Riceviamo e pubblichiamo. Gent. Direttore, scrivo come cittadino di Reggio profondamente innamorato di questa città ma altrettanto avvilito dalle condizioni, materiali ed immateriali, cui è arrivata.
Voglio precisare che, nella mia vita, ho sempre rifiutato la raffigurazione del “piagnone”. Al contrario, rispetto alle tante problematiche sollevate, ho cercato di individuare le migliori e possibili soluzioni praticabili.
Questa premessa, sempre attuale, mi serve per affrontare le specifiche vicende che riguardano lo stadio “Granillo” della nostra città. Lo spunto che è nato in me è scaturito da notizie a mezzo stampa su una possibile ristutturazione dell’attuale stadio sulla quale anche la stessa dirigenza della Reggina ha chiaramente preso posizione.
Dico subito che trovo illogico che su un argomento che tocca la sensibilità dei cittadini, come tifosi ed appassionati, viene a mancare proprio la partecipazione della cittadinanza.
Potrei parlare dell’attuale collocazione dello stadio e delle innumerevoli difficoltà logistiche che vivono sia i tifosi che il resto della popolazione in concomitanza delle partite casalinghe della Reggina.
Gentile Direttore, mi permetto di portare a memoria su questo argomento, che è passata nel dimenticatoio salvo che essere attualmente necessaria. Schematizzo le varie argomentazioni che, in ogni caso, sono debitamente documentate ben sapendo che il mio tentativo è quello di aprire una discussione pubblica, di merito e di contesto.
Intendo illustrare la mia avversione rispetto all’ipotesi di ristrutturazione del “Granillo”. Ricordo come ormai è consolidata una collocazione delgi stadio all’esterno della cintura urbana delle città, trovando grandi spazi provvisti di servizi e di mobilità che non interferiscano con il normale scandire della vita cittadina.
Alla luce di ciò, scaturisce il concetto poco praticabile della ristrutturazione dell’attuale stadio e la creazione di apposite attività per creare un ritorno indotto economico. Le stesse dichiarazioni del Sindaco f.f. Brunetti e della dirigenza della Società sembrano sia già proiettate anche verso la futura gestiobe con una previsione di concessione almeno trentennale. Ritorno indietro nel tempo ricordando come, a suo tempo, furono avviate tutta una serie di atti concreti che portarono all’indicazione di costruire ubn nuovo stadio e vari altri impianti sportivi nella pianura di Gallico. L’iter si spinse a tal punto che il Comune affidò la progettazione di massima che fu depositato e che giace in qualche cassetto.
Potrei anche parlare di quante opportunità finanziarie sono state perse e, per questo, spero si possa riaprire una discussione che aveva già indicato l’area di Gallico, alla luce del piano strutturale comunale dell’epoca, come la zona più idonea per il nuovo stadio.
Faccio appello a tutta la città a voler innescare tutto quanto ritenuto necessario per aver un nuovo stadio, creando forme di aggregazione per l’intera zona nord della città e poter, quindi, offrire una dimensione per davvero “metropolitana” della nostra cirttà.
Sono disponibile a qualsiasi confronto di merito, portando conoscenza verso un’altra opportunità che la nostra città non dovrà perdere.
Enzo Caracciolo (327…….)

