Serie Bwin, IV^ giornata: Gubbio-Reggina 1-3

 Gubbio-Re ggina: 1-3. Gubbio (4-3-3): Donnarumma; Almici, Caracciolo, Benedetti e Mario Rui (dal 65° Lunardini); Sandreani (c), Boisfere e Raggio Garibaldi (dal 46° Montefusco); Bazzofia (dal 70° Ragatzu), Ciofani e Mendicino In panchina: Farabbi, Buchel, Giannetti e Paonessa. All.: Pecchia. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson ed A. Marino; DAlessandro, De Rose, Rizzo (dal 59° Ragusa) e Rizzato; Missiroli; Bonazzoli (c) (dal 39° Ceravolo) e Campagnacci (dal 79° Castiglia). In panchina: P. Marino, Adejo, Colombo e N. Viola. Arbitro: Velotto di Grosseto. Assistenti: Argiento e Fiorito. Marcatori: Mendicino al 34°, Campagnacci al 66°, Ceravolo all’82° ed al 93°. Ammoniti: Raggio Garibaldi al 32°, D’Alessandro al 74° e De Rose all’89°. Corner: 7 a 3 per la Reggina. Recupero: 3’ (p.t.) e 3’ (s.t.).

Note. Prima sfida in assoluto tra le due squadre. Il Gubbio, invece, ha già incontrato, la passata stagione in Lega Pro, Roberto Breda (allora allenatore della Salernitana) con il bilancio in parità avendo battuto i campani in Umbria ed avendo perso a Salerno. Gubbio ancora a quota 0 in classifica per le 3 sconfitte consecutive nelle prime 3 giornate (non vince in B da 63 anni, esattamente dal 1948 durante la sua prima partecipazione al campionato cadetto). Gli umbri sono reduci dallo 0-6 rimediato a favore della Sampdoria mentre i reggini hanno pareggiato in casa 1-1 contro il Grosseto. Cambia la quarta formazione in 4 gare, Breda. Sintomo che è ancora alla ricerca della quadratura del cerchio e, quindi, in fase sperimentale. Esordisce dal primo minuto l’esterno destro di centrocampo acquistato l’ultimo giorno di mercato, D’Alessandro. Sia Adejo che Colombo, quindi, finora utilizzati da Breda in quel ruolo (senza grandi successi, peraltro), siedono in panchina. Cronaca e commento. Primo tempo. La Reggina parte bene e nei primi 4 minuti crea due occasioni da goal. Prima è Campagnacci ad impegnare Donnarumma in presa a terra e, poi, su cross di Rizzato da destra, è Bonazzoli ha mandare di testa un soffio al lato. All’8 ancora una volta pericolosa la squadra ospite. Campagnacci supera il diretto avversario e, dalla linea di fondo, mette al centro per Bonazzoli che, di sinistro, colpisce al volo ma manda alto. Al 12° ci prova Emerson direttamente su punizione: il suo tiro è fiacco e parato senza difficoltà da Donnarumma. Al 13° occasionissima per gli amaranto. Campagnacci riceve palla sulla destra e, di prima intenzione, crossa al centro per Bonazzoli che colpisce di testa e sul cui tiro Donnarumma risponde alla grande volando e deviando in corner (nell’occasione, in fase di contrasto, Caracciolo alza la gamba pericolosamente e colpisce i capitano amaranto con i tacchetti provocandogli un vasto taglio al cuoio capelluto che lo costringerà, di lì a poco, a continuare la gara con un’ampia fasciatura). Al 18° il Gubbio si presenta per la prima volta in area amaranto con Kovacsik, comunque, a sbrigarsela bene senza problemi. La Reggina domina nel possesso palla, crea occasioni su occasioni (con Bonazzoli in primis) ma senza riuscire a trovare la via della rete. Il Gubbio, dal canto suo, spinto dall’entusiasmo di un pubblico che non ha mai visto la B (salvo, eventualmente, i settantenni o giù di lì), prova ad attaccare i reggini ma senza creare particolari pericoli. E’ ancora Bonazzoli, intorno al 25°, a cercare con l’esterno sinistro di superare Donnarumma ma il pallone termina la sua corsa sul fondo. Al 34° “clamoroso al Barbetti” con il Gubbio che passa in vantaggio. Mendicino conquista palla al limite dell’area, si allarga a destra e batte in diagonale. Il tiro non appare irresistibile, ma supera inesorabilmente Kovacsik per l’imprevisto vantaggio dei padroni di casa. La Reggina produce una gran mole di gioco, ma la sua supremazia è assai sterile ed appare confusa e confusionaria. Più di lei, confuso è Roberto Breda. Al 39° Bonazzoli non ce la fa più ed entra Ceravolo a far coppia (nella foto) con Campagnacci in attacco sperando che qualcosa migliori. Al 40° il neo entrato si rende subito pericoloso con un destro al volo che sorvola di poco la traversa di Donnarumma. Il Gubbio continua umilmente la sua onesta gara: subisce ma non cede e mantiene con una certa tranquillità il vantaggio acquisito. Al 42° ci prova Rizzato da fuori area, Donnarumma para. La Reggina appare tonica ma inconcludente e sarà necessario che Breda (o chi per lui), nel vicino intervallo, al chiuso degli spogliatoi, indichi il cambiamento di rotta se non si vuole far la figura dei brocchi esaltando chi ne ha presi 6 qualche giorno fa dalla Sampdoria dell’ex Atzori. Il primo tempo si chiude con