Reggio Calabria: anziano muore carbonizzato all’interno della sua auto

    Atroce fine di un uomo di 75 anni, Antonino Modafferi, ieri sera intorno alle 20 nella centralissima via Flippini. L'uomo, secondo le prime testimonianze, dopo aver riposto sul sedile passeggero delle buste e dell'acqua appena acquistate, si è portato sul lato guida della sua Opel.

E' qui che, secondo la ricostruzione dei fatti, ha perso i sensi in seguito ad un malre. Seppur cardiopatico, l'uomo non aveva mai smesso di fumare ed è stato proprio il suo vizio a rivelarsi fatale. Pare, infatti, che l'uomo stesse fumando mentre cercava di entrare in auto per poi ripartire. Cadendo privo di sensi, la sigaretta potrebbe aver dato fuoco alle buste di platica e, da lì, all'incendio che lo ha stretto in una morsa mortale carbonizzandolo. Difficile stabilire se l'uomo sia morto sul colpo, forse a causa di un infarto, o se fosse solo privo di sensi nel momento in cui è divampato l'incendio. Di certo le fiamme hanno fatto il resto non consentendo il benchè minimo tentativo di soccorso nonostante sul posto fossero giunti Carabinieri e Vigili del Fuoco.

   

 

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Le interviste del dopo Reggina Piacenza

 Clima disteso in sala stampa e tanti sorrisi per il ritorno alla vittoria della squadra di mister Novellino. Il primo a presentarsi al cospetto dei giornalisti è proprio l’autore del goal vittoria Biagio Pagano. Ha trovato la via della rete dopo i tentativi iniziati nella gara di Frosinone. Si, in effetti ci avevo provato martedì scorso senza fortuna. La mia esultanza è dovuta non tanto alle mia realizzazione personale quanto al pensiero che tutta la squadra grazie al mio goal poteva vedere un po’ di luce dopo un periodo buio durato cinque partite. Il goal subito? Siamo stati sfortunati perché arrivato subito dopo l’occasione sciupata da Cacia. La serie B è anche questa, un campionato molto difficile e lungo e da questo passettino in avanti deve iniziare il nostro campionato.

 L’importanza della vittoria? Era importantissimo vincere e l’abbiamo fatto con una prova di grande intensità e senza pause come nelle altre partite. Ripeto, adesso inizia il nostro campionato. Questa è la squadra che vuole Novellino? Dobbiamo giocare così, la serie B è difficile soprattutto per chi ha la responsabilità dei favori del pronostico. Se giochiamo con questa mentalità vi assicuro che sarà davvero difficile per tutti i nostri avversari. Una vittoria importante per il morale?

Si, certamente. Dobbiamo ancora migliorare sulle palle inattive sulle quali subiamo molti goals, ma credo che siamo sulla strada buona. Cosa vi ha detto il mister nell’intervallo? Che avremmo vinto sicuramente. Aveva notato sensibili miglioramenti ed era certo che alla fine avremmo fatto nostra la partita e l’intera posta in palio. Daniele Cacia (nella foto), autore del goal del vantaggio e del palo colpito, è il secondo amaranto a scendere in sala stampa. Ottima partita ed ottimo risultato?

