di Emanuela Martino*. Il Capolista al Senato in Calabria per Fare per Fermare il Declino, Sandro Brusco, ha incontrato ieri i candidati calabresi e i sostenitori del movimento, fondato da Oscar Giannino. Nella Sala delle Conferenze di Confindustria a Reggio Calabria, nella mattinata, alla presenza dei candidati Marcello Altomonte, al Senato, Francesco Minicucci, Giuseppe Branca, Giancarlo Sudano e Caterina Papisca alla Camera.
Nel pomeriggio Brusco si è spostato a Lamezia Terme, dove è stata inaugurata la sede di Fare, sul centralissimo Corso Nicotera e dove si è anche costituito il comitato locale, guidato da Pietro Greco, n. 8 alla Camera. All'incontro, oltre al Responsabile del Coordinamento e n. 2 alla Camera, Andrea Lanza, erano presenti anche Pietro Sainato, candidato n. 3 al Senato, Francesco Trimboli e Francesco Burza, n. 10 e n. 12 alla Camera. Brusco, che è tra i firmatari del manifesto pubblicato a luglio, dai quotidiani nazionali e con Giannino, Boldrin, Zingales, De Nicola, Stagnaro e Moro, tra i fondatori di Fare per fermare il declino, ha presentato ai calabresi i punti programmatici del partito. «Ci presentiamo agli elettori – ha dichiarato Brusco in apertura di intervento – come alternativa al sistema politico fallimentare della Seconda Repubblica, proponendo soluzioni completamente nuove e preferendo rischiare, piuttosto che allearci con qualcuno. L'Italia degli ultimi 15 anni è stata il fanalino d'Europa. Il debito del Paese si è registrato sin dagli anni '80 e nessuno dei Governi che si sono alternati ha mai realmente cercato di risolvere il problema. Un atteggiamento, quest'ultimo, che continua a manifestarsi, con i partiti più significativi, che non fanno proposte concrete di risanamento del debito e di contenimento della spesa pubblica e sono incapaci di innovare e creare lavoro. Problemi ancora più sentiti al Sud, dove la partecipazione femminile al lavoro non è solo tra le più basse d'Europa, con dati che sono da Terzo mondo e non certo da società civile. Ci sono ragioni di contesto, di mancanza di incentivi, che non sono indirizzati a fare partecipare le donne al mondo produttivo. Ma è per questo che noi sosteniamo la necessità di un cambiamento. Per esempio, riducendo il debito mediante dismissioni del patrimonio pubblico. Occorre intervenire anche sulle pensioni, che è un problema atavico del nostro Stato. Aumentata l'età pensionabile secondo gli standard europei, adesso occorre bloccare le pensioni di anzianità. Il fine è intervenire sulla spesa primaria fino al 5%. È opportuno intervenire sulla giustizia, perché oggi in Italia non esiste un sistema legale in grado proteggere in modo uniforme i cittadini. Ciò significa – ha continuato Brusco – che le possibilità di successo sono riservate a quelli che hanno forme extragiudiziali illecite per fare rispettare la legge. Per la scuola, invece, è necessario abolire il valore legale del titolo di studio e realizzare una vera valutazione del sistema dell'istruzione. La qualità non dipende dalla qualità dei docenti, ma spesso dalla condizioni ambientali. I primi che beneficerebbero di una bonifica della scuola sono i meridionali, perché aiuterebbe a cambiare la mentalità a promuovere quella mobilità sociale degna di un paese civile e utile a scardinare i problemi principale di sottosviluppo. L'altro grosso punto è la liberalizzazione e la promozione della concorrenza. Ci sono molto giovani calabresi più capaci rispetto a dirigenti imbullonati alla sedia da anni. Serve renderci conto che è necessario rinnovare le pubbliche amministrazioni e farle funzionare come quelle private. Scardinando i tabù che fino ad adesso hanno ingessato il Paese. Oggi tutto questo è oggi, moralmente, ancor prima che economicamente insostenibile». Per Andrea Lanza: «è giusto liberarsi dalla condizione di sudditanza nei confronti del viceré di turno. Che è poi la mentalità con la quale si è ragionato, nel Sud, in tutti questi anni. Occorre convincersi che ciò che si sa e si può rendere al Paese, vale molto di più di chi si conosce e ci può aiutare. Liberarsi dall'assistenzialismo e fare, è il primo passo per restituire il futuro alle giovani generazioni, ai nostri figli, alla nostra regione». *Portavoce Fare per fermare il Declini – Calabria.