
Nel nostro paese due persone dello stesso sesso, che si amano allo stesso modo in cui lo fa una “normale” coppia etero, non possono far riconoscere la propria unione come "coppia di fatto" ne, tantomeno, possono sposarsi (nemmeno civilmente). Da ciò si deduce che questi non possono godere degli stessi diritti delle coppie eterosessuali come, ad esempio, quelli relativi all’adozione di bambini, le priorità legate alla pensione, le assegnazioni di case e molti, molti altri diritti ampiamente riconosciuti, invece, alle cosiddette “coppie normali”.
A tutto questo fa, però, da contr’altare il parere espresso dal Parlamento Europeo in merito alle coppie gay con cui s’invitano gli Stati membri a far cessare i comportamenti volti a far emergere "disparità di trattamento delle persone con orientamento omosessuale" e in particolare ad abolire "gli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omosessuali, ovvero ad un istituto giuridico equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni". Purtroppo però, in Italia, tuttavia, non c'è una legge ad hoc che possa quindi essere modificata affinché si possa porre rimedio a questa “diversità” ed, in più, esistono delle sentenze che sottintendono che l'istituto del matrimonio può esistere soltanto tra persone di sesso diverso. Ma, a questo punto, diventa naturale il porsi una domanda: se è provato dalla storia che il sentimento d’amore non ha limiti legati al colore della pelle, alla lingua parlata, all’età anagrafica, ma perché dovrebbe avere limiti riguardo al sesso (diverso o uguale dal proprio che sia) della persona amata? Volendo fare un’esempio sull’argomento, sottolineiamo come la Suprema del Brasile abbia deciso il concedere alle coppie omosessuali gli stessi diritti legali di cui godono le coppie etero sposate. La decisione è stata approvata a maggioranza assoluta facendo così del Brasile uno dei pochi paesi dell’America Latina, insieme ad Argentina e Uruguay, ad applicare lo stesso trattamento legale alle coppie omosessuali ed eterosessuali. “La libertà di seguire la propria inclinazione sessuale”, ha detto uno dei giudici “è parte del diritto di ognuno a esprimersi liberamente”. Fatti salvi, dunque i rari casi anzi detti, nel nostro Paese così come non è possibile adottare dei bambini se non si è una coppia sposata, allo stesso modo non è consentito il matrimonio di persone dello stesso sesso e, di conseguenza, l'adozione da parte di coppie omosessuali. Detto ciò cari lettori, giriamo a voi un paio di domande: “gli omosessuali non possono provare dei sentimenti? Non possono esprimersi liberamente in amore ed essere, quindi, ricambiati?” Nel caso in cui le vostre risposte siano due “si”, proseguiamo dicendo “ma, allora, perché in Italia vengono trattati come degli esseri invisibili?”. Se è vero che ogni cittadino italiano ha il dovere di pagare le tasse per eventualmente godere di alcuni diritti, perché gli omossessuali non possono godere degli stessi diritti degli etero? Non sono cittadini italiani anch’essi? O, forse, la radice del problema va cercata nella mentalità talmente retrograda e ristretta da farci impaurire dinanzi alle “diversità”?