Coppa Italia Tim Cup: Reggina Alessandria 1-0

Reggina – Alessandria: 1-0. Reggina (3-5-2): Puggioni; Adejo, Cosenza ed Acerbi; Laverone (dall’89° Camilleri), Missiroli (c), N. Viola, Rizzo e Rizzato; Zizzari (dal 69° Barillà) e Sy (dal 68° A. Viola). In panchina: Kovacsik, Montiel, A. Viola, Barillà, Verruschi, Camilleri e Cherillo. All.: Atzori. Alessandria (4-2-3-1): Servili; Pucino (dal 58° Cuneaz), Cammaroto (dal 15° Romeo), Ghinassi e Segarelli; Bonomi e Negrini; Camillucci, Martini ed Artico (c) (dall’86° Damonte); Machado. In panchina: Cicutti, Carlini, Damonte, Caiazzo, Cuneaz, Pasino e Romeo. All.: Sarri. Arbitro: Daniele Doveri di Roma. Assistenti: Enrico Fittante di Cosenza e Salvatore Longo di Paola. Quarto uomo: Omar Magno di Catania. Marcatore: Zizzari al 51°. Ammoniti: Negrini al 42°, Camillucci al 44°, Machado al 52° ed al 60° e Camillucci all’85°. Espulsi: Acerbi al 22°, Machado al 60° e Camillucci all’85°. Corner: 6 Reggina e 5 Alessandria. Recupero: 3’ (p.t.) e 4’ (s.t.). Spettatori paganti: 1361. Incasso: € 13.700,00.

