuori area che Lamanna devia di pugno in corner. La partita, nella ripresa, sembra essere più veloce e piacevole. Al 46° si rivede in area amaranto il Bari. Emerson e D’Alessandro si ostacolano a vicenda regalando ad un barese la possibilità del cross rasoterra che, questa volta, P. Marino blocca a terra. Un minuto dopo, al 47°, Caputo ha sui piedi la palla del pareggio ma sciupa la ghiotta occasione mandando altissimo da eccellente posizione centrale. La difesa amaranto rasenta il ridicolo allorquando, al 48°, regala l’ennesima occasione a De Paula che, fortunatamente, “apre” troppo e manda sul fondo in diagonale. Al 62° eccellente azione amaranto iniziata con N. Viola (non serve il regista, vero Giacchetta?) che, conquistata palla nella propria trequarti, lancia Missiroli in verticale sulla destra. Davanti a lui si apre un’autostrada e il longilineo amaranto avanza, si accentra ed apre a destra per Ragusa. Questi, resistendo alla tentazione di battere subito a rete e saltato Donati in scivolata, si aggiusta la palla sul destro e colpisce in diagonale battendo Lamanna sul lato opposto. Niente male per la prima uscita da titolare “bagnata” con una doppietta. 2 minuti dopo, Breda gli regala la standing ovation effettuando il suo primo cambio a beneficio di Campagnacci. Al 67° l’arbitro Tozzi sbaglia nel non assegnare un rigore alla Reggina per un intervento falloso prolungato di Borghese su Bonazzoli (i due se le danno, e se le promettono, di santa ragione dall’inizio del secondo tempo). Forse, e sottolineiamo forse, Tozzi concede il beneficio del vantaggio agli amaranto che, poi, non riescono a concludere. Al 71° Torrente effettua il suo ultimo cambio: esce De Paula ed entra Forestieri. All’80° anche Breda cambia: esce Bonazzoli (che dovrà pensare alla decima a Livorno per il suo eventuale sbloccarsi in quanto a marcature) ed entra Castiglia. Un minuto dopo, all’81°, terzo ed ultimo cambio anche in casa amaranto: esce N. Viola ed entra Ceravolo. Qualche secondo dopo Campagnacci si fa male. Arresta la sua corsa, si tocca la gamba sinistra e si accascia a terra. Reggina in 10 per gli ultimi 9 minuti più recupero. Adesso il Bari, comprensibilmente, si catapulta tutto nella metà campo amaranto. Nel frattempo, Campagnacci rientra dopo essersi affidato alle cure del sapiente Pasquale Favasuli e provvisto di una vistosa fasciatura a tenere più fermo possibile il muscolo indolenzito (sarà presente in campo ma non correrà più fino alla fine). All’89°, conquistata palla sulla destra, ci prova Rizzo da posizione quasi impossibile. Il suo tiro finisce di molto sul fondo alla destra della porta difesa da Lamanna. Intanto, saranno 4 i minuti di recupero. La Reggina si avvia alla vittoria mostrando progressi rispetto alle ultime 3 disastrose uscite. Ha molto da lavorare mister Breda che, con questa vittoria, mette a tacere le insistenti voci sul suo esonero e continua a lavorare in vista del prossimo, difficilissimo, impegno a Livorno contro la squadra dell’ex ed “odiato” Novellino oggi vittorioso per 4-0 a Bergamo contro l’AlbinoLeffe. La partita finisce qui. Vince la Reggina, torna alla vittoria ma ancora non convince. O meglio, non convince se l’obiettivo è quello dichiarato da Foti (finale playoff). Se, invece, è quello assai più probabile quello dichiarato da Giacchetta (53 punti=salvezza), allora, la gara di stasera è consona al risultato prefissato. Quale sarà il vero obiettivo (raggiungibile) dagli amaranto? Lo sapremo man mano che il campionato si svolgerà atteso che, dopo la nona, oggi, è troppo presto sia per i proclami che per fasciarsi la testa. Ad maiora!