Serie Bwin, XXIV^ giornata: Reggina-Padova 1-4

Reggina-Padova: 1-4. Reggina (3-5-2): P. Marino; Freddi, Cosenza, A. Marino; D’Alessandro, Rizzo (dal 71° Ragusa), N. Viola, De Rose (dal 61° Montiel), Rizzato (r); Campagnacci (dal 79° A. Viola), Ceravolo. In panchina: Kovacsik, Angella, Colombo, Castiglia. All.: Gregucci. Padova (4-3-3): Pelizzoli; Donati, Trevisan, Legati, Renzetti; Jydayi, Marcolini, Cuffa (c) (dall’83° Osuji); Rupolo, Hallenius (dall’83° Cutolo), Drame (dal 65° Lazarevic). In panchina: Perin, Franco, Schiavi, Portin. All.: Dal Canto. Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli. Assistenti: Bernardoni di Modena e Conca di Roma. Quarto uomo: Saia di Palermo. Marcatori: Ruopolo al 28°, Cuffa al 45°, N. Viola al 47° (p.t.), Ruopolo al 71° ed Hallenius all’81°. Ammoniti: D’Alessandro al 19°, Cosenza al 23°, Drame al 53°, Freddi all’86° e Montiel al 90°. Corner: 2-4. Recupero: 2’ (p.t.) e 3’ (s.t.).
Note. Assenti Adejo (per l’infortunio muscolare rimediato a Modena poco dopo aver regalato il vantaggio ai padroni di casa), Emerson e Bonazzoli (squalificati perché in diffida ed ammoniti sempre a Modena), Gregucci per il suo esordio casalingo cambia ancora formazione (la 24ma in altrettante gare tra lo stesso Gregucci e il predecessore Breda). Nella linea “a 3” difensiva esordisce il neo-acquisto Gianluca Freddi proveniente dal Grosseto. Nella zona centrale della tribuna sud, roccaforte del tifo organizzato amaranto, ben esposto uno striscione assai eloquente recita “Stanchi di questa Società, più rispetto per la nostra Città”. Chiaro il messaggio al patron Foti “colpevole”, non da oggi, di pensare più al profitto economico che al raggiungimento degli obiettivi troppo spesso proclamati e non raggiunti. La protesta durerà sino al 20° allorquando i tifosi ritornano sugli spalti a tifare “solo per la maglia”. Cronaca e commento. Primo tempo. Al 6° la Reggina si rende pericolosa dalle parti dell’ex Pelizzoli. E’ Rizzato a crossare rasoterra al centro con la palla che attraversa tutta l’area senza che Campagnacci e/o Ceravolo arrivino sul pallone. Fasi concitate e confuse della partita con le due squadre che cercano di superarsi sbagliando tanto ma animate, comunque, dalle migliori intenzioni. Il Padova, forte dei 6 punti in più in graduatoria sugli amaranto, ambisce a gestire la gara cercando di rischiare meno possibile. La Reggina, d’altro canto, senza vittorie dal lontano 13 novembre (Reggina-Nocerina 2-1), appare volenterosa ma a fare i conti con un organico lacunoso a maggior ragione dopo la cessione di Missiroli utile a “far cassa” ed andato a rinforzare (mossa intelligente quella di Foti, vero?) una diretta concorrente per il solo presunto, e non reale nè realistico, obiettivo stagionale amaranto (per intenderci quel Sassuolo da ieri in testa alla classifica al pari del Torino). Gara senza particolari emozioni fino al 18° allorquando un inserimento di Cuffa consente a quest’ultimo di battere a rete seppur scoordinato con P. Marino che para (questa sì ch'è una notizia!) facilmente. Al 19° D’Alessandro, in diffida, si fa ammonire e salterà quindi la trasferta di Grosseto di sabato prossimo. La squadra di Dal Canto appare più spregiudicata e maggiormente votata all’attacco dei padroni di casa. Al 25° la Reggina è in area veneta. Rizzato appoggia centralmente per Campagnacci che, chiuso da un paio di difensori, prova a calciare senza troppa convinzione spedendo il pallone sul fondo. Al 28° il Padova passa in vantaggio. Cross da sinistra sul quale P. Marino sceglie di uscire e di “battezzare” fuori o, comunque, non pericoloso il pallone destinato, secondo lui, sul fondo. La “decisione” del portiere (?) reggino si rivela per l’ennesima volta sbagliata e l’errore costa ancora una volta cara alla sua squadra. Infatti, nel mentre P. Marino allarga le braccia come a suggerire ad A. Marino di lasciar scorrere il pallone destinato – secondo lui – lontano dalla propria porta, da dietro sbuca Ruopolo che, di piatto destro, non ha difficoltà alcuna ad insaccare nella porta incustodita. Ci chiediamo come mai potrebbe “custodirla” un portiere, si fa per dire, reo di