Arma dei Carabinieri: con l’operazione “Reale 4 – Ippocrate” finiscono in carcere la moglie di “Gambazza”, due medici ed un avvocato



Nella mattinata odierna, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 6 indagati per concorso in falsa attestazione in atti destinati all’autorità giudiziaria e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, con l’aggravante delle finalità mafiose. Il provvedimento ha colpito esponenti della cosca Pelle “Gambazza” di San Luca e noti professionisti della provincia reggina e di quella cosentina, disponendo la custodia cautelare in carcere del boss Pelle Giuseppe “Gambazza”, cl. ’60, e del figlio Pelle Antonio, cl. ’87, (entrambi arrestati nell’aprile 2010, nel corso dell’operazione “Reale”), di Barbaro Marianna – moglie di Pelle Giuseppe – (nella foto), dei dottori Moro Francesco e Quartucci Gugliemo (nelle foto), nonché, gli arresti domiciliari dell’avv. Cornicello Francesco Marcello (nella foto), del foro di Cosenza. E’ stato disposto inoltre il sequestro penale della casa di cura per malattie neuropsichiatriche convenzionata con la Regione Calabria, “Villa degli Oleandri” di Mendicino (CS), limitatamente alle quote societarie facenti capo a Quartucci Gugliemo.
L’operazione “Reale 4 – Ippocrate” prende il via dalle conversazioni intercettate nell’inverno del 2010 nell’abitazione di Pelle Giuseppe (sfociate, sotto la direzione della DDA reggina, nelle operazioni “Reale”, “Reale 2” e “Reale 3”). Come nelle precedenti due, che avevano disvelato i rapporti della cosca con l’ambiente universitario e con il mondo politico locale, anche in quest’ulteriore fase emergono le collusioni con i colletti bianchi, nella fattispecie medici compiacenti e disponibili alla esigenze del boss. In particolare, è emerso come, nel corso degli anni, Pelle Giuseppe si fosse procurato una sorta di cartella clinica contenente numerosi certificati medici, funzionali ad attestare la sua incompatibilità col regime carcerario. Con il tempo, poi, la tecnica si era andata affinando e, dall’anno 2006, Pelle aveva cominciato a dichiarare falsamente di soffrire di “depressione maggiore”, diagnosticatagli in più occasioni e da più medici. Proprio grazie alle false certificazioni attestanti la patologia psichica in argomento, nel 2008, il boss di San Luca era già stato scarcerato. Nello specifico, l’attenzione degli investigatori si è concentrata sul dott. Moro Francesco (medico in servizio al Pronto Soccorso “118” di Bianco) e sul dott. Quartucci Gugliemo (medico responsabile della casa di cura privata per malattie neuropsichiatriche “Villa degli Oleandri” di Mendicino). La mattina del 27.02.2010, Moro Francesco veniva intercettato mentre si rendeva disponibile ad assecondare la richiesta di Pelle Giuseppe di inscenare un finto malore dovuto ad uno stato d’ansia simulato: nel corso del lungo dialogo, il dottore suggeriva a Pelle Giuseppe l’esatto comportamento e le modalità da tenere, per rendere quanto più verosimile l’intervento; in tal modo, come Moro teneva a precisare, avrebbero messo in scena “un film… bello pulito!”. Effettivamente, come programmato, la sera del 02.03.2010, Pelle Giuseppe – con la complicità della moglie Barbaro Marianna e del figlio Antonio cl. ‘87 – contattava il “118”, facendo arrivare un’equipe medica coordinata dal compiacente dott. Moro. Similmente, anche il dott. Quartucci Guglielmo si era prodigato per il boss di Bovalino, già nel 2008, favorendo un suo ricovero a “Villa degli Oleandri”, al termine del quale aveva certificato falsamente che il suo paziente era “affetto da sindrome depressiva maggiore con tratti psicotici”; inoltre, in varie occasioni, il medico cosentino aveva rilasciato al Pelle certificati attestanti la simulata patologia depressiva. Il dott. Quartucci, per sua stessa ammissione, ribadiva di assecondare le richieste di Pelle, perché sapeva della sua appartenenza alla ‘ndrangheta (“… mi hanno mandato, da Reggio Calabria, i Pelle!… il secondo giorno venivo ammazzato… Dice che il padre, è il vangelo, era!