


Nella giornata di ieri i Carabinieri dell’aliquota radiomobile hanno tratto in arresto Esposito Francesco e Esposito Nicola (nelle foto), rispettivamente padre e figlio, classe 57 e 83, di Rosario Valanidi, con l’accusa di coltivazione illegale di sostanze stupefacenti. A seguito di un’attenta attività infoinvestigativa, i Carabinieri hanno scoperto, in località Rosario Valanidi, contrada Umbro, una piantagione di canapa indiana (nelle foto), composta da 213 piante di dimensione variabile tra uno e tre metri. Le piante erano debitamente occultate in mezzo a dei vigneti e vegetazione spontanea in un’area di circa 3000 mq.
Nel tardo pomeriggio i militari, rimasti in osservazione allo scopo di individuare i coltivatori, notavano l’arrivo sul posto di una prima persona di sesso maschile, seguita, a distanza di pochissimi minuti, da un altro soggetto. Gli stessi, giunti alla fine della strada di appoderamento, si riunivano e si incamminavano a piedi verso il terreno di proprietà degli stessi, come da questi ultimi successivamente asserito. Inoltratisi all’interno del campo, dopo aver dato uno sguardo intorno, i soggetti in questione si incamminavano in direzione valle percorrendo un viottolo pedonale sterrato che portava in una zona del terreno ove vi era coltivata parte della canapa in questione, opportunamente irrorata da un impianto di irrigazione che tramite una serie di vasche e tubature serve tutto il terreno in questione. A tal punto, i Carabinieri si avvicinavano ai soggetti attivi, identificati in Esposito Francesco e Esposito Nicola, sorprendendoli nell’intento di irrigare ed accudire parte della predetta piantagione. Prontamente bloccati e tratti in arresto, sul fondo venivano altresì posti sotto sequestro gli svariati attrezzi da lavoro e tubi in plastica utilizzati per l’irrigazione. I Carabinieri, dopo i rilievi fotografici, provvedevano a estirpare e distruggere a mezzo fuoco le piante di cannabis, come disposto dell’autorità giudiziaria. Esposito Francesco è ora in carcere mentre Esposito Nicola è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Per entrambi, l’accusa è di coltivazione illegale di sostanze stupefacenti.