errori a ripetizione costati punti su punti alla sua squadra. Ma la colpa non è sua, o meglio non ha colpe per la propria assoluta inadeguatezza. Le responsabilità maggiori sono assolutamente ed esclusivamente del presidente Foti che aveva in casa un “signor portiere” come Puggioni e lo ha venduto per far soldi utili a ripianare i debiti (seppur proprio non comprendiamo come la Reggina possa avere debiti se la sua storia ci ha insegnato che ha sempre più incassato che speso). Mah! La gara, subito dopo il gol subito dagli amaranto, viene sospesa per qualche minuto da Candussio per via di alcuni petardi fatti esplodere dai tifosi amaranto in evidente segno di contestazione. Ripresa la partita per P. Marino sono solo fischi (peraltro ampiamente meritati dopo gli strafalcioni continui di cui è assoluto responsabile). Al 43° il Padova si rende nuovamente pericoloso con Drame che, ricevuta palla in area sulla destra, cambia piede e calcia a giro sul palo più lontano spedendola di un soffio alla destra di P. Marino. Al 45° gli ospiti raddoppiano. Sugli sviluppi del quinto corner a proprio favore, Legati tocca di testa allungando la traiettoria del pallone. Interviene Cuffia che realizza senza difficoltà alcuna. Ed il portiere? Sapete dov’era? Un paio di metri oltre Cuffa, rispetto alla traiettoria del pallone, già proteso in tuffo a prendere… farfalle. Incredibile! Se piuttosto che “inadeguato” usassimo l’aggettivo “scarso” supportato dall’avverbio “veramente” sbaglieremmo di tanto? Ma, lo ribadiamo, resta inteso che la colpa continua a non essere la sua. Al 47°, secondo ed ultimo minuto di recupero concesso, la Reggina accorcia le distanze. Calcio di punizione ad una ventina di metri dalla porta difesa da Pelizzoli. Calcia N. Viola, di sinistro, con la palla che supera la barriera e s’insacca imparabilmente alle spalle dell’unico ex della partita. Dopo Modena (gran tiro al volo di esterno sinistro e palla imparabile alla destra del portiere di casa), insomma, N. Viola si rende ancora protagonista di una pregevole marcatura. Il primo tempo finisce qui, con il pubblico comprensibilmente e legittimamente impegnato a subissare di fischi gli undici in maglietta e pantaloncini amaranto protagonisti – non tutti, per carità – dell’ennesima prestazione sin qui indecorosa. Sia chiaro, l’avversario è di tutto rispetto e soccombere con il Padova non è come rischiare di perdere come contro il Modena in superiorità numerica (perdipiù in vantaggio). La squadra di Dal Canto è “squadra” e gli attuali 9 punti in più degli amaranto lo testimoniano appieno. Secondo tempo. Gli “11” di Gregucci iniziano i secondi 45 minuti di buona lena catapultandosi in avanti. Resta da capire se hanno idee nella testa o se, come spesso successo, è solo un “movimento involontario” dettato dalla disperazione. Nel giro di un paio di minuti ci prova prima Campagnacci con Pelizzoli che smanaccia in angolo e poi Ceravolo con la palla di poco sopra la traversa. La Reggina tenta di riacciuffare la gara. Sa che perdere oggi potrebbe voler dire salutare il sesto posto dai ieri perso a beneficio del Varese vittorioso a Crotone. Al 61° Gregucci effettua il primo cambio: esce De Rose ed entra il “riesumato” Montiel. Al 64° il Padova va vicinissimo al terzo gol. E’ Hallenius a far impazzire A. Marino con dribbling a seguire che lo portano ad accentrarsi ed a battere di sinistro fortunatamente alto sulla traversa. Al 65° anche Dal Canto cambia: fuori Drame e dentro Lazatevic. La Reggina è, dall’inizio della ripresa, sistematicamente nella metà campo veneta. Pochi i risultati concreti, a dire il vero, ma quantomeno si registra il moto d’orgoglio degli amaranto. Al 71° il Padova triplica. E’ ancora Ruotolo a battere l’inesistente P. Marino con un grandissimo gol: palla ricevuta a sinistra dentro l’area, giusto il tempo di coordinarsi e battuta secca di destro che s’insacca nel “7” sul palo più lontano alla sinistra del portiere (si fa per dire) amaranto. Gregucci cambia ancora: fuori Rizzo e dentro Ragusa. Il tecnico amaranto, sulla cui scelta fummo assai scettici giustificandola solo con il presumibile ingaggio modesto, non sa a che Santo