Padova – Reggina: 1-0. Padova (4-3-3): Pelizzoli; Donati, Schiavi, Legati e Renzetti; Bovo (c) (dal 20° Cuffa), Milanetto e Marcolini; Cutolo, Ruopolo (dal 67° Cacia) e Drame. In panchina: Perin, Italiano, Portin e Trevisan All.: Dal Canto. Reggina (3-4-1-2): Kovacsik; Cosenza, Emerson ed A. Marino; Colombo (dal 56° Adejo), Castiglia, De Rose e Rizzato; Missiroli (dal 61° Barillà); Bonazzoli (c) e Campagnacci (dal 75° Ceravolo). In panchina: P. Marino, Sy, Rizzo e Bombagi. Arbitro: Baracani di Firenze. Assistenti: Schenone e Vicinanza. Marcatore: Drame all’11° (nella foto). Ammoniti: Drame al 45°, Adejo all’83° ed Emerson al 90°. Espulso: Bonazzoli al 95°. Recupero: 1’ (p.t.) e 5’ (s.t.). Cronaca e commento. Primo tempo. Cambia formazione Breda rispetto alla gara vita 72 ore addietro contro il Modena: a centrocampo, fuori Adejo per Colombo e Barillà per Castiglia. Ovvia e, forse, scontata la volontà del tecnico reggino di coprirsi di più al cospetto di un Padova finalista playoff a giugno scorso e largamente rinnovato (in meglio si presume) ai nastri di partenza di questa stagione. Nel Padova di Dal Canto, invece, il grande escluso è Italiano. La prima conclusione è della Reggina con De Rose che calcia alto sulla porta dell’ex Pelizzoli.
Al 7° Kovacsik manifesta palesemente la sua ingenuità ed inesperienza: ha la palla in mano, la mette a terra salvo poi riprenderla in maniera non consentita dal regolamento. Un’ingenuità che potrebbe costare carissimo, come vedremo. Giusto il calcio di punizione indiretta in area calciato da Milanetto con la barriera a respingere ma, secondo Baracani, con un reggino che alza troppo il braccio e tocca la palla. E’ il 9° ed è rigore! Non immaginiamo neppure cosa stia passando per la testa del giovane portiere ungherese. Sul dischetto va l’ex Crotone Cutolo che, fortunatamente, calcia di forza altissimo sulla traversa con buona pace del portiere reggino “causa” del serissimo pericolo corso. Il Padova continua ad attaccare nonostante il presumibile contraccolpo psicologico per l’errore e, soli due minuti dopo, passa in vantaggio. Marcolini, sulla sinistra, serve Drame (alla sua prima presenza in assoluto da titolare tra i professionisti) centrale al limite dell’area. Il colored di casa sposta la palla dal destro al sinistro e calcia. Il suo tiro è deviato e Kovacsik, che sembrava essere sulla traiettoria, è inesorabilmente spiazzato per il goal del vantaggio patavino. Al 19° la Reggina reagisce. Bonazzoli riceve palla da Colombo sul vertice destro dell’area e, di prima intenzione, calcia a rete impensierendo Pelizzoli e costringendolo alla respinta a pugni chiusi. La Reggina non pare demordere e continua a giocare come se fosse ancora in parità. Al 20° primo cambio per Dal Canto: esce per infortunio il capitano Bovo ed entra l’argentino Cuffa. Al 23° è ancora Reggina. Batti e ribatti in area e palla che, poco oltre il limite, giunge a Campagnacci che, di prima intenzione, calcia a rete mandando il pallone di poco al lato alla destra di Pelizzoli. Ancora Reggina pericolosa da fuori area. E’ il 27° e ci prova Castiglia con un bolide che costringe Pelizzoli a “volare” deviando in corner. Un paio di minuti dopo, al 29°, è ancora la Reggina con Missiroli a rendersi pericoloso con un tiro da fuori area che, stavolta, finisce alto sulla traversa. La Reggina c’è ed il Padova, oltre al rigore sbagliato ed al goal con deviazione, non sembra essere quel fulmine così come dipinto. Al 37°, però, la più nitida occasione per andare a rete è per i padroni di casa. Calcio di punizione da sinistra, palla al limite dell’area piccola per un colpevolmente solo Ruopolo che non calcia al volo di destro, ma prova lo stop per battere di sinistro. Provvidenziale è l’intervento di Colombo che si avventa sul calciatore biancoscudato e lo induce all’errore con la palla che termina altissima nonostante la porta sia ad un metro. Il primo tempo, di fatto, dopo un minuto di recupero, finisce qui. La Reggina va negli spogliatoi consapevole di aver disputato dei buoni 45 minuti, ma non basta. Occorre riordinare le idee e cercare di capitalizzare le occasioni create al cospetto di un Padova che non fa così tanta paura così come nelle previsioni dopo aver costretto