Serie Bwin, III^ giornata: Reggina-Grosseto 1-1

Reggina-Grosseto: 1-1. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson ed A. Marino; Adejo (dal 59° D’Alessandro), Castiglia (dall’80° A. Viola), De Rose e Rizzato; Missiroli (c); Campagnacci e Ceravolo (dal 64° Barillà). In panchina: P. Marino, Colombo, Rizzo e Bombagi. All.: Breda. Grosseto (4-3-3): Narciso; Formiconi, Padella, Olivi e Bianco; Crimi (dal 46° Gerardi), Zanetti ed Asante (dal 76° Consonni); Alfageme (dal 59° Mancino), Sforzini e Caridi (c). In panchina: Lanni, Petras, Giallombardo e Lupoli. All.: Ugolotti. Arbitro: Nasca di Bari. Assistenti: Evangelista di Avellino e Tasso di La Spezia. Quarto uomo: Mariani di Aprilia. Marcatori: Ceravolo al 16° (rig.) e Sforzini al 56°. Ammoniti: Emerson al 10°, Olivi al 15°, Cosenza al 65°, D’Alessandro al 75° e Gerardi al 92°. Recupero: 0’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Corner: 12 Reggina e 1 Grosseto. Spettatori paganti: 1232. Abbonati: 3756. Incasso al botteghino: € 14.445,00. Quota abbonati: € 23.089,83. Spettatori totali: 4988. Incasso totale: € 39.534,83.

