Albinoleffe Reggina 2-0: le interviste post gara

Un’altra figuraccia quella rimediata dalla Reggina a Bergamo contro l’Albinoleffe. Gli addetti ai lavori si chiedono come mai gli uomini del tecnico amaranto Iaconi [ci auguriamo ancora per poco, (ri)vogliamo Orlandi!)] siano quart’ultimi in classifica e non, per esempio, quarti. Qualcuno, addirittura, sostiene che “la classifica non è veritiera nei confronti degli amaranto” alludendo (forse prendendola in giro) al suo meritare una classifica migliore. Non solo è veritiera, rispondiamo noi, ma rispecchia perfettamente il (non) gioco prodotto nelle 21 gare del girone d’andata sin qui disputate. Per dirla tutta, proviamo quasi una forma di imbarazzo nei confronti delle pochissime squadre che questa Reggina è riuscita a sconfiggere (Cesena, Piacenza, Salernitana, Brescia, Ascoli e Triestina) ed, a questo punto, chiedendoci come siano potuti accadere tali “misfatti”.

In primis, per esempio, il fortissimo Cesena prossimo avversario dei reggini al “Granillo” a cui, gli amaranto (salvo stravolgimenti), si consegneranno in pasto tra 7 giorni. Foti, tempo fa, disse che le responsabilità del campionato disastroso fino ad allora disputato erano da dividere al tra lui (34%), Novellino – quando c’era – (33%) e Martino – quando c’era – (33%). Adesso, diciamo noi, le percentuali cambiano e di molto: 98% quelle di Foti (confuso e disorientato sotto ogni punto di vista), 1% Iaconi ed 1% la squadra. E Rosati? Visto il curriculum professionale e l’assoluta relatività della sua presenza la sua è pari allo 0% (non è un’assoluzione questa, anzi!). In sala stampa si presenta un dismesso Iaconi (nella foto) ed inizia a chiacchierare. Giochiamo 20/25 minuti e poi? “E poi, al primo episodio contro, crolliamo. E’ stata una partita in salita contro una squadra che fa delle ripartenze la sua arma migliore. In sostanza subiamo due tiri e prendiamo due goal, questo denota che il problema è soprattutto psicologico. I nostri attaccanti sono sempre super marcati e super controllati, mentre gli attaccanti avversari godono di libertà assoluta.” E’ tornato all’antico con l’impiego di Valdez e Santos. “Si, Lanzaro e Barillà erano un po’ acciaccati e non volevo rischiare, facendoli giocare, di fargli danni ulteriori.” Cacia ed il rigore. “Anche lui è tra i tiratori designati. E’ stato bravo a procurarsi il rigore ma può capitare di sbagliarlo.” Guardiamo in faccia la realtà, siamo quart’ultimi. “La realtà è questa e siamo in piena zona retrocessione. Caliamoci in questa realtà (dopo 21 partite, ancora, nella realtà della bassa classifica, ci si devono calare??? n.d.r.) e cerchiamo di ripartire.” Lei è uno che non molla, ma alla fine è sembrato quasi che non ci credesse più. “No, non mollo. Dobbiamo crederci e provarci ancora. Oggi abbiamo fatto molto poco. Sono deluso, molto deluso. Più da me stesso che dai calciatori.” Gli arrivi di Tedesco e Fiorillo sono ufficiali, e poi? “E’ una squadra che va molto rinnovata. Speriamo di fare nel girone di ritorno molto meglio di quanto fatto nel girone d’andata.” Da allenatore, si sente in bilico? “Con il presidente parliamo spesso e ci diciamo tutto quello che pensiamo. Anche se le statistiche sono migliori rispetto alla prima gestione tecnica di questa squadra, la situazione ovviamente non va assolutamente bene. Ripeto, sono più deluso da me stesso che dai giocatori che vedo impegnarsi sempre al massimo.” Le responsabilità di questa situazione? “Quando si vince vinciamo tutti, quando si perde perdiamo tutti. Non è giusto dare addosso a chi, magari, gioca meno bene di altri (“meno bene”? “molto peggio” avrà voluto dire? n.d.r.) e le responsabilità sono di tutti. E’ il carattere che ci manca e, di questo, me ne assumo io la colpa.” Eppure, qualche tempo fa, ci eravamo ripresi. “E’ vero, per un po’ ci eravamo tirati fuori sperando di risalire la china. Poi siamo ricaduti tornando a giocare male. Una squadra che subisce 31 goals, se continua così è destinata a farsi molto male.” Il problema qual è? “Il nostro problema è che non sappiamo sopportare le difficoltà e, da esse, reagire. Martedì scorso, per esempio, dopo l’espulsione di Carmona sembrava fosse finito il mondo.” Questo lo Iaconi-pensiero: confuso, ripetitivo, per certi versi anche patetico. L’unico giocatore amaranto a presentarsi davanti ai cronisti è Simone Missiroli (nella foto). Reggino purosangue, è forse uno dei pochi in seno alla squadra (con gli altri reggini Barillà, Marino ed i fratelli Viola) che può capire cosa si prova in periodi del genere (gli altri, secondo noi, modestamente se ne fottono, n.d.r.). Sei ovviamente amareggiato, 10 sconfitte in 21 gare sono troppe. “Non è solo la sconfitta che mi amareggia e mi fa male. E’ l’intera prestazione, l’ennesima negativa, che è assolutamente dimenticare.” L’approccio con la gara è buono, poi al primo affondo degli avversari la Reggina crolla. “In effetti capita troppo spesso questo. Che volete che vi dica? Dobbiamo cambiare trend.” Si è deciso di allontanare i “senatori” e di puntare sui giovani eppure la situazione non è cambiata e siamo quart’ultimi. “Sono state fatte delle scelte societarie che a me non interessano. Arriveranno altri calciatori che, certamente, ci daranno una mano.” Il rischio che si corre è quello di sprofondare. “Vi garantisco che non è facile trovarsi laggiù. Dobbiamo darci una scossa e ricominciare.” Come vi sostenete tra voi all’interno dello spogliatoio? “Cerchiamo di farci forza a vicenda e di lavorare sodo.” Commentare le dichiarazioni di Iaconi e Missiroli? Davvero è necessario? Noi, in sintesi, pensiamo quello che abbiamo già scritto: Foti unico responsabile per le scelte fatte e rivelatesi molto presto sbagliate in toto. Servono altre parole? No!

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Author: Maurizio Gangemi