sul 2-2 la corazzata Sampdoria dell’ex Atzori all’esordio in campionato. Secondo tempo. Al 47° la prima occasione è, però, proprio per i padroni di casa. L’autore del vantaggio Drame riceve palla in area ma conclude malissimo “schiacciando” il pallone senza imprimergli la forza necessaria e consegnandolo, di fatto, tra le braccia di Kovacsik. Il Padova, alla ripresa delle ostilità, appare più intraprendente rispetto al primo tempo costringendo, di conseguenza, la Reggina a difendersi più che ad attaccare alla ricerca del pari. Al 51° il Padova chiede il secondo rigore della serata (lo aveva già fatto un paio di minuti prima per un presunto fallo su Ruopolo): Drame (ancora lui, una vera e propria spina nel fianco) entra in area ed è affrontato da Cosenza che non guarda affatto il pallone e va dritto sull’avversario allargando le braccia. L’attaccante stramazza al suolo ma Baracani (fortunatamente) non fischia. Al 52° ed al 53° la Reggina colleziona le due sue migliori occasioni da rete. La prima nasce da un cross da destra, colpo di testa di Bonazzoli e successiva incornata di Campagnacci che manda sul fondo da posizione favorevolissima. La seconda, la più clamorosa, capita sui piedi di Castiglia che, dopo un batti e ribatti in area, ha sul destro la palla del pari. Incredibilmente il centrocampista amaranto spedisce di piatto destro la palla sull’esterno della rete alla sinistra di Pelizzoli nonostante i 7 metri e passa di larghezza della porta a sua completa disposizione. Che occasione! E che errore! Al 56° Breda effettua il suo primo cambio: entra Adejo ed esce Colombo con il nigeriano che torna a ricoprire il ruolo di esterno destro di centrocampo così come nella gara di sabato scorso contro il Modena. 5 minuti dopo l’allenatore cambia ancora: dentro Barillà e fuori Missiroli (apparso un pò in ombra, certo, ma non tanto da giustificare il cambio di certo non con un suo omologo). Al 66° combinazione Castiglia-Campagnacci-Castiglia con il centrocampista reggino che va al tiro in diagonale e con Pelizzoli che para facile a terra. Al 67° secondo cambio anche per Dal Canto: esce Ruopolo ed entra il nuovo arrivato Cacia (ex per nulla rimpianto dal popolo amaranto e dal comportamento assai discutibile prima, durante e dopo l’esperienza reggina al corte del “fenomeno” Novellino). Terza ed ultima sostituzione per Breda: esce Campagnacci ed entra Ceravolo. Un minuto appena ed il nuovo entrato in casa amaranto si fa subito notare: recuperata palla sulla trequarti ed avanzato sin quasi al limite dell’area, calcia a rete forte e preciso tanto da costringere Pelizzoli alla deviazione coi pugni con palla in corner. La Reggina non dispiace, per carità, ma appare finora fin troppo sciupona non essendo riuscita a capitalizzare nessuna delle ghiottissime occasioni create (quelle del 52° e 53° sono davvero incredibili). Il Padova, dal canto suo, pur non avendo strafatto e con il “peso” del rigore sbagliato in apertura, ha sfruttato al meglio un tiro apparentemente innocuo ma divenuto decisivo grazie alla determinante involontaria deviazione di Emerson. All’85° ultimo cambio anche per Dal Canto: esce Marcolini ed entra Osuji. Le due squadre sono molto stanche e si nota. Le azioni appaiono confuse e prive di lucidità. La gara si avvia alla conclusione, con la Reggina che sta per ottenere la prima sconfitta stagionale fermandosi a quota 3 ed il Padova che, grazie alla prima vittoria in campionato, la scavalca portandosi a 4 punti in classifica. A parziale “discolpa” degli amaranto c’è da dire che il Padova ha avuto 48 ore in più per recuperare dopo la gara giocata giovedì a Genova mentre, si sa, la Reggina ha terminato la sua brillante gara con il Modena appena 72 ore addietro. I 5 minti di recupero concessi da Baracani sono giocati esclusivamente nella metà campo del Padova con la generosissima Reggina alla ricerca del pari. Senza fortuna, purtroppo. La gara termina così con la “chicca” dell’espulsione del capitano Bonazzoli reo, evidentemente, di eccessive proteste nei confronti di Baracani dopo un contatto in area su Castiglia non sanzionato dal fischietto toscano. E tra giorni è ancora campionato: sabato sera, infatti, in anticipo, al “Granillo” sarà ospite il Grosseto.