…”) e rivelava che l’accondiscendenza con cui lo trattava derivava dal suo assoggettamento alla potente famiglia mafiosa: “la legge? Se ne frega di te! … Quando venivano quelli da Reggio Calabria, i Pelle i cosi… gli dicevo: “non ti visito”? Che quelli il secondo giorno venivano qua e mi mangiavano (“appappavano”)…”. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, i numerosi servizi di pedinamento degli indagati ed i successivi riscontri documentali permettevano di accertare che il dott. Quartucci aveva redatto dei certificati compiacenti anche per conto di Conforti Andrea, agente della P.S. tratto in arresto per il tentato omicidio aggravato ai danni della moglie, affetto da “una sintomatologia prevalentemente depressiva”. Grazie all’intercessione del suo difensore – l’avv. Cornicello – ed alle false attestazioni del medico, Conforti tornava a piede libero nel giro di pochi mesi, anche se la sua patologia psichica non era né sanata né tantomeno migliorata. Tutto l’impianto accusatorio è stato confermato dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Lovato Samuele – un tempo associato al clan dei Forestefano operante nell’alto cosentino – il quale spiegava, per esperienza diretta, i meccanismi che si celavano dietro ai ricoveri presso “Villa degli Oleandri” di soggetti affiliati alla ‘ndrangheta (simulatori di malattie legate alla depressione), al fine di sfuggire al regime detentivo: “…a Villa degli Oleandri … gonfiano le patologie, riportano sopra le cartelle farmaci che non vengono assolutamente somministrati, falsificano dei test…”. Il Lovato forniva numerosi elementi per smascherare l’escamotage utilizzato da Pelle Giuseppe “gambazza”, sostenendo che la patologia normalmente inscenata dagli appartenenti alla ‘ndrangheta per sfuggire al carcere era la “depressione”, che “è una di quelle patologie astratte… ed in secondo luogo che tu non sai mai dire che uno sta fingendo o non sta fingendo. E non è una patologia tipo un braccio rotto che tu dici se è guarito, è guarito…”.
E' passata una settimana, ma ancora brucia la sconfitta che la Pro Reggina ha rimediato sul campo del Cus Palermo. Sconfitta immeritata e partita "pilotata" per quaranta minuti dagli errori arbitrali che ne hanno condizionato l'andamento. A differenza di quanto comunicato nel post partita di domenica scorsa, la società amaranto ha deciso di non inoltrare ricorso per errore tecnico, ma invierà alla Divisione Calcio a 5 un esposto con tutti i torti arbitrali subiti durante il campionato, documentando il tutto con delle immagini. Archiviata quindi la trasferta di Palermo, domenica con inizio alle ore 16 al Pala Botteghelle arriverà la Parrocchia Ganzirri squadra che nel girone di andata fu battuta col risultato di 7 a 1.
Nella propria sede di Reggio Calabria il coordinamento nazionale antimafia “Riferimenti” ha convocato stamane una conferenza stampa per denunciare la gestione dei beni confiscati. La presidente Adriana Musella ha evidenziato come non ci sia un criterio obiettivo nell'assegnazione dei beni ma piuttosto la metodologia delle logiche clientelari. “Riferimenti” denuncia il mancato controllo nella gestione da parte degli Enti locali che per legge avrebbero l'obbligo di assicurarsi che i beni siano realmente utilizzati per lo scopo richiesto non solo ma anche avendo cura della loro conservazione e manutenzione. Adriana Musella ha fatto l'esempio del sindaco di Limbadi (in provincia di Vibo Valentia), denunciato per mancato controllo e conservazione degli immobili confiscati alla cosca “Mancuso”. Questo pare non succeda a Reggio Calabria dove un locale assegnato alla CRI sta marcendo deteriorato dalla muffa e dall'umidità non solo per mancato uso e frequentazione ma per incuria dell'Amministrazione Comunale. Lo stesso locale era stato richiesto da “Riferimenti” per farne un laboratorio permanente per gli studenti della città, essendo separato dalla sede dell'associazione solo da una scala interna. “Riferimenti” ha denunciato e fatto notare ai giornalisti anche la presenza di amianto sul tetto dei propri locali (beni confiscati alla famiglia “Logiudice”).