votarsi giacché, così come le colpe non erano solo di Breda e non sono sue adesso, ha una rosa sopravvalutata (solo da Foti, per intenderci). Al 79° il “povero” Gregucci cambia ancora: fuori Campagnacci e dentro A. Viola. La musica non crediamo cambi con la Reggina vicina all’ottava gara senza vittorie (5 sconfitte e 3 pareggi). A conferma del nostro pensare ecco che il Padova, all’81°, quadruplica. E’ Hallenius a trafiggere per la quarta volta la difesa amaranto con un diagonale da sinistra a destra che il portiere (sempre si fa per dire) amaranto guarda entrare con la palla che, colpita la faccia interna del palo alla sua sinistra, s’insacca. Dal Canto, forte del risultato che chiude virtualmente (ed anche materialmente) la partita effettua secondo e terzo cambio: fuori Cuffa ed Hallenius e dentro e dentro Osuji e Cutolo. La partita è praticamente finita con i tifosi della Sud, dopo aver intonato cori tutt’altro che “simpatici ed importanti” contro il massimo ed unico responsabile di questa ed altre disfatte (Foti), a recarsi a ridosso dei cancelli divisori tra curva e tribuna scuotendo le sbarre “minacciando” azioni non solo verbali. Che tristezza vedere la Reggina ridotta così! La cosa che più duole è il riecheggiare delle parole del presidente circa il “migliorare il piazzamento dello scorso anno” che, tradotto, vuol dire finale playoff. Il problema non sono tanto le sconfitte o le pessime figure, è piuttosto la consapevolezza della presa per i fondelli subita. Foti ha un unico obiettivo: il denaro. I tifosi e la Città ne hanno pure uno solo: i risultati. La fiducia non è incondizionata e Foti non può presumere che tutti si abbia l’anello al naso. Dica, piuttosto, le cose come stanno: come e perché la Reggina avrebbe contratto debiti, per esempio. Dove sono finiti i soldi incassati nel ventennio di sua gestione, altro esempio. E’ vero che la Reggina è solo sulla carta di Reggio e dei Reggini e che nella sostanza è di Foti, ma è vero anche che lo stesso Foti ha, oggi più che mai, il dovere morale di dar conto del suo operato a chi ha contribuito in maniera determinante al diventare “grande” da parte della Reggina. Comprendiamo, però, come il significato della parola “morale” non appartenga a molti. E finiamola con la storiella secondo cui a Foti sia (quasi) tutto concesso perché ha “portato” la Reggina in A per 9 stagioni. Oggi, questa storiella, non tiene più anche perché la gente, quella senza l’anello al naso di cui sopra, sa che in A la Reggina ci è andata anche, anzi soprattutto, per una serie di coincidenze e di circostanze che, oggi ed in un futuro prossimo, difficilmente si potranno riverificare. Complimenti presidente! Ad maiora!
Protocollo d’intesa tra la Provincia di Reggio Calabria e l’Agenzia dei Borghi Solidali, organo di gestione del progetto “I luoghi dell'accoglienza solidale nei Borghi dell'Area Grecanica", finalizzato alla collaborazione per l’espletamento del concorso internazionale di idee per la “Riqualificazione del waterfront di Saline Joniche e la realizzazione di un Parco Naturale e Antropico”, di prossima pubblicazione. Nei giorni scorsi è stato firmato questo documento negli uffici della Provincia attraverso il quale si mira a sollecitare un intervento urgente su un’estesa area dalle forti potenzialità ambientali, purtroppo simbolo da anni di errate scelte politiche ed interventi fallimentari e su cui oggi addirittura grava l’insostenibile progetto per la realizzazione di una mega centrale a carbone. La volontà congiunta di attivare tale procedimento concorsuale nasce appunto dalla constatazione delle potenzialità non sfruttate, specificità geologiche, storico-paesaggistiche e culturali, che l’area, nonostante lo stato di degrado, ancora può offrire. L’area estesa di riferimento è da considerarsi una regione omogenea per caratteristiche naturali e topografiche, i suoi limiti infatti sono determinati da elementi naturali: da una parte, Capo d’Armi, lo sperone di roccia bianca a picco sul mare, di pregio geologico, dall’altra la Fiumara S. Elia, facente parte della peculiare struttura naturale che solca e segna il passo del territorio reggino.