Si, certo. Credo che abbiamo messo fine ad un periodo massacrante anche per noi all’interno dello spogliatoio. Non è facile giocare con la pressione addosso. Il Piacenza? E’ una buona squadra piena di giovani ed a Reggio ha giocato un’ottima partita. Ancora in coppia con Bonazzoli? Si, credo che io ed Emiliano possiamo benissimo coesistere anche perché siamo due calciatori con caratteristiche completamente diverse e che, quindi difficilmente si pesteranno i piedi tra loro. La sua condizione? Nelle due ultime partite sento di essere migliorato. Negli ultimi anni ho perso la continuità per via degli infortuni, ma è mia ferma intenzione dimostrare che posso ancora essere utile. E’ il turno dell’allenatore avversario Fabrizio Castori che entra rabbuiato nel morale e nell’aspetto. Si attendeva questa Reggina? Si, mi aspettavo questa Reggina. Ciò che non mi aspettavo era di farle due regali sui goals. Dispiace perdere così, ma le abbiamo indubbiamente spianato la strada. Cosa è mancato alla sua squadra? Maggior attenzione, senza gli errori sulle reti di Cacia (evidente l’errore dell’ex Puggioni, n.d.r.) e di Pagano avremmo senza dubbio potuto ottenere il pareggio senza per questo rubare nulla. Ha tratto delle indicazioni comunque positive? Sono molto arrabbiato ed amareggiato per come è venuta la sconfitta, dovevamo stare molto più attenti. Il suo Piacenza è una squadra imbottita di giovani. Questa è una scelta societaria anche per abbassare i costi ed io sono contentissimo così. Tocca a Walter Novellino che entra sorridente al limite del sarcastico verso i giornalisti di casa nei confronti di uno dei quali, durante la conferenza stampa di sabato, ha avuto un acceso battibecco. L’abbiamo vista girarsi verso il pubblico della tribuna chiedendo di incitare i suoi giocatori. Si, certo. Cassano e Volpi, su tutti, vanno incitati perché sono giocatori della Reggina e non avversari. Sono io che li mando in campo per cui il pubblico se proprio deve fischi me. Sulla partita? Stiamo lavorando sodo e capendo i meccanismi che regolano un torneo difficile come questo. Per adesso va bene così, ma vedrete che andrà ancora meglio. La montagna si scala piano piano (nelle settimane scorse il tecnico aveva definito i suoi giocatori come “alpinisti” ed ancora prima aveva dichiarato che avrebbe voluto dei “muratori” e non degli “architetti”, n.d.r.). e noi abbiamo iniziato a farlo. Sono allenatore da molti anno e so che ci vuole pazienza. Bonazzoli, Missiroli e Buscè su tutti? Hanno giocato bene, ma io sono soddisfatto di tutta la squadra. La cosa che mi da gioia è l’aver ritrovato il nostro pubblico che sempre ci è stato accanto e per questo voglio ringraziarlo. La gara di stasera è frutto dei miglioramenti che lei aveva comunque visto a Frosinone? Esattamente. Avevo detto che in quella occasione, soprattutto nel primo tempo, la Reggina aveva fatto vedere qualcosa di positivo e di nuovo rispetto alle gare precedenti. Stasera si è notata la continuità rispetto alla gara di martedì scorso. Finita la conferenza stampa, il tecnico saluta affettuosamente un giornalista di Piacenza di sua vecchia conoscenza e si lascia sfuggire una frase alquanto infelice che ai più non è passata inosservata. Quel suo “Hai sentito i tuoi colleghi? Hanno fatto tutti la Champions!” rientra nel “personaggio” Novellino, ma è altrettanto gratuita, antipatica ed irrispettosa. D’altro canto, se non andiamo errati, anche il mister la Champions l’ha vista dal salotto di casa esattamente come noi. A buon rendere! 

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Reggio Calabria: arrestato spacciatore

Nelle prime ore del mattino di ieri i Carabinieri della Stazione di Gallina della Compagnia di Reggio Calabria presso un’abitazione di campagna nella periferia di Gallina hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti Fallanca Diego, di anni 33, incensurato, operaio, originario di Cardeto.

I militari, al termine di un’attività infoinvestigativa avevano individuato il Fallanca come possibile detentore di marijuana verosimilimebnte prodotta in piantagioni della zona. Alle prime luci dell’alba è stata effettuata una perquisizione domiciliare presso l’abitazione del soggetto, situata nella periferia di Gallina in zona collinare. A coadiuvare i militari nella ricerca dell’eventuale presenza di sostanze stupefacenti il Comando Legione Carabinieri ha inviato una unità cinofila antidroga. Le operazioni di ricerca, non particolarmente agevoli per la presenza di diversi piccoli fabbricati costituenti le pertinenze dell’abitazione, nonche’ i relativi spazi interposti, hanno richiesto particolare impegno per gli operanti. E’ stata proprio la presenza dell’unità cinofila in cui opera il pastore tedesco IKE (nella foto), un maschio adulto addestrato per la ricerca di stupefacenti, a fornire la svolta. Impegnato infatti in quello che per il cane è null’amltro che un gioco in cui viene stimolato a cercare lo stupefacente in cambio di un “bravo” e qualche carezza da parte del suo addestratore, IKE ha annusato e setacciato tutti i locali di cui si componeva l’abitazione e, giunto su un piccolo dirupo nel cortile della casa, ha segnalato ai militari un tubo in plastica seminascosto tra terra e pietre, chiuso da un tappo in plastica. Il Fallanca tentava vanamente di distogliere l’attenzione dei militari rappresentando che quello era un tubo di scarico da lui posizionato e chiedendo di non rimuoverlo per non danneggiarlo: i militari, insospettiti da tale affermazione e soprattutto fiduciosi delle capacità di IKE, provvedevano all’apertura del tubo rinvenendo all’interno un sacchetto in nylon contenente circa un kilogrammo di marijuana già essiccata e pronta per lo spaccio. Ma il fiuto di IKE non si è lasciato sfuggire un’altra sorpresa: all’interno di un piccolo deposito attrezzi il cane infatti indicava qualcosa nella parte alta della stanza. Una perquisizione accurata da parte dei militari non ha permesso di rinvenire stupefacente;  un controllo dall’alto ha tuttavia confermato la validità del fiuto del pastore tedesco: sul tetto in cemento armato del piccolo deposito è stato infatti rinvenuto un altro sacco in nylon identico al precedente in questo caso quasi vuoto ma con ancora residui di semi e foglie di marijuana indicativi del fatto che in quella confezione era stato in precedenza collocato altro quantitativo importante di stupefacente. All’interno dei locali in uso al Fallanca è stato infine repertato un bilancino di precisione elettronico. Il Fallanca è figlio di FALLANCA Francesco, classe ’51, deceduto nel 1994 per cause naturali, pregiudicato per reati associativi, ritenuto braccio destro del boss della Montagna SERRAINO Francesco, ucciso in agguato mafioso. Il FALLANCA è altresì cognato di MACRI’ Carmine arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria nelle campagne di Cardeto ove si nascondeva da latitante poiché accusato di aver partecipato alla rapina al portavalori in cui perse  la vita la guardia giurata Luigi Rende. Per il Fallanca sono scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente ed è stato tradotto presso la Casa Circondariale.