il Gubbio avanti nelle marcature per la prima volta in questo campionato e “grande” motivo d’orgoglio, questo, per Breda che, non ce ne voglia se siamo sinceri, appare assolutamente inadeguato a guidare una Reggina che non più di 3 mesi fa ha sfiorato la finale playoff per la A (inadeguato alla guida tecnica, secondo noi, ma utile alle logiche societarie che prediligono le entrate economiche, o le mancate uscite se preferite, ai risultati sportivi). Secondo tempo. Pecchia cambia: Montefusco al posto di Raggio Garibaldi. Breda, block notes in mano (Mourinho ha fatto scuola, senza insegnare nella fattispecie), impartisce direttive ai suoi ma non muta l’atteggiamento con il Gubbio sempre più presente nella metà campo reggina. Non solo presente, ma sempre più pericoloso con gli amaranto a fare da spettatori non paganti e con Breda ad aspettare buone nuove (si spera) magari via sms. E’ troppo presto per tirare le somme, ma non lo è per il bilancio di queste prime 4 gare della stagione. Alla prima vittoria netta contro il Modena frutto di coincidenze fortuite e, per molti ma non per tutti, fuorviante; alla seconda sconfitta a Padova contro una squadra non certo all’altezza “grazie” alla prima perla stagionale di Breda con l’inopportuno cambio Barillà per Missiroli; alla terza, con la partita in pugno contro il Grossetto, raggiunto il pari da parte dei toscani, altra perla con un altro cambio al dir poco cervellotico tra lo stesso Barillà al posto di un Ceravolo in forma (salvo poi correggersi, sbagliando due volte quindi, inserendo A. Viola per Castiglia). Ed oggi, contro un neo promosso Gubbio alla ricerca del primo punto stagionale per cancellare lo sgradevole 0 in classifica, l’ennesima gara incolore. Al momento, siamo al 63° della quarta giornata in campionato, grazie ai 4 punti conquistati (facile la media di un solo punto a gara), la Reggina è in piena media playout (se non retrocessione). Al 59° Breda cambia ancora: esce Rizzo ed entra Ragusa (al suo esordio dopo l’infortunio). 6 minuti dopo replica Pecchia: fuori il portoghese Mario Rui e dentro Lunardini. Al 66° la Reggina, finalmente, si sveglia. D’Alessandro crossa basso da destra al centro dell’area per Campanacci che, di prima intenzione, di piatto destro, batte Donnarumma riportando in equilibrio la gara. Evidentemente, in questo, Breda non ci ha messo del suo. Pecchia effettua l’ultimo cambio a sua disposizione: esce Bazzofia ed entra Ragatzu. Adesso, essendo evidentemente la Reggina tecnicamente più forte del Gubbio, ci si aspetta che gli amaranto pressino alla ricerca dei 3 punti (risultato minimo da ottenere, senza offendere per questo Pecchia ed i suoi ancora troppo acerbi per un campionato come la B). Magari, un consiglio se ci potessero ascoltare, senza dare troppa retta all’omino in tuta in piedi davanti alla panchina, ma giocando come sanno abbandonando le indicazioni ricevute. Anche perché, lo ribadiamo, prendere un solo punto a Gubbio equivarrebbe ad una sconfitta considerando il potenziale umbro. Al 79° Breda, che dall’ingresso in campo di Ragusa aveva schierato un tridente d’attacco con Campagnacci e Ceravolo, “rinsavisce” e dimostra che ha paura di perdere la gara piuttosto che osare per vincerla (come detto, a nostro avviso, risultato minimo da perseguire): dentro l’interditore Castiglia e fuori Campagnacci. Che Dio ce la mandi buona (visto che Breda pare giocarci “contro”). Nemmeno il tempo di finire di scrivere che la Reggina raddoppia. E’ l’82° e Ceravolo, da dentro l’area, batte a rete con Donnarumma bravo a respingere. La difesa umbra “dorme” ed è lestissimo lo stesso Ceravolo a piombarsi sulla ribattuta e, questa volta, a superare il portiere di casa. Meno male, il tasso tecnico tra le due squadre viene fuori nonostante un Breda assolutamente ininfluente (in positivo, ovviamente). La gara, adesso, con la Reggina in vantaggio, viene volutamente portata dagli amaranto ad un tono più basso con il Gubbio indefessamente proteso in avanti. Si profila, quindi, la seconda vittoria stagionale (l prima in trasferta) per i reggini mentre, per il Gubbio, è prossima la quarta sconfitta consecutiva in altrettante gare in cadetteria. Al 93° la Reggina triplica. E’ ancora Ceravolo a sfruttare una grave indecisione della difesa rossoblù ed a superare Donnarumma con un pallonetto prima di depositare in rete per il definitivo 3-1. La gara finisce qui: la Reggina, facendo valere il proprio tasso tecnico ampiamente superiore a quello del Gubbio, vince portandosi a quota 7 in graduatoria mentre in casa Gubbio Pecchia rischia l’esonero dopo le 4 gare senza punti fin qui disputate.

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Author: Maurizio Gangemi