(502) La partita di Scordia era l’ultima chance per rimanere aggrappati al carro delle più forti.
Giocare contro una squadra che in casa aveva subito nette sconfitte da Cavese, Frattese e Siracusa era l’occasione per misurare il livello degli amaranto. La risposta impietosa ci dice ancora una volta che siamo un passo (o forse più) dietro le tre grandi di questo campionato e che la svolta tanto attesa dall’inizio del campionato non è arrivata e forse non arriverà mai. Lo Scordia ci ha messi alle corde per l’intero primo tempo e nella ripresa, pur subendo maggiormente le iniziative amaranto, a rischiato di vincere prima in più occasioni e di subire la beffa quando, proprio allo scadere, Zampaglione ha colpito l’ennesimo legno di questa sfortunata stagione. E’ evidente che, se il salto di qualità non c’è stato fino ad ora, non si capisce se e quando potrà esserci. Ci troviamo ad 8 punti dalla vetta, ritardo ancora colmabile, ma in pochi dicono che siamo l’unica squadra tra quelle ambiziose a non aver ancora osservato il turno di riposo. La squadra ha dei limiti, tecnici in ogni reparto, tattici e caratteriali a partire dal suo allenatore che si becca due giornate per un gesto che in qualsiasi altra piazza gli avrebbe procurato una multa salata. Ma i limiti più grandi sono quelli di una società forse troppo giovane che ci mette tanto impegno e buona volontà, ma si disperde in tante belle iniziative e comunicati piuttosto che badare al presente. Cresceranno tutti ne siamo certi e siamo i primi ad augurarcelo, così come vorremmo di qui a poco essere smentiti e fare ammenda celebrando una squadra che scala la vetta della classifica. Ma i sogni finiscono all’alba, purtroppo. Un ultimo appunto va a quei soloni che continuano a ribadire che la colpa di tutto ciò va attribuita al tempo perso per salvare la Reggina Calcio e la Lega Pro e al conseguente ritardo con il quale si è iniziato a lavorare al nuovo progetto. Francamente è un ritornello che nasce dall’astio verso il presidente Foti, ma che ormai stona e fin troppo. Sarebbe ora di cambiare registro e prendere spunto dagli errori del presente per costruire il futuro”. * Presidente Associazione Culturale “Leggende Amaranto”.