L’Assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione nazionale e comunitaria Giacomo Mancini ha incontrato, oggi, i sindaci dei Comuni delle province di Cosenza e di Reggio Calabria interessati al bando PISL “Spopolamento”. All’incontro, al quale hanno partecipato la maggior parte dei Comuni interessati (37 della provincia di Cosenza e 32 della provincia di Reggio Calabria), era presente anche il direttore del nucleo di valutazione e dirigente di settore del Dipartimento regionale Programmazione nazionale e comunitaria Luigi Zinno. Durante la riunione l’assessore Mancini – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta – ha illustrato l’avviso che verrà pubblicato nei prossimi giorni e che interesserà i comuni con popolazione inferiore a 1500 abitanti a rischio spopolamento, che in Calabria sono complessivamente 106. I fondi destinati agli enti pubblici sono 42 i milioni di euro da ripartire in rapporto alla popolazione residente e più precisamente: 15,4 milioni per la provincia di Cosenza, 10 milioni per quella di Reggio Calabria, 6,7 milioni per quella di Catanzaro, 5 milioni per quella di Vibo Valentia e 4,5 milioni per la provincia di Crotone. Mancini ha, poi, indicato i tempi di programmazione ed ha parlato di “tempi stringenti.
Buone notizie in casa neroarancio. Giovanni Coronini, riprenderà presto il suo ruolo di playmaker all’interno della compagine del presidente Muscolino. Ad una prima analisi, effettuata dal medico sociale della squadra, il dottore Calafiore, emergeva infatti una lesione parziale del crociato, abbinata alla rottura del menisco, dalla quale si necessitava la sottoposizione dell’atleta a operazione. Presso la struttura medica Icot di Latina, attraverso diagnosi per via artroscopica, si confermava la meniscopatia e la lesione parziale del menisco. Il giocatore, in day hospital, è stato quindi sottoposto ad intervento, al fine di suturare il menisco lesionato e riparare la lesione parziale del crociato anteriore. Positivi i tempi di risposta e di recupero previsti. “La tempistica di recupero – ha dichiarato il dottore Calafiore – è valutabile intorno ai 40 giorni”. Nei primi 20 il play neroarancio effettuerà, sotto il monitoraggio dello staff medico della Viola, riabilitazione ai fini del recupero muscolare, nei 20 giorni successivi, si passerà all’esercizio mirato al recupero atletico.
“Siamo pronti a elaborare proposte da sottoporre al Governo per la realizzazione concreta delle città metropolitane”. Lo ha dichiarato il Sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena a margine della prima riunione del nuovo Coordinamento delle Città Metropolitane svoltasi questa mattina nella sede dell’Anci Nazionale. “In un momento storico in cui è in atto una semplificazione dell’assetto Istituzionale – ha aggiunto ancora Demetrio Arena – è significativo che si sia ricostituito il coordinamento delle Città Metropolitane. In tal senso l’Anci ritiene di dover agire da protagonista e non da semplice spettatore, interloquendo con il Governo sulle Riforme da attuare impegnandosi ad assecondare questo storico percorso. Da parte nostra – ha concluso Arena – il “tavolo” aperto dal coordinamento lavorerà in maniera serrata per elaborare una proposta che sappia sfruttare le opportunità offerte dall’ ultima produzione legislativa che sembra superare alcuni ostacoli che hanno fino ad oggi impedito la realizzazione delle Città Metropolitane (Referendum, Perimetrazione territoriale, Pareri, ecc.) In questo contesto l’Anci può diventare un punto di riferimento fondamentale per il Governo”.
