E’ nato “Wt:Social”, il social di Jimmy Wales contro fake news e clickbating

(211) E’ approdato online circa un mese fa (per il momento solo in lingua inglese) il social network lanciato da uno dei fondatori di Wikipedia, Jimmy Wales.

“Wt:Social”, questo il nome, sembra aver dato inizio ad una nuova tipologia di interazione che ha come obiettivo l’eliminazione delle fake news e del clickbating (ossia l’acchiappa click che genera rendite pubblicitarie online) in favore di notizie verificate e contenuti di qualità.

Secondo Wales, infatti, il “male” dei social comunemente usati deriva dal fatto che “Il modello di business dei social network è sbagliato perché basato sulla pubblicità, una soluzione che premia i contenuti falsi ed il clickbaiting”. 

Non è infatti una novità l’essere invasi da advertising nel mentre stiamo navigando sui nostri canali internet. Inoltre, quante volte è capitato di imbattersi in notizie con migliaia di likes ed altrettante condivisioni che alla fine risultano essere notizie infondate o completamente distorte dal reale senso? Troppe, invero.

Ecco quindi che la nuova piattaforma “Wt:Social” potrebbe ribaltare questa tendenza. Intanto è utile sapere che non saranno presenti pubblicità e che per accedervi bisognerà pagare un canone mensile di 12 euro (o 90 euro annui), una sorta di autofinanziamento essenziale per far crescere la nascente comunità virtuale.

Anche l’algoritmo ha subito uno stravolgimento: i post infatti verranno visualizzati in ordine cronologico e non in base agli engagement ed inoltre chiunque potrà segnalare i post più interessanti e suggerirli agli altri utenti e si potranno anche modificare i titoli ingannevoli.

All’interno della piattaforma è possibile iscriversi anche a delle subwikis che inglobano categorie di interessi specifici gestite da esperti del settore.

Per adesso, tra iscritti e utenti in coda sono stati raggiunte 230.000 persone che rappresentano quella fetta di popolazione disposta a pagare per vedersi garantiti contenuti di qualità.

Numeri ancora esigui per valutare l’eventuale successo o meno del nuovo “anti-social”, certo è però che in questa giungla di informazioni a cui siamo sottoposti sul web potrebbe risultare molto accattivante accedere a questa sorta di “filtro” ideato da Wales.

 

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Author: Simona Nato