Note. Cambia ancora formazione mister Breda, un po’ per necessità (Bonazzoli, squalificato dopo l’espulsione rimediata martedì scorso a Padova, lascia il posto a Ceravolo attaccante sì ma con caratteristiche assolutamente diverse da quelle del bomber di Asola) ed un po’ per quelle che gli addetti ai lavori chiamano “scelte tecniche” (Colombo, dopo l’opaca prova in terra veneta, lascia il posto ad Adejo in quella posizione un vero e proprio pesce fuor d’acqua). In panchina va D’Alessandro, acquistato dalla società amaranto nell’ultimo giorno di mercato insieme a Bini. Nel settore ad essi riservato, si contano 6 (dicasi 6) tifosi grossetani. Lodevole iniziativa, applaudita dai seppur pochi presenti, dei tifosi in curva sud che, prima dell’inizio dell’incontro, espongono un eloquente striscione (“Liberate Francesco”) a favore del volontario di Emergency rapito qualche giorno fa in Darfur ed originario di Motta San Giovanni (paese collinare della provincia regina). Cronaca e commento. Primo tempo. La gara, complice l’afa, inizia al piccolo trotto con entrambe le formazioni oltremodo attente. Al 4° si fa viva la formazione ospite con Alfageme che calcia in porta un tiro ben parato a terra da Kovacsik. L’azione, però, è fermata dal guardalinee sotto la tribuna (Evangelista) che ravvisa un fuorigioco di rientro dello stesso attaccante toscano. Al 7° prima grande occasione da goal della partita ed è degli amaranto. Ceravolo riceve da Campagnacci sugli sviluppi di una rimessa laterale ad opera di Rizzato, entra in area e, di tacco, restituisce il pallone allo stesso Campagnacci che, entrato in area ma defilato a sinistra, prova a sorprendere Narciso sul palo più lontano ma “apre” troppo e la palla termina sul fondo. Al 10° calcio di punizione per i padroni di casa, con Emerson che calcia alto il pallone sulla traversa. Al 15° De Rose conquista palla sulla trequarti avversaria e s’invola. Le maglie toscane inaspettatamente si aprono ed il “piccolo” cosentino entra in area dove Olivi (ammonito nell’occasione) non trova di meglio da fare che atterrarlo in maniera tanto evidente quanto ingenua. Nasca non ha alcun dubbio nell’indicare il dischetto senza, peraltro, proteste grossetane. Sul dischetto, assente Bonazzoli, va Ceravolo che calcia teso rasoterra, Narciso intuisce ma non può far altro che vedersi passare il pallone sotto interrompendo la sua corsa in fondo al sacco. A prescindere dal goal realizzato, chi maggiormente si fa notare (in questo scorcio di gara, ma anche nelle due precedenti) è Fabio Ceravolo. Attaccante tornato a Reggio dopo una stagione a Bergamo (sponda Atalanta), è, come detto, assai diverso per caratteristiche da Emiliano Bonazzoli: brevilineo, rapido e scattante il primo “contro” la robustezza e l’abilità aerea del secondo. Chi, invece, è assolutamente fuori dal gioco e lontano mille miglia dai suoi standard è Daniel Adejo esterno destro di difesa “prestato” a centrocampo. Non è colpa sua, sia ben chiaro, ma si adegua come meglio può alle disposizioni d Breda che non ha un esterno destro (o meglio, ce l’ha in panchina – D’Alessandro – ma, forse, ancora troppo prematuro da schierare). Al 34° si rifà viva la Reggina con Missiroli che, da fuori area, calcia un bolide alto sulla traversa. Cambio di fronte ed è il Grosseto a rendersi pericoloso con il reggino Caridi abile a sfruttare l’ennesimo strafalcione di Adejo ed a calciare teso ma sul fondo alla destra di Kovacsik. La Reggina, in verità, appare nettamente superiore alla squadra di Ugolotti e neppure lontanamente somigliante alla stessa che, agli inizi d’agosto, contro la stessa squadra toscana aveva giocato e perso un’amichevole addirittura per 4-1. A proposito di Adejo, anche Breda “cede” e cambia modulo in corsa: dal 3-4-1-2 (Cosenza, Emerson e Marino; Adejo, Castiglia, De Rose e Rizzato; Missiroli; Campagnacci e Ceravolo) iniziale passa al 4-4-2 arretrando il nigeriano nel suo ruolo naturale ed indietreggiando Missoroli sulla linea centrale. Il primo tempo finisce, senza recupero, con gli amaranto in vantaggio. Secondo tempo. La ripresa inizia con Ugolotti che effettua il suo primo cambio: fuori Crimi e dentro Gerardi. Primi 10 minuti della seconda frazione giocati a ritmi blandi con il Grosseto un po’ più audace tant’è che, proprio al 56°, su cross da destra di Alfageme, Sforzini trova il tuffo vincente spedendo il pallone in fondo al sacco alla destra di Kovacsik. La mossa di Ugolotti, fuori un centrocampista (Crimi) e dentro un attaccante (Gerardi), ha quindi dato i suoi frutti. Breda si sveglia e cambia anch’egli: al 59° fuori Adejo e dentro l‘esordiente D’Alessandro con ritorno al 3-4-1-2 iniziale ma con un esterno di ruolo. E’ apparso evidente a tutti, Giacchetta compreso, che qualcosa non andasse tant’è che Breda è “indotto” a cambiare. Lo stesso Breda, 5 minuti dopo, da il meglio di se raccogliendo fischi e proteste del pubblico presente allorquando, cervelloticamente secondo i più, esclude dalla gara il migliore in campo, Ceravolo, per far posto a Barillà. Ma come? Si dovrebbe cercare di riprendersi le redini della gara e toglie un attaccante per un centrocampista? Mah! Il modulo, nel frattempo, è cambiato ancora: dal 3-4-1-2 iniziale, passando per il 4-4-2, tornando al 3-4-1-2 fino all’attuale 3-4-1-1 (Cosenza, Emerson, Marino; D’Alessandro, De Rose, Barillà e Rizzato; Missiroli; Campagnacci). Acuto della Reggina al 69° con Campagnacci che prova il tiro in area ma viene stoppato da un difensore. La Reggina scende di tono e di pericolosità: fin troppo chiara l’intenzione del suo allenatore (o di chi per lui) di non perdere l’incontro che, invece, Ugolotti vuole giocarsi a viso aperto constatando le mosse del suo omologo. Le mosse “di” Breda scontentano il pubblico reggino che, indispettito dal cambio Ceravolo-Barillà (dopo l’altra “perla” collezionata a Padova 4 giorni fa allorquando tolse l’ottimo Missiroli ancora per Barillà), ritenuto senza senso ed oltremodo rischioso se non controproducente, inveisce apertamente contro il tecnico. Intanto, Ugolotti ci crede ed effettua 2 cambi in 15 minuti: fuori Alfageme ed Asante e dentro Mancino e Consonni. Breda risponde togliendo Castiglia e facendo entrare A. Viola. Si noti il controsenso, la confusione insomma del tecnico reggino: prima toglie un attaccante (Ceravolo) per un centrocampista (Barillà) e poi toglie un centrocampista (Castiglia) per un attaccante (A. Viola)! Nel frattempo la Reggina si rende, comunque, pericolosa con Barillà che, di testa, impegna Narciso in una deviazione volante in corner. Già, i corner. Da sempre sono indicativi della pressione di una o un’altra squadra ed, al momento, il tabellino registra il computo di 12 ad 1 in favore degli amaranto. La pressione c’è, la sostanza no! La Reggina, fino al goal del pareggio, apparsa di gran lunga superiore al suo avversario, grazie anche alla “sagacia” del suo tecnico, da interminabili minuti non punge più e, pian piano, abbassa il suo baricentro pur senza correre alcun rischio particolare se non apprensione su qualche ripartenza toscana. La squadra amaranto è “in bambola”. Stanca, certamente, ma anche resa confusionaria dal “nemico in casa” (Breda). Al 90°, nonostante tutto, la Reggina un’azione goal la crea ed è clamorosa. Missiroli lancia in verticale Rizzato che, entrato in area, viene evidentemente steso da un difensore. Il fallo è nettissimo e se ne accorge tutto lo stadio pur di parte. Nasca, questa volta, non ha il coraggio necessario semplicemente di essere “giusto” negando ciò che, ai più, è parso legittimo e sacrosanto. Ciò che è sgradevole, oltre al rigore negato ovviamente, è che Nasca abbia costruito l’alibi per nascondere i lapalissiani errori di Breda (o di chi per lui, per essere più chiari). La gara, dopo 4 minuti di recupero, finisce qui con non un solo “colpevole” (Breda) ma con due (Breda e Nasca) con il secondo che toglie la scena al primo. Peccato! E sabato prossimo si va a Gubbio.

Condividi sui social

Author: Maurizio Gangemi