La Giunta regionale si è riunita – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta –sotto la presidenza del Presidente Giuseppe Scopelliti. Su proposta del Presidente Scopelliti la Giunta ha deliberato la nomina del Commissione per la selezione dei componenti il Comitato di Sorveglianza della Sua (Stazione Unica Appaltante). Ne fatto parte Giovanni Montera, Mario De Stefano e Vincenzo Adamo. I tre neo commissari svolgeranno il loro compito a titolo gratuito.
Stamane è stato trovato scardinato il cancello d’ingresso della sede del Coordinamento Nazionale Antimafia “Riferimenti”. Sul posto è intervenuta subito una volante della Polizia e gli investigatori della Scientifica. Al momento non si conoscono matrice e/o motivazione del gesto. E’ stata fatta anche l’ipotesi di un cedimento improvviso, che però non convince i rappresentanti dell’Associazione. Da rilevare che proprio venerdì 20 gennaio u.s. si è tenuta, proprio in sede, una conferenza stampa di forte denuncia dalla Presidente Adriana Musella. Fatto è che sabato, quando l’associazione è stata chiusa, la porta funzionava benissimo ed in tutti questi anni non ha mai dato segni di cedimento. Si ripropone per l’Associazione l’annoso problema della mancanza di telecamere in loco. La richiesta più volte sollecitata sia dall’Associazione che dalla Questura, nonché deliberata dal Comitato dell’Ordine per la Sicurezza, in tre anni, non è mai stata evasa trovando il silenzio e l’immobilismo del Comune.
Dopo i giorni del silenzio stampa, la Società si apre al dialogo ed al confronto. Oggi pomeriggio, presso il Pianeta Viola, alle ore 18:45, il Direttore Generale della Viola Reggio Calabria, Gaetano Condello, dialogherà con i tifosi e la stampa in un clima di dialogo costruttivo e partecipativo. A rappresentare gli atleti della Liomatic Viola sarà presente il capitano Sebastiano Grasso.
Il Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (Arpacal), prof.ssa Marisa Fagà, ha rivolto in una nota un plauso particolare al Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, per la recente sottoscrizione del protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e la Regione Calabria finalizzato alla promozione di progetti per lo sviluppo sostenibile nella città dei Bruzi. “Le tematiche ambientali oggetto del protocollo d’intesa – ha commentato Fagà – spaziando dalla promozione dell’efficienza energetica con l’uso delle fonti rinnovabili, sino alla gestione del ciclo dei rifiuti ed alla promozione della mobilità sostenibile, candidano la città di Cosenza a capofila di un nuovo percorso di innovazione in Calabria che guardi al futuro delle nostre aree urbane con la sensibilità e l’attenzione di chi dovrà lasciarle in eredità alle nuove generazioni”. “Ritengo che alla prossima Conferenza mondiale sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro, dal 20 al 22 giugno prossimi, il ministro Clini potrà portare, tra le varie eccellenze italiane, anche il caso di studio della città di Cosenza.
In merito alla puntuale nota del SIULP relativamente alla gestione di taluni aspetti logistici riguardanti gli uffici della Questura nel Territorio cittadino, ritengo opportuno rappresentare la posizione dell’Amministrazione in virtù della consueta cordialità che contraddistingue le relazioni personali ed istituzionali con il Sindacato di Polizia. Sicurezza e legalità sono due aspetti prioritari per il nostro territorio e conseguentemente l’Amministrazione intende salvaguardare e, ove possibile, incrementare la presenza dei presidi delle Forze dell’Ordine. Riguardo alle due questioni poste dal Sindacato, esse sono purtroppo da inquadrare nella particolare situazione che sta attraversando il nostro Paese in ordine alla carenza di risorse che colpisce da un lato i Comuni e dall’altro tutti i Ministeri, compreso quello degli Interni; sono convinto invece che le risorse di quest’ultimo andrebbero, se non incrementate, perlomeno mantenute, considerate le forti ricadute in termini di legalità e presidio del territorio specie nelle zone a più alto rischio come il Meridione. Per quanto riguarda l’ufficio di Polizia ubicato presso il Cedir auspico che il trasferimento di detto ufficio, ipotizzato dalla Questura, sia scongiurato e che anzi si possa prendere in considerazione l’istituzione di un posto fisso di Polizia, considerando l’importanza che l’intera zona riveste.
