Calcio, serie D: La Camera (Leggende Amaranto) “Salviamo il salvabile”

(461) Senso di frustrazione: è ciò che al triplice fischio di Siracusa – A.S.D. Reggio Calabria ha accomunato tifosi, dirigenti, staff tecnico e giocatori.

 

Non si può vedere infrangersi un sogno durato fino a pochi minuti dalla fine dopo una partita giocata con la giusta umiltà al cospetto della corazzata del campionato. Tutti i segnali sembravano finalmente essere positivi fino a 11’ dalla fine, finanche il tanto invocato gol di Mimmo Zampaglione. Poi sappiamo tutti ciò che è successo e sarebbe facile crocifiggere il povero Ventrella che prima riesce nell’impresa di prendere un gol da oltre 50 metri e poi, dopo un’occasione amaranto che poteva ancora far girare la partita  e una fesseria colossale di Brunetti che si faceva espellere, subiva un gol evitabile da Crocetti per la mazzata finale.. Il giovane portiere barese si è crocifisso da solo (almeno speriamo “da solo”), presentandosi in sala stampa con il capo cosparso di cenere e anche il più spietato giornalista si è sentito disarmato di fronte a quella situazione e, più che incalzare Ventrella, ha cercato di fare coraggio al ragazzo psicologicamente distrutto. Cambiano gli obiettivi dicono Cozza e Martino; a dire il vero i tifosi li avevano cambiati da tempo e mal digerivano la presunzione di chi fingeva di non vedere la realtà. Bisogna salvare il salvabile adesso e l’unico modo e compattare l’ambiente svolgendo ognuno il proprio ruolo, ma remando tutti nella stessa direzione. Abbiamo ringraziato e non smetteremo oggi di farlo questa dirigenza per quanto fatto per il calcio a Reggio, l’abbiamo anche criticata per gli errori commessi, sapendo che non si vive di soli consensi e la critica è un elemento indispensabile per crescere e migliorarsi. Abbiamo sbagliato anche noi tifosi, non c’è dubbio, a pretendere tutto e subito o a cercare il colpevole ad ogni costo in questo e quell’altro interprete. Abbiamo sbagliato tutti!!! Adesso però, se vogliamo uscire da questa situazione, facciamo tutti un passo indietro, usciamo dalle nostre convinzioni che sconfinano nella presunzione dal “so tutto io” e risaliamo lentamente verso un campionato decoroso. E, badate bene, questo vale  per tutti nessuno escluso, dal Presidente all’ultimo dei tifosi. Possiamo ancora farcela a risalire a non distruggere tutto, ma non possiamo farcela se ognuno si erge a salvatore della patria, così no! Prendiamo esempio dalla Juniores che può essere il futuro di questa società e rimbocchiamoci le maniche, non c’è tempo da perdere prima che la tempesta ci travolga definitivamente. * Presidente Associazione Culturale Leggende Amaranto.

 

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Author: Maurizio Gangemi