Reggio Calabria: un arresto per tentata truffa in concorso

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Reggio Calabria Principale hanno tratto in arresto, sottoponendolo agli arresti domiciliari, Zappia Leo (nella foto), reggino, di anni 41, pregiudicato, presidente associazione “APOK” ed amministratore unico societa’ “AGRIGEST s.r.l.” aventi sede in Reggio Calabria, ed entrambe operanti nel settore dei prodotti ortofrutticoli calabresi, destinatario di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato emesso in seguito alle risultanze investigative, prodotte dai carabinieri della Stazione di Reggio Calabria Principale, che hanno consentito di smascherare un complesso meccanismo fraudatorio, posto in essere dallo Zappia, al fine di conseguire lo storno delle provvidenze pubbliche comunitarie, erogate nel settore agricolo a titolo di incentivo alla produzione, in favore di imprenditori agricoli del settore olivicolo, a beneficio proprio e di soggetti ancora da identificare.

Si è accertato che l’uomo si procurava ingiusti profitti patrimoniali conseguendo sovvenzioni e contributi comunitari non dovuti nel settore degli incentivi alla produzione agricola e dell’assistenza ai produttori, e altresì si procurava ingiusti profitti mediante indebita immissione di dati non corrispondenti al vero abusando della sua posizione di operatore di sistema accreditato per accedere al sistema SIAN di AGEA avendo la funzione di curare le pratiche di sovvenzione dei produttori agricoli. Inoltre il medesimo Zappia in concorso con la moglie Chiricosta Rosetta, immetteva nel sistema informatico AGEA nominativi di persone decedute per conto delle quali avanzava domanda unificata di contributi per l’annata 2009, con domande prive della specificazione del destinatario dei successivi bonifici, al fine di curarne successivamente l’inserimento a vantaggio di beneficiari non identificati. In un altro caso immettevano falsi dati in nome e per conto di fittizi richiedenti in realtà ignari di ogni operazione. E’ importante sottolineare il ruolo di collaborazione e segnalazione da parte dei vertici della LAPOC (Libera Associazione Produttori Olivicoli Calabresi), della FAGRI (Filiera Agricola Italiana) e del CAA (centro Assistenza Agricoltura) che hanno opportunamente segnalato le anomalie riscontrate nell’agire dello Zappia, permettendo agli investigatori di ricostruire il meccanismo delle truffe e provvedendo a revocare l’incarico a Zappia a seguito delle irregolarità segnalate. In ossequio alla medesima ordinanza, i militari operanti sottoponevano ad obbligo di dimora nella frazione Gallico di Reggio Calabria Chiricosta Rosetta, moglie del citato Zappia, incensurata, vicepresidente associazione LAPOC “libera associazione produttori olivicoli calabresi”. I carabinieri, a seguito di perquisizioni effettuate presso il domicilio dei prevenuti e presso le sedi delle citate associazioni, ponevano sotto sequestro documentazione ritenuta d’interesse, nonchè somma contante di quasi cinquemila euro in contanti, considerata pertinente al reato.

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Author: Maurizio Gangemi