Una grande festa per celebrare l’inaugurazione della nuova sede operativa della Liomatic. Nella mattina di sabato, la dirigenza della Viola Reggio Calabria e gli atleti della Liomatic, hanno preso parte all’evento che ha ufficializzato una nuova struttura dell’azienda situata a San Leo. Il presidente GianCesare Muscolino, il direttore generale Gaetano Condello, il team manager Lorenzo Mazzitelli ed il dirigente Josè Campisi, hanno così avuto modo di visitare la struttura e dialogare con i responsabili, la nuova sede rappresenta sicuramente anche un modo di facilitare e rendere più fattivi gli incontri e le comunicazione tra la società ed il main sponsor, che da tre anni sostiene la Viola. "Nonostante il momento di forte crisi, la Liomatic ha scelto di continuare ad investire", ha dichiarato il responsabile area manager Luigi Sciacca al momento del taglio del nastro. Presente all’evento anche il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti: "Va fatto un plauso ad un’azienda che continua a crescere nel particolare momento che stiamo attraversando e che promuove e sostiene il mondo dello sport – ha commentato il Governatore -. Di certo il nome, il progetto, il ruolo e la tradizione che la Viola ha avuto a livello nazionale, sono motivi che hanno rappresentato una valida attrattiva per l’azienda che è legata alla società sportiva. 
Curiosità.
Di Maria Teresa D'Agostino. Arte, musica e impegno sociale nei quattro giorni di “Terratour Italia” che si terrà il 26, 27 e 28 gennaio nella Locride. “Terratour” è un movimento oramai planetario, nato nel 2009 dalla mente di un piccolo gruppo di persone in America latina, che in pochi anni è riuscito ad espandere in tutti i continenti la sua linfa vitale all’insegna di ideali di pace e giustizia sociale. Il movimento arriva per la prima volta in Europa e lo fa partendo dalla Locride, che si propone come terra di speranza e di attivismo, lanciando proprio da qui un messaggio di cambiamento per tutto il mondo. «Siamo convinti che le nuove generazioni possano realmente cambiare un territorio tormentato come il nostro – spiegano gli organizzatori -. Crediamo che un’occasione di riscatto possa iniziare per mano dei nostri giovani; a tale proposito degli specialisti del settore hanno preparato dei questionari da sottoporre agli studenti per conoscere realmente i bisogni e le necessità dei nostri ragazzi e indirizzarli così verso un’azione concreta di volontariato e rispetto del prossimo». Quattro giorni di incontri ed eventi culturali caratterizzano la manifestazione: mercoledì 25 gennaio, dalle 9.30 alle 12.30, nell’aula magna del liceo scientifico “La Cava” di Bovalino conferenza Equo e concerto band Terratour, diretta radiofonica a cura di Radio Venere con Ruggero Brizzi;
Tecnologiche e interconnesse, ma anche sostenibili, confortevoli attrattive, sicure, in una sola parola “intelligenti”: questo l’identikit ideale delle cosiddette smart cities, come sono state ribattezzate in questi anni, le città sulle quali, in Europa e nel mondo, si scommette per garantire uno sviluppo urbano equilibrato e al passo con la domanda di benessere che proviene dalle sempre più popolose classi medie internazionali. E se n'é parlato anche a Reggio Calabria, nel corso di un interessante convegno promosso dall'Assessore Provinciale alle Attività Produttive Domenico Giannetta. In una sala conferenze del Palazzo storico della Provincia gremita in ogni ordine di posto si sono alternati nei loro qualificati interventi il Presidente dell'Amministrazione Provinciale Giuseppe Raffa nonché gli esperti relatori Conversano e Miola per illustrate le finalità e le peculiarità del Progetto internazionale Minos: sistema città intelligente. Tra il pubblico presente all'incontro, abilmente moderato dall'avv. Vincenzo Barca, pure una nutrita rappresentanza dei sindaci dei 97 comuni del territorio tutti molto partecipi e curiosi di scoprire le molteplici applicazioni e le notevoli opportunità legate al Progetto Internazionale Minos. Il primo obiettivo da raggiungere per creare una vera città intelligente è una gestione ottimizzata delle risorse energetiche e del trasporto, in modo che le aree urbane diventino il più efficiente possibile, riducendo le emissioni di carbonio, i rifiuti, l’inquinamento e la congestione.