Con il permesso del signor comandante Interregionale Carabinieri Culqualber, Generale Ermanno Meluccio, desidero innanzitutto porgere un sentito ringraziamento ai concelebranti la funzione religiosa, monsignor Silvio Misiti e don Vincenzo Ruggiero, alle autorità politiche regionali e provinciali, al Commissario Prefettizio del comune di Palmi, al Procuratore della Repubblica di Palmi, ai colleghi delle Forze Armate e di Polizia, al comandante e agli Allievi Carabinieri della Scuola di Reggio Calabria, ai rappresentanti del COBAR, all’Associazione Nazionale Carabinieri e alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, che hanno voluto onorare con la loro presenza la memoria dei nostri caduti Antonino Fava e Vincenzo Garofalo, che nella mattinata abbiamo ricordato con la deposizione di una corona di alloro sul luogo dell’eccidio. Ai loro familiari va il mio deferente saluto e in particolare alle signore Antonietta Anile e Patrizia Scanu e ai loro figli, qui presenti alla celebrazione. La sera del 18 gennaio 1994, l’equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Palmi, composto dal capo equipaggio Appuntato Scelto Antonino Fava e dall’autista Appuntato Scelto Vincenzo Garofalo, dopo aver assicurato un servizio di viabilità ad alcuni magistrati messinesi che si erano recati presso il carcere di Palmi per un atto istruttorio e in attesa di riprendere lo stesso servizio per il loro rientro verso Villa San Giovanni, era stato impiegato, poco dopo le 20,00, in attività di perlustrazione sul settore autostradale di competenza, che si avviò a percorrere con i lampeggianti dell’autoradio accesi. 
Alle ore 07,00 circa di oggi, 19.01.2012, i Carabinieri di Mammola, nell’ambito di servizi mirati al contrasto di uso e spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato: Barillaro Filippo (nella foto), nato a Mammola il 24.05.1969. Presso l’abitazione dello stesso sono stati rinvenuti gr. 90 di marijuana, n. 57 buste di cellophane, n. 1 busta con gr 20 di semi di canapa indiana (nella foto).
Si sono tenute alle ore 15.00 di oggi presso la parrocchia della “Candelora” le esequie del Luogotenente Leva Salvatore (nella foto), nato a Rizziconi il 6.10.1954, deceduto presso la sua abitazione il 17 gennaio. Il Luogotenente Leva era sposato con la sig.ra Zaffino Maria Rosaria e padre di due figli, Pasquale e Annunziata che è Maresciallo dei Carabinieri. Arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel 1974, dopo aver completato con successo l’iter formativo presso la Scuola Sottufficiali, con il grado di Vicebrigadiere fu assegnato al Radiomobile della Compagnia di Serra San Bruno, quale capo equipaggio. Dal ‘79 comandò la Stazione di Bova e dal 1986 quella di Lazzaro. Nel maggio del 1998 fu trasferito al Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Reggio Calabria, quale comandante della Sezione Investigazione Scientifiche. La professionalità evidenziata nel servizio e le elevate qualità umane gli hanno permesso in ogni circostanza di portare a termine brillantemente gli incarichi affidatigli. Nel 2000 gli fu concesso un Encomio dal Comandante della Legione CC Calabria per essersi distinto in una brillante operazione di polizia giudiziaria, che portò all’arresto di numerosi pregiudicati e la disarticolazione di una cosca di ‘ndrangheta. Fu decorato con la croce d’oro con torre per anzianità di servizio e con la medaglia d’argento di lungo comando.