Cronaca e commento. Esordio stagionale ufficiale per la formazione del neo tecnico Gianluca Atzori davanti al proprio pubblico. Nel secondo turno della Coppa Italia Tim Cup è ospite l’Alessandria di quel Fabio Artico che il 13 giugno del 1999 fu protagonista della prima, storica, promozione in serie A della Reggina e che stasera, giustamente, viene salutato dagli applausi dei presenti ed a cui allo stesso modo risponde. In verità, in tribuna, nelle vesti di collaboratore di Atzori e non più di calciatore, c’è un altro protagonista di allora ed è l’ultimo grande capitano amaranto Ciccio Cozza. Il pubblico non è numeroso al Granillo (la tribuna centrale è l’unico settore aperto), vuoi per l’entusiasmo nei confronti della Reggina che è via via scemato “grazie” alle ultime due stagioni a dir poco disastrose seppur per motivi diversi e vuoi anche per il concomitante Ferragosto. Non numeroso, dicevamo, ma molto caloroso nei confronti di questa squadra, quella amaranto, che si presenta senza proclami ma dotata, secondo noi, di buone qualità e, soprattutto, di un eccellente tecnico. Primi minuti di gara ovviamente a ritmi blandi scanditi, però, da qualche buono spunto degli uomini di Atzori in cerca dei migliori meccanismi e sincronismi in vista della prima di campionato domenica prossima qui in casa contro il Crotone. Ci piace sottolineare come, ad ogni giocata soprattutto dei nuovi, scatti spontaneo l’applauso dei pochi ma “rumorosi” presenti. Che sia un segnale nuovo? L’obiettivo primario della Società è quello di far bene e di far rinascere l’entusiasmo dei suoi tifosi attorno alla Reggina. La Società sa, però, che l’entusiasmo lo (ri)porta i risultati che si andranno man mano a conquistare. Al 12° minuto la Reggina si rende pericolosa per la prima volta. Lavarone, cursore di destra, crossa al centro e Sy manca il contatto di testa con il pallone per un soffio. Al 21° una parata che vale un goal fatto. Puggioni, con uno scatto eccellente, vola a deviare in corner un colpo di testa di Artico e riceve applausi a scena aperta. Ci chiediamo, con il senno di poi ovviamente, perché la scorsa estate la Reggina lo cedette e gli preferì quel Mario Cassano poi frettolosamente spedito altrove? Mah! Al 22° Acerbi entra malissimo, scoordinato ed anche assai pericolosamente su Negrini e Doveri non ha alcun dubbio ad estrarre il rosso diretto. A nostro modo di vedere, severa ma giustificata la decisione del fischietto romano. La Reggina, pur in inferiorità numerica, tiene testa agli avversari e cerca di produrre con tenacia qualche azione pericolosa. Proprio per i meccanismi non ancora rodati a dovere, però, non riesce a concludere a rete e Servili fa da spettatore non pagante. Si apprezzano, tra gli uomini di Atzori, Lavarone sulla destra, il centrale d’attacco Sy ed il giovane Giuseppe Rizzo che, con Nicolas Viola, cerca di fare quel che può anche se appare evidente una sorta di lacuna proprio lì in mezzo al campo in fase di costruzione. Al 39° si rifà viva l’Alessandria con Martini che, entrato in area da sinistra, batte a rete ma Puggioni è attento e para a terra senza difficoltà. Al 41° la Reggina va vicinissima al goal. Rizzato crossa al centro da sinistra, la palla arriva a Sy che la stoppa e calcia di sinistro mandando il pallone, però, abbondantemente al lato. Peccato! Un paio di minuti dopo Zizzari riceve a centrocampo da Laverone ed avanza a larghe falcate, prova il tiro ma lo stesso risulta debole e parato senza patemi da Servili. Il primo tempo finisce con il risultato ad occhiali, ma tra gli applausi comunque. La ripresa si apre con Rizzato che, al 48°, effettua da sinistra un tiro-cross che impensierisce Servili ma termina al lato. E’ il prologo per il goal del vantaggio. Al 51° Rizzo “assiste” Zizzari sul filo del fuorigioco. Il centravanti amaranto entra in area e batte Servili con un delizioso pallonetto. E’ un bel goal per preparazione e fattura ed è assai bello vedere Puggioni partire dalla propria area e correre per i 100 metri di tutto il terreno di gioco per andare ad abbracciare il compagno marcatore. Sinonimo di coesione e di “gruppo” in barba ai dieci “dissidenti” alienati dal gruppo stesso che non hanno semplicemente capito che la “vita” futura della Reggina è appesa ai loro onerosi contratti e che, in caso di fallimento, non solo non se li vedranno rispettati ma non percepiranno nemmeno 1 centesimo di euro. Forse, anzi senza forse, dovrebbero capire e rendersi parte diligente in una situazione davvero difficile per la Reggina, in primis, e per l’economia mondiale, dopo. Al 58° altra azione pregevole della Reggina tra gli applausi scroscianti dei 1361 paganti. Ancora Rizzo si veste da “uomo-assist” e serve Rizzato che s’incunea in area dalle retrovie, supera il diretto avversario e calcia ma i suoi piedi non da bomber non lo aiutano e la palla termina alta. Al 60° Machado riceve la seconda ammonizione in otto minuti e ristabilisce la parità numerica tra le due squadre. La Reggina, che onestamente della precedente inferiorità non pare averne mai subito l’onere, continua a macinare gioco ed a creare azioni su azioni con il pubblico che gradisce ed incita. Al 67° l’Alessandria ha l’occasione per pareggiare i conti anche per quanto riguarda il risultato. Martini riceve un cross da sinistra, si coordina bene ma, fortunatamente, calcia al lato e null’altro che uno spavento per Puggioni. Un minuto dopo Atzori effettua la sua prima sostituzione: esce l’applauditissimo Sy ed entra Alessio Viola. Stessa dose di applausi anche per il marcatore della serata Zizzari sostituito ancora un minuto dopo da Barillà. Esce, quindi, la coppia d’attacco titolare ed i più avanzati sono ora il capitano Missiroli ed, appunto, Alessio Viola. Atzori, saggiamente, rafforza il centrocampo e tende a mantenere il risultato. Un risultato, per quanto la Coppa Italia sia tenuta in assai poco conto, è al momento positivo (ma lo è ancor di più la prestazione, seppur con tutti i dubbi legati al famigerato “calcio d’agosto”) e rappresenta comunque un buon viatico per l’imminente inizio della nuova stagione. Al 76° si rifà viva la Reggina con Nicola Viola che, da 35 metri e passa, pretende un po’ troppo e calcia pretenziosamente alto sulla traversa. Più o meno fa la stessa cosa Laverone quattro minuti dopo calciando al lato dal vertice sinistro dell’area di rigore della porta difesa da Servili. All’83°, un minuto dopo l’occasione di Laverone, ci prova l’Alessandria con Artico. Ricevuto un cross da sinistra da Bonomi schiaccia a rete di testa ma Puggioni “è” portiere e, piazzato, para senza difficoltà. All’84° è Alessio Viola ad avere sui piedi la palla del raddoppio ma, dopo essersi creato lo spazio necessario, calcia “a giro” e Servili para distendendosi alla sua destra. Un minuto dopo l’Alessandria resta in 9 per il secondo “giallo” a Camillucci reo di un fallo inutile quanto stupido. All’86° Sarri regala a Fabio Artico la standing ovation del suo ex pubblico che non ha dimenticato. Un minuto di scroscianti applausi a chi, assieme al “mitico” Possanzini (ed a tutti gli altri ovviamente), ha regalato alla Reggina la pagina più importante della sua storia. Artico ricambia e si accomoda in panchina. Ancora all’86° la Reggina beneficia di un calcio di rigore per un fallo subito da Missiroli. Sul dischetto va Alessio Viola che tira debolmente ed assai prevedibilmente alla sinistra di Servili che semplicemente tuffandosi lo blocca e regala al tiratore anche un timido fischio. Forse è questa l’unica nota stonata di questa gara, la sufficienza con cui Alessio Viola è andato sul dischetto e giustamente “punita” dall’agevole parata del portiere avversario. La partita in pratica finisce qui e la Reggina passa il turno. Atzori sicuramente avrà tratto le indicazioni che voleva seppur certamente c’è ancora tanto da lavorare. 

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Author: Maurizio Gangemi