Riparte il Pop Music Festival e tornano le grandi opportunità per gli artisti emergenti. Chi vincerà, anche quest’anno, volerà in Canada grazie al gemellaggio che il RPMF ha con il Superfantastico di Montreal, la più grande kermesse di musica italiana nel Nord America. Non sono da meno gli altri premi: due contratti discografici, la produzione e distribuzione digitale di un Ep e di un singolo e la realizzazione di due videoclip, due book fotografici e due web site. In palio anche la possibilità di esibirsi durante gli eventi organizzati da Fonopoli, il progetto culturale presieduto da Renato Zero, partner del RPMF. Alla sua terza edizione, il Pop Music Festival, ideato da Enzo Bellina, è diventato dunque, una concreta opportunità rivolta agli artisti emergenti che vogliono promuovere in modo efficace la loro musica. Il valore complessivo dei suoi premi supera i 25.000 euro. I Cipria (nella foto), vincitori dell’edizione 2011, suoneranno oltreoceano nell’aprile prossimo e la loro eclettica “Gigolò”, che la scorsa estate ha fatto ballare il pubblico in riva allo Stretto, sarà trasmessa ad alta rotazione, per un mese, sulle frequenze di Radio Montreal, l’emittente italiana in Canada.
Il Kiwanis Club “Reghion 2007” fa ancora centro nel grande bersaglio della solidarietà. Un computer verrà donato ai bambini e ragazze dell’Istituto delle Suore di San Vincenzo di Santa Giovanna Antida de Touret di Polistena accolti nella casa famiglia “Casa Nostra”. Si tratta di giovani adolescenti con difficoltà, affidati alle suore e nello specifico a suor Angela Paglione e a suor Anna. La raccolta fondi, effettuata nella città di Reggio Calabria, ottenuta grazie ai premi offerti da diversi sponsor di Reggio Calabria e provincia, stimolati dai soci del Club, consentirà di realizzare un service a favore dei più piccoli. “I fondi raccolti – afferma il Presidente del Club “Reghion 2007”, Vincenzo Malacrinò – serviranno all’acquisto di un computer da mettere a disposizione dei bambini e delle ragazze in affidamento a Suor Angela. In questo periodo storico particolare – continua il Presidente del “Reghion” – i giovani non possono crescere culturalmente e professionalmente lontani dal saper utilizzare i mezzi di comunicazione moderni, ferma restando la necessità di farne sempre il giusto utilizzo finalizzato all'arricchimento del proprio bagaglio culturale”. Il digital divide, com’è noto, è un elemento di discriminazione sociale ancora molto forte e presente nella società di oggi. Pertanto, associare alla fondamentale opera educativa e di sostegno morale svolta da Suor Angela Paglione, che accompagna in maniera impareggiabile queste ragazze nel loro percorso di vita, anche l’apprendimento dell’uso del pc è un modo per accrescere le loro abilità professionali e per eliminare ulteriori “barriere” al loro relazionarsi con i coetanei e nella società.
L'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili del Tribunale di Vibo Valentia, come già i Colleghi di Bologna e di altre parti d’Italia, ancor prima che gli attuali principi di liberalizzazione delle professioni divengano legge, per amore di giustizia e di verità rende noto che <la professione dei Commercialisti è già stata liberalizzata dal 2006 a mezzo del Dlgs 139 del 2005 che da allora la governa nel più totale rispetto dei principi della libera concorrenza e con l'obiettivo di differenziare e pluralizzare l'offerta professionale sul territorio>. A precisarlo è il Presidente dell’ODCEC di Vibo Valentia, Francesco Romano, che ha inteso sottolineare come: <l’accesso alla professione è libero, perché non ha numeri chiusi e richiede solo l'esame di Stato che è garanzia di preparazione professionale. In merito alla formazione continua, resa anch’essa obbligatoria, è uno dei punti su cui, come ordine locale, stiamo puntando da anni.