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Eccoci!

Ci siamo! Un'altra "voce", nello sconfinato spazio della Rete, muove oggi i primi passi accolta con grande soddisfazione dal sottoscritto che ha fortemente voluto addentrarsi in questa nuova esperienza professionale. Partiamo dal nome della testata: Il Reggino (.eu).

Non poteva che essere questo il nome deputato a caratterizzare la neonata testata giornalistica. Vivendo ed operando a Reggio di Calabria (nome ormai da tempo in disuso, ma sempre pieno di fascino ed importanza), fieramente orgoglioso della propria Regginità da esportare con vanto in ogni angolo del Pianeta, il Direttore (nella foto) non poteva che scegliere questo aggettivo per meglio trasferire al lettore la propria cultura e l'indirizzo che avranno tutti i temi che andrà a trattare da qui in avanti. Reggio di Calabria, la sua provincia, l'intera Calabria ed ogni loro espressione (dallo sport allo spettacolo, dalla cultura alla cronaca, dall'arte alle vicende più strane e grottesche), saranno viste con gli occhi di un Reggino e raccontate con le peculiari capacità di chi vive a queste latitudini. Reggio (di Calabria) è una Città straordinariamente unica, ricca di umanità, di socievolezza, ma anche controversa, contraddittoria e per certi versi "strana" e finanche inequivocabilmente fulcro di molti eventi storici e culla di grandi personaggi che, da sempre, hanno arricchito e, per sempre, arricchiranno ogni dove esportando la propria cultura e formazione personale nate e forgiate in una delle Città più belle ed importanti della Magna Grecia. L'obiettivo che ci prefiggiamo è uno ed uno solo ed è, peraltro, semplicissimo da raggiungere per chi, come noi, non ha mai voluto che nessuno pensasse con la nostra testa: quello di raccontare le vicende e le vicessitudini che viviamo ed a cui assistiamo quotidianamente attraverso la semplicità, la schiettezza, se volete anche con la crudezza, con cui siamo abituati a pensare e, quindi, ad agire. Qui troveranno ospitalità tutti coloro i quali sanno cosa voglia dire libertà, indipendenza, onestà intellettuale, equilibrio nei giudizi. Non potremo accontentare, ahìnoi, chi è abituato alle cosidette "linee editoriali", a chi vede uscire un pezzo con la propria firma ma pensato e scritto da qualcun altro, a chi non fa della professione del Giornalista un qualcosa unicamente rivolto al servizio della verità e del lettore. Il ruolo del Giornalista incarna, si sa, il cosidetto Quinto Potere di cui noi non vogliamo abusarne affatto. La mole di lavoro sarà tanta, certo, ma non ci spaventano nè le difficoltà nè le ore trascorse dietro al nostro pc purchè siano spese per commentare e portare a Voi lettori una versione libera, audace, vera ed autentica della nostra sconfinita Regginità! Ad majora!

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