“Da tempo chiediamo e auspichiamo una legge speciale per la locride. E l’attivazione di tutti gli strumenti che la Regione ha messo in campo per affiancare ed aiutare le sempre più numerose famiglie in difficoltà della Calabria”. E’ quanto afferma il Segretario–Questore del Consiglio regionale on. Giovanni Nucera a margine della visita del Cardinale Angelo Bagnasco a Locri, in occasione della “Settimana Diocesana della Famiglia” organizzata dal Vescovo Giuseppe Fiorini Morosini.
“Al di fuori degli stereotipi sulla presenza della criminalità, sull’arretratezza economica ed infrastrutturale del Mezzogiorno, la visita del Cardinale Bagnasco – spiega Nucera – è servita quanto meno a rimettere la discussione sui giusti binari. Uno di questi, la centralità della famiglia, ‘cuore della società’ e “presidio che regge il tessuto della società. Senza famiglia non può esserci società, una società giusta basata sui valori, sui principi di solidarietà e di sostegno reciproco, che prendono forma proprio all’interno del nucleo familiare. Ecco la necessità, fortemente condivisa, di promuovere ed assicurare politiche attive per il lavoro e la famiglia. Gli strumenti, a livello regionale, ci sono, basta farli funzionale, attivarli nel migliore die modi. Penso – spiega Nucera – alla legge regionale 1 del 2004 inerente “Le politiche regionali per la famiglia” nella quale “si riconosce e si sostiene come soggetto sociale essenziale, la famiglia fondata sul matrimoni in qualità di istituzione primaria per la nascita, la cura e l’educazione dei figli e per l’assistenza dei suoi componenti”. Penso anche alla legge regionale 23 del 2003 che ha disegnato in Calabria il “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali in Calabria”. Ed infine la legge regionale 11 aprile 2012, n. 10 recante “Disposizioni in favore dei soggetti con disturbi specifici di apprendimento. Si tratta di strumenti importanti, determinanti per l’aiuto, l’assistenza alle famiglie in difficoltà, non solo di tipo economico, della Calabria. Ma accanto a questo, c’è un’altra e più importante battaglia da fare, che riguarda non solo la Locride, ma l’intera Calabria: quello delle infrastrutture, degli investimenti economici, assieme alla valorizzazione ed al recupero dei Beni culturali. Sono decisioni che chiamano in causa lo Stato, il Governo e il Parlamento. La politica locale non è mai rimasta indifferente rispetto alle emergenze del nostro territorio. Lo sappiamo bene che la situazione in Calabria è grave. Certo, tutti siamo chiamati a fare di più e meglio, soprattutto in un periodo di crisi economica e di crisi delle istituzioni, in cui matura la cosiddetta “antipolitica”, che non è sinonimo di ‘migliore politica’, oltre che negativa diseducativa. Per questo – prosegue Nucera – mi ritrovo d’accordo con il Cardinale Angelo Bagnasco che con la sua presenza in Calabria ed a Locri ha voluto onorare e confortare una grande e dignitosa comunità. E’ un compito che spetta anche a noi amministratori svolgere, ma attraverso iniziative concrete, con leggi e normative che consentano di moltiplicare le occasioni di lavoro per i giovani, migliori condizioni economiche e sociali per gli investimenti. Perché non tutto può rimanere legato alle sole parole: non basta – argomenta il Segretario Questore del Consiglio regionale – invitare gli imprenditori del Nord, già in grande difficoltà, ad investire al Sud. C’è bisogno di un patto sociale, condiviso, sottoscritto da tutti, e da tutti rispettato, tra politica, società civile, finanza ed economia per creare le migliori condizioni per questi investimenti. Nei giorni scorsi – aggiunge il consigliere regionale dei Popolari e Liberali nel Pdl – riprendendo proprio l’allarme lanciato dal Vescovo Morosini – ho invitato tutti, politica e società civile, all’unità, per un unico scopo, quello del progresso civile ed economico della Locride, anche se tale concetto può essere applicato a tutta la Calabria. Oggi è altrettanto importante – conclude l’on. Giovanni Nucera – accompagnare e sostenere le esortazioni del Card. Angelo Bagnasco, rappresentante di una Chiesa che da tempo ha alzato il livello della sua attenzione sulla situazione italiana, con accorati e spesso severi appelli alla politica, che come classe dirigente non possiamo più assolutamente far finta di non aver sentito”.