Nel quadro del progetto di qualificazione nazionale settore maschile, il CQR Calabria organizza il “Regional Day maschile 2012” riguardante gli atleti nati negli anni 1996/’97/’98. L'attività, in programma domani (venerdì 20 gennaio), presso il Palazzetto dello Sport di Vibo Valentia Marina, si svolgerà sotto la supervisione di Mauro Berruto, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana Maschile. I trenta giovani atleti calabresi convocati per il Regional Day, così come i selezionatori e i tecnici, saranno impegnati in momenti di parte tecnica e di gioco, dalle 15:30 alle 20:30, alla presenza anche di Mario Barbiero, responsabile del processo di selezione nazionale, di Mauro Maccotta, collaboratore tecnico nazionale, e di Bruno Gurnari coordinatore tecnico regionale. “Sarà una bella giornata di sport – dichiara Carmelo Sestito, presidente Fipav Calabria – i migliori giovani calabresi potranno allenarsi e seguire gli utili consigli che Mauro Berruto, attuale allenatore della nazionale, non esiterà a dispensare per favorire la loro crescita sportiva e caratteriale. 
Primo giorno di allenamento per Alessandro Agosta, ultimo acquisto del dg Condello, già a disposizione di coach Bolignano. Dopo aver effettuato le visite mediche, seguito dallo staff della Viola Reggio Calabria, il nuovo pivot ha già mosso i primi passi sul parquet del centro sportivo del pianeta Viola. “ Sono passati 11 anni dalla mia esperienza a Reggio Calabria- ha dichiarato Agosta- avevo 16 anni, con già alle spalle 2 anni di lavoro a Montecatini, conservo delle amicizie importanti e soprattutto, proprio qui, mi è stata data la possibilità di confrontarmi con grandi esponenti del mondo del basket, non solo a livello a nazionale, e mi riferisco a Gaetano Gebbia e Tonino Zorzi, che ricordo sempre con stima e affetto. Il mio ritorno qui è molto significativo. Riconosco di aver trovato un ambiente molto carico che, dopo varie vicissitudini, è tornato, grazie all’attuale dirigenza, sui riflettori dell’ambiente cestistico, in virtu’ del piano lungimirante che la società è riuscita a mettere in atto, mi ritengo felicissimo di poter far parte del progetto del presidente Muscolino”. A spingere Alessandro a indossare i colori della maglia nero arancio, la condivisione degli obiettivi e degli ideali della società e del gruppo.
La Reggina Calcio, nell’ambito di un percorso formativo-culturale che coinvolge l’intera città di Reggio Calabria, intende sviluppare e promuovere una serie di incontri presso l’Università Mediterranea al fine di sensibilizzare gli studenti universitari sui temi dello sport e del rispetto dell’ambiente. Il progetto, denominato “Sport… energia vitale!”, consiste in una serie di appuntamenti durante i quali la Reggina Calcio, con la presenza di calciatori e dirigenti, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, coinvolgerà gli studenti attraverso incontri sportivi ed extra sportivi. Giovedì 19 gennaio, alle ore 11:30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Architettura, la Reggina Calcio inaugurerà il progetto con il primo seminario dal titolo “Energie rinnovabili ed architetture per lo Sport”. Nella ferma convinzione sia necessario sottolineare con forza che l’energia elettrica ottenuta per mezzo delle energie alternative deve rappresentare necessariamente il futuro se si vuole salvaguardare il nostro pianeta e lasciare in eredità un mondo migliore alle generazioni che verranno, la Reggina sarà coadiuvata da esperti nel settore della crescita sostenibile al fine di instaurare un dialogo costruttivo sul tema delle fonti rinnovabili. L’idea è quella di sensibilizzare gli studenti universitari i quali costituiranno il futuro produttivo del nostro paese. Interverranno la prof.ssa Francesca Fatta, Preside della Facoltà di Architettura, i professori Bagnato, Lauria e Milardi, Paolo Frascati, Responsabile Marketing della Reggina Calcio ed Aldo Sorbara, esperto in impianti fotovoltaici di REDEL ENERGIA. Il settore del fotovoltaico, infatti, è in forte crescita.